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domenica 28 aprile 2013

D.M.Schaetzel – Alsace Gewürztraminer Grand Cru Kaefferkopf 2011


100% Gewürztraminer – 14%


Con trepidazione lo verso nel bicchiere e lo osservo: paglierino pieno, consistenza importante, luce ricca e vivace.

Avvicino il bicchiere al naso e finalmente ritrovo un Gewürztraminer che profuma di rosa gialla, che così di frequente finisce in secondo piano a favore del litchi.

Non é esplosivo, invadente, ma sicuramente é dolce di nettarina matura e crema, con un sottofondo minerale.

Piuttosto lontano dai Gewürztraminer dell'Alto Adige.

Anche al gusto la dolcezza é importante, quasi da Auslese della Mosella, d'altronde, colui che mi ha insegnato quello che so della Francia, condensa l'Alsazia viti-vinicola nella frase "Vini Francesi fatti alla Tedesca".

Se il residuo zuccherino mi ha stupito, trovo però una grassezza piacevolmente inferiore alle attese.

E' la sapidità, che tirando dall'altra parte, lo rende più equilibrato.

Decisamente un vino a cui non sono abituato, non riesco ad amarlo al 100% fin da questa prima volta.

Sicuramente non gli ho fatto un favore aprendolo adesso, quando é ancora così giovane, gli manca quella complessità che solo gli anni gli daranno.

Ho anche messo alla prova il mio gusto personale, visto che adoro i Gewürztraminer quando sono perfettamente secchi.

Tuttavia, devo riconoscere che lascia una bocca stupenda di pesca e albicocca.

Forse, in abbinamento con formaggi saporiti, mi avrebbe conquistato.

Direi, per ora, 86 punti.

L'ho acquistato per circa 19 Euro spese di spedizione comprese, da un sito per la vendita online di vini francesi.



venerdì 26 aprile 2013

Girlan – AA Pinot Nero "Patricia" 2010


100% Pinot Nero – 13.5%


Come d'abitudine, porto il tappo al naso e... non solo non trovo difetti, ma vengo rassicurato da un piacevole aroma fruttato.

Anche nel bicchiere si disegna la tipicità del Pinot Nero: grande trasparenza, una sfumatura fra il rubino e il granato.

All'inizio ha una nota importante di tostatura, come spesso accade anche in altri Pinot Nero di Girlan, e di spezie.

Bisogna lasciargli un pò di tempo per respirare...

Con calma arrivano terra rossa, bastoncino di cannella, ginger e fragole fresche poi, quando dopo qualche minuto i sentori di legno se ne sono andati, si disegna anche una bella violetta.

In Alto Adige non la si trova spesso, me la ricordo ad esempio nei vini di Gottardi.

Con il contributo dell'ossigeno continua a cambiare evolvendosi in cuoio, tabacco biondo mantenendo la freschezza del frutto.

In bocca, servito appena fresco, si esalta l'equilibrio delle sue componenti.

Morbido, sopratutto di alcol, ma senza riscaldare in modo eccessivo.

Trasmette un gusto sapido e fresco allo stesso tempo, che rafforza la voglia di accompagnarlo al cibo.

Per essere un Pinot Nero di linea intermedia, legato ad un singolo vigneto ma non "riserva", ha una persistenza fruttata di tutto rispetto.

Il tannino si sente solo alla fine del sorso, con un'impressione polverosa, proprio in coda alla scia dei sapori.

Una delle migliori espressioni del Patricia che abbia mai sentito, si merita un 87 (lo so... é un pò di affetto) per questa bella sorpresa che mi ha fatto.

Ha iniziato come vino di "frutto", fin dal tappo, per concludere in modo assolutamente coerente.

Acquistato in super-offerta in enoteca a ben 6.9 Euro.

Ne avessi prese di più...



giovedì 25 aprile 2013

Il Vino dell'Enologo - M.C. da uve Chardonnay 2011 (forse)


100% Chardonnay - ??% (ma sicuramente pochi)

Non mi ricordavo nemmeno di averla in cantina, é una bottiglia che mi ha regalato un amico che ne produce un centinaio per se nella cantina dei Colli Bolognesi in cui lavora.

Un Metodo Classico, fatto con uve Chardonnay, penso sia della vendemmia 2011.

Non sboccato, e non ci provo nemmeno, visto l'esito disastroso degli ultimi tentatici.

