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domenica 28 dicembre 2014

Laurent Tribut – Chablis 2013

100% Chardonnay – 12.5%


Mi piace l'etichetta un pò vintage, che ricorda quelle di Raveneau e Dauvissat, carina anche la chiusura di ceralacca, che però é una seccatura da togliere, visto che partono briciole di materiale ovunque.

Appena versato nel bicchiere, lo riempie completamente di luce, letteralmente un gioiello animato, dalla sfumatura piena e vitale.

Porta alle narici un profumo dolce di fiore di arancio, pompelmo rosa, fragranti e profondi.

Poi vengono le note balsamiche, penetranti di lavanda, quando si strofina la mano sul fiore e l'aroma rimane poi per lunghissimi minuti.

Continua su salgemma, menta dolce, mughetto, a lampi, in sequenza, in cui si alternano diversi protagonisti per poi riposarsi, infine, su una mineralità conchigliacea di madreperla.

Sorso avvolgente, ma che si tende verso il salato, sostenuto e per fortuna eguagliato da un'acidità elettrica, che porta all'esplosione aromatica.

Appena più calda, più gialla, rispetto al suo spettro olfattivo, si focalizza in un gusto di cedro e ananas che permangono decine di secondi.

Coniuga la morbidezza e le sensazioni forti del vino in modo ottimale, con una mineralità che di solito ritroviamo nei Grand Cru.

Mi chiedo come questo possa essere uno Chablis "base"...

I numeri li ha tutti, forse appena espressi sopra alla righe, per questo mi fermo a 86 punti.


Mi avevano detto che gli Chablis 2013 erano in questo momento deliziosi, e questo é il secondo che sento... tutto vero.

Pagato appena sopra ai 20 Euro in un GDA, e subito ne ho richiesti altri.

Allego un articolo su questo produttore pubblicato sulla RVF







venerdì 26 dicembre 2014

Tenuta Kornell – Südtiroler Blauburgunder "Marith" 2012

100% Pinot Nero – 13%


Rubino praticamente netto, dalla trama profonda, con appena una sfumatura granato sulle parti laterali del bicchiere in cui si muove elegante e disimpegnato.

Profumi intensi, il fruttato fresco e rosso che mi ricordavo, di amarena, piccoli frutti di bosco, ribes e mirtillo.

Una tenue vena ferrosa, più evidente la mineralità di terra umida e, dandogli qualche minuto, una nitida rosa purpurea.

Profumi, immediati, relativamente semplici e in parte carnosi, ematici.

In bocca ha spessore, buona freschezza, e un tannino avvertibile, probabilmente esaltato dalla temperatura appena bassa... ma il Pinot Nero ormai mi piace così.

Rotondo e fruttato, di nuovo come lo ricordavo, da bevuta spensierata.

Ha un'impressione aromatica di ferro, e un gusto falsamente dolce di gelatina di fragole.

Rinfrescante, quasi da aperitivo...

Uno dei Blauburgunder base che mi piace di più.


 

Pagato, mi pare, 12 Euro nella mia enoteca estiva preferita, direi che si merita 83 punti.




giovedì 25 dicembre 2014

Laimburg - Südtiroler Weissburgunder "Rayèt" 2009

100% Pinot Bianco - 13.5%


Appena due appunti di degustazione al volo, in attesa di piantare la forchetta nel piatto di Tagliatelle con le Cannocchie.

Giallo carico, con una lieve sfumatura verso la maturità, si muove tuttavia agile nel bicchiere, per il suo DNA di vigne alte, intorno a Merano, nella parte più fredda dell'Alto Adige.

Sono stupito, mi aspettavo la classica esplosione di roccia dei Weissburgunder e invece, mi trovo davanti ad un vino dai profumi dolci e campestri.

Sa di cedro maturo, erba aromatica essiccata, fiori e foglie di agrumi, polline di fiori bianchi.

La parte più suadente é la pesca gialla tagliata, condita con zucchero, e qualche foglia di menta, fredda di frigo in una sera d'estate.

Il sorso é rotondo, fresco di mandarino dolce, e di nuovo screziato di timo e verbena.

Elegante, lungo, con appena una concessione ad una punta di alcol... sì, davvero vitale, con un morbido abbraccio che appena riscalda.


Un gran bel regalo, quindi dal prezzo incognito, da una persona che stimo, uno dei miei maestri, il più importante.

Da 84 punti, per tenere basso l'affetto.


mercoledì 24 dicembre 2014

Brindisi di Natale 2014 - 22 Champagne, 4 Franciacorta e un Clos de Goisses 1988

Una serata incredibile, una batteria di Champagne da sogno, praticamente tutte le sfumature, di territorio, di vitigno e di epoca di questo spumante.


