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domenica 26 giugno 2016

Cà del Bosco - Franciacorta DZ Docg 1998

Chardonnay 65 %, Pinot Bianco 16%, Pinot Nero 19% - 12.5%


Bottiglia che ha imboccato la via della discesa, tuttavia con grande dignità e senza alcuna fretta. 

Carbonica filiforme, sfumatura dorata, profumi con appena un respiro di ossidazione, a cui fanno fronte pesca matura, miele, melone, la ginestra, per altro, è fragrantissima. 

Sapore ciambelloso, dalla freschezza tirata e dolce di buccia di frutta, pastoso, tannico tangibile, lunghissimo nel gusto di liquirizia e arancio amaro.

Se lo spacci per un "Apôtre" di Leclapart, alla cieca, ci cascherebbero tutti. 

La scia aromatica é netta di cannella, sta bene con un Bitto giovane, divinamente con un Parmigiano Vacche Rosse 40 mesi, invernale.


Bottiglia pagata 28 euro, in un'enoteca del centro di Bologna, direi assolutamente ben spesi.


14/06/2016, “Pinot Noir, la mia idea di Master” di F. Falcone

Cosa porto a casa da questa serata in cui abbiamo assaggiato così tante e diverse espressioni di questo meraviglioso vitigno? Porto a casa la visione di Francesco sul Pinot Noir, che prima ce l'ha raccontata e poi ce l'ha dimostrata nel bicchiere a bottiglia coperta.



Una visione che racconta come questo meraviglioso e ancestrale vitigno funzioni solo su terreni calcarei antichi, altrimenti é facile che dia risultati bizzarri, a volte caricaturali, con buona pace dell'Oregon, ad esempio, dove impegnandosi per bene potranno al più produrre Pinot Noir buoni per il mercato americano, voluminosi e potenti, ma destinati a rimanere distanti da quello che é la Borgogna.

Tutte le bottiglie sono state servite alla cieca, svelate solo dopo la degustazione e questo mi ha dato la soddisfazione di vedere confermati quelli che normalmente sono i miei gusti a “bottiglia scoperta”... cosa che fa sempre piacere e rassicura.

I miei sensi hanno voluto bene fin da subito al 2012 di Stroblhof, forse il primo Blauburgunder di cui mi sia innamorato anni fa, e agli Chambertin, a cui ho assegnato i voti più alti. Così come conferma che l'Alto Adige, é ben saldamente la seconda zona al mondo per questo vitigno, l'unica che in certe sensazioni può ricordare alcuni tratti della Borgogna.

La sorpresa invece é che, almeno a bottiglia coperta e messi nella giusta sequenza, i Blauburgunder dimostrano di non essere poi così lontano, almeno dai cru intermedi.

Non mi sarei nemmeno aspettato di trovare delle così belle espressioni del Pinot Noir nel Mugello, da cui avevo avuto esperienze negative in passato proprio con le stesse etichette, e mi sono dovuto ricredere. Il Falco mi ha confermato che i risultati sono ancora scostanti, i vigneti giovani, altre annate erano state in effetti meno buone... li attendo con piacere ad una conferma, alle prossime uscite.

Delle singole a bottiglie, porto a casa il ricordo del meraviglioso “Saignée de Sorbée” di Vouette & Sorbée, é davvero bello sentire un rosé che viene voglia di ricomprare, e dello straordinario Coteaux Champenois di Egly-Ouriet, perché mai avrei pensato che fuori dalla Borgogna si potesse arrivare a livelli così alti.

Della Borgogna stessa, mi coccolo il miglior Pacalet che abbia mai sentito, di pura eleganza e grazia, mentre non ci sono parole adeguate per il Grands Echézeaux 1957 del Domaine de la Romanée-Conti 1957. Un bicchiere ancora vivo e pulsante, dopo quasi 60 anni in bottiglia, certo 20 anni fa doveva essere stata una cosa sfolgorante, ma... come si fa a non vedergli bene.

Grazie al Falco, scelta di vini e degustazione straordinaria, as usual...

