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mercoledì 17 ottobre 2018

"A tutta zucca" - 📖 Scuola di cucina con Rino Duca (15/10/2018)

Amo la zucca e ormai sono stregato dal fascino di veder creare i piatti davanti ai miei occhi, ripensandoci non è certo un caso se ormai tanti ristoranti hanno la cucina a vista sulla sala.


Ma nelle lezioni di cucina di Rino si va oltre... i tempi morti di una cena sono automaticamente cancellati, fra un piatto e l'altro si partecipa alla preparazione del successivo, i gesti e gli ingredienti diventano il centro della conversazione, anche se non si ha una reale convinzione di volerli poi ripetere a casa.


Lui è così "vicino"... al di fuori dell'effettiva distanza fisica limitata ai pochi metri della piccola sala del Grano di Pepe, riesce a essere più un compagno della serata che non l'effettivo conduttore, lo fa mettendo in condivisione il racconto delle sue esperienze, le scelte, attraverso la naturalità con cui spiega come a volte asseconda la tradizione e in altre invece aggiunge la sua personale visione.

Non c'è un gioco di ruolo fra chef e clienti, nasce come una piccola comunità di amici che insieme inventa una cena che, anche per questo motivo, alla fine risulterà immancabilmente più buona. Ormai di questo sono più che convinto, razionalmente non riesco a spiegarmi il perché, e tutto sommato poco mi importa, ma funziona alla grande!

Fin dagli incontri passati ho scoperto Rino a suo agio nella solare Sicilia e innamorato dei frutti del territorio che ormai lo ha adottato, e anche quando questi sono i protagonisti porta sempre un soffio di mare, un pizzico di magia del Sud, qualcosa che lo leghi alla sua terra.

Così il crumble è farina di mandorle unita a burro con un pizzico di cacao, il tortello ripieno incontra i lupini e la scorza di limone, un intenso cioccolato ricopre il dolce alla zucca profumato dall'aroma di anice stellato.


Abbiamo iniziato con la preparazione della 🍴 Cheesecake, a base di philadelphia e zucca, in modo da darle poi il tempo necessario per raffreddarsi e raggiungere la giusta consistenza. L'abbiamo gustato per ultima, una vera goduria di cui trattenere a lungo il ricordo percorrendo la strada di casa.


Semplice nell'idea e golosissima nella realizzazione la 🍴 Patata ripiena di fonduta di zucca, accompagnata da pioppini saltati e lamelle di champignon per creare verticalità. Un inno all'autunno che arriva e scalda subito il cuore, per i sapori che uniscono dolcezza a sfumature salate e di sottobosco, mordidezza a impressioni croccanti. Per assecondare ancora di più la stagione un disegno di un grappolo d'uva nel piatto... "Autunno a Sorbara" è proprio il suo nome.


Terra e mare, Emilia e Sicilia compongono i 🍴 Ravioli di zucca e lupini, ed è proprio il sapore iodato e salino che stempera la dolcezza speziata del ripieno, con un frammento di scorza di agrumi a dare quel guizzo in più di freschezza. Zucca anche nella sfoglia, che Rino ha tirato davanti a noi, portandone anche una versione trasparente senza glutine, appositamente per alcuni compagni di sala.


Nell'abbinamento ha vinto l'Emilia, su suggerimento dello Chef in persona il 🍷 Vej 270, un "Bianco Antico" 2016 del Podere Pradarolo. Antico già nella luce e nel colore, crepuscolare e fitta di riflessi ambra, ma non nell'anima, al contrario ribelle e irrequieta.

Quasi 9 mesi di macerazione gli hanno conferito un frutto rosso, piccolo e candito, ma il vitigno è tutt'altro che perso, cede appena di dolcezza, si bagna di spezie orientali, trova essenze pungenti, diventa un succo dalla nervosa freschezza. Il lungo contatto ha prima arricchito e poi preteso un tributo all'indietro, lasciando alla fine come ricordo un lieve spessore.

Una bella serata, una bella scelta, una bella atmosfera, la compagnia ha fatto il resto, e tutto sommato ne avevo bisogno.

sabato 6 ottobre 2018

🍷 Jean-Yves Péron - VdF Cotillon des Dames 2015

🍇 Altesse, Jacquére - 10.5%


Vini giocattolo, vini divertenti, vini spensierati, danno tutto senza che tu li debba inseguire, senza per questo essere banali .

Pensavo che ad  Albertville ci sciassero, l'Albertone nazionale  proprio lì ha vinto un paio di medaglie se non ricordo male. Scopro ora che tal Jean-Yves Péron produce anche vino, da uve Altesse, e mi par giusto, e Jacquére...

Chissà se il buon JY ha scelto l'etichetta per il colore del vino, oppure ha spinto la macerazione fino a quando non sono diventate uguali? Non ne ho idea, ma calice e bottiglia paiono gemelli siamesi .

Nettamente mandarino, zenzero, noce e pepe a bicchiere fermo, proprio tantissimo pepe, dandogli un paio di giri, liquirizia, camomilla e il pepe diventa canfora... io la chiamo personalità !