Francesco ci ha accompagnato in questo viaggio, guidandoci nel trovare quelle sensazioni così complesse e a volte così sfumate, che avevamo nei nostri bicchieri.
Instancabile, nel raccontarci i luoghi, le persone, per ore, passate seppur in fretta, in piedi, servendo tutti i vini da solo, senza cenare.
Noi invece abbiamo cenato e anche lo stomaco ha provato grande gioia in questa esperienza.
Non ero mai stato nel centro di Correggio, é molto bello e ben tenuto, così come bellissima é la location del Ristorante “A casa di Camilla”.
Piatti perfetti, leggeri, fragranti e freschi, perfetti per i nostri Champagne, grazie anche a loro, e sopratutto a Vania che ha organizzato questa serata.


Di seguito la trascrizione dei miei appunti, con anche i voti che ho dato sul momento.
Io sui voti sono “griccio”, di manica corta, forse con la presunzione, e la fortuna, di aver sentito in questi anni, vini che stanno molto, ma molto in alto.
E alcuni di questi, anche fra quelli di stasera...
Trascrivendo gli appunti, mi sono reso conto che, scalando in alto tutti i vini di 3-4 punti, forse sarebbe più giusto... ma ho scritto così nel mio notes, e così li lascio, in fondo sono più importanti i valori relativi.


Tutte le bottiglie, a parte i “grossi calibri” finali, sono state degustate alla cieca, divise in 4 batterie.


Aperitivo, a bottiglia scoperta


Cà del Bosco - Franciacorta Ris. Brut Annamaria Clementi 2005
55% Chardonnay 55%, 25% Pinot Bianco, 20% Pinot Nero
Ho sentito altre 2 volte di recente questo spumante e questa magnum mi ha stupito, praticamente irriconoscibile. Pur nella sua relativa semplicità, non c'é traccia del vino privo di slancio che ricordavo. E' fresco, profumato di lieviti e agrumi, trasmette la mimosa, in bocca equilibrato con una concessione alla sapidità e un leggero calore. 85 punti


Prima Batteria, Champagne “base” e qualche pirata...


Cà del Bosco - Franciacorta Ris. Dosage Zero Noir 2001
100% Pinot Nero
Francesco ci racconta che é il prototipo del Dosage Zero, la prima annata prodotta. Colore molto chiaro, per i suoi 12 anni sui lieviti, ha un naso “da Chardonnay”, con sensazioni evidenti di mela renetta, erbe aromatiche e fumé. Una piacevolezza minerale che si conferma anche al gusto, che pur in una completa rotondità, non appesantisce i sensi e non ha alcuna concessione alla chiusura amara. Uno dei migliori Cà del Bosco che abbia mai sentito, ma é anche una bottiglia da 85/90 Euro. 86 punti.


Drappier - Champagne Carte d’Or Brut s.a.
75% Pinot Noir, 15% Chardonnay, 10% Meunier
Colore più caldo, naso poco esplosivo, sentori di lieviti con anche qualche pecca sull'eleganza. Sorso strano, inizialmente una sensazione di immaturità, poi chiude nella dolcezza del dosaggio. Mi ha ricordato il gusto del Ghiacciolo al Cedro. Per i 19 Euro che costa, é comunque un gran bell'andare. Se penso al Ferrari base da 8.7 Euro, beh... io prendo questo e bevo una bottiglia di meno. 82 punti.



Pierre Gerbais - Champagne L’Originale Extra Brut s.a.
100% Pinot Blanc Vrai
Non é un errore, é proprio 100% Pinot Bianco, davvero “originale”. Giallo luminoso, sfumato di verde, ha profumi spumosi, jodati, con un nitido riflesso di lime. Bolla che punge, gusto succoso, di succo di agrumi gialli, freschezza che prende il volo, contenuta da un dosaggio cesellato. Uno di quegli spumanti, in cui qualche grammo di zucchero, compie il miracolo. Appena 33 mg/l di SO2, distribuito dalla “Les Caves de Pyrene“, sui 35 Euro. Per me 85 punti.


Gosset-Brabant - Champagne GC Noirs d’Ay Brut s.a.
100% Pinot Noir
Lo vedo oro antico, con una sorprendente sfumatura rosa. Nei profumi é scontroso, sa di arancia ammaccata, ferro, banana matura. Particolare anche al gusto, con un'acidità strana, quasi vegetale, bucciosa. Sa di purea di frutta e forse ha anche un filo di evoluzione. Artigianale, anche sgraziato, ma non banale. 83 punti.



