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sabato 26 dicembre 2015

Antonio Panigada - Colline del Milanese IGT "Banino" Bianco 2014

40% Riesling, 30% Sauvignon, 30% Chardonnay - 12.5%


Con sorpresa trovo un angolo di Alto Adige in provincia di Milano, perché appena lo avvicino al naso, non riesco a fare a meno di accostarlo all'adolescenza impetuosa e allegra dell'"Enosi" di Baron de Pauli.

La combinazione per altro é molto simile, almeno nelle annate meno recenti, con lo Chardonnay che sostituisce il Weissburgunder.

Me lo ricorda l'impronta citrina del Riesling giovane, che diventa appena più dolce per il contributo floreale e fruttato bianco di Chardonnay, che non ha visto il legno.

Anche adesso, dopo tanti assaggi, rimango sempre stupito di quanta forza aromatica, giovane e fresca, possa sviluppare questo vitigno, quando viene vinificato esclusivamente in acciaio.

Più difficile cogliere il contributo del Sauvignon, forse appena un ricordo di mandarino, di sicuro nessuna nota erbacea.

Il sorso porta ad una bocca tirata, agrumatissima e minerale, vibrante e ricca di succosità, correttamente impegnativa, e dalla chiusura di salvia.

A bicchiere vuoto, sale un accattivante aroma tostato di caffè, pura eleganza.



Vinificazione nitida e precisa, azienda associata al FIVI, da 84 pt



venerdì 25 dicembre 2015

Tenuta Kornell - AA Lagrein "Greif" 2006

100% Lagrein - 12.5%


Il colore é un granato vivido, mentre cerco la giusta angolazione per catturarlo, dal bicchiere il profumo di amarena e mora fresca mi arriva già alle narici.

Avvicinando il naso con cautela, a loro si uniscono cioccolato, cuoio, terra umida autunnale e ricca di humus. Un indugio di legno dolce, cannella e chiodi di garofano, lo rendono soffice e accogliente.

Entra in bocca con un sorso succoso e materico, il frutto diventa più fresco e più scuro, il tannino esce in sottofondo, sul finale di bocca, dove é la stessa trama ferrosa che si allunga senza esitare.

Il sapore scema lentamente senza perdere componenti, integro e netto, una grande annata e una bella bottiglia, da almeno 88 punti.






sabato 12 dicembre 2015

TrentoDoc - Bollicine sulla città - 27 novembre 2015 al Muse di Trento

Trento Doc, di nuovo la stessa impressione dell'anno scorso, ma amplificata... una denominazione in salute, con spumanti che hanno in comune, tranne rarissime eccezioni, una gran pulizia, un finale di bocca senza sbavature anche nelle bottiglie più semplici, che sono comunque piacevoli e con una loro collocazione.


Fanno eccezione i Rosé, pochissime le bottiglie degne di nota, spesso con solo uno o pochi profumi dominanti, in bocca scomposti, a seconda dei casi con acidità o sapidità che spadroneggiano senza grazia.

Vero é che la spumantizzazione del Pinot Nero in rosato é difficile, ma il Trentino é patria da Chardonnay, quando non é il protagonista nel bicchiere, se il Pinot Nero diventa la maggioranza nella cuvée, il livello scende.

Togliendo appunto i Rosé, qualità media molto buona, tuttavia le vere punte non sono tante. 

L'unica eccellenza é il Madame Martis 2005 di Maso Martis, che scavalca l'asticella, mentre il Giulio Ferrari 2004 é appena sotto, l'avevo sentito in anteprima, me lo ricordavo meglio, eppure é lo stesso dosaggio. Non a caso sono le due bottiglie più costose...

Però, se dovessi mettermene in casa un paio di bottiglie, fra quelli che ho sentito, senza volermi svenare, investirei su altri.

Uno é spumante che ho già sentito lo scorso anno, la mia piccola scoperta, la Riserva 2008 di San Michael, in un anno é migliorata ancora, ha acquisito un filo in più di pienezza, mantenendo quel gioco riuscito di gioventù e gioia di bere, che gli ricordavo.

Poi viene il Brut Riserva del Fondatore 2010 della Fondazione Edmund Mach, bottiglia che esce sotto i 20 euro dalla cantina, pura eleganza da 70% Chardonnay e 30% Pinot Nero, che é da sempre la mia formula magica.

Infine,il Brut Nature di Marco Tonini, seconda uscita, miglioratissimo rispetto allo scorso anno, una bollicina con spigoli ancora da smussare, giocata su toni giovani, in esaltazione di sapidità e sorso rinfrescante. Trascrivendo gli appunto noto che ho dato diversi punteggi più alti, ma questo spumante me lo ricordo ancora molto bene, gli altri meno.

Se dovessi scegliere una cantina fra tutte, sarebbe Pedrotti... i loro spumanti sono tutti quanti centrati, di intensità e abbinamento crescente, anche gli entry level, i Bouquet, sono assolutamente godibili.

Di seguito i miei appunti trascritti, magari meno attenti del solito, perché i vini erano tanti, e perché volevo anche divertirmi... e ci sono riuscito.


