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domenica 27 gennaio 2013

Abate Nero – Trento Doc "Domini" Brut 2007


100% Chardonnay – 12.5%

Paglierino pieno, con una bella densità di colore.

Bollicine appena un pò più grandi di come me le sarei aspettate, ma sono tante, formano delle catenelle che si allungano su tutto il bicchiere e non hanno nessun voglia di svanire in fretta.

Il primo naso ha una sensazione di agrumi maturi e di sale, segue un floreale giallo intenso e gli aromi che vengono dall'affinamento sui lieviti, crosta di pane e yogurt.

Poi il fruttato si addolcisce ulteriormente, mano a mano che la temperatura si alza, e vira sulla pera e pesca gialla nettarina ben matura.

In bocca, si riscatta anche la bolla, con una bella cremosità che si fonde con un gusto di cedro e agrumi dolci.

Dall'altra parte, la sapidità intravista nei profumi, si conferma e lo porta in equilibrio.

Rimane un aroma di fiori e di ciambella, quasi vanigliato.

Chiusura di nocciola, senza nessuna traccia di amaro, tanto per essere chiari visto che da altre parti d'Italia capita.

Gran bell'esempio di Metodo Classico Italiano che vale per me 87 punti.

L'ho acquistato direttamente in azienda, con ordine tramite internet e consegna a casa, per meno di 17 Euro.

Con gli amici ne abbiamo prese un pò di bottiglia e ci siamo meritati un bello sconto.



domenica 20 gennaio 2013

Az. Agr. Mario Zurla – Colli Bolognesi Pignoletto Frizzante


100% Pignoletto – 12%


Non si può certo pretendere da un Pignoletto Frizzante quello che non sarà mai in grado di dare.

Una delle cose peggiori, secondo me, é cercare di farlo assomigliare ad uno dei tanti anonimi Prosecco che si trovano in giro.

Un buon Pignoletto Frizzante deve essere corretto, piacevole e poco impegnativo per potersi accompagnare a cibi semplici.

E quello di Mario Zurla é proprio così...

Verdolino pallido, una luce quasi brillante da filtratura ben spinta.

Però, si può anche osservare, che le bollicine sono veramente piccole per essere un frizzante da rifermentazione in autoclave.

La cura nel proprio lavoro c'é e si vede bene.

I profumi hanno una fresca fragranza di agrumi acerbi, con una bella spinta di anidride carbonica a solleticare il naso.

Sono certamente creati da lieviti selezionati, ma non c'é traccia di solforosa, e non c'é nulla che sia fuori posto.

Senti i profumi, Ti piacciono, bevi il vino e te li scordi subito.

Secondo me non c'é nulla di male: é quello che un buon Pignoletto Frizzante può dare ed esattamente quello che ad un Pignoletto Frizzante si può chiedere.

E anche in bocca é così.

Entra deciso, solletica la bocca con bollicine giustamente un pò ruvide e una bella sapidità che fa salivare.

Il sapore ha forse un accenno di dolcezza, che la giusta temperatura può tenere facilmente a bada. e lascia un vago sentore di caramella alla frutta.

Poi il gusto se ne va, diciamo pure anche in fretta...

Che male c'é? Non é mica un Metodo Classico.

Per una cena in famiglia durante la settimana, questa bottiglia da 4.5 Euro é un gran bel compromesso fra qualità, prezzo e bere acqua.

Si merita 80 punti, che é più o meno dove un vino di questo tipo può arrivare.

Per fare un parallelo con altri vitigni, personalmente non credo proprio ai Lambruschi che ricevono i 5 grappoli solo perché sono Lambruschi fatti bene.






Az. Agr. Mario Zurla – Colli Bolognesi Chardonnay


100% Chardonnay – 13.5%


Un colore trasparente, appena tinto di paglierino e allo stesso tempo con una consistenza che sorprende.

Forma archetti fitti e lacrime lentissime a promettere cose che poi troveranno conferma in bocca.

Tenui anche i profumi, che ricordano appena il limone, il pompelmo e fiori bianchi.

Al gusto, bevuto ben freddo, é piacevole con in evidenza quella morbidezza che il movimento nel bicchiere mi aveva fatto sospettare.