Barone Pizzini - Franciacorta Ris. Bagnadore Non Dosato 2008
50% Chardonnay, 50% Pinot Nero
Dopo il precedente, il colore più chiaro spicca in modo netto, e dopo tanti altri, anche una bollicina meno puntiforme. Ha un naso tostato, di crosta di pane e oltre, tabacco e pungente di menta. Carbonica sfumata, aromaticità un pò asettica, decisamente corto, ma chiude pulito. Corretto da 80 punti, ma non nei 30 Euro di prezzo.


Aubry - Champagne PC Brut s.a.
60% Pinot Meunier, 20% Chardonnay,20% Pinot Noir
Giallo pallido, dalle bollicine minute, ha un naso di grafite e agrumi freschi. Vaporoso in bocca, ha un sapore freschissimo di arancio giallo, appena vegetale, masticandolo si distende in un'acidità potente dal finale salato, decisamente lungo. Con il passare del tempo, il contatto con l'aria lo esalta, dandogli rotondità e amalgama. 84 punti, io adoro Aubry, anche alla cieca. Francesco ci dice che in Francia é una bottiglia da 15 Euro. Ecco...


Claude Corbon - Champagne Prestige Brut s.a.
50% Chardonnay, 25% Pinot Meunier, 25% Pinot Noir
Giallo intenso, profondo e traslucido. Profumi di incenso, legno di sandalo, frutta gialla matura e succosa, albicocca e cannella. Bolla finissima, con aromi di miele, avvolgente e quasi vinoso. Una pienezza di gusto artigianale, con una freschezza sopra alle righe. Amo profondamente gli Champagne che mi scuotono così i sensi. 87 punti. Tiraggio 2004, sboccatura 2011, tutta la grandezza di Avize.


Cesare Bosio - Franciacorta Ris. Girolamo Bosio Non Dosato 2004
Pinot nero 70%, Chardonnay 30%
Qui entro in contrasto con Francesco, non ho amato questa bottiglia, mi é mancata la sintonia. Colore profondo, senza concessioni a gioventù o maturità e spettro olfattivo metallico, terroso, con sentori di caffè. Al gusto la bolla é in secondo piano, con un sapore semplice di limone maturo, anche lungo, ma non sfaccettato. Messi l'uno di fianco all'altro, Champagne e Franciacorta hanno un distacco netto, di texture, in cui i secondi impallidiscono. Il prezzo é onesto, sui 23/24 Euro. 82 punti.


Alain Couvreur Champagne Blanc de Noirs Brut s.a.
80% Pinot Noir 80%, 20% Pinot Meunier
Paglierino netto, con bollicine finissime. Elegante e pacato nei profumi, di zucchero di canna, frutta rossa e fiori colorati. Nitidi il petalo di rosa e il garofano in boccio. Si vaporizza in bocca al primo sorso, é completo e pieno, si gioca sulla competizione fra sapidità e freschezza per emergere. Con il risultato di un equilibrio lunghissimo, dal sapore di mirabelle, e una vena di brezza marina. Un capolavoro, da 88 punti. 3 volte sentito alla cieca e 3 volte entrato nel cuore.


Seconda Batteria, Champagne Blanc de Blanc senza essere troppo rigidi...


David Léclapart - Champagne BdB PC L’Apôtre Extra Brut s.a.
100% Chardonnay
Colore profondissimo, ti schiaffa in faccia la sua sconcertante complessità che profuma di thé al limone, agrume maturo, pompelmo, pepe bianco, gesso. E quando ormai ti ha portato tutto da una parte, ecco che esce una nota dolce di caramello. Bollicina minuta, forse anche appena dimessa, un gusto prima da vino e poi da Champagne. Corpo importante, tondo e avvolgente, aromatico di cera con una punta tostata di caffé, lunghissimo. Ho segnato 89 punti, ma vedo ora che la descrizione scavalca di netto i 90, anche perché, scopriamo che é una sboccatura 2007. Ed ecco la spiegazione per la carbonica sfumata... Bottiglia valutata sui 100 Euro.


Ulysse Collin - Les Perrières BdB Extra Brut s.a.
100% Chardonnay
Naso da manuale per uno Chardonnay... floreale giallo, crema, burro, ananas e citronella. Carbonica nervosa, con una punta di falsa evoluzione trasmessa probabilmente dal legno. Più potente che non raffinato, ha un aroma finale di erbe aromatiche salate. La nota nocciolata nei profumi, é ora evidente, praticamente un Borgogna con le bollicine. Forse il riferimento al PC di Meursault nel nome non é casuale. Però, tutto sommato, a Ulysse Collin viene decisamente meglio il BdN. Bottiglia da 70/80 Euro, per me 85 punti.


