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sabato 24 gennaio 2015

Alois Lageder – AA Moscato Giallo "Vogelmaier" 2009

100% Moscato Giallo – 12.5%


Bottiglia salvata da un'enoteca che sta svendendo per cessata attività, con tutti i rischi connessi ad un vitigno che basando la sua forza sugli aromi primari non é certo noto per la longevità, e sulla possibile conservazione.

Avrà tenuto?

Già il colore mi rassicura, perché é un giallo pieno, una delle caratteristiche del Vogelmaier é quello di essere per tradizione un Moscato Giallo molto concentrato, quasi un oro-verde.

Ed é oro-verde anche nei profumi, iniziano caldi e dolci, di litchi e pesca percocca matura, appena tinti di grigio da un ricordo di cenere, pungenti di salvia e timo.

Come potrebbe essere facile confonderlo, al buoi, con uno di quei Gewürztraminer perfettamente secchi e ormai così rari in Alto Adige, come vorrebbe la tradizione...

Naso elegante ma sottile, ha perso l'esplosione aromatica immediata che forse poteva aver avuto in gioventù, per diventare aristocratico e più difficile da seguire.

Parla anche di miele, ma é un miele salato, e di fiori, che sono naturalmente quelli d'arancio, al limite dell'arancio candito stesso.

Ma sempre posati, in punta di piedi...

Il primo sorso é morbido, diffonde aromi che stanno fra l'idrocarburo e la pesca nettarina, poi vince per un attimo la freschezza, che infine cede il passo ad una calda sapidità.

A cui comunque non risparmia un ultimo rinfrescante colpo di coda.

Non lunghissimo, ma in ogni caso accompagna, e lascia un netto ricordo nei sensi.

Caldo e fresco nei colori, fine e sulle punte dei piedi al naso, pieno e succoso in bocca.


Non meno di 84 punti, pagato appunto di occasione sui 10 Euro.




domenica 18 gennaio 2015

Eredi di Aldo Cobelli - Vigneti delle Dolomiti IGT Nosiola "Nosiol" 2012

100% Nosiola - 11.5%


Giallo dalla tonalità piena, con una sfumatura calda, si muove in modo agile seguendo le rotazioni del bicchiere.

Ha un profumo dolce, di albicocca matura, nettarina, fiori e polline, suadente ma per nulla pesante, si equilibra nella freschezza tipica di questo piccolo grande vitigno.

C'é anche una sfumatura bianca, di nocciola e mandorle, appena sgusciate un invito ad una bevuta allegra, alla gioia di versarsi un altro bicchiere.

Coerente anche in bocca, dove ha un sorso quasi impalpabile, ma estremamente saporito.

Minerale come prima caratteristica, e ingannevolmente dolce di succo alla pesca nello sviluppo aromatico.

Appena mentolato, quel tanto da esaltarne la freschezza, si distende in una lunghezza che potrebbe anche essere inaspettata.

Ma quando una mano capace esalta le potenzialità di un piccolo grande vitigno tutto é possibile.

Bottiglia da almeno 84 punti, interpretazione che mi é piaciuta davvero un sacco, quando penso alla Nosiola, mi immagino un vino così.


E' stato un gradito regalo, quindi non ho idea del prezzo.



   


sabato 17 gennaio 2015

Lemaire-Fournier – Vouvray Sec 2004

100% Chenin Blanc – 13%


La retro-etichetta annuncia un "léger pétillement" ma é un vero eufemismo, ho visto spumanti con meno carbonica di questo Vouvray.

Si potrebbe persino parlare di perlage...

Color oro antico, con brunatura da miele di castagno, ha profumi dolci di pasticceria e marron glacé, appena increspati dalla pungenza di erbe aromatiche e liquirizia.

Nel complesso un naso un pò torbido... terroso...

Al gusto é pungente di carbonica, di nuovo con gusto di crema e radice, si avverte il calore dell'alcol, lo trovo complessivamente appannato, con uno slancio insufficiente.

Chiude su aromi prima di arancia candita e poi medicinali.

Una bevuta difficile, anche con il beneficio dei 10 anni dalla vendemmia, faccio fatica a trovargli una vera eleganza.

Bisogna riconoscergli un certo spessore, ma lo trovo affaticante per i sensi.


