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domenica 26 maggio 2013

Bologna, 19 Aprile 2013 - Bianchi di Borgogna II Serata

100% Chardonnay.... naturalmente


Sono in ritardo cronico nel mettere "in bella" gli appunti di degustazioni del mio notes.

Quindi é normale trovarmi a fine maggio a rileggere le note prese nel mese precedente.

Nella sequenza delle pagine barrate a matita dopo la trascrizione, sono arrivato oggi a quelle della II Serata AIS sulla Borgogna.

Come regola, non metterei online le degustazioni che non faccio a casa mia, ho bisogno di tranquillità per confrontarmi con le sensazioni del vino.

Poi ho pensato "e quando mai mi capiterà di risentire un Montrachet?"

Trascrivo in maniera fedele, senza abbellire, evitando solo le ripetizioni.


Ballot-Millot – Meursault 1er cru Genevrières 2009

Oro verde, luminosissimo.

Una botta di mineralità e sensazioni fumé spettacolari.

Burro, nocciole, cedro, pietra focaia, lime e vaniglia. 

Floreale alla rotazione del bicchiere.

In bocca coerenza perfetta, per poi sfoderare un'acidità quasi sopra alle righe.

Si percepiscono in modo netto il pane grigliato e un filo di legno.

Giovanissimo.

Inizio "grasso" poi fresco di pompelmo e agrumi, finale sapido.

91 punti.


Marc Colin – Chassagne-Montrachet 1er cru Les Champs-Gain 2009

Un colore più "stabile", paglierino quasi puro in cui ogni tanto si riconosce un lampo verde.

Più dolce nei profumi, di frutta esotica matura e flori gialli.

Appena meno variegato, o forse meno immediato, del Meursault.

Miele d'acacia, si sente anche un vegetale secco tipo foglia di tè in infusione.

Nel complesso estremamente elegante.

In bocca é più sottile, meno grasso, meno caldo.

Forse anche con meno spessore, tutto impostato sulla sapidità.

Anche negli aromi esce di nuovo la foglia di tè, probabilmente anche in modo più netto che non al naso.

Penso che debba ancora esprimersi in modo completo, necessita di qualche anno.

Il finale é leggermente (poco poco) acquoso.

A bicchiere vuoto, nei profumi compare un ricordo di menta e erbe aromatiche.

88 punti.


Domaine Lefalive – Puligny-Montrachet 1er cru Le Clavoillon 2009

Grande luce, grande luminosità, anche l'intensità del colore in questo vino é fuori dal comune.

Rispetto ai precedenti ha uno spettro olfattivo molto diverso, orientato verso la frutta secca e ben matura.

Note tostate evidenti.

Pesca sciroppata, banana, pera, ancora una volta il burro, mandorla fresca.

Essenze floreali eleganti.

Al gusto l'esordio é morbido a cui segue la sapidità.

La freschezza non é tagliente, ma contribuisce in modo perfetto all'equilibrio portandolo al livello ottimale.

Questo essere già così misurato, rispetto alle dimostrazioni di gioventù del Meursault e dello Chassagne, mi lascia appena perplesso.

Come se potesse aver meno prospettive di vita...

Sicuramente mi sbaglio e probabilmente rimarrà così, già alle soglie della perfezione, per tantissimi anni.

Mi fermo comunque ad 89 punti.


Bonneau du Martray – Corton-Charlemagne Grand Cru 2008

Paglierino stemperato di verdolino.

Profumi tenui ed eleganti di nocciola e di burro.

L'intensità olfattiva é messa in secondo piano dalla grande finezza.

Cera, miele, agrumi, pompelmo.

In bocca é veramente bello, di gran equilibrio, per nulla irruento con una freschezza spettacolare.

E' tutto sapore, non emergono le singole sensazioni, ma sono gli aromi che si delineano in modo preciso, con una lunghezza veramente sorprendente.

Al gusto, si dimostra in modo netto che appartiene ad una categoria superiore.

Con qualche minuto i profumi si definiscono ancor meglio, con ricordi burrosi e muschiati per poi arrivare a sentori esotici di spezie.

92 punti.


Marquis de Laguiche – Montrachet Grand Cru 2008

La tonalità di colore é più calda, comincia a ricordare il dorato, pur con pennellate di verdolino.

I profumi sono intensi, subito di spezie piccanti, quasi di noce moscata.

Poi minerali, di fumo e di pietra calda.

Seguono burro fuso, frutta gialla quasi in confettura, cannella e pepe bianco.

Infine, vengono fuori ricordi di erbe aromatiche essiccate.

In bocca ha semplicemente "tutto": spessore, equilibrio, freschezza, mineralità e non finisce mai.

Tornando ai profumi, ora sono emerse note agrumate fresche.

Lunghezza eterna, mentre lo assaporo, se chiudo gli occhi, mi pare di sentire la fragranza del mare.

