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sabato 24 ottobre 2015

Orizzontale Champagne 2002 + Bollinger RD 2002

Una settimana speciale, dedicata allo Champagne, e in particolare al 2002, cominciata con un Bollinger RD, lo Champagne di James Bond.


L'ho trovato un pò impacciato, slegato, facendo un parallelo cinematografico un'interpretazione alla Thimoty Dalton, lontana dall'aristocrazia di Sean Connery, senza la prestanza fisica di Dennis Craig.


Di sicuro il tempo lo renderà più legato, ma ho la sensazione che non diventerà mai grandissimo, e che alla fine questo millennio, su cui ci sono grandi aspettative, non sia scontatamente buono per tutti.

Intanto il mio cuore é stato rapito da un'altra bottiglia, scelta fin dal primo naso in mezzo ad altri 6 Champagne millesimati 2002 di zone, vitigni, assemblaggi, vinificazioni e filosofie completamente diverse.

Una degustazione fatta qualche sera dopo, fra amici, livello medio alto, con almeno un paio di punte...

Questi i vini, nell'ordine di servizio, versati in batterie di 2, facile capire quello che mi ha rapito.

Pierre Gimonnet – Special Club 2002
100% Chardonnay


Luminoso, ricco di colore, sfumatura dorata e perlage minutissimo. Naso fragrante di Chardonnay, muschiato, dalla nota burrosa, nocciolata, inequivocabile un contatto con il legno nella sua evoluzione. Sorso di biscotto e frutta secca, di tostatura alla masticazione, carbonica cremosa, non esplode di complessità e chiude con leggero amaricante. Il suo punteggio sale perché ha uno splendido rapporto con l'aria, si esalta e raggiunge gli 87 punti.

Paul Goerg – Cuvée Lady 2002
85% Chardonnay, 15% Pinot Noir


Bollicine fitte e puntiformi, danno l'idea di appannare il bicchiere con la loro densità, ha riflessi lievemente ramati. Floreale nel profumi, giovane di agrumi con particolare di mandarino, evolverà poi verso la frutta tropicale fresca. Bocca lattica e sapore di succo di albicocca, non ha profondità, chiude veloce e pulito di frutta acerbo. Non mi convince, anche la permanenza nel bicchiere lo penalizza. Cala fino a 84 punti

Robert Fluery – Brut 2002
46% Pinot Nero 36% Pinot Bianco 18% Chardonnay


Evidente sfumatura di sabbia rossiccia, densità di colore importante, appena lo porto al naso mi rapisce e non ci lasceremo fino all'ultima goccia. Ricorda il panettone artigianale, vaniglia, frutta rossa candita e polvere di caffé, penso subito a Beaufort pur sapendo che per 1000 ragioni non può esserlo, ma non sbaglierò di così tanto.
Naso da eccellenza evidente, e mentre lo dico, sull'entusiasmo, ad alta voce vedo i miei compagni annuire...
Bocca che non delude, fantastica, il liquido é sublimato in vapore, morbido, dolce di caramello, non posso evitare che mi si formi in testa l'immagine di un budino. Il finale si allunga, senza alcuna fretta, in soffi di torrefazione e in un attimo mi accorgo di non aver più nulla nel bicchiere. Il calice vuoto non mente mai, ad olfazione profonda esce nettamente il fiore giallo, in pace ed equilibrio, con zucchero filato. Vola, con grande carattere, fino a 93 punti, e mi sono dovuto ancorare a terra

Pommery – Cuvée Louise 2002
65% Chardonnay, 35% Pinot Noir


Colore da tisana, dalle bollicine micrometriche e ordinate, all'inizio pungono violente le narici, quasi nascondendo profumi di finezza immediata, dolci di miele e incisi di mineralità, che si ritrova subito nel primo sorso, tagliente, profondamente sapido e dalla carbonica densa. Una lama, forgiata completamente in acciaio, con il rigore di una grande Maison. Guadagna un punto con l'aria e arriva a 89 punti. E' il mio stile.