ABATE NERO

Trentodoc Abate Nero Extra Brut s.a.
24 mesi permanenza lieviti - 100% chardonnay
Tenue nei profumi, bocca strana, scomposta, un po' da caramella agli agrumi, non si sviluppa bene. 78pt

Trentodoc Abate Nero “Domini” Brut 2009
56 mesi permanenza lieviti - 100% chardonnay
Fine, sorso con attacco dolce da Chardonnay, buon equilibrio

Trentodoc Abate Nero “Domini Nero” Brut 2010
48 mesi permanenza lieviti - 100% pinot nero
Giallo intenso, naso molto bello, dolce e speziato di propoli, miele d'acacia, gusto appena metallico. 83pt

Trentodoc Abate Nero Riserva “Cuvée dell’Abate” Brut 2008
68 mesi permanenza lieviti - chardonnay e pinot nero
Profumi dolci e vaporosi, ananas maturo e frutta tropicale, bolla millimetrica, aromi di ciambella e vaniglia, lungo, con quel pizzico di evoluzione che impreziosisce. 86/87pt


ALTEMASI

Trentodoc Altemasi Pas Dosé 2007
78 mesi permanenza lieviti - 60% chardonnay 40% pinot nero
Sentori minerali, ferrosi, speziati di anice, bocca un po' cruda, ma tutto sommato centrata, non lunghissimo. Troppo tirato per i miei gusti, quasi forzato. 84pt

Trentodoc Altemasi “Graal” 2011
48 mesi permanenza lieviti - 100% chardonnay
Giallo pieno, naso compiuto, fine, parte di lievito, parte di agrume. Bolla viva, pungente, chiude amaricante, non arriva al bellissimo 2010. 82pt

Trentodoc Altemasi “Riserva Graal” 2007
72 mesi permanenza lieviti - 70% chardonnay 30% pinot nero
Giallo carico, floreale di ginestra, frutta tropicale fresca, pepe bianco, sorso in pienezza, grande sapidità, potente. 87pt

Trentodoc Altemasi Rosé s.a.
24 mesi permanenza lieviti - pinot nero e chardonnay
Profumi salini e rossi, ma confusi, solo la nota agrumata emerge, bocca dallo sviluppo artificiale, chimico. 78pt


BALTER

Trentodoc Balter Brut s.a.
30 mesi permanenza lieviti - 100% chardonnay
Floreale, fine, di eleganza bianca, appena burroso da Chardonnay. Bolla centrata, impressione dolce diluita dalla freschezza, coerente in aromi di fiori e frutti. Corretta la lunghezza.

Trentodoc Balter Brut Riserva Dosaggio Zero 2010
48 mesi permanenza lieviti - 80% chardonnay 20% pinot nero
Aristocratico, speziato, miele e frutta gialla. Bella bocca, di carattere, in equilibrio con la vena fresca. 85/86pt

Trentodoc Balter Brut Rosé s.a.
24 mesi permanenza lieviti - 80% pinot nero 20% chardonnay
Rosa luminoso, dai profumi di confetto. Corretto, ben realizzato, ma nulla di più. 80pt


BELLAVEDER

Trentodoc Bellaveder Brut Nature Riserva 2011
40 mesi permanenza lieviti - 100% chardonnay
Metallico, ma accattivante, floreale di mimosa, bolla importante ma limitato nello sviluppo di bocca. 82pt

Trentodoc Bellaveder Brut Riserva 2010
40 mesi permanenza lieviti - 100% chardonnay
Naso più equilibrato, di polline e fiori gialli, evolve in finezza con un sorso rotondo. 84pt


BORGO dei POSSERI

Trentodoc Borgo dei Posseri “Tananai” Brut 2011
36 mesi permanenza lieviti - 50% chardonnay 50% pinot nero
Fine, nel volume e nella qualità, naso fumé e agrumato, un'impressione dinamica. Meno interessante in bocca. 83/84pt


CANTINA SOCIALE di TRENTO

Trentodoc Cantina Sociale di Trento “Zell” Brut s.a.
28 mesi permanenza lieviti - 100% chardonnay
Semplice, ma pulito e di grazia evidente, aromi nocciolati e miele, lieve nota tostata. Chiude di sapida freschezza. “Zell” é la zona in cui sono i vigneti, prima bollicina mai fatta dalla cantina. 83/84 pt


CESARINI-SFORZA

Trentodoc Cesarini-Sforza Tridentum Dosaggio Zero 2011
36 mesi permanenza lieviti - 100% pinot nero
Naso di frutti rossi ed erbe aromatiche, bolla aggressiva, fin troppo. 82 pt

Trentodoc Cesarini-Sforza Tridentum Brut 2009
48 mesi permanenza lieviti - 80% chardonnay 20% pinot nero
Timido, emerge con pazienza il mughetto e il panettone. Bocca rotonda, in parte dolce, in finale ammandorlata. 83/84 pt

Trentodoc Cesarini-Sforza Tridentum Riserva Extra Brut 2007
60 mesi permanenza lieviti - 100% chardonnay
Giallo carico, profuma di pasticceria, raviola appena sfornata, molto bello. In bocca non si smentisce, bollicina vaporosa, freschezza ancora protagonista e un uso magistrale del dosaggio. Arma potente e spesso ignorata. Fantastico il rapporto con l'aria. 87/88 pt, uno dei migliori assaggi della giornata.

