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martedì 1 novembre 2016

Serata vini dello Jura - Onav Modena 20/10/2016

Ad essere ospiti di Sergio si sta sempre bene e trovare una degustazione interessante di vini dello Jura non è facile, quindi l'occasione, appena vista, non me la sono fatta scappare.

Una nuova sede, ma il solito ambiente informale in cui riesco proprio a rilassarmi. La serata é stata condotta da Riccardo Lolli, un ragazzo che per lavoro gira la Francia, nei suoi viaggi ha visitato i produttori e scelto i vini.


Visto i produttori che ha portato in degustazione, come Tissot e Labet, bisogna proprio ammettere che ha buon gusto.

Per la prima volta conduceva una serata di degustazione, visibilmente emozionato, l'ha portata a casa con simpatia e raccontando cose interessanti.

Sui vini che abbiamo sentire posso dire che lo stile dei rossi dello Jura lo trovo sempre molto gastronomico, con un tannino in filigrana, la giusta spalla acida, quella mineralità ferrosa che mi chiama subito un condimento di pomodoro, l'intrinseca leggerezza che li fa sposare alla grande con la cucina di pesce.

Abbiamo aperto con un Cremant, anche piuttosto buono, forse una delle migliori bollicine francesi che ho sentito fuori dallo Champagne e tolti i Vouvray.

Sui bianchi, invece, ci siamo decisamente divertiti, con un esempio per tutte le inconsuete tipologie che vengono prodotte in quella regione, dalla vinificazione tradizione, alla “sous voile”, per finire con uno Château Chalon e uno straordinario “Vin de Paille”.

Questo l'elenco dei vini presentati:

Domaine Tissot – Crémant de Jura non dosé – 84pt

Domaine Tissot – Arbois Poulsard VV 2015 (in magnum) – 82/83pt

Domaine Labet – Còtes de Jura Pinot Noir “Les Varrons” 2015 – 84/85pt

Domaine de la Pinte - Arbois “La Capitaine” 2015 – 85pt

Domaine de la Pinte - Arbois Pupillin “Melon à Queue Rouge” 2014 – 86/87pt

Domaine Labet - Còtes de Jura “Cuvée de Hasard” 2011 – 87/88pt

Domaine Tissot - Château Chalon 2009 - 90pt

Domaine Labet – Vin de Paille “La Paille Perdue” - 93pt

Alla francese, sono stati serviti prima i rossi, ben freschi e poi i bianchi... naturalmente la cosa ha funzionato più che bene.

Un bravo naturalmente a Riccardo Lolli, che mi ha fatto ricordare la mia “prima volta”, condotta con la nausa e un mal di stomaco terrificante, non dovuti all'emozione che comunque era forte, ma al Gulash che mi ero sparato il giorno.

Lo avevo provato in abbinamento ai Blauburgunder che avrei poi dovevo presentare... sembrano passati anni.


Domaine Tissot – Crémant de Jura non dosé
100% Chardonnay – 12.5%


Il 75% della cuvée viene elevato in legno, la sosta sui lieviti è di almeno 52 mesi. Questo probabilmente spiega la bella densità di colore, dalla luminosa sfumatura al limite del dorato.

La bollicina è piccola piccola, i profumi dolci e tostati di crosta di pane, crema pasticcera, speziatura di vaniglia, che nell'insieme ricordano la fragranza del pandoro.

Il sorso é rotondo, dalla carbonica lieve, nell'aroma conferma la sensazione di tostatura, con un rinfrescante rivolo citrino di sottofondo e un lieve calore.

Nel finale burroso si riconosce l'apporto del legno, a bicchiere vuoto si avverte un filo di ossidazione, tuttavua ben controllata.

Merita 84pt, bottiglia pagata 18 euro in cantina.


Domaine Tissot – Arbois Poulsard VV 2015 (in magnum)
100% Pulsard – 12.5%


Rosso amaranto, con una leggera sfumatura mattonata sull'unghia e il centro rubino, la densità di materia e la presenza di qualche corpuscolo in sospensione affermano che si tratta di un vino non filtrato.

Curiosa la frase in retro etichetta “Contient des sulfites naturels”.

Porta al naso un ricordo di frutta macerata, velluto, una leggera tostatura, polvere di ferro, fragola, un piccolo fiore scuro e intenso.

C'é forse anche un sospiro di volatile, che gli dona una freschezza aranciata e lo rende un vino carnoso e boschivo, per i ricordi di sottobosco, foglie secche e castagna.

La bocca é gustosa, spessa, dal tannino levigato, sul finale si fa notare l'alcol, che lascia un leggerissimo pizzicore sul fondo della gola.

Vino semplice e sincero, da merenda.

82/83pt sono corretti per una magnum pagata appena 32 euro.


Domaine Labet – Còtes de Jura Pinot Noir “Les Varrons” 2015
100% Pinot Noir – 13.5%


Rosso rubino dalla diffusa sfumatura porpora, ha profumi delicati, soffici, ricchi di piccoli frutti scuri, mirtillo, mora, poi ecco che si fa strada verso le narici, tanto attesa, anche una nitida violetta.

Offre pure un rivolo erbaceo, della polpa del pomodoro, la fresca speziatura della cannella, la prugna in maturazione, una sfumata mineralità nera di grafite.

In bocca é succoso, dal tannino sussurrato, un buon equilibrio, gustoso, sapido e saporito. Ha un rotondità molto particolare, forse gli viene da un alcol che gioca a nascondino con le altre componenti.

Chiude in un finale salato, che mi piace.