Queste le bottiglie degustate:

I Parte: il Pinot Noir come Metodo Classico
David Léclapart - Champagne 1er Cru BdN "L’Astre" Pas Dosé s.a. - 88pt
Andrea Picchioni - OP Metodo Classico Brut Nature "Profili" 1994 - 86pt
Colline della Stella - Franciacorta Dosaggio Zero Nero 2009 - 86pt
Remy Massin et Fils - Champagne "Cuvée Aristide" Brut s.a. - 88pt
Benoit Lahaye - Champagne Rosé “Rosé de Maceration” Extra Brut s.a. - 87pt
Larmandier-Bernier - Champagne Rosé 1er Cru “Rosé de Saignée” Extra Brut s.a. - 85pt
Vouette & Sorbée – Champagne Rosé “Saignée de Sorbée” Extra Brut – 92pt

II Parte: il Pinot Noir del resto del mondo
Domaine Claude Nouveau - Maranges 1er Cru "La Fussière" 2011 - 83pt
Martin Schaetzel - Alsace Pinot Noir Cuvée Mathieu 2011 - 85pt
Podere della Civettaja - Toscana IGT Pinot Nero 2013 - 87pt
Joseph Mellot - Sancerre "Le Connétable" 2010 - 82pt
Voltumna - Toscana IGT Pinot Nero "Silene" 2012 - 86pt
Stroblhof - Alto Adige Pinot Nero Riserva 2012 - 90pt
Kelleri Girlan - Alto Adige Pinot Noir Riserva "Trattmann Mazon" 2013 - 86pt
J. Christopher - Dundee Hills Pinot Noir "Dundee Hills Cuvée" 2012 - 83pt
Domaine Drouhin - Oregon Dundee Hills Pinot Noir "Laurène" 2012 - 84pt
Egly-Ouriet - Coteaux Champenois Ambonnay Rouge "Cuvée des Grands Côtés" VV 2012 – 92pt

III Parte: il Pinot Noir della Côte d'Or
Domaine Michel Gros - Vosne-Romanée 1er Cru "Clos des Réas" 2009 - 86pt
Domaine Joseph Voillot - Volnay 1er Cru "Les Champans" 2012 - 89pt
Gerard Raphet - Morey-Saint-Denis 2013 - 86pt
Domaine Perrot-Minot - Charmes-Chambertin Grand Cru VV 2010 - 93pt
Philippe Pacalet - Gevrey-Chambertin 1er Cru “Lavaux Saint Jacques” 2013 - 94pt
Domaine Confuron-Cotetidot - Echézeaux Grand Cru 2007 - 93pt
Domaine Follin-Arbelet - Corton Grand Cru 1991 - 86pt
Joseph Drouhin - Chambertin “Clos de Bèze” Grand Cru 1971 - compromesso
Domaine de la Romanée-Conti - Grands Echézeaux Grand Cru 1957 - commuovente

Epilogo, con il sigaro
Leroy – Marc de Bourgogne

Aperitivo in giardino
Casa Caterina - Cuvée 36 Brut Nature 2011
Ferrari Spumanti – Trento Doc “Perlè” 2009
Albino Piona – Metodo Classico “Gran Cuvée”

tutte le bottiglie sono state versate alla cieca e scoperte dopo la degustazione



David Léclapart - Champagne 1er Cru BdN "L’Astre" Pas Dosé s.a. - 88pt



Sboccatura ottobre 2015. Il colore é particolare, fra il rosa pallido e il dorato, così come lo é nei profumi, appena fumé, poi arancio e viola, soffusi di dolcezza. La bocca é tiratissima, un flash amaricante all'inizio, poi l'acidità prende il comando, aromaticità da mallo di noce e liquirizia, vanigliata per un giusto uso del legno. Lascia con un leggero calore (88pt)




Andrea Picchioni - OP Metodo Classico Brut Nature "Profili" 1994 - 86pt



Sboccatura giugno 2010. Ha 15 anni sui lieviti e si presenta sfacciatamente con un brillante e pallido riflesso paglierino. Naso speziato di miele e tropicale di frutta, un vassoio composto da pesca percocca, ananas sciroppato, melone bianco e mango. Sorso rotondo, fragrante di ciambella dolce, pennellato di cera e smalto, si distende in modo sottile. Mamma mia che spumanti riesce a produrre l'Oltrepò (86pt)