Allucinazione da Montrachet...

94 punti




Mi rendo conto di aver speso meno parole per i 2 Grand Cru rispetto agli altri vini.

In parte la serata era già più avanti, quindi ero più stanco.

Penso però che si trattasse di vini talmente belli che era normale goderseli, senza concentrarsi troppo su come trasferirli su un foglio.

E comunque... anche la descrizione più dettagliata, non gli avrebbe comunque reso piena giustizia.




sabato 25 maggio 2013

Alois Lageder – AA Terlaner "Cuvée Tannhammer" 2006


Chardonnay, Sauvignon – 12.5%


Devo aggiungere un'annotazione: questa bottiglia é stata aperta la mattina seguente ad una degustazione dei più grandi bianchi di Borgogna.

Chi era con me lo può confermare, non avrebbe sicuramente sfigurato...

Tanti anni in bottiglia e non sentirli, a cominciare dal colore che ancora parla di gioventù, verdolino pallido neanche fosse un Riesling della Mosella.

Profumi di territorio, non esplosivi, ma con movenze di grande finezza.

In sequenza si sentono la salinità rocciosa, che subito richiama Terlano, e il varietale del Sauvignon.

Però é un varietale dolce, quello dei Sauvignon della Loira, e non quello verde, mi viene da dire "italiano", che comunemente viene associato al bosso.

Sempre di quei luoghi, sarò anche la suggestione, si riconosce un accenno di pietra focaia, che viene fuori bene ruotando il bicchiere.

Appena aromatico, seguito da un fruttato leggero di ananas maturo e mela golden con una componente agrumata di mandarino.

Al gusto l'equilibrio é ancora straordinariamente, sono passati più di 6 anni dalla vendemmia, spostato verso la freschezza.

Questo lo rende piacevole e non appesantisce i sensi.

Saporito e allo stesso tempo sapido, il pensiero continua a tornare ai vini di Francia, per la finezza e il calore misurato dell'alcol.

Sprigiona aromi intermedi fra il mentolato dolce, che si ritrova anche a bicchiere vuoto, e il floreale appassito.

Come si era espresso nei profumi, allo stesso modo si esprime in bocca.

Per rubare i termini a colleghi molto più bravi di me: un triangolo della persistenza che ha una base lunghissima.

Che dire?

Non meno di 91 punti e con pochi uguali in Italia.

Senza contare che si tratta di un vino che fa solo acciaio ed é comunque in grado di sfidare il tempo: miracoli di Terlano, la bravura di Alois Lageder.

Bottiglia comprata tanti anni fà in una delle mie enoteche preferite di Bologna, per un prezzo che non ricordo.

Sicuramente, é valsa ogni euro con cui l'ho pagata.




domenica 19 maggio 2013

D.M.Schaetzel – Alsace Riesling Grand Cru Pfersigberg 2011


100% Riesling – 14%



Mentre il Riesling cade nel bicchiere si nota facilmente la densità del liquido e la profondità di colore.

Una sensazione che viene confermata mettendo in rotazione il calice con movimenti compatti e pesanti.

La tonalità é al limite del dorato con profumi che si allineano coerentemente all'aspetto di questo vino, prodotto da uve raccolte ben mature o anche oltre.

Una sensazione molto floreale, di tiglio e acacia, con un fruttato di pesca e di cedro candito, difficili da collegare alle espressioni che normalmente associo al vitigno.

Sempre evidenti sono i ricordi speziati, di vaniglia e cioccolato bianco.

Al gusto si esprime in modo più convincente, con una sensazione allo stesso tempo salata e fresca.

Morbido, sorprendentemente secco vista l'origine, comunque importante.

Promette decisamente bene ma é fin troppo giovane, andava lasciato riposare il cantina per qualche anno.

Ometto il voto, in quanto vino "minorenne" pagato una cifra onesta, intorno ai 17 Euro da un sito online.




sabato 18 maggio 2013

Anselmet – Valle d'Aosta DOC Chambave Muscat 2011


100% Muscat Petit Grain – 13%

Un bel giallo paglierino, dal colore intenso e una ricchezza nel movimento che mi sorprende.

Adoro gli aromatici prodotti come vini secchi, ma sono abituato a quelli dell'Alto Adige, che ruotano nel bicchiere in modo ben più scorrevole.

Le differenze continuano anche nei profumi, decisamente più dolci che non verdi.

L'aromaticità del vitigno si esprime comunque in modo netto con la salvia, accompagnata da frutta tropicale matura, melone bianco e mango.

Una frutta quasi candita, in realtà, tanto che non conoscendolo lo avrei certamente scambiato per un vino passito.

Nella stessa direzione il ricordo speziato, che si compone di miele d'acacia e mela caramellata cotta al forno con cannella.

