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domenica 22 luglio 2012

Cà dei Frati – Lugana DOC "Brolettino" 2008


100% Trebbiano di Lugana – 13.5%

La ricerca di un buon Trebbiano di Lugana é durata anni, partendo da un consiglio di un amico e passando attraverso tanti vini banali o al limite del difettato.

E' terminata quando un compagno di corso mi ha regalato una bottiglia di "Brolettino" di Cà dei Frati.

Lì ho finalmente avuto avuto la certezza che le potenzialità del vitigno sono grandi, a patto di coltivarlo e vinificarlo bene.

Da allora il Brolettino é diventato il mio riferimento per la denominazione Lugana e, ogni tanto, mi diverto a comprarne una bottiglia da lasciar riposare nella cantinetta per verificarne le capacità di evoluzione.

Quando poi mi decido ad aprire la bottiglia, é sempre un piacere vedere come con più lo metto alla prova, con più scopro che i suoi limiti sono ancora più avanti nel tempo.

Il 2008 si presenta nel bicchiere dorato, ma non é un dorato da evoluzione perché sono sicuro che se lo avessi aperto 3 anni fà, appena messo in commercio, lo avrei trovato con la stessa sfumatura.

E' un dorato dovuto ad uve raccolte ben mature e da un corretto uso del legno piccolo, che certi Lugana sanno reggere molto bene.

A confermare questi pensieri, ci sono i riflessi ancora verdi che a sprazzi increspano il colore principale.

I primi profumi ricordano la frutta tropicale matura e le spezie.

La frutta é dolce, banana e melone bianco, così come dolci sono i ricordi speziati di vaniglia e cioccolato bianco.

Ad opporsi alle note dolci un floreale di lavanda, la salvia come rappresentante delle erbe aromatiche e una punta piccante di pepe bianco.

Per definire in modo semplice l'impressione gustativa mi viene in mente la definizione di "morbidezza rinfrescante".

La maturità del frutto e il tempo passato in barrique gli hanno dato rotondità pur conservando un freschezza che me lo fà associare al succo di mela.

E infatti non é per nulla stancante, ma piacevole e quasi beverino, nonostante un titolo alcolometrico che rimane così ben mascherato.
A 4 anni dalla vendemmia ne ha ancora almeno altri 4 davanti per trasformarsi in un vino diverso, dalle tonalità più calde, ma ancora godevole.

Io lo preferisco così com'é ora, al limite fra la giovinezza e la maturità.

Vale almeno 87 punti, che sono un bel risultato per una bottiglia che mi é costata, se ricordo bene, meno di 10 Euro in enoteca.

Per curiosità, mi é caduto l'occhio su un dato pubblicato sul sito del produttore: acidità 6.6 g/l, estratto secco 22 g/l.

Tutto torna...


domenica 15 luglio 2012

Roger Brun – Champagne Brut Réserve Ay-Grand Cru


85% Pinot Nero, 15% Chardonnay – 12%


In retro-etichetta si legge che proviene da diverse cuvees del solo territorio di Ay e che trascorre almeno 3 anni sui lieviti.

Per il dosaggio, 11g/l quindi piuttosto alto per uno Champagne, viene usato zuccero e il vino di bottiglie di annate precedenti.

Paglierino puro o meglio, quella sfumatura che se stessimo parlando di un tessuto, verrebbe definita come "color Champagne".

Inclinando la flûte, non uso mai i bicchieri da degustazione per gli spumanti, ha un riflesso quasi metallico.

Bollicine finissime, con catenelle lunghe e perfette.

Profumi di crosta di pane, fiori in parte bianchi e in parte gialli, mela golden e prugna gialla mature.

Pizzicante mineralità esaltata dall'abbondante anidride carbonica che si disperde.

In bocca ha un sapore che ricorda quasi la frutta rossa, la prugna disidratata e in parte una ciliegia un pò più fresca.

L'impronta del Pinot Nero é più che evidente e nelle impressioni retro-nasali questi aromi emergono nella loro pienezza.