Colline della Stella - Franciacorta Dosaggio Zero Nero 2009 - 86pt



Sboccatura novembre 2015. Decisamente dorato e dolce di profumi, pesca sciroppata, caramella d'orzo, pandoro zuccherato. La bocca ha un frutto nitido e rosso, elegante, appena ammandorlato, cede un filo sulla calda lunghezza, mentre il naso si é arricchito di ricordi ferrosi (86pt)




Remy Massin et Fils - Champagne "Cuvée Aristide" Brut s.a. - 88pt




Methode perpetuelle dal 1995 al 2007, sboccatura non dichiarata. Dorato pallido ma ricco di luce, riempie il bicchiere di ricordi di foglia di the e tisana alla frutta, speziatura da pasticceria. Il sorso é potente, fresco di buccia di frutta rossa, affilato che tuttavia sublima in eleganza e finale di bocca rifinito. Quello che identifica immediatamente uno Champagne... (88pt)




Benoit Lahaye - Champagne Rosé “Rosé de Maceration” Extra Brut s.a. - 87pt



Sboccatura ottobre 2015, da Bouzy. Color arancio-ramato, davvero inconsueto, profuma vinosamente di girasole, metallo caldo, mandarino, in un contorno lievemente affumicato. La bocca é condita, masticandolo viene fuori una saporosità di arancio candito e cioccolato, chiude non lunghissimo su ricordi metallici di radice e legno giovane. Ha un gran rapporto con l'aria, che gli regala anche un nitido Pan di Spagna (87pt)


Larmandier-Bernier - Champagne Rosé 1er Cru “Rosé de Saignée” Extra Brut s.a. - 85pt



Sboccatura non dichiarata, da Vertus. Strano colore, indeciso fra il succo di fragola e cipolla di Tropea. Netto nei profumi fruttati di lampone, arancia sanguinella, ciliegia matura, una leggera mineralità salata di rame in secondo piano. Sorso spumoso, vira sulla frutta secca e torna sul succo di mirtillo. Bottiglia di maestria, ma tutto sommato “ordinaria” per la sua topologia (85pt)


Vouette & Sorbée – Champagne Rosé “Saignée de Sorbée” Extra Brut - 92pt



Sboccatura Novembre 2014. Un bicchiere che afferma subito, in modo prepotente, una raffinatezza sottile e delicata, quella che ti spinge a cominciare a cercare, ad afferrare i profumi al volo, ad uno ad uno, trovando via via il pomodorino maturo, la dolce fragolina di bosco, la rosa, lo zucchero filato. Una trama leggera e intrigante, ottenuta senza rinunciare ad una bocca che invece é piena, dalla carbonica sfumatissima. Immediata l'immagine del pompelmo rosa che porta agli occhi, ma é la masticazione che ne distende la lunghezza aromatica di frutta rossa, toni ematici e sanguigni, esalta la vera freschezza, porta in superficie un lieve tannino. Il Falco lo presenta come il più grande Rosé dello Champagne, mi sa che ha ragione. Aggiunta nella lista dei Rosé che vale la pena bere, e forse non arrivo nemmeno a 5 (92pt)


Domaine Claude Nouveau - Maranges 1er Cru "La Fussière" 2011 - 83pt



Rubino pallidissimo, con orlo aranciato. Profuma di ferro, ruggine, ciliegia croccante, leggero ricordo di acetone. Bocca ruvida, salatissima, dal tannino particolare, forse perché ben maturo, ha una salinità che ritorna anche al naso, arruffata. La chiusura di bocca é comunque molto pulita, diventa piacevole (83pt)


Martin Schaetzel - Alsace Pinot Noir “Cuvée Mathieu 2011” – 85pt



Vivace rubino, trasparente, dalla bellissima sfumatura pulsante di luce. Il naso é di una meravigliosa semplicità, violetta, che nel Pinot Noir io vorrei sempre, rosa, garofanini, un floreale pulitissimo, che sfuma in granita di amarena. Sorso succoso per un attimo, poi tiratissimo per un'acidità nervosa che lo rende facile da bere, poco impegnativo. Un Pinot Noir alla tedesca, per me bello (85pt)