In bocca è leggero leggero e buonino buonino, ma non bisogna mica pensare che sia passato per un saluto  e basta, quell'acidità, saporita, speziata, piccante, non ha nessuna voglia di andare via .

Ben 10.5° di alcol nel 2015, annata tropicale, figuriamoci allora nel 2013 o 2014... dura la vita in quell'angolo di Savoia, ma ne vale la pena .



Mi piace un sacco , il Baldi ho provato a stupirmi riuscendoci, grazie caro  però adesso torna nei ranghi 

🍷 La Versa - OP Metodo Classico Brut Collezione 2007

 100% Pinot Nero - 13%


Dunque... questa è una di quelle bottiglie che mi fanno pensare.

L'ho vista sotto il cartellino "offerta" in una delle mie enoteche storiche, ho guardato due volte per essere sicuro di aver letto bene "Collezione 2007" in etichetta, sotto, scritto a pennarello, "10 anni sui lieviti" e soprattutto il prezzo, ridicolmente basso.

Visto che di bottiglie ne ho mille in cantina sono andato oltre, ma dopo 100 metri ho fatto marcia indietro e l'ho comprata. Tutto ciò in bilico fra il pensiero di "al più è una fregatura da pochi euro" e la fiducia consolidata in anni sul luogo in cui l'ho trovata e chi lo gestisce.

È venuto fuori che si tratta di Pinot Nero in purezza, senza che questo sia rivendicato in etichetta, presentata come un normale "Oltrepò Pavese Metodo Classico DOCG". Altra cosa che non capisco.

Ora... non è una bottiglia di una complessità mostruosa tuttavia è una nitida espressione di Metodo Classico, un bel cedro candito, mandorla, confetto, fiori di bergamotto freschissimi. La dolcezza della lunga sosta sui lieviti c'è, con un'eleganza compassata e nobile.

Forse in bocca è pure meglio, senza esagerare nei toni di evoluzione, bell'equilibrio, dosaggio perfettamente integrato, ricordi tostati che riprendono i profumi, un finale pulito, lungo, salino e amaricante, senza deviazioni in amaro.

Questa bottiglia dimostra inequivocabilmente la vocazione di un territorio per un vitigno e per un metodo, proprio in questa tipologia e ambizione. In spregio ad altre, che un oscuro marketing sta cercando da anni di spingere.

È qualità regalata ad un prezzo da autolesionismo. Uno spumante che, messo in linea con tanti altri di zone ben più sotto la luce dei riflettori, se ne lascerebbe dietro un bel po'.




Proprio perché la qualità sprecata è una cosa che odio, me ne sono andato a comprare un'altra bottiglia, avessi spazio me ne metterei in cantina un bel cartoncino da 6, visto che adesso è già buona, ma non saluterà mica tanto in fretta.


martedì 2 ottobre 2018

Michelangelo: Senso e valore della potenza espressiva - AIS Bologna (01/10/2018)

La potenza espressiva dell'arte, la potenza espressiva dei vini, la potenza espressiva del narratore... quell'attimo in cui la voce sale appena di un tono, la parole accelerano e poi all'improvviso si fermano, lo sguardo cade su ogni persona ma in realtà le attraversa per formare immagini lontane che parlano di uomini, paesaggi, forme dei tempi passati.


Viene naturale, è una cosa spontanea, succede nel momento in cui il racconto tocca un punto cruciale, o attinge all'emozione profonda, quando inconsciamente vuoi raggiungere davvero l'animo di chi ascolta, per meglio arrivare a condividere intimamente l'intensità dei tuoi stessi sentimenti.

Per un attimo è come discutere soli con una controparte che esiste solo nella propria immaginazione, e invece hai cento persone davanti ignare di tutto.

Serve per difendersi dall'emozione quando si parla di cose ben più grandi di noi, a cui si vuole un bene dell'anima, a cui sentiamo di appartenere. L'ho visto tante volte ieri sera nelle parole di Armando, mentre in tutte le precedenti occasioni solo in un preciso momento l'avevo notato... a Predappio, proprio quest'anno, stava raccontando con rispetto e un filo di tristezza dell'età ormai avanzata di Lalou Leroy, “la più grande vignaiola del mondo”.

Il vino per una volta non assoluto protagonista, ha lasciato il ruolo d'onore a tre ore dedicate alla vita di Michelangelo, da nemmeno adolescente ai quasi 90 anni della sua morte.

Uno scultore che a poco più di 20 anni aveva già realizzato la “Pietà Vaticana”, quello che per un qualsiasi artista sarebbe stato un punto di non ritorno nella sua vita è stata solo una delle tante tappe di un percorso che lo porterà anche a dipingere la più grande raffigurazione sacra della Cristianità.

Prima inventandosi pittore della “Cappella Sistina”, poi a ben 25 anni di distanza il “Giudizio Universale”, spendendo dolore, lacrime e sangue in posizioni impossibili ad altezze letali, solo, senza alcun aiuto, opere titaniche dove si coglie che la forza delle figure sono quelle dell'uomo che le ha create.