Trentodoc Cesarini-Sforza Tridentum Brut Rosé 2009
48/56 mesi permanenza lieviti - 100% pinot nero
Color buccia di cipolla, da vero saignée, il sorso inizia bene ma chiude appena amarognolo. 80 pt


FERRARI

Trentodoc Ferrari Perlè Nero Extra Brut 2008
72 mesi permanenza lieviti - 100% pinot nero
Luminoso e chiarissimo, bocca tirata, succinica, sapido, alla fine risulta scomposto, forse un certo dosaggio lo avrebbe aiutato. 83 pt

Trentodoc Ferrari Riserva Extra Brut Lunelli 2006
84 mesi permanenza lieviti - 100% chardonnay
Giallo carico, dolce nei profumi, elegante, dalla bocca potente con aromi di mandorla fresca, un sorso nobile. 85/86 pt

Trentodoc Giulio Ferrari Riserva del Fondatore Extra Brut 2004
120 mesi permanenza lieviti - 100% chardonnay
Fino e raffinato nei profumi, che aleggiano sulla sfumatura dorata, speziato di pepe bianco e cioccolato. Bocca tostata, quasi tannica di liquirizia, lungo e nonostante i 10 anni ben rinfrescante. 88/89 pt, lo ricordavo appena un soffio superiore


FONDAZIONE EDMUND MACH

Trentodoc Fondazione Edmund Mach Riserva del Fondatore Brut 2010
48 mesi permanenza lieviti - 70% chardonnay 30% pinot nero
Naso profondamente minerale, fresco ed elegante, impreziosito dalla parte della cuvée che affina in legno. Non cede di un millimetro anche in bocca, sempre di gran finezza ed equilibrato. Davvero una bella bottiglia, sotto i 20 euro in cantina. 86/87 pt


GAIERHOF

Trentodoc Gaierhof “Siris” Brut s.a.
36 mesi permanenza lieviti - 100% chardonnay
Naso dolce, di ciambella dalla glassa al limone, spuma e mineralità di pietra focaia. Bocca semplice, ma corretta, appena spigolosa. Bottiglia da 12 euro in cantina. 81 pt


MARCO TONINI

Trentodoc Marco Tonini Brut Nature 2012
24 mesi permanenza lieviti - 75% chardonnay 25% pinot bianco
E qui spendo due parole in più, in parte perché i proprietari sono persone alla mano e gioviali, in parte perché dall'anno scorso il salto in avanti é evidente. Questa é una bollicina con ancora tanta strada da fare, con evidenti spigoli, ma il carattere che ha mi piace parecchio... e lo fornisce il Pinot Bianco, che se non ha grandi profumi, riesce però a trasmettere freschezza e mineralità che completano lo Chardonnay. Il naso é infatti sassoso, con screzi di polvere da sparo, frutto bianco e giallo, bolla nervosa senza essere eccessiva, esalta una vene sapida intrigante. Nel complesso uno sviluppo di bocca intrigante. 85 pt


MASO MARTIS

Trentodoc Maso Martis Brut s.a. (Bio)
20 mesi permanenza lieviti - 70% chardonnay 30% pinot nero
Pallido nel colore, freschissimo, dal profumo focalizzato sull'agrume giallo in maturazione, corretto e ben realizzato, un bel base. 82 pt

Trentodoc Maso Martis Dosaggio Zero Riserva 2010
60 mesi permanenza lieviti - 70% pinot nero 30% chardonnay
Tenue e confettoso nei profumi, minerale dal sorso particolare, con punta sapida eccessiva che lo penalizza in eleganza. Di nuovo rimpiango un certo dosaggio. 82 pt

Trentodoc Maso Martis Dosaggio Zero 2009 (in Magnum)
72 mesi permanenza lieviti – 70% chardonnay 30% pinot nero
Agrume candito e sale, dai riflessi lucenti, ingresso di bocca deciso e profondamente aromatico, di frutta candita. Contenitore e altri 12 mesi sui lieviti fanno la differenza. 84/85 pt

Trentodoc Maso Martis Brut Riserva 2008
80 mesi permanenza lieviti - 70% pinot nero 30% chardonnay
Aristocratico, profuma di uva spina e agrumi freschi, bolla spumosa con aromi di pan di Spagna e finale saporito di frutta tropicale. Lunghissimo... 86/87 pt

Trentodoc Maso Martis Madame Martis Brut Riserva 2005
108 mesi permanenza lieviti - 70% pinot nero 25% chardonnay 5% pinot meunier
Giallo pieno con sfumature ramate, affascinante. Naso marino, di sole, gesso e vapore di acqua salata. Bolla millimetrica, che spande aromi di biscotto al miele, eterno e salatissimo, che completa ed esalta una evoluzione preziosa. 91 pt, miglior assaggio della giornata

Trentodoc Maso Martis Brut Rosé 2011
48 mesi permanenza lieviti - 100% pinot nero
Rosa antico, ferroso nei profumi, sorso minerale, finalmente un rosé completo, con freschezza, sapidità e lunghezza di aromi. 85 pt, miglior rosé della giornata

Trentodoc Maso Martis Brut Rosé 2010 (in Magnum)
60 mesi permanenza lieviti - 100% pinot nero
Fra il ramato e il rosa, floreale finissimo nei profumi e mineralità rocciosa in bocca, chiusura curata. 83 pt.