Al gusto il residuo zuccherino arriva in modo chiaro, senza per questo essere dominante e imporre il carattere il vino.

Si apre con aromi di nocciola, fusi con quelli tipici del moscato e piccoli frutti di bosco gialli.

Tende ad un equilibrio retto da una sapidità rocciosa che fatica a compensare il calore dell'alcol e l'intrinseca grassezza.

Vino particolare per abbinamenti particolari, si é confermato completamente su un altro stile rispetto ai Goldmuskateller.

Sicuramente più vicino al concetto Alsaziano...

Fatto comunque bene, merita qualcosa intorno agli 83 punti, per una bottiglia che ha un costo di poco inferiore ai 10 Euro.





martedì 14 maggio 2013

Hirschhorner Hof – Pfalz Riesling Q.b.A. Trocken 2009


100% Riesling – 12.5%



Non avevo mai trascritto la seconda degustazione di uno stesso vino, e come regola pensavo proprio di non farlo, ma questa volta mi vedo quasi costretto a fare una piccola eccezione.

La prima bottiglia non mi aveva colpito subito, ricordo un inizio un pò confuso e quindi, con questa, mi sono concentrato ad "ascoltarla" con maggiore attenzione.

L'ho ascoltata, in cerca di conferme ai miei dubbi e nella speranza di essere smentito nei ricordi... e siamo entrati subito in sintonia.

Da questa sintonia, inattesa e benvenuta, la voglia di prendere il blocchetto degli appunti e scrivere...

Colore al limite inferiore del dorato, denso e caldo, di grande ricchezza.

Sono ricchi anche i profumi, di apertura notevole, da Riesling giovane, quindi niente idrocarburi, ma frutta e fiori da vendere.

Una vera esplosione di aromi: più facili nel definirsi quelli di pesca gialla e albicocca, la nota esotica e dolce del miele, la pungenza della menta, il contributo fresco di melissa e pompelmo giallo.

Potenza e finezza, non é facili trovarli insieme, forse un filo di più della prima e un pò meno della seconda, ma proprio a cercare il pelo nell'uovo.

Gli aromi più sottili sono quelli dei fiori, faccio fatica a scinderli da tutto il resto, e alla fine mi appunto "mimosa e mughetto".

E poi basta, starei ad annusarlo una vita, ma lo voglio sentire...

Ingresso avvolgente, caldo, vellutato, di sicuro non é perfettamente secco, però chiude con una freschezza estremamente viva e nervosa che allaga la bocca.

Ho ancora qualche spigolo, le sensazioni arrivano in sequenza e non sono ancora perfettamente fuse, ma é un piacere sentire un vino così vivo e scattante.

Il gusto che lascia, lunghissimo e profumato, é la fotocopia coerente di quello che ho sentito poco prima mettendo il naso nel bicchiere.

Quando tutto si é calmato, riesco anche a rendermi conto di quanto sia sapido.

Un grande Riesling, veramente...

Forse un filo "grasso", si conferma anche in questo assaggio che la differenza con la sottile eleganza della Mosella é notevole, ma questa seconda bottiglia mi é piaciuta tantissimo.

Stavolta, gli darei almeno 89 punti.

Saranno stati i mesi passati... non so e non mi interessa... il bello é che in cantinetta ce n'é ancora una.



domenica 5 maggio 2013

Quatremille mètres – Vsq 4478 "Nobleffervescence"


100% Pinot Nero – 12.5%



Bel perlage, anche esuberante, tanto che stappandolo, seppur a bottiglia fredda, é uscita un pò di spuma dal collo.

Colore particolare, intermedio fra la buccia di cipolla e il ramato.

Luminosità un pochino spenta, magari anche la sfumatura così particolare non lo agevola da questo punto di vista.

Profumi semplici, ricordano la frutta secca e la scorza di arancia candita, decimante dolci, manca un deciso contributo rinfrescante di fragolina e lampone, così frequenti nei rosé.

In realtà ci sono, in sottofondo, ma sono frutti maturi.

Al gusto l'attacco porta una bella sapidità, per poi tornare sul sapore di arancio ben maturo.

Anche in questo caso manca una decisa freschezza, si regge sulla pungenza e sul contributo della mineralità.

Non ha un sapore ben riconoscibile e nel finale di bocca é prima dolcino e poi appena amarognolo.

L'evoluzione dello spumante nel bicchiere porta, infine, a qualche profumo di fiori rosa mentre il perlage é ancora graniticamente al suo posto.

Ho l'impressione di un vino verso l'evoluzione, magari per effetto di una sboccatura non recente o di un'annata calda.

Gli assegnerei un 80, per la complessiva correttezza di esecuzione e per le bollicine, forse la sua unica nota di pregio.

Prezzo non eccessivo, nella fascia dei 15 Euro, ma sinceramente non lo ricomprerei.