Ha un gusto di agrumi e termina con una lunga scia sapida.

Appena la temperatura si alza, emerge un indizio di residuo zuccherino.

Ho saputo che questa azienda vende in Germania, e mi viene proprio da pensare che questa punta di dolcezza sia voluta.

Un vino fatto bene, senza difetti per un bottiglia che costa appena 4.5 Euro in azienda, ma anche molto semplice.

Mi fermerei a 76 punti.


domenica 13 gennaio 2013

Yves Ruffin – Champagne Brut Rosé 1er Cru


75% Chardonnay, 25% Pinot Noir – 12%


La scelta della bottiglia di vetro trasparente é un pò ruffiana, ma come si fa a non approvarla?

E ancor di più, una volta versato nel calice, si rivela un colore bellissimo, fra il cerasuolo e la buccia di cipolla.

Addirittura la prima spuma formatasi nella flûte (la foto l'ho fatta dopo), quella più abbondante, sembra quasi avere una sfumatura rosa.

Sul perlage non c'é nulla da dire, se non che é irruente di gioventù, e anche i profumi sono una piacevole scoperta.

Finalmente qualcosa di diverso dal classico rosé tutto giocato su lampone e fragolina di bosco.

In primo piano c'é un floreale di rosa rosa a cui segue, quasi obbligatoriamente, la frutta rossa.

Per questa più ciliegia che fragola e sicuramente non di bosco, ma quelle grosse e mature che si trovano per quelle 2/3 settimane vendute direttamente dai contadini lungo le strade di campagna.

Non é dolce e penetrante, ma più fresco e orientato verso gli agrumi a polpa rossa, arancia candita e prugna.

Ruotando il bicchiere si sente invece la mineralità del gesso.

E anche al gusto conferma la sua originalità...

Il sapore della frutta rossa viene arricchito da sentori di frutta secca, tipico delle lunghe soste sui lieviti (questo dovrebbe aver fatto 48 mesi).

Rende la bocca vaporosa, con una freschezza succosa di spremuta di arancia e melograno.

Ha una sensazione quasi ematica e non posso fare a meno di pensare che ci sia anche una leggera componente tannica.

L'impressione é che sia un Brut con un dosaggio veramente basso con aromi che ricordano in parte la gioventù, principalmente la pienezza e con accenni di terziario.

Quando entra in bocca si sente, e per entrare non chiede certo permesso...

Uno Champagne completo, senza l'estrema ricchezza di sfaccettature dei grandissimi vini, ma decisamente completo e ben sopra la media anche nella persistenza.

Finalmente un Rosé che valga la pena bere, senza dover spendere una cifra che alleggerisca troppo il portafoglio.

L'ho acquistato direttamente dal produttore, la gentilissima Madame Ruffin, per 26 Euro con qualche altro Euro di spese di spedizione da aggiungere.

Punteggio? Almeno 87

Alla fine mi devo sbilanciare.

Quel gusto così particolare, con sapori provenienti da mondi diversi mi porta a dire che si tratta di un Rosé di assemblaggio.

Un abbraccio selvaggio fra Chardonnay e Pinot Noir...


... in ogni caso una bottiglia assolutamente da riprendere.




venerdì 4 gennaio 2013

Zurla – Colli Bolognesi Pignoletto Superiore n.m.


100% Pignoletto – 13.5%


Sarei curioso di sapere in quanti della zona di Bologna conoscono i vini di Mario Zurla.

Prima di andare a trovare il produttore in cantina mi sono imbattuto nei suoi vini solo 2 volte.

La prima volta, diversi anni or sono, con un Pignoletto Frizzante in occasione di un banco di assaggio organizzato presso la Rocca di Bazzano.

Quest'inverno, invece, ho degustato il Pignoletto Superiore durante un serata organizzata all'interno della Tartufesta.

Di entrambi, mi é sempre rimasto un bel ricordo quindi, in occasione delle feste, ho contattato il produttore per mail e ci siamo accordati per una visita.

La cantina é in una posizione bellissima, negli ultimi 2 km ci si stacca dalla strada principale e si percorre un misto fra sterrato e asfaltatura in cemento per arrivare in una sorta di anfiteatro.