MASO POLI

Trentodoc Maso Poli Brut Riserva 2010
50 mesi permanenza lieviti - 80% chardonnay 20% pinot nero
Profumi fini e delicati, con un inizio di frutta rossa, bella pulizia di bocca. 83/84 pt


DORIGATI

Trentodoc Dorigati Methius Brut Riserva 2010
60 mesi permanenza lieviti - 60%chardonnay 40% pinot nero
Naso estremamente curato, dai ricordi dolci, che si confermano nel sorso di buon equilibrio. 85 pt


MOSER

Trentodoc Moser 51,151 Brut s.a.
30 mesi permanenza lieviti - 100% chardonnay
Ha ancora una sfumatura verdolina, profumi fini, di fiori gialli impreziositi da una sottile vena di erba aromatica. Buono l'ngresso in bocca, semplice ma affilato, senza diventare eccessivo, giocato sulla freschezza. Bottiglia da 16 euro in cantina. 83/84 pt

Trentodoc Moser Rosé Extra Brut s.a.
40 mesi permanenza lieviti - 100% pinot nero
Colore meraviglioso, profuma di arancio e mandarino, bolla potente con sviluppo di bocca un po' incerto. Bottiglia da 19.5 euro in cantina. 82 pt


OPERA VITIVINCOLA in VALDICEMBRA

Trentodoc Opera Vitivinicola in Valdicembra Opera Nature 2009
60 mesi permanenza lieviti - 100% chardonnay
Chiarissimo, luminoso, floreale e gessoso nei profumi, bello in bocca, affusolato con una vena vitale di freschezza. Prodotto in 3000 bottiglie. 85 pt

Trentodoc Opera Vitivinicola in Valdicembra Opera Brut 2010
48 mesi permanenza lieviti - 100% chardonnay
Chiaro nel colore, timido agrumato, mineralità, fiori di campo. Sorso che inizia bene, poi si appoggia. 82 pt

Trentodoc Opera Vitivinicola in Valdicembra Opera Brut Rosé s.a.
20 mesi permanenza lieviti - 55% chardonnay 45% pinot nero
Gessoso, con una accenno di ribes, bolla pungente, non lunghissimo, ma carino e condito di sapidità. 81 pt.

Trentodoc Opera Vitivinicola in Valdicembra Opera Rosé Noir s.a.
30 mesi permanenza lieviti - 100% pinot nero
Naso soffice, calcareo bianco, bocca appena dolce, scomposta, dalla mineralità che si sviluppa a scatti. 82 pt


PEDROTTI

Trentodoc Pedrotti Bouquet Nature s.a.
24/30 mesi permanenza lieviti - 100% chardonnay
Fresco e floreale, bianco e giovane, buona acidità in bocca, semplice e piacevole, chiude pulito. Ha 1.5 g/l di zuccheri residui. Bottiglia da 15 euro in catina. 83 pt

Trentodoc Pedrotti Bouquet Brut s.a.
24/30 mesi permanenza lieviti - 100% chardonnay
Lo stesso spumante del Nature, ma con dosaggio Brut, i profumi virano verso il giallo, la bocca acquista in pienezza. Bottiglia da 15 euro in cantina. 83 pt

Trentodoc Pedrotti Millesimato Brut 2010
48 mesi permanenza lieviti - 90% chardonnay 10% pinot nero
Naso di maggior carattere, floreale giallo, lieviti fragranti, limone candito. Sorso di impatto, coerente, mi piace la chiusura. Bottiglia da 17 euro in cantina. 85 pt

Trentodoc Pedrotti Pas Dosé Riserva 111 2008
72 mesi permanenza lieviti - 90% chardonnay 10% pinot nero
Giallo luminoso, inizia timido nei profumi, che si sviluppano poi gialli e minerali. In bocca ha un aroma di cedro candito, nocciolato e di creme caramel. Bottiglia da 28 euro in cantina. 86/87 pt

Trentodoc Pedrotti Rosé Brut 2012
30 mesi permanenza lieviti – 70% chardonnay 30% pinot nero
Rosa nei profumi e nel colore, si sviluppa in un gusto aranciato e di nocciole tostate, chiude su note fresche di fragola. Bottiglia da 18 euro in cantina. 84 pt


PISONI

Trentodoc Pisoni Nature 2011
35 mesi permanenza lieviti - 100% chardonnay
Stesso colore del Brut, finissimo, bianco di gelsomini, bell'ingresso di bocca, deciso, minerale, dall'aroma di roccia candida. Bottiglia da 17 euro in cantina, non svolge malolattica. 84 pt

Trentodoc Pisoni Brut 2011
35 mesi permanenza lieviti - 100% chardonnay
Chiarissimo, luminoso, floreale fresco, non lunghissimo in bocca, tuttavia dinamico. Bottiglia da 13 euro in cantina. 82 pt

Trentodoc Pisoni Riserva Extra Brut 2007
80 mesi permanenza lieviti - 85% chardonnay 15% pinot nero
Paglierino chiarissimo, profuma di nocciole, burro e caffè. Sorso di pienezza, forza aromatica, rotondo e lungo. Bottiglia da 26 euro in cantina. 85 pt

Trentodoc Pisoni Brut Rosé 2012
27 mesi permanenza lieviti - 100% pinot nero
Splendido ramato, ferruginoso, timido, indeciso in bocca, soffice ma manca di sapore. Bottiglia da 17 euro in cantina. 80 pt