Podere della Civettaja - Toscana IGT Pinot Nero 2013 – 87pt



Netto nella tonalità rubino e sorprendete nella trasparenza. I ricordi di sottobosco sono travolgenti, profuma di torba, carbone vegetale, foglie secche, carruba, cannella, vaniglia e acqua ferruginosa. In bocca cambia registro, sorprendentemente di volume, quasi dolce, dai tannini levigati, caldo e avvolgente, ritorna in linea con un aroma salato di acqua di pomodoro. Bel Pinot Noir (87pt)


Joseph Mellot - Sancerre "Le Connétable" 2010 - 82pt



Granato trasparente, ha un profilo di terra rossa, arancio, sangue secco e ruggine. Il sorso é freschissimo, agrumato, ma con una vena medicinale che si fondono in un ricordo chimico e vegetale. L'alcol prende troppo spazio, lascia un aroma di geranio che difficilmente si può associare all'eleganza (82pt)


Voltumna - Toscana IGT Pinot Nero "Silene" 2012 - 86pt



Rubino, dalla densità di colore sopra alla media, una materia quasi particellare. Il naso ha una mineralità gessosa, polverosa di ferro, velati di incenso, rossa di amarena e fragola ben mature, al limite dello sciroppo. Sorso equilibrato, giocato su un alcol da climi del Sud e un tannino ben maturo, si esprime con aromi balsamici che accompagnano a lungo. Strano e inconsueto, ma non é una cattiva bottiglia, anzi... (86pt)


Stroblhof - Alto Adige Pinot Nero Riserva 2012 - 90pt



Granato perfetto di gioiosa trasparenza, finalmente, dopo tanti vini, avvicinando il naso al bicchiere ritrovo la desiderata violetta, poi ematicità, sottobosco e frutto rosso nitido. La bocca é dolce, posato, ha un gusto di melograno, mandarino e arancio giallo, tutte le sensazioni danzano in armonia. Si affaccia alla soglia dell'eccellenza, ed é all'inizio di un lungo cammino. Scopro poi che viene da un terroir unico, che amo tanto... quello di Pigeno, in Appiano Alta, cantina del cuore ormai da anni (90pt)


Kellerei Girlan - Alto Adige Pinot Noir Riserva "Trattmann Mazon" 2013 - 86pt



Rubino luminoso, dall'orlo appena sfumato in granato, ha profumi di agrumi, terra umida, tabacco e alloro. Sorso non così rifinito, risulterà poi estremamente giovane, entra con un frutto fresco per virare poi troppo in fretta su una sapidità minerale dura e tannino asciugante. Un atleta dalla muscolatura scattante, che in questo momento ha caricato troppo in palestra, deve defaticare, ma i margini di miglioramento sono evidenti. Scopriamo essere un 2013, quindi appena uscito, ma a Girlan hanno ormai cambiato registro, sono in grande crescita, diventerà di certo un bel vino (86pt)


J. Christopher - Dundee Hills Pinot Noir "Dundee Hills Cuvée" 2012 - 84pt



Rubino pieno, colorato, dai ricordi ematici e di mirtilli ben maturi, diretti, ma senza esplosione aromatica, corretti, ma semplici, precisi nei ricordi di tostatura. Bocca dolce, voluminosa, tannino dalle dimensioni importanti, finale quasi zuccheroso. Il Falco ci fa notare che il Pinot Noir quando non é coltivato sul calcare “si sbraca”, perde finezza e diventa ingombrante. E qui la dimostrazione c'é tutta (83pt)


Domaine Drouhin - Oregon Dundee Hills Pinot Noir "Laurène" 2012 – 84pt



Rubino pennellato di porpora, profuma di velluto, gelatina di mora, humus e violetta... decisamente ci siamo. Sorso dolce-salato, manca di amalgama, chiude con le durezze che emergono... decisamente non ci siamo. Promette e non mantiene, c'è tanto da lavorare, con il problema di non avere una clientela critica, che spinga i produttori a ricercare i canoni giusti nel vino. Siamo negli Stati Uniti, dove tutto deve essere potente e immediato, cosa poco adatta per l'eleganza sottile del Pinot Noir (84pt)


Egly-Ouriet - Coteaux Champenois Ambonnay Rouge "Cuvée des Grands Côtés" VV 2012 – 92pt