Un'infinità di altri episodi, di innovazioni artistiche che verranno colto pienamente in secoli successivi. Mentre scrivo ne ricordo ancora tantissimi, magari fra qualche giorno i ricordi cominceranno a sfumare, anche per questo mi piace sentire fra le mani questa biro che preme sul foglio. Materica, come l'arte del Buonarroti.


Quattro calici hanno accompagnato le parole di Armando, in apertura, come attimi di sosta e quale saluto finale. Commentati più che descritti, spiegati nel perché proprio loro e non altri in questa serata, storia di luoghi e di uomini che li hanno voluti, testimoni di come la potenza espressiva possa valere in ogni attività umana. Creazione e rivelazione, in forma diversa...

Vini del Sud, ad evocare le forme morbide e muscolari delle sculture del grande maestro, a fissare il contrasto fra il calore del loro soffice abbraccio con il tocco freddo, solido, immortale della pietra scolpita. Della dinamica dei suoi dipinti hanno invece i particolari, i mille colori, gli infiniti dettagli per chi ha voglia di prendersi tutto il tempo necessario a scoprirli. Almeno minuti, magari ore, soste nella vita per ricevere in cambio la meraviglia.

E quale forza espressiva ho trovato nei vini che Armando ha scelto per noi?

Nel 🍷 Marsala Superiore Riserva 1995 di Curatolo Arini quella della sua terra bruciata dal sole e bagnata dal mare, un multicolore profumo di spezie orientali, nonostante questo capace di dipingere movenze fluide e dolci, di trovare infine la serenità del profumo di fiori appena appassiti. Una luce giallo oro che pulsa nel bicchiere e ne agita l'anima, un tesoro dal sapore antico.


Senza alcun dubbio il racconto del 🍷 Tenores 2014 di Alessandro Dettori è un grido ricolto al mondo che ne proclama l'artigianalità, dipinge allora una natura selvaggia che ha disperato bisogno di ritrovare l'aria da cui è stato separato e infine schiudersi. In questo va atteso, ma fin da subito, già dal primissimo sorso è immediato, generoso, diretto come gli uomini di quella terra, lo specchio fedele del carattere di chi lo ha accompagnato in bottiglia. Il gusto non mente mai, non può essere ingannato.


Nell'🍷 Es Riserva 2013 di Gianfranco Fino esce la forza dell'estrazione, della ricerca di un limite che tuttavia, come una cattedrale, edificata da una mano ispirata non soccomberà mai sotto il proprio peso, si slancia monumentale, senza rinunciare a grazia e proporzioni. Rimani a bocca aperta, come davanti a una cosa ritenuta impossibile... e invece è proprio lì, sotto i tuoi occhi e sta accarezzando i tuoi sensi.


Ho tenuto per ultimo il 🍷 Chianti Classico Riserva Buondonno 2015 di Casavecchia alla Piazza, inserito anche perché cantina appartenuta storicamente ai Buonarroti, ma soprattutto per essere un'emblematica espressione dei chiaroscuri di Castellina. Se la solarità dell'annata ne arrotonda le forme, i terreni e l'anima del Sangiovese si oppongono con freschezza succosa e tannini dalla tessitura finissima. Me ne godo un ultimo calice mentre scrivo queste semplici righe, il profumo rinnova un incanto di terra e di spezie.


Serata speciale, per la prima volta ha seduto al mio fianco Arianna, non certo per assaggiare i vini, piuttosto per godersi insieme vita e opere di Michelangelo, certamente più vicino al suo mondo che non al mio. E' nell'età in cui gli entusiasmi sono sempre mascherati da un atteggiamento ribelle, ma quando Armando glielo ha chiesto, ha risposto con un piccolo sorriso “è stata una serata bellissima”. Ormai non è più la mia piccola, ma so che non è ancora capace di mentire







domenica 30 settembre 2018

Serata Krug Ristorante Inkiostro (28/09/2018)

Krug... solo il nome induce rispetto, forse persino timore, per tutta una serie di buoni motivi... esclusività, unicità nel carattere, blasone, la dynasty familiare, i leggendari Clos, non ultima la quotazione delle bottiglie, che seppur più che giustificata, non le rende certo accessibili con leggerezza.


Poterne assaggiare ben quattro espressioni tutte insieme è stata una di quelle occasioni da cogliere al volo, per avere la definitiva conferma nella percezione della cifra stilistica, per cogliere quelle differenze che assaggi separati da mesi non potranno mai definire.

Due diverse edizioni della Grande Cuvée, la loro controparte Rosé, il millesimato 2004, così potenzialmente diversi per natura, assemblaggio, ambizione, orizzonte temporale. Alla prova dei fatti, invece, molto più vicini di quanto non ci si potesse aspettare.


Un'anima plasmata dalla stessa filosofia, nel come la bollicina anima questo liquido dalle sfumature profonde e antiche, per l'impatto aromatico in grado di regalare tutto quello che l'immaginazione decide di scoprirci dentro, quel modo intransigente di appoggiarsi al palato e sui sensi, quella freschezza che sempre accompagna il finale di bocca, certamente incisiva, ma mai fine a sé stessa.