Claude Cazals - Champagne GC BdB Carte Or Brut s.a.
100% Chardonnay
Già dal colore, paglierino pallido con sfumatura verdolina, si indovina che siamo sbarcati a Le Meslin-sur-Oger. La conferma vengono dai profumi, freschissimi, di ananas fragrante e un gesso nitidissimo, che solo questo GC, e forse Cramant, riescono a definire così nettamente nel bicchiere. Bolla finissima, cremosa, prima al limite del salato, e poi chiude con aromi di foglia di limone e clementine. 86 punti. Ho capito che in Francia si trova a 18 Euro, ma forse sto sognando... di averne una cassa a casa.


Bruno Paillard – Champagne BdB Millésimé Brut 2002
100% Chardonnay
Colore giovanissimo e appena accennato, non gli avrei mai dato gli anni che ha. Ma il 2002 é stata una vendemmia magica, e la stiamo ancora scoprendo completamente. Profuma di fumo e cedro, un floreale bianco di rara eleganza e definizione, la sfumatura esotica dell'anice. Al gusto ha un aroma di conchiglia e gesso, con una bolla ancora non domata che lo rende saporito e gustoso, disteso in un finale lunghissimo di pesca gialla croccante e lavanda. Più di 10 anni sui lieviti e ancora così giovane. Bottiglia da 100 Euro, si ferma per ora a 88 punti, ma varcherà presto l'asticella.


Demarne-Frison – Champagne BdB Lalore Brut Nature s.a.
100% Chardonnay
Appena sfumato di giallo, ha un profumo di mela grattugiata, ricordi fumé e distillato di pere. Francesco lo definisce un naso “autunnale” e rende benissimo l'idea. E' austero anche al gusto, di nuovo un mix di aromi dolci, aspri e appena evoluti di frutta ben matura in purea, decisamente coerente in se stesso, ma molto meno nel vitigno. Ha 2 g/l di zucchero residuo per un prezzo in enoteca di 30 Euro. Per me 83 punti.


Yves Ruffin - Champagne PC Brut s.a.
50% Chardonnay, 50% Pinot Noir
L'intruso, un non-BdB in mezzo ai BdB, ma lo stile di questo piccolo RM potrebbe ingannare, perché fa risaltare la finezza dello Chardonnay sfruttando la potenza del Pinot Noir per dargli incisività. Giallo luminoso, scattante, profumi freschissimi di pompelmo, pesca bianca e mela verde, apparentemente acerbi, ma é la vitalità aromatica che inganna. Sorso inizialmente nervoso, elettrico, dopo tanta posatezza bisogna riabituarsi a questo tipo di Champagne per scoprirlo infine equilibrato e ancora dal gusto di frutta a polpa bianca. Amo gli Champagne di Ruffin, così come Vania e Matteo. 86 punti.


Pascal Doquet – Champagne BdB Brut Grand Cru
100% Chardonnay
Sfumatura che ammicca verso il dorato, dalla bollicina finissima. Naso roccioso, gessoso, minerale, quasi salmastro. Il sorso ha una sapidità sopra le righe, esaltata da una bolla appena pungente, che gli toglie un filo di eleganza. Risulta pieno, largo, quasi da masticare, ma appena spento, per una freschezza in secondo piano. Assemblaggio delle annate 2003 (40%), 2002 (40%), e 2001 (20%). 84 punti.


Terza Batteria, verso l'eccellenza


Françoise Bedel – Champagne Brut Cuvée Comme Autrefois 2001
33% Pinot Meunier, 33% Pinot Noir, 33% Chardonnay
Giallo in pienezza di colore, con profumi confusi, marini e di salsedine. Non perfettamente pulito anche al gusto, con una chiusura in parte amara. Il sospetto che sia stato compromesso dal tappo é forte. Sboccatura 2013, quindi 12 anni sui lieviti per un'annata minore. Non posso salire sopra ai 79 punti.


Moët & Chandon – Champagne Dom Pérignon Brut Vintage 2004
??% Chardonnay, ??% Pinot Noir
La percentuale esatta dei vitigni nella cuvée é segreta, ho sempre pensato che sia 60 e 40, ma non ci sono dati ufficiali. Luminosissimo, ma con profumi strani, in parte chimici, in parte vegetali di sedano, appena ingentiliti da un sottile floreale bianco. Al gusto é aromaticamente incoerente, con sapore di frutta matura e un finale confuso e non lunghissimo. La caduta degli Dei, per me non sopra agli 83 punti.