REVÌ

Trentodoc Revì Dosaggio Zero 2011
36 mesi permanenza lieviti - 75% chardonnay 25% pinot nero
Agrumatissimo, ma quasi in esclusiva su profumo di limone, bocca strana, quasi smaltata, non mi piace come chiude, una delle poche eccezioni. 78 pt

Trentodoc Revì Brut 2011
36 mesi permanenza lieviti - 75% chardonnay 25% pinot nero
L'agrume diventa appena più dolce, bocca che si sviluppa meglio, ma sempre con un'impressione artificiale. 80 pt

Trentodoc Revì Paladino Extra Brut 2010
50 mesi permanenza lieviti - 100% chardonnay bio
Bellissimo colore, da purissimo Chardonnay, ha un buon attacco di bocca, poi scende un poco su toni dolci. 83/84 pt

Trentodoc Revì Brut Rosé 2011
36 mesi permanenza lieviti - 80% pinot nero 20% chardonnay
Rosa tenue, profumi aranciati, in bocca sempre un eccesso di dosaggio, risulta un filo dolce. 81 pt


ROTARI

Trentodoc Rotari AlpeRegis Pas Dosé 2009
60 mesi permanenza lieviti - 100% chardonnay
Sentori finissimi di agrumi in maturazione, bocca posata, appena morbida, ma chiude bene e in lunghezza. 83 pt


SAN MICHAEL

Trentodoc San Michael Extra Brut 2010
36 mesi permanenza lieviti - 80% chardonnay e 20% pinot nero
Chiarissimo nel colore, profumi freschi, di fiori gialli e agrumi verdi, richiama eleganza. Meno sorprendente in bocca. 82 pt

Trentodoc San Michael Brut Riserva 2008
60 mesi permanenza lieviti - 55% chardonnay 45% pinot nero
Colore ancora giovanissimo, profuma di crosta di pane, frutta giustamente matura. Il sorso é affascinante, prosegue lunghissimo su finissimi aromi tostati. Davvero bello, ancor di più dell'anno passato, dove era già buono, con questi 12 mesi in più sui lieviti. 86/87 pt


VITICOLTORI in AVIO

Trentodoc Viticoltori in Avio “Sarnis” Brut 2014
36 mesi permanenza lieviti - 100% chardonnay
Profumi veramente tenui, fra cui si intuiscono erbe aromatiche. Bolla pungente, buona freschezza, di nuovo in debito di aromaticità. Bottiglia da 11.5 euro in catina. 81 pt


ZENI GIORGIO

Trentodoc Zeni Giorgio Brut 2009
60 mesi permanenza lieviti - 100% chardonnay
Giallo pieno, profuma inizialmente di cedro, poi si aggiungono le note burrose e nocciolate dello Chardonnay, bellissimo rapporto con l'aria. Sorso incisivo, un filo di aromi di frutta secca, pesca gialla e buona persistenza. 2 g/l di zuccheri residui, nessun dosaggio, no malolattica. 85/86 pt


ZENI ROBERTO

Trentodoc Maso Nero Brut Riserva 2009
54 mesi permanenza lieviti - 100% chardonnay
Naso rotondo, il passaggio in legno del 50% della cuvée, pesca nettarina. Bocca saporita, aromatica, con striature di freschezza, buon uso del legno. Bottiglia da 19 euro in cantina. 85/86 pt

Trentodoc Maso Nero Brut Rosé 2009
54 mesi permanenza lieviti - 60% pinot nero 40% chardonnay
Rosa chiarissimo, profuma di rosa e di sale, ha un gusto appena metallico, ma chiude rotondo e non spiacevole. Bottiglia da 19 euro in cantina. 82 pt








martedì 8 dicembre 2015

Vertical-Orizzontale di Amarone Classico, 3 produttori e 3 annate

Dell'Amarone so poco e nulla, quello che basta per inquadrarlo come zona e vitigni, raramente lo bevo, ho un ricordo di questi assaggi come di piena soddisfazione, ma mi fermo lì.


Capita un'occasione nelle vicinanze dell'eremo lavorativo, mi informo da un amico e scopro che la degustazione la condurrà lui, non ci devo pensare troppo per decidere di confermare la prenotazione.

3 annate di 3 produttori, areali diversi della Valpolicella Classica, anche una diversa filosofia di vinificazione, con l'uso di minime percentuali di uve meno consuete, o di conduzione del vigneto.

Ambiente informale, quasi familiare, vini interessanti, esposizione leggera e adesso qualcosa di più conosco, se non altro ho almeno 2 etichette a cui far riferimento.

Rimango sorpreso di come questi vini, nonostante la vinificazione spinta, riescano a mantenere equilibrio e freschezza, che quasi si esaltano mano a mano che gli anni si accumulano.

Mi sono divertito, un bel pò... e ho sentito una cosa che non avevo mai sentito prima, e nemmeno ritenevo possibile, un rosso con aromi di idrocarburo, un ponte fra il Veronese e la Mosella.




Antolini - Amarone della Valpolicella Classico Docg "Cà Coato" 2011
Granato e profumato di frutta, sottobosco, leggeri ricordi eterei e vegetali, questo all'inizio lo frena un pò sull'eleganza, migliorerà al contatto con l'aria. Toni scuri e dolci, di caramella gommosa alla mora, liquirizia ed inchiostro.
In bocca é caldo di alcol ed intensamente sapido, questo gli dona un'equilibrio sorprendente, tannino ben levigato, spande aroma di caffè, al gusto mi piace parecchio, sale da 83 punti per i profumi ad almeno 84/85 punti complessivamente.