Il punto di partenza è questo, un'origine da cui ogni bottiglia percorre un diverso percorso per arrivare a esprime quel carattere che ne definisce l'unicità e il senso nell'universo Krug. Una famiglia e la sua visione dello Champagne, affinata generazione dopo generazione e trasformata in tante realtà.

E allora la 🍷 166a edizione, ultima uscita e così disperatamente giovane, lascia già intravedere la futura grandezza. In questo momento quasi "composta" nei profumi, immediati di roccia spaccata, iodio, cenere e salvia. Luminosa e imprevedibile appena portata alla bocca, con quei minuziosi ricordi di frutta secca, l'evoluzione controllata, l'acidità pulsante, un succoso finale tutto su zest di limone. Ora diamante grezzo, fra cinque anni ogni bottiglia sarà letteralmente uno scrigno.

Mentre lo servono colgo con lo sguardo il “Krug ID” della 🍷 164a edizione e, così al volo, scopro che sono passati ben più di due anni dalla sboccatura... “forse non tutti sanno che”, mese e anno ne compongono le prime tre cifre. Una cara amica mi ha poi raccontato che è precisa volontà di Olivier Krug in persona far servire, in queste occasioni ufficiali, solo bottiglie in cui la tappatura definitiva è avvenuta da almeno ventiquattro mesi.

Un motivo in più per ringraziarlo se nel futuro avrò mai la fortuna di poterlo incontrare, perché la Grande Cuvée gode tantissimo nel farsi attendere guadagnando generosamente in complessità e ampiezza. L'approccio è infatti decisamente più voluttuoso, si colgono nitidamente zucchero filato, erbe aromatiche, confettura di albicocca. All'assaggio invece è spuma di mare, per l'impronta aromatica e cremosità della bollicina, volume e misura ne definiscono in parti uguali le dimensioni, una progressione sinfonica che racconta di spezie, miele salato, granita agli agrumi.

Stessi numeri iniziali anche per il 🍷 Krug 2004 che, in molti aspetti, si è posto come uno stacco deciso rispetto ai calici precedenti, sposando senza indugi eleganza e suadenza. Fin da subito il colore dominante è il giallo, di fiori e del sole, di campi inondati dalla luce d'estate, di essenze orientali. Un sorso languidamente disteso, per una volta la freschezza nervosa lascia un timido spazio a un equilibrio maturo e per certi versi dolce, profondità che con una svolta finale vira decisa verso piccole bacche rosse confite.

Nella 🍷 22a edizione del Krug Rosé potenza e pienezza alzano ancora di un gradino l'asticella. Decisi i profumi, che si impongono senza possibilità di replica su frutto e spezia, definite in vaniglia alla fragola, cipria, tratti amaricanti di agrumi esotici, la sensazione metallica del rame, infine zenzero e pepe.

Una forza che non cede di un millimetro sull'attacco di bocca, un approccio in grandezza dove le linee sono però morbide e vellutate, l'acidità diventa solo uno dei tanti protagonisti mettendo avanti una progressione piccante e salina, stemperata da sapori di mela al forno e cannella. Non è facile nemmeno in Champagne trovare rosé di reale significato, questa bottiglia appartiene senza dubbio alle rare eccezioni.

Silvia Rossetto, brand manager di Krug Italia ha fatto gli onori di casa della maison, lo stesso Francesca per l'Inkiostro, ospite di questa vera festa dei sensi in cui, per una volta, la cucina di Terry si è fatta da parte lasciando allo Champagne il ruolo di protagonista.

Nella sua arte ha giocato come d'abitudine su consistenze e accostamenti fra sensazioni dalla polarità estrema, piatti mai facili da abbinare, ma che possono superare la fredda teoria geometrica e trovare alleanze insospettabili, come nella fusione fra il Nido di Rondine e la Grande Cuvée 164a edizione. Stupenda già da sola la Ventresca di Tonno, la cui grassezza carnosa ha dato vita a qualcosa di sublime nell'accostamento con Krug Rosé 22a edizione.


Champagne e cucina ricercata possono far tanto nel rendere riuscita una cena, ma la compagnia è spesso decisiva più di ogni altro fattore. Prenotato in solitaria mi sono accomodato in un tavolo allegro e ben assortito insieme a Marika e Alessandra, compagna di calici che da tanto non rivedevo, nel frattempo diventata una fresca 👰 sposina. Ho saputo solo il giorno dopo che era persino la vigilia del suo compleanno, abbiamo inconsciamente festeggiato con il miglior brindisi possibile.

Di seguito la lista delle bottiglie presentate dalla maison Krug per questo incontro, i piatti preparati da Terry sono riportati sul piccolo menù lasciato ad ogni ospite alla raccolta di ricette 📖 “Un mare di racconti”.