Acquistato in enoteca per una cifra ragionevole, che non ricordo con precisione, intorno ai 15 euro.

Dovendo pensare ad un punteggio lo collocherei non sopra ai 78 punti.




martedì 6 gennaio 2015

Eric Rodez – Champagne BdB Brut Grand Cru n.m.

100% Chardonnay – 12%


Intenso e splendente nel colore, con uno slancio verso la sfumatura dorata, non certo da Chardonnay giovane.

Bolla vorticosa, non minutissima, naturalmente per uno Champagne.

Ha profumi tostati, di frutta secca, con un lieve accenno di resina, si sente distintamente la mela gialla matura e appena ammaccata.

Profondamente minerale, di roccia scheggiata e polvere da sparo, trasmette l'impressione di essere prima vino e poi spumante, più con aggettivi di potenza e meno orientato alla fine eleganza.

Anche in bocca la bolla é pungente, quasi violenta a bottiglia appena stappata, con una prima impressione aromatica tonda e matura, ingannevolmente dolce, senza essere stucchevole.

E' la grande sapidità che lo sostiene, decisa protagonista davanti alla freschezza.

Notevole la lunghezza di gusto, che ricorda la purea di frutta, integra per diverse decine di secondi.

Chardonnay rotondo e davvero poco consueto, da 85 punti.


Bottiglia ricevuta in regalo, non ho idea del costo.



domenica 4 gennaio 2015

Weingut Rielinger - AA Valle d'Isarco Kerner 2013

100% Kerner - 14.5%


Un mix giallo-verdolino, luminoso, con profumi inizialmente tenui, di cedro, anice, lavanda e ginestra.

Quella che a volte é l'esuberanza aromatica del Kerner é ben contenuta.

Al gusto é sapido, comunque caldo e avvolgente, dal notevole spessore che spande un aroma di menta salata.

Decisamente persistente.

Nell'ultimo bicchiere mi ritrovo i cristalli di tartrato, e il sapore cambia, diventa di frutti a polpa gialla, pesca, mango e ananas.

Si esalta anche la sapidità, che sfiora una punta di amaro, che in contrasto con il resto diventa intrigante.

Un vino semplice, senza essere banale, e decisamente ben fatto, in queste prime annate di uscita.


Almeno 82 punti, in parte di cuore, pagato 11 Euro, con acquisto direttamente in cantina.








sabato 3 gennaio 2015

Raventós i Blanc – De La Finca 2010

54% Xarel.lo, 30% Macabeu, 16% Parellada – 12%


Giallo pallido, con appena una nuance più giovane, mi colpisce immediatamente per la bollicina minutissima e densa.

Profuma di roccia bianca, corteccia, quasi di gomma bruciata, poi mano a mano si fa avanti la frutta a polpa bianca, pesca e prugna gialla croccante, e una pennellata vegetale, tenue e particolare.

Bellissimo l'ingresso in bocca, freschissimo e sapido, con un gusto tostato, di caffé verde, anice e un'impressione rotonda, di mango e zucchero di canna.

Chiude lungo, in modo più che corretto, con coerente scia sapida finale.

Nel bicchiere, con lo spumante appena più caldo, e l'olfatto reso più nitido dall'assaggio, emerge ora anche un ricordo delicato di miele.

Azienda ecologica, in conversione alla biodinamica, uscita volontariamente dalla denominazione Cava da alcuni anni.

Piaciuta tantissimo, il voto potrebbe essere un 84, ma in questo caso vuol dire veramente poco, perché la bevibilità é superiore ai 90.




Bottiglia pagata 16.9 Euro da un sito online, piaciuto tantissimo, nelle sue piccole imperfezioni.






venerdì 2 gennaio 2015

Domaine Anne Gros – Bourgogne Hautes-Côtes de Nuits Rouge 2012

100% Pinot Noir – 12.5%


Color ciliegia praticamente perfetto, per essere più esatti un rubino giovanissimo, con una sfumatura porpora che lo rende ancor più vivace.

Profuma di mirtillo e mora freschi, penetranti, prugna e viola con appena un ricordo vegetale, per rendere testimonianza al clima più fresco del versante meno felice delle colline.

Appunto le Hautes-Côtes...

Si riscalda e i toni diventano a mano a mano più maturi, avvicinandosi alla marmellata di frutti di bosco, alla mostarda Bolognese.