Bicchiere scontatamente velato dai residui di rifermentazione, colore giallo lattiginoso da cui emergono bollicine finissime.

Naso fragrante e molto fresco, a cui contribuiscono non poco i lieviti.

Bisogna lasciargli un pò di tempo perché si definiscano pompelmo, fiori bianchi appena sbocciati e, sotto sotto, la pesca gialla.

Di fatto é un "sur lie", ma che sia Chardonnay si riconosce senza problemi.

In bocca la carbonica é pacata, carezzevole.

Corpo esile, regge la sua piacevolezza sulla freschezza, di gusto e gioventù, e sul fatto di essere perfettamente secco.

Finale appena amarognolo, anche meno di altri vini non sboccati.

E' veramente piacevole, facile senza cedere nulla all'eleganza.

Per questo comunque appagante.

Molto meglio di tanti spumanti senz'anima, di zone blasonate che iniziano con la "F", e frizzanti fatti con lo stampino.

Avercene nei Colli Bolognesi dei vini così, andrebbero via come il pane.

Voto 84 e prezzo che non esiste: é stato un regalo e non é in commercio.


domenica 21 aprile 2013

Weingut Tesch – Nahe Riesling "Unplugged" 2011


100% Riesling – 12.5%



E' un vino che conosco e quindi rimango leggermente stupito quando mi trovo davanti un colore, sempre paglierino, ma più carico e con meno luce di quello che mi sarei aspettato.

Anche visto il vitigno e la zona.

La sopresa continua mettendo in rotazione il Riesling nel bicchiere: nel movimento si nota una inusuale importanza.

I profumi di esordio ricordano il cedro, con un grado di maturazione coerante con la sfumatura di colore, seguito da melone bianco, susina.

Complessivamente molto fruttato.

Il floreale é bianco, di sambuco e bocciuoli di agrumi.

Idrocarburi completamente assenti...

Vista la gioventù potrebbe anche essere una cosa normale però così, senza neanche un lieve presagio, mi sembra proprio strano.

E queste piccole stranezze cominciano a sommarsi insinuando un sospetto.

Al gusto presenta una morbidezza glicerica poco integrata con la freschezza citrina.

Il calore dell'alcol é appena avvertibile così come la mineralità é solo accennata.

Piacevole, corretto, ma non lascia una impressione decisa.

Potrebbe essere il risultato di un'annata inusualmente calda, una vendemmia particolare o forse una conservazione non perfetta.

La bottiglia mi é stata spedita da un amico direttamente dalla Germania.

Alla fine ho alzato il punteggio a 83, ma solo perché ha dimostrato una buona tenuta all'aria, se non altro.

Mi rimane la sensazione che questa bottiglia non sia come avrebbe dovuto essere.

Tesch ha una simpatica forma promozionale per cui dal suo sito é possibile acquistare una confezione di prova con 6 bottiglie dei sui 5 cru + 1 di Unplugged per 76 Euro.

Siamo quindi sui 10 Euro a bottiglia.



domenica 14 aprile 2013

Az. Agr. Cesconi – Trento Doc "Blauwal" Brut n.m.


100% Chardonnay – 13%



Colore tenue, pieno di luce, tante bollicine minute quanto basta, che rimarranno per diversi minuti a ravvivare la flûte.

L'impronta dello Chardonnay si riconosce subito, ma quello che mi colpisce é che, in modo quasi impossibile, mi risveglia il ricordo di alcuni Champagne della Côte de Blanc.

In piccolo, da lontano, ma é così... sento quasi il profumo del gesso, ma é solo, con "solo" tra virgolette, tanta tanta mineralità.

Avevo avuto questa impressione al banco di assaggio e questa bottiglia, aperta nella calma domestica, me lo conferma in pieno.

Poi... un floreale delicato di tiglio e camomilla, fruttato fresco di pompelmo e frutta a bacca gialla in via di maturazione.

Anche in questo, si dimostra uno Chardonnay.

Al gusto, l'esuberante perlage si traduce in una carbonica irruente che apre ad un'importante spinta sapidità.

Appena dietro la freschezza, ma solo perché le altre sensazioni la mascherano.

Nonostante questo, percepisco comunque una certa avvolgenza, forse il contributo dei 13% di alcol.

Mi sembra in ogni caso impossibile che possa essere un Brut, ha decisamente l'impatto da Pas Dosé.

La spiegazione la troverò poi dopo sulla scheda tecnica: é dichiarato Brut, ma ha un dosaggio di solo 2 g/l.