🍷 Krug Grande Cuvée 166a edizione (Krug ID 117003)

🍷 Krug Grande Cuvée 164a edizione (Krug ID 316028)

🍷 Krug 2004 (Krug ID 316034)

🍷 Krug Rosé 22a edizione (Krug ID 416041)









sabato 8 settembre 2018

Tutto cambia, l'uomo resta – I vini di Paolo Babini al 25 di Carpi (25/01/2017)



Ad un certo punto è diventata la battuta della serata "Jean Paul caspita che bottiglia, ne hai ancora?", "eh no... di questo ne sono rimaste solo 6 bottiglie".



Siamo stati fortunati, davvero, a poter sentire, o meglio seguire, o più precisamente scoprire, la storia enologica di “Vigne dei Boschi” degli ultimi 15 anni.

Una storia che parla di vitigni internazionali, di spumanti, di rifermentazioni in bottiglia, di affinamento sotto la flor, di vin doux naturelle, di vini che c'erano e ora non ci sono più, di vini che erano in un modo e ora son diversi, di altri che ci sono e magari non ci saranno. 

Quasi 20 anni di sperimentazione, ma sempre lo stesso uomo, una sola filosofia un preciso filo conduttore che ha allacciato le 22 bottiglie che abbiamo sentito e condiviso, in una splendida sera al “25” di Carpi.

Vino che giocano sulla competizione fra la mineralità del terreno e la freschezza inaspettata del clima dell'alta Valle del Lamone, sorsi vivi e pulsanti in cui lo spessore non eccede mai sulla natura nemmeno nelle annate più assolate e calde.

Vini che alla mattina dopo non ti fanno svegliare con il mal di testa, nonostante i 22 assaggi e un letto raggiunto alle 2 di notte. 

Dietro lo sguardo gioviale e i toni pacati, si nasconde una mano sensibile nel vigneto e felice in cantina, capace di raccogliere il massimo da quello che la natura, con le sue bizzarrie imprevedibili, ogni anno gli ha offerto. 

Alcuni vini li ho sentiti diverse volte negli ultimi anni, tutte bottiglie che stanno benissimo ad aspettare in cantina, crescendo mese dopo mese, alcune che mi hanno fatto chiedere “ma dove vogliono arrivare?”.

Tutto cambia, l'uomo resta...

Ci volevano Jean Paul e il Falco per farmi sedere fra Gabellini e Berto, a due posti dalla Donegaglia e da Malavasi, sull'orizzonte Marchetti e Villa, purtroppo in lontananza Costanza, nell'altro tavolo Davide e Lorena, amici che sono venuti da lontano, il piacere di rivedere Manuela, poi tanti altri volti noti, che magari ora non ricordo.

Un bel gruppo, goliardico e chiassoso, il tempo é volato, ce ne fossero stati altri 10 da sentire li avremmo aperti senza batter ciglio, la festa di Jean Paul, felicissimo di esserci stato.

Doveva essere Volnay, invece é stato J.P. Babini, non farei cambio per nulla al mondo.


1️⃣ Sezione BOLLICINE ARTIGIANE

🍷 Vino frizzante bianco "JPB0"
🍇 100% Trebbiano

"0" sta per anno 0, é un rifermentato in bottiglia prodotto con le uve dei vigneti di pianura della famiglia di Jean Paul, piante di 50 anni, in passato completamente conferiti alla cooperativa. Ha un colore ricco di materia, un giallo diafano da succo di limone. Al naso apre su toni sulfurei, che nel giro di pochi minuti spariranno completamente, lasciando l'agrume giallo, un floreale bianco delicato, yogurt, infine ricordi di fieno essiccato. In bocca ha una piacevole densità, assolutamente secco e dalla freschezza allegra, chiude su toni erbacei e nocciolati concedendosi anche un leggero calore. Un vero “vin de soif”, come direbbe il Falco.


🍷 Vsq Metodo Classico 2009
🍇 100% Albana

JP spiega che l'Albana ha due momenti di vendemmia: quando gli acini sono ancora con una tonalità verdolina, poi quando invece sono di un intenso giallo carico. I vini che ne vengono sono completamente diversi, nel primo caso dominerà la freschezza ed é proprio da quella scelta che nascono quell'unico esperimento di Metodo Classico. La sboccatura é del 2013, il colore sfiora la sfumatura dorata, lo spettro olfattivo é ricco, speziato, denso, dolce di albicocca matura e pasta di mandorla, un ricordo di brodo che si ritrova, rarissimo, solo in grandi bianchi. In bocca la bollicina é finissima, porta sale e solletica il palato, morbido e pieno ma in equilibrio, l'allungo minerale e di erbe aromatiche. Il ritorno al bicchiere ha il profumo del sole, ferro, terra calda e rosmarino. Gran bolla e qui comincia la gag “eh... ne sono rimaste solo 6 bottiglie”.


🍴 intermezzo - Insalata di Gamberi con verdure fresche

Amo la consistenza croccante dei gamberi, che si esalta con quella delle verdure fresche, l'abbinamento con funziona anche molto bene, peccato che lo spumante me lo sia bevuto quasi tutto ben prima che arrivasse questo piatto che ti porta per un attimo ad una sera d'estate. Io sono un goloso nella degustazione, del vino faccio pochi prigionieri, questo ormai si sa...