Falco ce lo presenta, naturalmente sempre a bottiglia coperta, come “il più grande Pinot Noir al di fuori della Borgogna”. Già nel colore non si smentisce, un rubino pieno, di gran luce. Nei profumi, diretti e incisivi, si conferma in pieno, per una nitida violetta e un intrigante sentore tartufato, seguite da gelatina alla fragola, vaniglia, elegante cannella e un nettissimo melograno. La freschezza del naso corrisponde ad una bocca aranciata, lunghissima e sottile, aromatica di lampone, sentori carnosi e affumicati. Chiede lunghissimo in una danza di raffinata acidità (92pt)


Domaine Michel Gros - Vosne-Romanée 1er Cru "Clos des Réas" 2009 – 86pt



Quasi completamente granato, anche se di trasparenza esemplare. Naso terroso, fumoso e affumicato, ha ricordi di salamoia e acqua di pomodoro. In bocca é saporito, speziato di canfora, pieno e succoso. Riscalda e ha un'aromaticità lunga (86pt)


Domaine Joseph Voillot - Volnay 1er Cru "Les Champans" 2012 - 89pt



In parte ancora rubino, in parte già granato, comunque dalla luce pulsante e bellissima. Profuma intensamente di sottobosco e tartufo, con speziatura avvolgente e balsamica. Nel sorso é dolce, morbido nonostante il tannino deciso, potente in una coerente aromaticità balsamica. Piaciuto molto, e forse non ci si svena nemmeno (89pt)


Gerard Raphet - Morey-Saint-Denis 2013 - 86pt



Un rubino letteralmente da gioiello, dal naso autunnale, espresso in cenere, camino spento, alloro, acqua di roccia e pungenza di salvia. Scende di un grandino al gusto, dove risulta semplice, dagli aromi assai semplici quasi di solo mandarino, e tende a svuotarsi rapidamente (86pt)


Domaine Perrot-Minot - Charmes-Chambertin Grand Cru VV 2010 – 93pt



Granato, dall'orlo sfumato decisamente di arancio, sembra tuttavia brillare di una bellissima luce propria. Ampio nei profumi, variegati di terra, sottobosco, foglia secca, rinfrescati dalla fragolina di bosco, con una balsamicità talmente penetrante da sembrare acuminata. In bocca ha un equilibrio aristocratico, fermo e posato, dall'acidità serena e una grandezza evidente, proprio di coloro che non ha nulla da dover dimostrare. Ed é ampio anche nell'espressione aromatica, ricca di chinotto, spezie, cioccolato e un intrigante finale di creme caramel. Ebbene sì, é un Chambertin (93pt)


Philippe Pacalet - Gevrey-Chambertin 1er Cru Lavaux Saint Jacques 2013 - 94pt



Rubino prezioso, dai profumi vanigliati e vellutati, rinfrescati da mirtillo e lampone maturo, a cui si aggiunge un ricordo esotico di frutta gialla, quasi di pera. Sorso balsamico, fresco e di energica dinamicità, comunque di spessore, scorre con una texture raffinata, granulosa e dal finale di languida salinità. Il miglior Pacalet che abbia mai sentito, senza alcuna sbavatura (94pt)


Domaine Confuron-Cotetidot - Echézeaux Grand Cru 2007 – 93pt



Rubino, con un orlo dalla bellissima sfumatura aranciata. Naso intenso, penetrante, dal piccolo frutto decisamente maturo e dolce, gelatina Majani alla fragola, floreale suadente di viola mammola. In bocca ha volume e calore, il tannino é potente, ancora si bea di una irrequieta gioventù, per un finale che ha sapore salato e marino (93pt)


Domaine Follin-Arbelet - Corton Grand Cru 1991 – 86pt



Rosso polveroso, appena cupo, e di grande densità. Naso scuro e affumicato, tostato e di carbonella umida, ma con tanti spunti interessanti, quali speziatura di liquirizia, pungenza di menta e verticalità di eucalipto. Il sorso invece é già più stanco, certamente levigato e ancora sostenuto da una lieve trama tannica, si esprime con un semplice aroma di polpa di pomodoro (86pt)