Bollinger - Champagne La Grande Année Brut 2004
66% Pinot Noir, 34% Chardonnay
Profondo nel colore, ma di un giallo limone splendente. Naso di grande finezza, minerale di conchiglia e roccia bianca calda, ananas e pasca gialla ben matura. In bocca ha un ingresso sapido, con una freschezza complessa di agrumi maturi, che si allunga in profondità in aromi di radice e di liquirizia. Stile aristocratico, impostazione aromatica spietata e senza compromessi, si vede la mano di una grande Maison. 89 punti.


Fleury - Champagne Extra Brut 2002
70% Pinot Noir, 30% Chardonnay
Chiaro e luminoso nel bicchiere, di nuovo un figlio di questa annata ancora ripetuta (forse il 2008?). Affumicato e sassoso, ha un accenno aromatico di uva fresca e ribes giallo. Il primo sorso é scomposto, ma di carattere, in cui una mineralità salina e una freschezza succinica non sono ancora amalgamate e remano in direzioni opposte. Manca un filo di eleganza, di sicuro si esalterebbe con il giusto abbinamento. Uno Champagne più gastronomico che da concorso. 84 punti.


Quarta Batteria, senza compromessi... vintage 1996 e oltre


Louis Dubosquet - Champagne GC Brut 1996
55% Pinot Noir, 45% Chardonnay 
Chiusura con corda, come anche altri nella serata che non ho citato, ma non é certo una cosa comune, e una placca metallica al posto dell'etichetta. Colore particolare, oro con sfumature rosate. Naso complesso e vinoso, di pesca gialla in macedonia, mirabelle, fiori appassiti, fungo, torba e un ricordo di distillato. Al gusto entra con una bolla minuta, che trasforma il liquido in vapore e riempie la bocca. Ha una forza aromatica potente, all'inizio di the verde e camomilla, poi di prugna gialla matura e chiude eterno con aromi tostati di caffé e cacao. Francesco lo ha descritto come un prodotto da “neo-ricchi”, a me anche nel suo essere unkitsch, é piaciuto parecchio. I numeri li ha, 90 punti.


Ruinart - Champagne Dom Ruinart Brut 1996
??% Chardonnay, ??% Pinot Noir
Una luce di una vitalità sconvolgente, preludio ad un altro naso estremamente articolato, che apre su note jodate, di polvere da sparo, ananas e iris. Poi cambia, e diventa più fresco e speziato, con uno zenzero nitido, il ribes rosso e la balsamicità di lavanda ed eucalipto. Il primo sorso dimostra una bollicina altrettanto viva, ma talmente puntiforme che massaggia piuttosto che pungere. Masticandolo si ritrova l'aroma penetrante di fiori selvatici, e un perfetto equilibrio fra sensazioni sapide e fresche. Uno Champagne cesellato, cristallizzato nel tempo. Il mio Coup de Coeur della serata... 96 punti.


Pol Roger - Champagne Sir Winston Churchill Brut 1996
??% Chardonnay, ??% Pinot Noir
Giallo di spessore, con un riflesso appena rossastro. All'inizio é appena chiuso, poi piano piano emerge la mineralità nitida e una speziatura austera di sigaro, tabacco dolce, miele amaro e una sorprendente albicocca fresca. Carbonica minuta, con un gusto sfumato di miele, in equilibrio perfetto che il tempo gli ha finalmente concesso. Un filo di sapidità in più, e avrebbe raggiunto le vette del Ruinart. Io mi fermo a 94 punti... per Francesco é un 100, ma lo posso capire, quando si é sulle cime, quando mancano quei pochi punti, sono di nuovo i gusti personali che contano.


R. & L. Legras - Champagne GC Saint-Vincent Brut 1996
??% Chardonnay, ??% Pinot Noir
Giallo tenue, con un profilo minerale affilato, fine e sottile, condito da agrumi freschissimi. Tagliente, come piace a me, minerale, diretto anche in bocca, con un gusto di polvere da sparo e acidità di frutta a polpa gialla. Lunghezza impressionante, stato di gioventù ineguagliato nei suoi compagni di batteria. Inferiore ora, ma cosa sarà fra 10 anni? Prodotto in sole 20 annate dal 1964, questa é serietà. 94 punti.