2️⃣ Sezione RARITÀ IN BIANCO

🍷 Ravenna Igt Bianco “Borgo Casale” 2012
🍇 100% Sauvignon Blanc

È sempre lui, si conferma di una bontà estrema, l'ho scoperto da pochi mesi e me ne sono innamorato senza speranza. Ha un naso di pietra focaia, la natura erbacea del vitigno espressa nella maniera più nobile in fiore di sambuco, leggero, e tantissimo pompelmo. Ha un sorso meravigliosamente minerale, il profilo é di bianco abbagliante, Loira e Romagna allo stesso tempo, miele a bicchiere vuoto. Per me Outstaning... sì certo, sono di parte, ma non me ne importa un accidente.

🍴 intermezzo - Spiedini di seppie con tortino di ricotta e verdure

La seppia ha anch'essa una buon consistenza, soda senza essere gommosa, è saporita e la panatura croccante da un bel brio. Sta molto bene con la morbida dolcezza del tortino di verdure. Anche questo abbinamento è ben riuscito, fantastico il profumo di miele del Borgo Casale a bicchiere vuoto.


🍷 Ravenna Igt Bianco "Persefone" 2013
🍇 100% Albana

15 mesi in anfora interrata, molti di più dopo in bottiglia, l'avevo sentita proprio appena uscita e già allora era un bel vino, seppur ancora scomposto. Il colore è un dorato rossiccio, il profumi raccontano una dolcezza di cioccolato bianco, tisana alle erbe, the earl gray, pesca sciroppata, una incredibile rosa gialla. In bocca entra importante, piena, equilibrata, con un filo conduttore salino e allo stesso tempo fresco. Ha un'aromaticità da macedonia di frutta, una sottile fibra tannica, chiude in profondità da succo di albicocca. Ora il naso si è allineato sulla frutta tropicale, croissant con marmellata di marillen, in bocca invece l'ultimo respiro sono fiori bianchi. Più potente del Borgo Casale, giocoforza gli cede in raffinatezza. Comunque bottiglia cresciuta tantissimo, meno male ne ho una in cantina, a JP inutile chiederlo 😅


3️⃣ Sezione DESAPARECIDO IN BIANCO

🍷 Pagadebit macerato "Selva dei lupi" 2004
🍇 100% Bombino Bianco

Il Falco racconta che é l'unico esempio esistente di pagadebit macerato. Il colore é magnifico, un'ambra chiara e luminosa con sfumature infredibili fra il ramato e il rosato. L'ossidazione é controllatissima, apre su miele amaro, leggero mallo di noce, tantissimo zafferano, metallo caldo, sale, un pizzicore balsamico. La bocca é sfavillante, inusualmente freschissima, agrumata, nettissima la mela rosso croccante, poi ciliegia, un filo di tannicità che quasi arriva alla tostatura. Al naso si é arricchito anche di sbuffi di caffè, gli aromi hanno una lunghezza incredibile. Rimango con gli occhi sbarrati, leggo ora sul notes “devastante”, ho osservato Costanza goderselo per minuti prima di assaggiarlo. Forse il miglior vino della serata. Albicocca a bicchiere vuoto.


4️⃣ Sezione CLASSICI BIANCHI IN VERTICALE

🍷 Ravenna Igt Bianco "16 Anime" 2015
🍇 100% Riesling Renano

Materico e denso nel colore, come piace tantissimo a me, ha un naso appena sulfureo che si schiarisce in pochi minuti per lasciar spazio al ricordo di granita al limone con foglioline di menta ed evolvere ancora verso una giovane pesca bianca. Il sorso é salato, ricco, spesso, con un ritorno coerente del frutto. I profumi rimangono appena fumosi e contratti, tuttavia arricchiti del floreale di lavanda. Bottiglia che deve crescere, e lo farà, come tutti i vini di Paolo.


🍷 Ravenna Igt Bianco "16 Anime" 2014
🍇 100% Riesling Renano

A contrario del precedente questo calice é invece limpidissimo. Nei profumi la mineralità salata é sempre presente, segue la parte fumosa, infine i bellissimi profumi dolci di fiori e frutti dei Riesling giovani. Una dolcezza che invece in bocca é assente, perché perfettamente secco, tirato, saporito, leggermente aromatico di liquirizia nel finale. Manca appena di distensione ma ha un bell'equilibrio.


🍷 Ravenna Igt Bianco "16 Anime" 2012
🍇 100% Riesling Renano

Giallo intenso, l'evoluzione del Riesling comincia a sentirsi e allo stesso tempo spunta un ricordo di Botrytis, la speziatura di cannella e miele, the verde e pesca gialla sciroppata. Bellissimo naso, ma decisamente più trattenuto nel sorso, salatissimo, dove ricalca bene i profumi tuttavia con minore intensità. La 2012 é stata un'annata molto calda, con pochissime pioggie, forse questo lo spiega.