Vigneti sul fondo e sui versanti esposti a Sud-Est, posto bellissimo... e il Sig. Zurla é una persona modesta e cordiale.

Il suo Pignoletto Superiore si presenta di un colore paglierino pallido, con una bella luce fredda.

Il movimento nel bicchiere é importante, compatto, con l'imbuto di rotazione che risale parecchio.

Profumi inizialmente tenui, non esplosivi ma sicuramente eleganti, orientati verso la pesca gialla e l'ananas maturi, la freschezza degli agrumi e il piccante delle erbe aromatiche.

Si riconosce molto bene la menta, ma un'altra nota evidente é una mineralità quasi salina.

Forse non sarà un Pignoletto molto tipico, ma con questi ricordi aromatici dolci che fanno pensare, molto molto alla lontana naturalmente, a certi vini della Francia o della Nuova Zelanda, devo dire che non mi dispiace per nulla.

Io me lo faccio andar bene lo stesso, anche se il floreale é più sulla ginestra che non sul biancospino d'altronde, quale sia la vera tipicità del Pignoletto, non sono ancora arrivato a capirlo.

E non l'anno capito nemmeno tanti blasonati produttori...

Al gusto sfodera ricchezza, accarezza la lingua con la sua morbidezza che lo fa sembrare inizialmente quasi dolce, ma quello che arriva subito dopo e in modo deciso é la grande sapidità.

Lascia un sapore che ricorda un infuso di fiori, che rimane nella bocca veramente per parecchi secondi.

Un filo in più di freschezza l'avrebbe reso più completo, ma la natura non può essere forzata più di tanto e con Mario Zurla, dell'andamento di questa annata, se ne era anche parlato.

Mi é comunque piaciuto e suprattutto per la lunghezza secondo me può arrivare anche a 85 punti.

E non ce ne sono molti di Pignoletti su questi livelli...

Se poi aggiungiamo che l'ho pagato appena 4.5 Euro il cerchio si stringe ancora di più.



Consiglio una visita in una bella giornata di sole, come quando sono andato io, se poi qualcuno avesse bisogno delle indicazioni stradali, posso dare qualche suggerimento.


martedì 1 gennaio 2013

I PROTAGONISTI di ieri sera




Sektkellerei Lorenz Martini 
AA Brut "Comitissa" 2006
con Crostini e mousse di mortadella, Crostini e mousse di cinghiale
...decisamente un buon inizio



Champagne Taittinger
Cuvée Prestige
con Cotechino, lenticchie e funghi champignon su crostino di baguette
...doveva abbinarsi ad uno Champagne Rosé, ma per un disguido abbiamo dovuto piacevolmente ripiegare su Taittinger (mi piace saccheggiare le cantine altrui)



Domaine Anne Gros
Hautes Cotes de Nuits Blanc Cuvée Marine 2009
con Crespelle di ricotta e prosciutto cotto, Crespelle di ricotta e mortadella
...uno dei migliori abbinamenti della serata, la Cuvèe Marine ti dimostra subito la finezza e tiene apparentemente nascosta la sua struttura che in abbinamento invece viene fuori senza essere mai invadente. 


Weingut Stroblhof
Blauburgunder Riserva 2007
con Boeuf Bourguignon, Fagiano in padella con erbette
...e qui siamo arrivati alla perfezione. Non mi aspettavo tanto da questa riserva, dai ricordi della verticale di luglio e invece é venuto fuori un grandissimo vino. Boeuf Bourguignon spettacolare e quindi matrimonio da favola fra Alto Adige e Borgogna.



Salvatore Murana
Moscato di Pantelleria "Martingana" 2001
con Budino di Ricotta e Cioccolato
...non che non andasse bene, ma il Martingana é talmente buono da solo



Champagne Tixier
Cuvée Supreme 1er cru 2004
come brindisi di mezzanotte
...succede sempre così, alla fine fai il brindisi che ormai hai i sensi appesantiti e magari appena mezz'ora prima hai mangiato il dolce. Il prossimo anno giuro che faccio il brindisi con un Asti di livello, tipo Dogliotti, servito ben fresco.