Philipponnat - Champagne Clos des Goisses Brut 1988
??% Chardonnay, ??% Pinot Noir
Oro antico, con un riflesso rosa, ma ancora di luminosità strabiliante. Ad occhi chiusi lo avrei scambiato per un vino, e non per uno Champagne, ma che vino... Con sentori di brandy, idrocarburo, erbe aromatiche salate, fieno tagliato, terra riarsa appena bagnata dalla pioggia. Trasmette una maturità elegante, che toglie la parola. In bocca la carbonica é appena una tenue nebbiolina, mantiene una acidità che tira e un'inaspettata trama tannica che lo accompagna in un finale di liquirizia e radice dolce. 92 punti, e contento di questa esperienza difficilmente ripetibile.





domenica 21 dicembre 2014

Az. Agr. Roncus – Venezia Giulia Igt Ribolla Gialla 2013

100% Ribolla Gialla – 12%


Appena colorato, con una sfumatura verdolina evidente.

Più incisivo nei profumi, penetranti, di fiori bianchi e agrumi amari, distinti in mughetto, pompelmo, con una pennellata più dolce di ribes giallo.

Riscaldandosi emergono tonalità più avvolgenti, di iris e appena affumicato.

Sapido, nel primo sorso, in modo evidente, questa caratteristica spicca nella relativa semplicità e nel corpo, tutto sommato piacevolmente, esile.

Lascia una bocca asciutta, quasi conchigliacea, con un finale minerale.


E' stata un omaggio, quindi non ho idea del prezzo, di questa bottiglia quotidiana che potrebbe essere valutata intorno ai 78 punti.

Devo ammetterlo, non ho una passione per la Ribolla, spesso le sue espressioni più caratterizzate, sono lontane dai miei gusti, mentre quando viene vinificata in modo semplice, risulta poi anche "semplice" come vino.





sabato 20 dicembre 2014

Orsi Vigneto San Vito – Colli Bolognesi Pignoletto Sup. “Posca Bianca”

Maggioranza Pignoletto poi Alionza e Albana – 13.5%


Giallo opalescente, che illuminando il calice al sole trasmette una sfumatura vagamente rosata che mi ricorda il succo di mele non filtrato dell'Alto Adige.

Consistenza importante, il movimento nel bicchiere é compatto, ricco, trasmette ricchezza di materia.

Ha un profumo intenso di lievito, di vino ancora in evoluzione, quasi di mosto, caldo di pesca gialla, rinfrescante di limone appena matura, dolce e medicinale di propoli, incoerente di miele salato.

Penso a cosa ho mai sentito prima che gli assomigli... certe basi per spumanti, nella loro freschezza e nel loro essere incompresi, poi, sarà anche suggestione, il Pignoletto proprio di San Vito spillato ancora dalla botte a fermentazione quasi finita.

E intanto che ci penso... i miei pensieri inseguono e trovano una sfumatura di meringa.

Sorso pieno, avvolgente, la presenza dei lieviti é evidente riportandomi subito agli amati Muscadet Sur Lie della Loira.

Vini commuoventi, con la stessa impronta salina... forse nel caso dei Muscadet più raffinati, ma sulle stesse tonalità, perché i Colli Bolognesi sono tanto più a Sud, tanto più caldi.

Un vero “Sur Lie” da climi caldi.

Ingresso balsamico, quasi di menta, poi una leggera concessione all'amaricante, appena sfumato, per terminare con una vena morbida da falsa dolcezza.

Decisamente lungo, con un finale che riscalda appena.


Pagato 10 Euro al Mercato della Terra, vale anche più di 84 punti




domenica 14 dicembre 2014

Monsupello – Pinot Nero VSQ Nature Pas Dosé n.m.

90% Pinot Nero, 10% Chardonnay – 13%


Sono un pò sconcertato, pensavo di trovarmi davanti ad un Oltrepò Pavese DOCG invece scopro essere un semplice VSQ.

In compenso é indicato Pinot Nero in retro-etichetta mentre il sito del produttore riporta anche un 10% di Chardonnay.

Non é così importante, ma sono cose che mi lasciano sempre dei "perchè?" che mi aleggiano qua e là... se si ha diritto ad una denominazione perché non rivendicarla?

Metto da parte questi dubbi e lascio parlare lo spumante nella flûte in cui me lo sono versato.

Il colore é più che corretto, sabbia con sfumature rosacee da uve a bacca rossa.

Anche il perlage mi piace parecchio, con lunghe catenelle a popolare il bicchiere e bollicine che, se non partono finissime, si mantengono piccole salendo verso la superficie.

I miei sensi vengono colpiti da aromi tostati, appena agrumati di cedro candito e ancor più sottile di piccoli frutti di bosco.

Non hanno una gran definizione, ma sono piuttosto accattivanti.

L'assaggio evidenzia una bolla aggressiva, dalla aromaticità succosa, che riempie bene la bocca creando un buon volume fra liquido e vapore.