🍷 Ravenna Igt Bianco "Monterè" 2012
🍇 100% Albana

Giallo ricco che sfiora il dorato, dai profumi dolci, di nuovo un ricordo di brodo, un filo di zafferano, fruttato di litchi, quasi una sensazione aromatica di uve e di erbe. Bocca morbida e potente, intensa di sale e marmellata di albicocca, saporosa, muscolare in un mix di sensazioni tattile e grande freschezza. Appena un calore sul fondo della gola, un'altra grande bottiglia. La seconda annata di Albana senza macerazione dopo il 2011.


🍷 Ravenna Igt Bianco "Monterè" 2004
🍇 100% Albana

Ramato luminoso, che ostenta la macerazione. I profumi sono assolutamente particolari, di tartufo, sidol, acqua di porto, caramella, sono già presenti i terziari di colla e smalto. Sorso quasi violento, potente e caldo, ma anche fresco allo stesso tempo. Il finale bruciante, alleviato dalla suadenza dell'aroma di budino alla vaniglia.


🍷 Ravenna Igt Bianco "Monterè" 2002
🍇 100% Albana

Vino prodotto con agricoltura convenzionale, cosa che fa rumoreggiare alcuni compagni di tavola, in un'annata difficilissima. La sfumatura é di oro antico, i profumi salmastri, marini, dolci di krapfen all'albicocca. Bocca decisamente meno assestata, con una parte acquosa e un'aromaticità da ciliegia acerba. Una bottiglia più semplice delle precedenti... sta a vedere che il popolo della naturalità ha proprio ragione.


5️⃣ Sezione RARITÀ IN ROSSO


🍷 Ravenna Igt Rosso "Longrè" 2008
🍇 100% Shiraz

Rubino in pienezza, trasparente e luminoso. Ricordi tartufati, terrosi, di gelatina d'arancia, cioccolato al latte, pomodoro. In bocca un'acidità tirata, nervosa, succosa di ciliegia e ribes, lo frena un tannino generosamente dimensionato, che porta ad un finale amaricante.


🍷 Ravenna Igt Rosso "Neroselva" 2003
🍇 100% Pinot Nero

La sfumatura é quella del Pinot Nero, anche in un'annata caldissima, la densità di colore decisamente figlia del terroir. Nei profumi il vitigno fa capolino a tratti, con sentori ematici e di cannella, a cui si aggiungono contaminazione esterne di sottobosco, legno essiccato e marmellata di ciliegia. Mi piace parecchio. Sorprendente il sorso che mantiene una buona freschezza, conferma la cannella, chiudo con ricordi appena erbacei.


🍷 Ravenna Igt Rosso "Borgo Stignani" 2002
🍇 100% Malbo gentile

Scurissimo, ricco di particelle, granato ma con l'orlo che si mantiene rubino. Naso scuro, di humus, funghi essiccati, foglie macerate, grafite, piccoli frutti neri, speziatura dolce di carruba, prugne sciroppate. Mantiene comunque una sua energia dopo tanti anni. Sorso sottile, saporoso di frutti, dal tannino dolce e maturo, sanguigno e dalla freschezza importante.


6️⃣ Sezione DESAPARECIDO IN ROSSO


🍷 Ravenna Igt Rosso "Rosso per Te" 2006
🍇 100% Centesimino

Un raro esperimento di Centesimino, vitigno semi-aromatico, al di fuori della zona di elezione, quella di Oriolo dei Fichi. Rubino granato, con una bella la trasparenza. Ha un naso fresco e rosso, di rosa e fragola, zucchero filato, in cui qualche lampo vegetale si illumina di tanto in tanto. In bocca riscalda, ha pienezza, manca di distensione aromatica per regalando una chiusura pulita. Il ritorno ai profumi ora offre particolarità di fiori gialli.


7️⃣ Sezione CLASSICI ROSSI IN VERTICALE

🍷 Ravenna Igt Rosso "Settepievi" 2011
🍇 100% Malbo

Selezione massale da un vecchio clone di Malbo ricavato dalla vigna più vecchia. Rubino scuro, dai ricordi ferrosi, ematici, con ciliegia croccante e terra rossa scaldata dal sole. Sorso importante, tannino potente, ha la dolcezza del frutto nero surmaturo, asciuga appena ma ancora una volta il finale é lineare e pulito, lascia la bocca profumata di spezie dolci. Ancora molto giovane, c'è da commettere che crescerà tanto in bottiglia.


🍷 Ravenna Igt Rosso "Settepievi" 2008
🍇 100% Malbo

Rubino giovanissimo, apre con profumi tartufati, terrosi, la tostatura e il legno si sentono ancora bene, poi grafite e amarena. Bocca speziata e fresca, dal tannino limato, un bell'equilibrio dal sapore di mirtillo maturo. Il ritorno al calice lo trova arricchito di tabacco.


🍷 Ravenna Igt Rosso "Settepievi" 2002
🍇 100% Malbo

Rubino scuro, ha un'apertura raffinata di terra polverosa bagnata dalla pioggia in una calda giornata d'estate, gelatina Majani alla fragola, spezie, cannella, ricordi salmastri e fumé. Il sorso ha un'intesità sussurrata, posata e tranquilla, il tannino é smussato, l'aroma speziatissimo. Lascia una bocca profumata di frutta giovane, come da succo di lamponi. Una delle più belle bottiglie della serata.