Appena un accenno di grafite, uno speziato dolce di carruba, nel complesso intrigante cedendo un filo sull'eleganza.

Il primo sorso é strano e particolare, con una punta iniziale di potenza, che poi si calma diluendosi nella freschezza e una scia minerale che lascia un ricordo salato.

Anche l'aromaticità sanguigna, ematica, pur nella sua semplicità e il finale appena diluito, alla fine risulta appagante e invita ad un secondo bicchiere.

Che é sempre una cosa da apprezzare e gli vale, nel complesso, 84 punti.


Mi sembra di ricordare di averlo pagato sui 16 Euro, direttamente in cantina, grazie ad un amico.





giovedì 1 gennaio 2015

Capodanno 2014 – I protagonisti di ieri sera

Quest'anno, per tutta una serie di motivi, dal solito gruppo si sono defilati alcuni amici, e per una seconda metà dell'anno piuttosto intensa, di degustazioni e di preoccupazioni, mi é mancata la spinta a fare una vera ricerca nella scelta delle bottiglie.

Ho quindi ripiegato, nella scelta dei vini, su un mix di certezze, bottiglie appena arrivate, e bottiglie che da un pò sostavano in cantinetta, in attesa di un'occasione più o meno buona.

Certezze...

Yves Ruffin – Champagne Brut Chardonnay 1er Cru
80% Chardonnay, 20% Pinot Noir – 12%


La nuova cuvée "base" di Ruffin, a maggioranza Chardonnay, servita a temperatura di terrazza, saranno stati meno di 4°, volutamente...

Volutamente perché la bassa temperatura esalta la bollicina, già su questo Madame Ruffin ha una mano fatata, ma così diventa un capolavoro anche se si perde un pò di definizione dei profumi.

Lo Champagne é un vortice di puntini minuscoli, tantissimi, che increspano il liquido colore sabbia rossiccia, come se quel 20% di Pinot Noir la facesse da padrone.

In bocca la trama della carbonica é una perfetta emulsione gassosa, che si espande in bocca, trasmettendo aromi che ancora una volta si allontanano dallo Chardonnay e vanno verso la frutta rossa e il marzapane.

Nonostante la temperatura bassa é proprio la bollicina che crea una sensazione di rotondità, di avvolgenza, quasi strana per gli Champagne di Ruffin che spesso sono così incisivi, esaltati nelle sensazioni forti.

Io adoro questo Champagne, che con involtini di pasta con prosciutto cotto e funghi é andato divinamente.


Novità (e stupore!)...

Dalzocchio – Vigneti delle Dolomiti IGT Pinot Nero 2010
100% Pinot Nero – 13.5%


Bottiglia appena arrivata, da un GDA, devo confessare che l'ho messa perché era il rosso più "leggero" che avevo in casa da abbinare ad un ottimo roastbeef.

Avessi avuto voglia di andare in enoteca, avrei preso un Marzemino o un Teroldego giovane, ma ho deciso di adattarmi.

Anche perché, venivo dalla grossa delusione del 2009, tanto osannato, e una mezza delusione messo alla cieca da poco insieme ad altri.

E invece appena l'ho versato ho capito subito che c'era qualcosa di nuovo...

Nessuna traccia del granato un pò spento che ricordavo, invece uno stupendo color amarena, di assoluta trasparenza, al limite del rosato, con una magnifica luce.

Mi sono incantato... e timidamente l'ho portato al naso.

E' ancora inespresso, manca della complessità che gli può dare qualche anno in bottiglia, ma sfodera la sua classe giovanile in modo sfacciato.

Ciliegia, rossa e croccante, rosa e violetta, bagnate dalla rugiada del mattino, spezie dolci, dosate in modo perfetto.

Quando arriverà il terziario, cosa diventerà?

In bocca, posso solo dire che la texture dei tannini già adesso rasenta la perfezione, si sente il loro scorrere sul palato, come una minuscola polvere che da corpo al vino, senza renderlo pesante, senza sensazioni tirate.

Lunghissimo, e di nuovo un succo di amarena, come il ghiacciolo che mangiavo da piccolo...