Antolini - Amarone della Valpolicella Classico Doc "Cà Coato" 2009
La sfumatura granato si fa più intensa, la materia più ricca lo rende meno vivace, ma i profumi hanno finezza immediata e forte, balsamica, di gelatina leggera di frutti rossi, rosa appena sfiorita, caffé e cacao dolce.
Sorso sorprendentemente leggero, fresco, fruttato, parte di intensità quando arriva il retrogusto, riscaldato dall'alcol, gustoso, sfumato su un tannino assolutamente nobile. Aveva 88 punti anche solo nei profumi, con una bocca così accarezza l'eccellenza... una gran bottiglia.

Antolini - Amarone della Valpolicella Classico Doc "Cà Coato" 2007
Granato cupo, con aureola ormai aranciata, naso quasi dolce, da tradizione natalizia, ricorda la mostarda bolognese, per poi ringiovanirsi di mineralità ferrosa. Bellissima la tenuta all'ossigeno, pur rimanendo nel complesso semplice, mi piace parecchio come evolve verso l'arancio candito.
Anche la bocca appare dolce, con appena un soffio di freschezza, gioca come i fratelli più giovani una eccellente sapidità, in aromi di sottobosco e tostatura, con l'alcol che si avverte appena. Molto coerente, bottiglia ancora integra, conferma 86 punti nei profumi e complessivamente.



Monte dell'Ora - Amarone della Valpolicella Classico Doc 2009
Granato scurissimo, naso con un inizio "animale", petrolio, con pazienza si libera da queste pesanti intensità e emerge il ricordo di caffé, rimane comunque una sensazione vegetale decisa, empireumatica. Decisamente meglio al sorso, decisamente più pulito, con una buona freschezza e un frutto giovane, anche se un pò crudo. Questo lo porta ad 82 punti, complessivamente, ma i profumi erano ben sotto.

Monte dell'Ora - Amarone della Valpolicella Classico Doc 2007
Sorprendente rubino, profondo e vivace, si apre di nuovo su impressioni di gasolio, rimane comunque un pò confuso, ma cuoio, caffé e cacao amaro si distinguono nitidamente. Bocca tonda, equilibrata, tannino potente, chiude appena ammandorlato con aromi tostati. Decisamente meglio, già al naso dove partendo da 82 arriva ad nel complesso a 84 punti.

Monte dell'Ora - Amarone della Valpolicella Classico Doc 2005
Granato cupo, ma vitale, finalmente senza sbavature, si esprime la marmellata di frutta rossa e nera, inchiostro, profumi che tradiscono la ricchezza della materia, una grafite intensa che emerge ruotando il bicchiere. Molto bello l'ingresso in bocca, elegante, ingannevolmente dolce, dal piccolo frutto rosso, il soffio di caramello, il finale fresco di chinotto e tamarindo. Da 85 nei profumi sale a 87 in totale, bottiglia che metterei in cantina.



Meroni - Amarone della Valpolicella Classico Riserva Doc "Velluto" 2007
Rubino vivace e trasparente, annoto che si tratta del contributo di una buona percentuale di Rondinella, ha immediata finezza ed eleganza di profumi, che mi ricordano castagne, foglie macerate, argilla, frutta sotto spirito, tabacco biondo e felce. Bocca quasi dolce di intensa morbidezza, tuttavia saporita, esaltata in sapida, che regala un lungo aroma di ciliegia caramellata. Fra 87 e 88 punti.

Meroni - Amarone della Valpolicella Classico Riserva Doc "Velluto" 2001
Aranciato vivace, con orlo ancora granato, il naso é di nuovo accattivante, di foglia appassita, fumo, cenere, incenso, rubando un termine che ha sentito da un grande degustatore "quasi cimiteriale". Il sorso é rotondo, emerge solo la vena minerale, ha ormai imboccato la discesa, cede rispetto al naso e risulta piuttosto veloce. Si attesta ad 85 punti, nei profumi era sopra.

Meroni - Amarone della Valpolicella Classico Riserva Doc "Velluto" 1990
Riflessi vitali, in sfumature indecise fra il granato e l'aranciato. Porto il bicchiere al naso e rimango impietrito, ha l'idrocarburo dei grandi Riesling della Mosella, una cosa che in un rosso non avevo mai sentito e non pensavo si potesse sentire. E' netto... comunque ben accompagnato da cioccolato dolce, zenzero, muschio, mirtillo maturo e, ebbene sì, camomilla. Bocca che non cede di un millimetro su questo livello, fantastica, equilibrata, ricca, zuccherina, sapidità viva, tannino leggero e affusolato. Aromi da dolce al cioccolato e frutta candita, finale lunghissimo e pieno, di caramella alle erbe. Sfonda il muro dell'eccellenza, atterrando oltre ai 92 punti, e sono sempre di manica stretta.








venerdì 13 novembre 2015

Serata Pinot Noir... con 2 Dom

La “serata Champagne” é diventata una “Serata Pinot Noir di zone vocate", con sotto-titolo "anzi... dell'unica zona vocata".