La freschezza supera di gran lunga una quasi indistinta mineralità, lasciando una bocca ben tirata, con una sfumatura amarognolo di arancia amara che nel complesso non mi dispiace.

I profumi sono diventati nel frattempo appena più dolci, anche se rimane la sensazione "verde", di uve raccolte in anticipo di maturazione.

Definirei anche questo spumante un "vino di sensazioni", ma con un filo di animo in più.


La sua maggior dote é la capacità di abbinarsi ad un cibo grasso, se non anche unto, e in effetti con un cotechino delicato é andato assai bene.

Mi fa pensare a 83 punti, non ho idea del prezzo.

sabato 13 dicembre 2014

Champagne d'Elite ONAV – 11 Dicembre 2014

Davvero Champagne di Elite, una delle migliori degustazioni di bollicine a cui abbia mai partecipato, vino a temperatura ottimale, relazione leggera anche se in alcuni punti imprecisa.

Ma é il bello dell'atmosfera rilassata Onav, in cui mi trovo sempre molto bene.


Ci "stava" anche un Sauternes alla fine, come quando a casa di amici tiri fuori una bottiglia completamente fuori tema tanto per farsi un altro bicchiere insieme.


Ed é andata così...

Philippe Gonet – Blanc de Blancs Grand Cru "Roy Soleil"
100% Chardonnay


Da Le Mesnil-sur-Oger, uno dei luoghi di eccellenza dello Chardonnay, che nel bicchiere si concretizza in un giallo limone pieno, profondo, brillante di luce.
Già da questo é ovvio che abbia fatto un passaggio in legno.
Le bollicine, fitte e minute, popolano allegramente il bicchiere portando alle narici profumi di lieviti evoluti, crosta di pane, mandorla e frutta secca.
Uno Chardonnay burroso, reso finemente dolce da ricordi di ananas sciroppato e frutta tropicale matura.
Appena, appena vegetale...
Il sorso é avvolgente, con una lotta fra freschezza e sapidità in cui é quest'ultima, seppur di poco, ad avere la meglio.
Bolla pungente, trasmette un gusto iniziale di frutta secca che poi evolve prima in un succoso cedro maturo e poi, con la masticazione che esalta l'acidità, in arancia gialla.
Si allunga, in persistenza, fino a 87 punti, a bicchiere vuoto la polverosità del gesso é evidente.

Jacquesson – Cuvée 737 Extra Brut
43% Chardonnay, 27% Pinot Noir, 30% Pinot Meunier


Dosaggio a 3.5 g/l, base 2009, totale 30% di vini di riserva del 2008 e parte dell'assemblaggio di 735 e 736.
Una sfumatura di giallo che ha un'evidente concessione alla presenza di uve a bacca rossa, increspato da bollicine finissime, di una maestria che é quasi un marchio di fabbrica della Maison.
Il primo profumo é il gesso, nitido e che tinge di bianco, seguito da agrumi in maturazione, salinità e un tocco di erbe aromatiche che danno la sfumatura verde.
In bocca é sottile, con un'eleganza in punta di piedi, appena sussurrata con un filo di sapore di mirabelle e ribes rosso... anche la carbonica é decisamente pettinata.
Cade un pò in fretta negli aromi, é ancora gracile, meglio dell'assaggio di settembre ma nettamente in progressione, da aspettare.
Per ora si ferma a 86 punti.
Dal palco sento parlare di "profumi di caciotta"... stiamo scherzando.

Encry – Zèro Dosage Grand Cru "Grande Cuvée"
100% Chardonnay


Anche questo Champagne viene da Le Mesnil-sur-Oger, a dimostrare che, i fattori che possono fare la differenza, rispetto alla zone di orgine, possono essere tanti: posizione, assemblaggio di vigneti diversi, mano e stile della Maison.
Giallo pieno e di bella luce, ma bollicine che nella finezza scala decisamente rispetto ai precedenti (e ancor di più rispetto ai successivi).
Profumi apparentemente dolci, ma poi si concretizzano in una sensazione acerba, floreale e in parte nocciolata.
Scala anche di complessità.
Mi piace l'impatto in bocca della bolla vaporosa e delicata, di distende di lunghezza sapida che però sfocia in un finale appena amarognolo.
Manca di aromaticità, che invece ritrovo di cedro candito a bicchiere vuoto.
Vaso di coccio in mezzo a vaso di piombo, si ferma a 83 punti.
Personalmente ritengo che un minimo di dosaggio gli avrebbe dato spessore, equilibrio e poteva esaltarne i profumi, ma secondo il produttore va bene così.
Il vigneto, di 3 ettari, é in mezzo a quelli di Krug e Solon, a cui una volta si vendeva il mosto al miglior offerente.
Solo che poi Solon e Krug possono assemblarlo con altre 1000 fonti, in cui ognuna apporta il suo contributo.