Nella sua apparente semplicità di gusto, ha però un'identità ben precisa e riconoscibile.

Ancora una volta ben aderente al vitigno.

Notevole la lunghezza, che lascia un confortevole aroma di cedro.

Penso che sia la prima volta, che un Metodo Classico italiano mi porta a pensare alla Francia.

Anche per questo, non posso certo dargli meno di 87 punti.

Non é un millesimato, ma il produttore mi ha detto che la maggior parte del vino viene dalla vendemmia 2008

Il prezzo viaggia fra i 15 e i 20 Euro.



martedì 9 aprile 2013

Az.Agr. Cesconi – Vigneti delle Dolomiti IGT Nosiola 2011


100% Nosiola – 12%



La Nosiola é uno dei miei vitigni preferiti.

Nella sua minuscola produzione, é quella che mi ricorda in modo più forte e inequivocabile il Trentino.

Da vini in genere non appariscenti, ma in genere perfettamente riconoscibili e che sopratutto non avrebbe il minimo senso cercare di mascherare...

Ha un bel color paglierino maturo, di una densità che mi porta subito a pensare ad un affinamento in legno.

Un legno che deve essere grande, perché non entra minimamente nei profumi.

Emerge la tipicità evidente, che non poteva certo mancare, della nocciola tostata a cui si unisce il ricordo di roccia e frutta gialla matura.

Direi melone e ananas, conditi da una nota piccante di pepe bianco.

In bocca entra con un certo spessore, forse un indizio dell'aiuto del legno, ma é la freschezza che domina le sensazioni gustative.

Dissetante...

Il floreale, meno evidente nei profumi, emerge in modo deciso, e assolutamente inattese, come aroma.

Mi piace questa tipologia di vini, con questo equilibrio piacevolmente spostato verso la gioventù.

Commentavo con un amico durante un banco di assaggio: "ne berresti a secchiate".

Un vino "glu glu", almeno da 85 punti.

Grande soddisfazione, ma bisogna anche amare il genere, e prezzo onesto, siamo sotto ai 10 Euro.



lunedì 1 aprile 2013

Soc.Agr. Zanotelli – Trentino DOC Muller-Thurgau 2011


100 Muller-Thurgau – 12.5 %


Per chi non ama i vini aromatici, può non valer la pena continuare la lettura di questa degustazione.

Lo stesso vale per coloro che preferiscono, di norma, i vini di struttura, importanti, di corpo.

Se invece piace il concetto stesso di "vino di montagna"... qui siete a casa vostra.

Il Muller-Thurgau é il vero vino di montagna, un disastro quando viene coltivato in pianura, di assoluta dignità se piantato in alto, come in Val di Cembra.

Muller-Thurgau é un nome che riempie la bocca dei non addetti ai lavori e spesso considerato un vino di serie B da molti che vivono il mondo del vino.

Non per me, che ho una passione personale per gli aromatici, o semi-aromatici come in questo caso.

Devo però essere onesto, e ammettere che la prima volta che ho sentito questo vino ad un banco di assaggio ero piuttosto scettico...

...per poi rimanere subito affascinato dalla sua purezza aromatica.

Faccio veramente fatica a ricordare un'espressione così nitida di questo vitigno e anche lo stesso Feldmarschall, nella sua complessità e esoticità, non rende l'uva di origine allo stesso modo.

Avvicinando il naso al bicchiere, in cui si muove agile con appena una tinta di colore, ti si fotografa immediatamente nella mente il Muller-Thurgau.

Una muschiata aromaticità, poi la roccia, ma non solo...

Fresco di limone, fragrante con un floreale così intenso che arriva quasi a colori impossibili per un bianco.

Un vino che rispecchia e rispetta il vitigno quindi, cosa si vuole di più?

All'assaggio é dissetante, non ti invade la bocca, non schiaccia i sensi.

Placa la sete, anche con una certa morbidezza, e va giù che é un piacere lasciando come ricordo un aroma di salvia.

I suoi punti di forza sono ovviamente la freschezza, che gli viene da vigne collocate in alto, ma sopratutto l'espressione del territorio: é, piacevolmente, al limite del salato.

Una bevuta di qualità, senza svenarsi (basta cercare un pò online), e con il piacere di avere conosciuto di persona il proprietario.

Mi fermo ad 85 punti, ma il cuore mi direbbe di salire.


Mi piace un casino anche l'etichetta !