Una grande sapidità maschera un'altrettanto grande freschezza.

Allo stesso tempo, si percepisce comunque un'avvolgente morbidezza.

Decisamente lungo, nel finale la sapidità diventa ancor più evidente però, a intervalli regolari, il ritorno aromatico di frutta rossa arriva a ricompone la pienezza gustativa.

Gran bevibilità, solo i profumi appena sotto al livello generale, e per questo mi fermo a 87 punti.

Non ricordo perfettamente il prezzo, ma dovrebbe essere intorno ai 25 euro o giù di lì fra costi, IVA e spese di spedizione.

lunedì 9 luglio 2012

Adami – Valdobbiadene Prosecco Sup. DOCG Riva di Colbertaldo "Vigneto Giardino" 2011


100% Glera – 11%

E' una riva, quindi uno dei tanti cru definiti all'interno della DOCG.

Come nell'altra bottiglia di Adami che ho aperto pochi giorni or sono, é una sboccatura 2012.

Una volta versato, il bicchiere si riempie di tantissime bollicine rendendo l'aspetto estremamente vivace, nonostante il colore sia un verdolino pieno estremamente scarico.

Il perlage é un tantino confuso, ma per un metodo Charmat questo ci può stare.

I profumi sono estremamente varietali, parlano di gioventù e di freschezza, e sono quasi completamente bianchi.

Sono aromi dolci, ma con un contorno sapido che promette bene.

E non si smentisce... al gusto é leggero e leggiadro, senza essere banale.

Freschezza e sapidità, in sinergia con una temperatura di servizio adeguatamente bassa, tengono a bada lo slancio di dolcezza.

La successione di impressione gustative sono, in sequenza, un iniziale equilibrio, grazie alla freschezza e all'anidride carbonica, poi un attimo di dolcezza e, infine, una mineralità quasi salata.

E' veramente un bel bicchiere, che merita almeno 86 punti. 

Ideale, per tenere basso il titolo alcolometrico, quando la temperatura esterna é alta come in questo periodo dell'anno.

In enoteca, approfittando di una promozione, ho pagato questa bottiglia circa 8-9 Euro.



domenica 8 luglio 2012

Adami – Valdobbiadene Sup. DOCG Extra Dry "Dei Casel"


100% Glera – 11%

In contro-etichetta é riportato "presa di spuma 2012" che é sempre una consolazione quando si tratta di un Prosecco.

Nel bicchiere ha una tonalità molto scarica, con una leggera sfumatura verdolina che si potrebbe definire color ghiaccio.

Perlage quasi inesistente, svanito nell'abbondante spuma bianca che si é formata quando l'ho versato nel bicchiere.

E questo non é un bel segno...

I profumi ricordano la frutta non ancora matura, in particolare gli agrumi, e sono fragranti di fiori bianchi.

La pera che dovrebbe essere tipica del Prosecco é molto indistinta.

C'é anche un inizio di erbe aromatiche: salvia e menta.

Assoggiandolo lo trovo, potrei anche dire "piacevolmente", poco impegnativo.

Ha freschezza e sapidità, ma alla fine la dolcezza si sente più del dovuto perché manca la spinta dell'anidride carbonica a completare l'equilibrio.

Purtroppo era quello che mi aspettavo vista la mancanza di bollicine.

Il finale di bocca, raggiunto in pochi secondi, é sapido con leggero aroma di menta.

Me lo ricordavo meglio, mi viene da pensare che questa sia stata una bottiglia sfortunata perché Adami é uno dei miei produttori preferiti.

Oppure, con la nascita di tutte queste "Rive di..." nella DOCG, forse le uve che negli anni passati andava a comporre i vini storici dell'azienda ora vengono vinificate separatamente.

Comprato in enoteca, ad un prezzo molto onesto di circa 6-7 Euro, ma per come l'ho trovato non mi pare possa meritare un voto superiore agli 82.