Ovviamente gli Champagne c'erano lo stesso... abbiamo iniziato con il DP 2006, in commercio da pochi mesi, l'impressione é buona, ma per ora é appunto solo un “buon Champagne”. Tuttavia, qualche chance concreta per il futuro gliela concedo con ottimismo.
Invece, il DP 2002 é sempre Lui, anche in una bottiglia che qualcosa nel tempo ha perso, mantiene quella finezza che 2003 e 2004 non hanno mai avuto, e mai avranno. Vediamo se ci arriverà il 2006, penso di no, ma di certo é partito meglio.
Pinot Noir, tutti rigorosamente a bottiglie coperte... é consolante constare come alla cieca i sensi ti portano comunque dove ti hanno sempre portato, a Chambolle, un nettare di elegante e completa pienezza.
Curioso anche l'aver ritrovato, nell'unico che avevo sentito in precedenza, le stesse sensazioni. Era il “Les Barreaux”, un vino dai profumi eccellenti, e bocca ordinaria. Di sicuro non l'ha aiutato l'annata
Due parole sugli altri... Savigny di Simon Bize ormai in piene discesa, dell'Anne Gros “Les Damodes” (dall'attività di “negoce”) mi é piaciuta l'intrigante salinità, Echezaux battezzato bio cogliendo nel segno, un vino interessante, ma arruffato e non definito. Infine Domaine des Perdrix potente ma sbrigativo, in bocca é integro per alcuni istanti, per poi lasciarti... e non si fa così

Dom Pérignon – Vintage 2006


Sfumatura intensa, profuma di crosta di pane, scorza di pompelmo, gesso, elegante di intensità agrumata. Sorso fresco, bolla vaporosa, buon equilibrio, aromi minerali bianchi e polverosi, chiude senza grande lunghezza, più nocciolato che amarognolo. La chance per il futuro gli viene dal naso, ma anche dall'aroma di caffè che dopo qualche minuto si é cominciata a sentire in bocca. 87pt


Dom Pérignon – Vintage 2002


Di un chiaro stupefacente, nel colore sembrerebbe Lui un 2006, ma il naso riporta subito le cose a posto. Frutta tropicale, pesca gialla, smalto, ferro, camomilla, tisana alle erbe per poi uscirsene, prolungando il contatto con l'aria, con un minerale netto di pietra focaia. In bocca ha una carbonica sottile, in questo si sente l'effetto del tempo, rinfrescante di succo di limone e cedro, delicato, chiude pulitissimo sulle punte. Comunque da 90pt


Simon Bize & Fils – Savigny-les-Beaunes 1er cru “Aux Vergelesses” 2004


Rubino scuro con bordo granato, vivace, al primo naso lo avrei collocato in Alto Adige, come un grande Blauburgunder. Intenso e rosso di frutta, soffi vegetali scuri, alcol, vellutato di gelatina di fragola. In bocca é caldo, corposo, ma dai tannini che non sembrano maturi e lascia una chiusura astringente. Ha perso la freschezza, lascia un aroma di uva passa. Un vino con ancora qualcosa da dire, forse poteva essere aperto prima, ma ho la sensazione che qualcosa sia andato storto fin dall'inizio. 84pt


Domaine Anne Gros – Vosne-Romanée “Les Barreaux” 2011


Colore bellissimo, quello della ciliegia fresca, profumi di lampone, agrumi, spezie dolci, frutta gioiosa e petali di rosa. Sorso fresco, si sente ancora il passaggio in legno, di nuovo un accenno di tannino asciutto, non impegna per tanto. Viene fuori un 86pt di incongruenza.


Anne Gros – Nuits-Saint-George “Les Damodes” 2011


Naso inizialmente timido, si esprime prendendosi i suoi tempi di arancio rosso, rabarbaro, terra ferrosa e sottobosco. Bocca rotonda, morbido, misurata, chiude con un filo lunghissimo di salinità intrigante. Piaciuto tanto, 87pt


Domaine Duband – Echezaux Grand Cru 2010


Evidente il riflesso granato, la prima cosa che ho pensato portandomelo al naso é che fosse un vino biologico, cosa che poi si é rivelata esatta. Profuma di ciliegia, cioccolato, uvetta, pan di spagna e sughi d'uva. Il sorso é scomposto, sembra quasi che gli manchi il volume, il poco corpo rende manifesto il tannino. Un vino disordinato, con comunque dei pregi, 87pt. Scoprire però che si trattava di un Grand Cru...


Domaine Arlaud – Chambolle-Musigny 1er cru “Les Chatelots” 2010


Naso ampio, speziatura, mora, mirtillo e finalmente la violetta tanto aspettata, humus, poi con il contatto con l'aria arrivano tabacco fresco, tostatura elegante e passaggio di fumo. In bocca ha freschezza, il tannino ha la dosatura perfetta, una piacevole sottigliezza dalla persistenza infinita in aromi fruttati e ferrosi. Una evidente eccellenza, 90pt


Domaine des Perdrix - Nuits-Saint-George 1er cru “Aux Perdrix” 2005


Ha più materia colorante dei precedenti, senza cedere nulla in trasparenza, ha profumi intensi di frutta fresca e carnosa, penetranti. L'impatto gustativo é pieno, un succo voluminoso, dal tannino vigoroso e maturo, ma questa impressione cade d'intensità quasi subito, tuttavia senza perdersi. Questo dare e subito togliere mi disturba, allora 87 pt.










sabato 24 ottobre 2015

Orizzontale Champagne 2002 + Bollinger RD 2002

Una settimana speciale, dedicata allo Champagne, e in particolare al 2002, cominciata con un Bollinger RD, lo Champagne di James Bond.