A dire il vero a me il Pinot Noir piace sempre, quando é così magro, meglio così che certe caricature voluminose e surmature che ogni tanto capita di sentire.

Forse per questo ho segnato 84/85pt. 20 euro in cantina



Domaine de la Pinte - Arbois “La Capitaine” 2015
60% PN, 30% Poulsard, 10% Trousseau - 13.5%


Sono state servite 2 bottiglie, la prima affetta da un leggero segno di tappo che comunque non era così coprente, la descrizione é comunque relativa alla seconda.

Rubino pieno dall'evidente riflesso color amarena porta al naso una nitida ciliegia matura, dolcezza di caramella alla malva, un leggero soffio vegetale, un'impronta minerale decisa.

Il sorso è vinoso, dinamico, vivo e pulsante, dagli aromi che confermano l'amarena, un tannino maturo e filigranato.

Non ha grande volume e anche per questo risulta ben lineare nello sviluppo, senza che l'alcol si erga a protagonista. Bel vino, da 85pt.

L'unico di cui non ho segnato il prezzo.


Domaine de la Pinte - Arbois Pupillin “Melon à Queue Rouge” 2014
100% Melon à Queue Rouge – 12.5%


Ci hanno spiegato che il vitigno, tipico della zona dove comunque rimane piuttosto raro, è un parente dello Chardonnay. Non essendo riconosciuto dall'INAO come varietà separata, risulta proprio come Chardonnay per ricadere disciplinare, mentre il nome del vitigno sia usato come nome del vino.

A me interessa poco, perché nel bicchiere lo trovo bellissimo, dai lampi di luce colorati in giallo canarino. E tanto mi basta...

Naso dall'agrumata dolcezza, ha ricordi di erbe aromatiche che si sintonizzano nell'immagine del fieno essiccato, il floreale segue a ruota dapprima sugli stessi toni, suadenti di camomilla, per poi diventare ancor più candido, penetrante, intenso di mimosa, fino sfiorare un'idea di aromaticità.

Non ha una complessità spinta, ma cattura, è accogliente, ci trovo anche sfumature più fresche di pesca e ginger.

In bocca è particolare, entra salato e sviluppa un'acidità tirata, regala aromi quasi terziari, per arrivare ad un finale che si mantiene nervoso, pur con una punta di falsa dolcezza.

Decisamente lungo, a bicchiere più caldo la mineralità diventa protagonista anche nei profumi. Forse affascinato dall'essere così inconsueto, nel notes ho scritto 86/87pt

In cantina lo si paga 20 euro.


Domaine Labet - Còtes de Jura “Cuvée de Hasard” 2011
100% Chardonnay – 13.7%


Le etichette dello Jura sono una vera giungla, nella principale c'é scritto “Chardonnay de Voile”, nella retro “Vin de Voile de Jura”... vabbé, facciamo a capirci, é uno Chardonnay da 30 mesi sotto il “velo”.

Ha una consistenza palese si nota già mentre viene versato, ma é anche clamorosamente giallo paglierino intenso, senza nemmeno una traccia di doratura.

Naso potente, profondo di mallo di noce e marzapane, seguono foglia di the, legno orientale, una balsamicità che apre le narici... ma sotto, seguendolo bene, ha profumi delicatissimi e freschi di piccoli fiori bianchi.

Il sorso é freschissimo, elettrizzante, un'aromaticità di corteccia e liquirizia, sussurrata senza essere invasiva.

Tornando al naso é cambiato tanto, ora profuma di brodo di carne, pepe, smalto, cioccolato galak. A bicchiere vuoto i ricordi ossidativi spariscono completamente, lasciando speziatura e quella gioventù di fiori e frutti che prima si intravedeva appena.

Particolare e straordinario, ho scritto 87/88pt.

Costa appena 22 euro in cantina.


Domaine Tissot - Château Chalon 2009
100% Savagnin – 15%


Naturalmente in bottiglia da 66cl, nel bicchiere é di un giallo intenso e denso, quasi oleoso nella consistenza, dai profumi di miele grezzo, burro fuso, pompelmo candito, un'ossidazione leggera che é più sulla nocciola tostata che non il mallo di noce.

Seguono rosmarino, timo, ricordi pepati e di mandorla caramellata che si insinuano nei sensi, li catturano.

La bocca ha un'intensità spiazzante, l'alcol riscalda in modo potente e l'acidità prova a tenerlo a bada, ma fatica un bel po'... tuttavia, come si fa a non amare una persistenza che sembra infinita?

Il finale porta i ricordi di albicocca fresca e aromi da grandissimo Bas Armagnac che poi virano su panettone e soffi fumé.

Impone la sua eccellenza da 90pt, e allora i 55 euro in cantina sono quasi un dettaglio.


Domaine Labet – Vin de Paille “La Paille Perdue”
75% Chardonnay, 25% Savagnin – 10.2%


5 mesi di appassimento sulla paglia come da tradizione, gli hanno regalato un colore di ambra lucente con riflessi di rame antico.

Profuma in modo disperatamente evidente di zafferano, ho ancora in mente il piatto di Terry Giacomello all'Inkiostro, poi mela cotogna, acciaio surriscaldato, ciliegia freschissima, ricordi salmastri e muffati, ovviamente in modo “nobile”.

Sorso divino, dolce ma sorretto da acidità sferzante, un vero succo, speziato, caramellato, dal finale di fichi e datteri.

Ho scritto sul notes 93pt.

I 30 euro in cantina per la bottiglietta da 375ml sono assolutamente ben spesi.




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