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venerdì 13 novembre 2015

Serata Pinot Noir... con 2 Dom

La “serata Champagne” é diventata una “Serata Pinot Noir di zone vocate", con sotto-titolo "anzi... dell'unica zona vocata".


Ovviamente gli Champagne c'erano lo stesso... abbiamo iniziato con il DP 2006, in commercio da pochi mesi, l'impressione é buona, ma per ora é appunto solo un “buon Champagne”. Tuttavia, qualche chance concreta per il futuro gliela concedo con ottimismo.
Invece, il DP 2002 é sempre Lui, anche in una bottiglia che qualcosa nel tempo ha perso, mantiene quella finezza che 2003 e 2004 non hanno mai avuto, e mai avranno. Vediamo se ci arriverà il 2006, penso di no, ma di certo é partito meglio.
Pinot Noir, tutti rigorosamente a bottiglie coperte... é consolante constare come alla cieca i sensi ti portano comunque dove ti hanno sempre portato, a Chambolle, un nettare di elegante e completa pienezza.
Curioso anche l'aver ritrovato, nell'unico che avevo sentito in precedenza, le stesse sensazioni. Era il “Les Barreaux”, un vino dai profumi eccellenti, e bocca ordinaria. Di sicuro non l'ha aiutato l'annata
Due parole sugli altri... Savigny di Simon Bize ormai in piene discesa, dell'Anne Gros “Les Damodes” (dall'attività di “negoce”) mi é piaciuta l'intrigante salinità, Echezaux battezzato bio cogliendo nel segno, un vino interessante, ma arruffato e non definito. Infine Domaine des Perdrix potente ma sbrigativo, in bocca é integro per alcuni istanti, per poi lasciarti... e non si fa così

Dom Pérignon – Vintage 2006


Sfumatura intensa, profuma di crosta di pane, scorza di pompelmo, gesso, elegante di intensità agrumata. Sorso fresco, bolla vaporosa, buon equilibrio, aromi minerali bianchi e polverosi, chiude senza grande lunghezza, più nocciolato che amarognolo. La chance per il futuro gli viene dal naso, ma anche dall'aroma di caffè che dopo qualche minuto si é cominciata a sentire in bocca. 87pt


Dom Pérignon – Vintage 2002


Di un chiaro stupefacente, nel colore sembrerebbe Lui un 2006, ma il naso riporta subito le cose a posto. Frutta tropicale, pesca gialla, smalto, ferro, camomilla, tisana alle erbe per poi uscirsene, prolungando il contatto con l'aria, con un minerale netto di pietra focaia. In bocca ha una carbonica sottile, in questo si sente l'effetto del tempo, rinfrescante di succo di limone e cedro, delicato, chiude pulitissimo sulle punte. Comunque da 90pt


Simon Bize & Fils – Savigny-les-Beaunes 1er cru “Aux Vergelesses” 2004


Rubino scuro con bordo granato, vivace, al primo naso lo avrei collocato in Alto Adige, come un grande Blauburgunder. Intenso e rosso di frutta, soffi vegetali scuri, alcol, vellutato di gelatina di fragola. In bocca é caldo, corposo, ma dai tannini che non sembrano maturi e lascia una chiusura astringente. Ha perso la freschezza, lascia un aroma di uva passa. Un vino con ancora qualcosa da dire, forse poteva essere aperto prima, ma ho la sensazione che qualcosa sia andato storto fin dall'inizio. 84pt


Domaine Anne Gros – Vosne-Romanée “Les Barreaux” 2011


Colore bellissimo, quello della ciliegia fresca, profumi di lampone, agrumi, spezie dolci, frutta gioiosa e petali di rosa. Sorso fresco, si sente ancora il passaggio in legno, di nuovo un accenno di tannino asciutto, non impegna per tanto. Viene fuori un 86pt di incongruenza.


Anne Gros – Nuits-Saint-George “Les Damodes” 2011


Naso inizialmente timido, si esprime prendendosi i suoi tempi di arancio rosso, rabarbaro, terra ferrosa e sottobosco. Bocca rotonda, morbido, misurata, chiude con un filo lunghissimo di salinità intrigante. Piaciuto tanto, 87pt


Domaine Duband – Echezaux Grand Cru 2010


Evidente il riflesso granato, la prima cosa che ho pensato portandomelo al naso é che fosse un vino biologico, cosa che poi si é rivelata esatta. Profuma di ciliegia, cioccolato, uvetta, pan di spagna e sughi d'uva. Il sorso é scomposto, sembra quasi che gli manchi il volume, il poco corpo rende manifesto il tannino. Un vino disordinato, con comunque dei pregi, 87pt. Scoprire però che si trattava di un Grand Cru...


Domaine Arlaud – Chambolle-Musigny 1er cru “Les Chatelots” 2010


Naso ampio, speziatura, mora, mirtillo e finalmente la violetta tanto aspettata, humus, poi con il contatto con l'aria arrivano tabacco fresco, tostatura elegante e passaggio di fumo. In bocca ha freschezza, il tannino ha la dosatura perfetta, una piacevole sottigliezza dalla persistenza infinita in aromi fruttati e ferrosi. Una evidente eccellenza, 90pt


Domaine des Perdrix - Nuits-Saint-George 1er cru “Aux Perdrix” 2005


Ha più materia colorante dei precedenti, senza cedere nulla in trasparenza, ha profumi intensi di frutta fresca e carnosa, penetranti. L'impatto gustativo é pieno, un succo voluminoso, dal tannino vigoroso e maturo, ma questa impressione cade d'intensità quasi subito, tuttavia senza perdersi. Questo dare e subito togliere mi disturba, allora 87 pt.