Philipponnant – Clos des Goisses 2000
65% Pinot Noir, 35% Chardonnay


Ha la sfumatura della sabbia rossa, come si conviene all'alta percentuale di Pinot Noir, e ai quasi 13 anni trascorsi sui lieviti che hanno dato al perlage, una dimensione puntiforme.
Se osservo il bicchiere a distanza, sul banco dei produttori, l'immaginazione mi fa quasi cogliere un riflesso che arriva al limite dell'oro antico.
Naso che coniuga complessità e finezza, di frutta matura, budino alla crema caldo, ciambella appena sformata.
La dolcezza dei profumi si distende fino al cioccolato bianco, per poi regredire verso note più fresche, prima di erba eromatiche bagnate, anice e infine agli agrumi canditi.
Rapendoti i sensi in questo percorso...
In bocca la carbonica emulsiona lo spumante diventando vapore, freschissimo dopo così tanto tempo, quasi succinico, con aroma di anice.
Lunghissimo, arriva fino a 92 punti, é il Coup de Coeur della serata.
Me ne offrono un secondo bicchiere, faccio notare la cosa, ma visto che insistono lo prendo più che volentieri (grazie Davide)

Louis Roederer – Cristal 2006
60% Pinot Noir, 40% Chardonnay


Giallo in pienezza di colore, con sfumatura neutra... o meglio nessuna sfumatura.
Bollicina di buona finezza, paga anche il fatto di venire dopo il Clos des Goisses.
Gessoso nei profumi, in parte con sfumature verdi e acerbe, poi sfodera una bella pesca bianca e un floreale di biancospino.
Al gusto ha una bolla vaporosa e curata, una bella punta sapida, con ottima equilibrio nelle componenti "dure" del gusto.
Pungenza, freschezza e sapidità giocano la stessa partita, in sinergia con una piccola concessione al dosaggio nel finale.
Lunghezza fresca alla masticazione, non é un'esplosione di aromi, rimane su evidenza di limone e pompelmo.
Manca appena di carattere ma é fatto veramente bene, non si può mettere un 2006 dopo un 2000, per me vale almeno 87/88 punti.
Poi, che sappia io, il 2006 non é stata un'ottima annata come dicono i conduttori della serata.

Krug – Grande Cuvée Brut
Pinot Noir, Pinot Mounier, Chardonnay


La composizione della Grande Cuvée ha di per se poco senso, vista la complessità dell'assemblaggio poi... Krug é Krug, punto e basta.
Quasi un giallo pallido, il meno carico di tutti gli Champagne della serata, per questo riflette anche una minor luce, ma con bollicina finissima, unica.
Profumi dolci, di legno elegante e delicato, vaniglia, fette biscottate, cracker salati, fiori gialli e l'immancabile Mirabelle.
Non sai cos'é il profumo della Mirabelle se non hai mai sentito un Krug...
In bocca é di spessore aristocratico, con un'impressione iniziale di morbida dolcezza poi parte la salinità e infine arriva la freschezza sopra le righe del Krug che ti travolge.
Bolla che massaggia la lingua, perfetta, con una profondità infinita distesa totalmente in acidità fatta per sfidare il tempo.
Chiude con un ricordo di Bas Armagnac, tutto frutto di complessità sottile, che lo portano a 90 punti.

Chateau Pascuad Villefranche – Sauternes 1990
Muscadelle 1%, Sémillon 80%, Sauvignon gris 5%, Sauvignon Blanc 14%


Il produttore ci racconta che é stata un'annata eccezionale per concentrazione, ma difficile perché la muffa grigia aveva preso piede prima della muffa nobile, hanno dovuto fare 5 tries.
Secondo il produttore ha un colore fin troppo evoluto, mentre secondo me, che non me ne intendo, va anche bene.
Ambra luminoso, nei bicchieri lontani é quasi rosa.
Sfodera profumi di miele, mela cotogna, fumo, naturalmente zafferano, frutta secca e il "rancio" tipico del sauternes.
Al gusto ha comunque buona freschezza ed equilibrio con chiusura di caramella di orzo e un'ottima progressione sapida, al limite della punta salata.
Consistenza polverosa, particolare, che mi piace parecchio.
Mi é piaciuto chiudere con questo rassicurante vino dolce, che poi dolce non sembra, mi scappano di affetto 84 punti.