L'ho trovato un pò impacciato, slegato, facendo un parallelo cinematografico un'interpretazione alla Thimoty Dalton, lontana dall'aristocrazia di Sean Connery, senza la prestanza fisica di Dennis Craig.


Di sicuro il tempo lo renderà più legato, ma ho la sensazione che non diventerà mai grandissimo, e che alla fine questo millennio, su cui ci sono grandi aspettative, non sia scontatamente buono per tutti.

Intanto il mio cuore é stato rapito da un'altra bottiglia, scelta fin dal primo naso in mezzo ad altri 6 Champagne millesimati 2002 di zone, vitigni, assemblaggi, vinificazioni e filosofie completamente diverse.

Una degustazione fatta qualche sera dopo, fra amici, livello medio alto, con almeno un paio di punte...

Questi i vini, nell'ordine di servizio, versati in batterie di 2, facile capire quello che mi ha rapito.

Pierre Gimonnet – Special Club 2002
100% Chardonnay


Luminoso, ricco di colore, sfumatura dorata e perlage minutissimo. Naso fragrante di Chardonnay, muschiato, dalla nota burrosa, nocciolata, inequivocabile un contatto con il legno nella sua evoluzione. Sorso di biscotto e frutta secca, di tostatura alla masticazione, carbonica cremosa, non esplode di complessità e chiude con leggero amaricante. Il suo punteggio sale perché ha uno splendido rapporto con l'aria, si esalta e raggiunge gli 87 punti.

Paul Goerg – Cuvée Lady 2002
85% Chardonnay, 15% Pinot Noir


Bollicine fitte e puntiformi, danno l'idea di appannare il bicchiere con la loro densità, ha riflessi lievemente ramati. Floreale nel profumi, giovane di agrumi con particolare di mandarino, evolverà poi verso la frutta tropicale fresca. Bocca lattica e sapore di succo di albicocca, non ha profondità, chiude veloce e pulito di frutta acerbo. Non mi convince, anche la permanenza nel bicchiere lo penalizza. Cala fino a 84 punti

Robert Fluery – Brut 2002
46% Pinot Nero 36% Pinot Bianco 18% Chardonnay


Evidente sfumatura di sabbia rossiccia, densità di colore importante, appena lo porto al naso mi rapisce e non ci lasceremo fino all'ultima goccia. Ricorda il panettone artigianale, vaniglia, frutta rossa candita e polvere di caffé, penso subito a Beaufort pur sapendo che per 1000 ragioni non può esserlo, ma non sbaglierò di così tanto.
Naso da eccellenza evidente, e mentre lo dico, sull'entusiasmo, ad alta voce vedo i miei compagni annuire...
Bocca che non delude, fantastica, il liquido é sublimato in vapore, morbido, dolce di caramello, non posso evitare che mi si formi in testa l'immagine di un budino. Il finale si allunga, senza alcuna fretta, in soffi di torrefazione e in un attimo mi accorgo di non aver più nulla nel bicchiere. Il calice vuoto non mente mai, ad olfazione profonda esce nettamente il fiore giallo, in pace ed equilibrio, con zucchero filato. Vola, con grande carattere, fino a 93 punti, e mi sono dovuto ancorare a terra

Pommery – Cuvée Louise 2002
65% Chardonnay, 35% Pinot Noir


Colore da tisana, dalle bollicine micrometriche e ordinate, all'inizio pungono violente le narici, quasi nascondendo profumi di finezza immediata, dolci di miele e incisi di mineralità, che si ritrova subito nel primo sorso, tagliente, profondamente sapido e dalla carbonica densa. Una lama, forgiata completamente in acciaio, con il rigore di una grande Maison. Guadagna un punto con l'aria e arriva a 89 punti. E' il mio stile.

Gosset – Celebris Extra Brut 2002
52% Chardonnay, 48% Pinot Noir


Luce da metallo lavorato, denso e splendente, perlage dal grande vigore seppur in punta di spillo, fa ribollire la superficie del bicchiere e libera i profumi, intensi di pompelmo e ananas, esuberanti di erbe aromatiche, pietra focaia, di una freschezza che lascia stupito. E' nettamente un 1er Cru di Chablis fatto spumante... e quindi lo amo da subito. Una lama anche in bocca, densa di sapidità gessosa, dilaga in un finale di ciambella, miele e liquirizia. Talmente intenso che non può essere di pari lunghezza, e allora questa lama chirurgica che intanglia i sensi arriverà secondo, con 91 punti

Egly-Ouriet – Brut Grand Cru 2002
70% Pinot Noir - 30% Chardonnay


Naso soffice, rosso nei profumi e nelle sfumature, seguono burro e cioccolato dolce, appena tostato, impreziosito da un tocco ossidativo e dal ricordo del legno. Caffé e agrume candito, ho descritto un altro dolce Natalizio, che a Bologna si chiama "Panone".
Interessante... nasce prima vino e poi Champagne, ma alla fine, questo non é mai un bene. Sorso decisamente dolce, carbonica sommessa, gusto di buccia di frutta e erbe di montagna, lo salva per ora la sapidità, perché la freschezza é solo comprimaria. Bello, particolare, da non aspettare oltre e comunque penalizzato dal peccato originale, quindi non oltre 90 punti.