🍷 Ravenna Igt Rosso "Poggio Tura" 2014
🍇 100% Sangiovese
Anche questa una selezione massale da vecchie vigne, allevate ad Alberello Romagnolo. Il colore é stupendo, scarico di colore, trasparente come il Sangiovese dovrebbe sempre essere e al naso mi piace tantissimo, c'é il ribes netto e pulito, la vaniglia... é dolce, raffinato al punto da arrivare al ricordo di fiori gialli. In bocca ha un attacco inizialmente deciso, poi rimane un po' corto e leggermente acquoso. Il ritorno al calice trova ora una sorprendente violetta e la rosa. Anche questo avrà un bel futuro, basta aspettarlo.


🍷 Ravenna Igt Rosso "Poggio Tura" 2011
🍇 100% Sangiovese

Rubino scuro, denso di colore ha profumi intensi, terrosi, sanguigni, di spezie dolci, carruba, marmellata di ciliegie. Anche in bocca il frutto é maturo, il sorso é pieno, il tannino vigoroso ma gentile, poi c'é un finale di marasca che é sovrannaturale. L'aroma non sembra volersene andare più via, ho contato fino a 30 secondi poi ho smesso, rimane integro, non perde frazioni aromatiche, come é entrato così resta. In naso ora ha la ricchezza della macchia mediterranea. Sui fogli spiegazzati che uso per scribacchiare gli appunti, quando ormai mezzanotte l'abbiamo salutata da un po', ho scritto “che vino!!”.


🍷 Ravenna Igt Rosso "Poggio Tura" 2003
🍇 100% Sangiovese

Un'annata mai uscita in commercio, ha la sfumatura rubino molto pallida, con appena un'ombra granato. Naso di garofano, fragole, lampone, sottile e raffinato, poi di nuovo polvere e terra secca... un descrittore che é comparso tante volte nei vini precedenti, il marchio di un terroir come la dolcezza del frutto. Sorso cado e salino, non ha distensione aromatica, il tannino chiude un po' amaro, ma ha anche 13 anni, e quindi gli vogliamo bene lo stesso.


8️⃣ Sezione MEDITAZIONE

🍷 Vino liquoroso rosso “La mia idea di Banyuls" 2003
🍇 100% Centesimino

Colore marron-cioccolato, porta alle narici la forza dell'alco, il mallo di noce, carne alla griglia, cacao fondente, erbe balsamiche incenso, terracotta. Bocca meravigliosa, dolce, straordinariamente equilibrata, gustosa, dal sapore di marzapane e “Mozartkugeln”. A quest'ora della notte, quello che ci vuole per i sensi, contenti ma ormai un po' stanchi.


🍷 Vino liquoroso bianco “Anarkiko” n.m.
🍇 uve varie

Mai commercializzato, vino affinato sotto la flor in botte scolma, riempite con vini diversi, anno dopo anno. Il colore é quello che non ti aspetti da un vino in stile ossidativo, uno scintillante oro-ramato animato da luce propria, un vero gioiello. Il naso ti incanta, dopo la parte alcolica arriva una frazione freschissima di frutta tropicale, zenzero, caramella alla menta, muschio bianco, un soffio di ossidazione quasi non si avverte. Bocca altrettanto spiazzante, ha una freschezza pungente e acetica che fa sgranare gli occhi. L'ultimo incredibile vino di una serie pazzesca di 22 calici.















Il post di lancio

Doveva essere Volnay e invece sarà JP Babini... al posto del Pinot Noir di Borgogna, il cuore e l'arte di un vignaiolo di Romagna.

E sono molto contento che sia così...

Da JP ho imparato tanto in questi anni, e non solo ad apprezzare i suoi vini, ma soprattutto sul piano umano, per il modo pacato in cui ha sopportato certe mie vecchie, sciocche, prese di posizione quando ancora avevo tanto da imparare su di Lui e sui suoi vini.

Conosco meglio i bianchi, per attitudine personale, da ultimo sono rimasto folgorato da quello più inatteso... il "Borgo Casale", un Sauvignon con il cuore caldo della Romagna e lo stile francese.

Ma sono tutti bellissime bevute, dalle due versioni di Albana, all'inconsueto Riesling "16 Anime". Finalmente sono riuscito a farlo mio, smettendo di cercare l'espressione che questo vitigno ha in altre zone e trovando invece l'uomo.

Li andrò a risentire tutti più che volentieri, e avrò l'occasione di assaggiare meglio i rossi.

JP è una persona da conoscere per il valore umano e un produttore che, come tanti altri, sta dando tanto alla sua terra. Per questo mi sono sbilanciato nello spendere due parole su questa degustazione con cena, che si terrà il 25 gennaio al Ristorante "il 25" di Carpi.

La serata sarà guidata da uno dei più grandi degustatori Italiani, Francesco Falcone, del locale, avrò già detto mille volte quanto mi piace, e posso anche ripetermi, perché è pura verità.

Sul sito de "il 25" ci sono tutti i dettagli