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domenica 21 settembre 2014

Weingut Garlider – Südtirol Eisacktaler Müller-Thurgau 2007

100% Müller-Thurgau – 12.5%


Il colore... dopo averlo assaggiato in cantina l'ho camperato praticamente solo per il colore.

Paglierino, ricco, appena sotto la soglia del dorato senza averla valicata, di grande pienezza.

E comunque scattante, ricco di luce.

I primari del Müller-Thurgau sono ormai spariti...

Ha un profumo "giallo", ancora intenso, di mela golden e frutta tropicale matura... trasmette calore e dolcezza.

Poi un ricordo salmastro, quasi di salamoia, con un filo, che piuttosto lo impreziosisce, di evoluzione.

Avvolgente e contraddittorio... nella sua semplicità.

In bocca ha un attacco coerente, con un'acidità ormai spenta dagli anni, di nuovo una sottilissima punta di mallo di noce.

Si regge ormai sulla sapidità, avvolta dal dolce dell'alcol, trasmettendo un gusto di caramella d'orzo.

Riscalda appena il palato, ma nella sorprendente lunghezza si distingue l'antica stoffa, in modo nitido.

Un vino che potrebbe affascinare gli amanti del genere, che sicuramente incuriosisce chi nel vino ha una passione, e comunque anche così più interessanti di tanti altri bianchi.

Un 80 punti politico, cosa si può volere da un vino destinato al consumo d'annata a 7 anni dalla vendemmia?

Ma anche di affetto e di stima per il produttore...

E comunque, ne vorrei avere un'altra bottiglia, per un bel confronto alla cieca.


Pagato quest'anno in cantina, mi pare, sui 7 Euro.


sabato 20 settembre 2014

Raventós i Blanc – Vino Espumoso de Calidad "deNit" 2012

43% Macabeu, 33% Xarel·lo, 19% Parellada, 5% Monastrell – 12%


Non é nemmeno classificato Cava, perché Raventos si é staccato dalla denominazione e ha deciso di non classificare i propri vini.

Magnifico petalo di rosa... solo quando me lo verso, nonostante il colore dell'etichetta, mi viene in mente quella piccola percentuale di Monastrell.

Lo giuro, non mi sarei aspettato un Rosé... a volte sono davvero ingenuo.

Sfumatura bellissima, quasi irreale, perturbata da vortici di bollicine che competono nell'arrivare per prime sulla superficie del bicchiere.

La superficie ribolle e si rompe...

I profumi arrivano al naso con forza, inizialmente ricchi di una mineralità da polvere da sparo, poi, mano a mano che la carbonica si attenua, diventano vinosi, agrumati, decisamente di frutti rossi.

E sono frutti freschi... ancora da maturare, ribes, mandarino e arancia amara.

Chiude una nota appena vegetale, di rabarbaro e un flash nitido di garofano rosso.

Sorprendente... davvero... una lezione di stile per la tipologia dei Rosé dove, o stai sul banale, o devi osare al limite del vitigno, con il rischi di andare oltre.

Ma non é questo il caso, qui il controllo é praticamente perfetto.

In bocca entra ugualmente con forza, la stessa bolla irruente, sopra le righe.

Poi sfuma, lentamente, dopo diversi istanti, in una sensazione di grande freschezza, confermando il gusto di arancio e frutti di bosco immaturi.

Un fruttato che si diventa ancor più nitido masticando il vino, quando la sensazione di pungenza é ormai svanita.

Fresco nelle sensazioni e nei sapori, si rivela piacevolmente ricco di acidità.

La cosa che più mi sorprende é la lunghezza, da decine di secondi... mentre denuncia il suo limite con un finale appena amaricante.

Ma è davvero un limite o in realtà un giusto completamento? Perché i sensi, ne escono completamente appagati.

Non é un prodotto raffinato, non é un vino per palati morbidi, si tratta di uno spumante irruente, al limite dello sgarbato.

Ma quello sgarbato che si fa amare...

Metodo Classico da uve bianche, con una spruzzata di frutta rossa, che fa la differenza.

Per me una gran bolla, mi sta tornando voglia di bere Rosé...


Acquistato online, a meno di 15 Euro, può salire anche fino ad 85 punti.


Raventos mi é ormai entrata nel cuore.




domenica 14 settembre 2014

Weingut Niklas – AA Sauvignon Dop 2012

100% Sauvignon – 13.5%


Paglierino ricco e denso, con sfumature appena verso un oro giovane e riflessi di una luminosità al limite del brillante.

Il profumo riconduce immediatamente al sambuco, nella sua forma allo stesso tempo vanigliata e selvatica, così come verde é il ricordo di menta ed ortica, stemperate da ricordi di miele.

Lancia lampi contraddittori aromatici e dolci, a sprazzi, in sequenza prima l'uno e poi l'altro.

L'agrume é in scorza, decisamente immatura anche quella, e gli fa compagnia il kiwi...

Se non é tipico del vitigno, é sicuramente tipico del territorio.

Che si conferma al gusto, dove l'annata ci mette il suo timbro.

Rinfrescante, di nuovo mentolato, con la sapidità dei terreni di San Nicolò, tanto in alto sopra a Caldaro.

E continua la contraddizione, con quel velo di morbidezza e appena la sensazione glicerica, lunga, che chiude con aroma e sensazioni gustative di pompelmo.

Appena asciugante...

Lo amo, nel suo non voler essere e non poter essere estremamente raffinato, ma allo stesso tempo mi riporta i giorni trascorsi a passeggiare fra queste vigne, ospite della famiglia Sölva.

In maggio Caldaro é un luogo magico.

Almeno 85 punti, frenando il mio affetto di salire, per una bottiglia ben sotto ai 10 Euro.