Con il Roastbeef, poi, é andato in modo perfetto, perché avrà anche 13.5% di alcol, ma quando l'annata ti da freschezza e tannini perfetti, diventa una cosa che bevi e non te ne accorgi.

Quest'anno ho avuto 2 Pinot Noir inaspettati che mi sono entrati nel cuore: Garlider 2012 e questo 2010, proprio all'ultimo giorno disponibile.


Fondi di Cantina...

Tokaj Kereskedőház – Tokaji Aszù 3 Puttonyos 2007
Furmint, Harslevelu, Muscadet – 11.5%


Ci sta che si aprano anche cose di seconda fascia, questa é stato un regalo inaspettato, é l'azienda che produce Tokaj per il governo Ungherese, il classico vino del duty free dell'aeroporto.

Nonostante questo, comuqnue un regalo gradito (del Parroco del mio quartiere...).

Servito a temperatura da terrazza, quindi sui 2°, se la cavava anche discretamente, dolce e fresco, con i formaggi saporiti trovava in bocca un certo equilibrio ma appena scaldato...

Profumi che più che lo zafferano ricordano il medicinale, per non dire il chimico, un mezzo disastro.

Prodotto base, azienda piuttosto standardizzata, ci sta...


In fondo alla cantina (e non "fondo di cantina")...

Torricella – Colli Bolognese Cabernet Sauvignon "Bastiano" 2008
100% Cabernet Sauvignon – 13.5%


In bottiglia da 0.375, non è certo un "fondo di cantina", ma il vino di un amico, un regalo di Alessandro, il ricordo della serata in cui fui uno di quelli che ebbe l'onore di presentare i sui vini e parlare della nostra amicizia.

L'ho portato per una persona, innamorata del Cabernet Sauvignon, perché era l'unica bottiglia che avevo.

Ha solo avuto la sfortuna, di trovarsi davanti un gran Pinot Nero... e allora non si può competere.

Mi é dispiaciuto aprirla, l'avrei tenuta per me.


Intermezzo...

Non c'entrano nulla, ma volevo tenere per me anche le foto dei formaggi di ieri sera, sempre dall'Angolo delle Freschezza, che hanno fatto ribaltare sulle sedie le persone che erano con me.

Ecorce de Sapin, sciolto al forno, sulle patate arrosto, con cui ho piacevolmente terminato il calice di Champagne


Brunet dell'Alta Langa e Brie de Meaux, cremosi, quasi delicati, perfetti ancora con il Pinot Nero della Dalzocchio.

Infine Gorgonzola Croce Naturale e Blue Stilton artigianale, il primo un'introduzione al secondo, che ha la consistenza e la gessosità del burro salato, e una sapidità che non riesce a stancarti.


Con il Tokaj ancora freddo, stavano anche bene, quando il vino si é scaldato, andavano altrettanto bene anche da soli.


Certezze (anche per finire)...

Cascina Fonda – Asti Docg "Bel Piasì" 2014
100% Moscato di Canelli – 7.5%


Unica bottiglia che ho comprato, ormai da anni non manca mai per il brindisi di mezzanotte perché ci arrivi con i sensi ormai stanchi e allora, per potersele godere, ci vuole un vino con sensazioni potenti ma appaganti.

Il dolce, il frizzante, il fresco... ti riposano, ti fanno sentire bene, ti riportano all'infanzia.

Uno spumante secco, sarebbe sprecato.

Servito a tempratura di terrazza, quindi di nuovo 2°, ha una veste magnifica, un perlage che é praticamente puntiforme, colore appena sfumato di verde, una sfumatura fredda come il ghiaccio.

Ma nei profumi nemmeno la tempratura polare lo tiene a bada, ti sfodera la salvia e il fiore d'arancio, in tutta la loro eleganza.

In bocca... semplicemente di un equilibrio perfetto, vaporoso, come lo volevo e come doveva essere.

Curioso che mi abbia fatto venir voglia di salame piccante...

Ma non é poi così strano, perché quando un Asti é così, te lo puoi giocare come ti pare, da aperitivo, con i dolci, con il sapido, é universale.

Una delle poche vere e uniche eccellenze Italiane, che sviliamo con milioni di bottiglie da scaffale... bisogna solo trovare quella giusta.

A noi é andato con un Panettone Artigianale di Piron al Furner, che metto anche Lui in foto.


Poi baci e tutti a casa...