Joseph Drouhin - Chambertin “Clos de Bèze” Grand Cru 1971 – compromesso



Granato spento con bordo aranciato. Già dai profumi si capisce che non ha retto al passare degli anni, e una bocca rustica, dai ricordi acetici e medicinali, purtroppo lo conferma pienamente (bottiglia compromessa)


Domaine de la Romanée-Conti - Grands Echézeaux Grand Cru 1957 – commuovente



Rubino denso e vivace, dall'orlo mattonato, rispetto al precedente fin da subito trasmette eleganza, con profumi di terra asciutta, melograno, prugna sciroppata, accompagnati da un leggero ricordo tostato. Quello che colpisce é la forza e la gioventù dei respiri di questo vino, completati da refoli speziati di tabacco e legno stagionato. Solo un Gran Cru, solo un Domaine de la Romanée-Conti poteva essere ancora così nitido dopo quasi 60 anni. Il sorso ha appena una leggera discesa, freschissimo e dal tannino sublimato, esprime un aroma coerente di spezie senza disdegnare il tentativo di far balenare un'ombra di calore. Non c'é punteggio, che sarebbe comunque alto, ma molto semplicemente “come si fa a non volergli bene” (commuovente)


Come epilogo

Leroy – Marc de Bourgogne



L'ho solo annusato, e il profumo di albicocca era davvero meraviglioso. Per chi voleva, anche sigari in abbinamento messi a disposizione dal Falco...


Come aperitivo in piedi sono stati serviti, prima dell'inizio della serata

Casa Caterina - Cuvée 36 Brut Nature 2011



Naso un po' confuso e leggermente agrumato, in bocca finisce in fretta, ha nell'equilibrio la migliore caratteristica. Manca del carattere che contraddistingue dei vini di Aurelio


Ferrari Spumanti – Trento Doc “Perlè” 2009



Nitido agrume maturo, fiori bianchi e salinità. Bocca di spessore, anche lunga, una buona annata per il Perlé, che dimostra la sua costanza.


Albino Piona – Metodo Classico Gran Cuvée”



Da Corvina e un piccola parte di Garganega e Trebbiano, dopo una lunga fase di sperimentazione, finalmente nella versione finale. Molto bello nei profumi, di piccoli frutti rossi, ribes e fiori bianchissimi. Bocca posata, con ricordi di prugna gialla, persistenza corretta, senza esagerare.






Bellavista – Terre di Franciacorta “Uccellanda” 1997


100% Chardonnay - 13%


Massimo ha ancora in carta alcune di queste vecchie bottiglie, di cui mi sono letteralmente innamorato. 

Lo Chardonnay é un vitigno che non ha uguali, nei terroir giusti si esalta, a cavallo degli anni 2000 la Franciacorta ha prodotto bottiglie straordinarie nella versione ferma. 

 Nate cariche di legno nuovo, in questo momento sono in uno stato di grazia pazzesco, pescando quella giusta bisogna disturbare i cru alti della Borgogna per andargli davanti.

Quasi 20 anni però sono tanti, si é sempre nelle mani di un tappo, che però ha una lunghezza inusuale, viene via senza problema, il colore é sano. 

L'ultimo dubbio svanisce quando Massimo versa il primo calice, io e Lui ci guardiamo e ci scambiamo un sorriso... é intenso, vivace, non é nemmeno dorato, la bottiglia é integra!

Il profumo cambierà tantissimo lungo tutta la cena, il primo ricordo é di resina, legno di abete, camomilla, pesca gialla appena matura, poi mille rivoli di sfumature. 

La bocca sapida, fresca, lunghissimamente coerente e sassosa, con quella leggera tannicità che solo i grandi bianchi acquistano dopo tanti anni di invecchiamento. 

Il bicchiere vuoto é netto di arancio, una giovane meraviglia agrumata, quasi indugio a lungo prima di versare il secondo bicchiere.

Passano i minuti e viene fuori il gelsomino, la mineralità diventa quella dell'acqua di mare, l'evoluzione é bellissima e si completa prima di erba aromatica dalla dolcezza di cedro, poi di sentori muschiati e terrosi, per arrivare ad anice e sorso dal gusto nocciolato.

Non ho altre parole, e ne ho dette un decimo di quelle che avrebbe meritato...