Gosset – Celebris Extra Brut 2002
52% Chardonnay, 48% Pinot Noir


Luce da metallo lavorato, denso e splendente, perlage dal grande vigore seppur in punta di spillo, fa ribollire la superficie del bicchiere e libera i profumi, intensi di pompelmo e ananas, esuberanti di erbe aromatiche, pietra focaia, di una freschezza che lascia stupito. E' nettamente un 1er Cru di Chablis fatto spumante... e quindi lo amo da subito. Una lama anche in bocca, densa di sapidità gessosa, dilaga in un finale di ciambella, miele e liquirizia. Talmente intenso che non può essere di pari lunghezza, e allora questa lama chirurgica che intanglia i sensi arriverà secondo, con 91 punti

Egly-Ouriet – Brut Grand Cru 2002
70% Pinot Noir - 30% Chardonnay


Naso soffice, rosso nei profumi e nelle sfumature, seguono burro e cioccolato dolce, appena tostato, impreziosito da un tocco ossidativo e dal ricordo del legno. Caffé e agrume candito, ho descritto un altro dolce Natalizio, che a Bologna si chiama "Panone".
Interessante... nasce prima vino e poi Champagne, ma alla fine, questo non é mai un bene. Sorso decisamente dolce, carbonica sommessa, gusto di buccia di frutta e erbe di montagna, lo salva per ora la sapidità, perché la freschezza é solo comprimaria. Bello, particolare, da non aspettare oltre e comunque penalizzato dal peccato originale, quindi non oltre 90 punti.










sabato 10 ottobre 2015

H.Prudhon – Puligny-Montrachet "Les Enseignières" 2012

100% Chardonnay – 2012


Mi é capitata solo un'altra volta che un vino mi evocasse in modo così diretto l'immagine del mare, un grande vino italiano, con parecchi anni sulle spalle, molto bello, ma dall'inizio scontroso e arruffato.

Questo Puligny, fin da subito, non é per nulla scontroso...

Dimostra piuttosto il rigore tagliente del suo cru, mentre l'immagine del mare viene dal calore, dalla luce, dai profumi mattutini e agrumati di un fruttato in prossimità della riva, intriso dal vapore jodato delle onde che si frangono sull'arenile.

Non ha ancora la complessità che ci si potrebbe aspettare, ma tanta prospettiva di crescita, ben diverso dal millesimo precedente che avevo già sentito, questo ha davvero i numeri.

Al naso é salsedine, cedro, burro fuso, ananas maturo, albicocca, miele d'acacia e giglio bianco, in bocca sapidità, freschezza elettrica, asciugante e nervosa dei suoi primi anni di vita.

Esce di scena lasciando aromi di nocciola, con piccantezza di miele e mostarda mantovana, dalla bevibilità straordinaria.


Bellissima bevuta, ho segnato 88 pt, peccato il prezzo, piuttosto vicino ai 40 euro, seppure tramite un buon GDA.





I Bianchi di Maso Thaler

Maso Thaler é a Gleno, a più di 600 metri di altezza.

Mentre salivo da Egna a Trodena, mi sono trovato davanti il cartello , in corrispondenza di una curva, si arriva alla cantina attraverso una stradina stretta stretta.

Conoscevo i loro vini, praticamente quando iniziarono, quando capitava li avevo sempre risentiti, una cantina giovane, che doveva affinarsi.


Sono capitato fra 2 degustazioni, in modo cordiale, ho acquistato una bottiglia di tutta la loro gamma, e con lungimiranza 2 di Blauburgunder, che sarà il vino che mi é piaciuto di più.


Vena minerale comunque a tutti i bianchi, sempre ben nervosi in bocca, grazie all'altezza dei vigneti e alla composizione dei terreni, fanno salivare e venir voglia di cibo.

Li ho trovati cresciuti, e con delle belle idee su come andare avanti.


Mitterberg IGT Manzoni Bianco 2014
100% Manzoni Bianco – 13%


Verdolino, dai profumi agrumati piccanti, semplici, dolci di gelsomino ma screziati di roccia grigia, un'impressione muschiata da cui a tratti emerge uno sbuffo mentolato. In bocca é condito, su toni di fresco-salato, fa partire la salivazione, mette appetito. Scorrevole, ma ben realizzato, gli aromi migliorano a temperatura più alta, esce netto il cedro e la vena minerale. 82Pt


AA Bianco “Iuturna” 2011
Chardonnay, Pinot Bianco – 13%


Giallo giovane dal colore fitto, ha profumi floreali timidi, dolci di cedro e pompelmo. Sorso caldo, saporito e sapido, dalla morbidezza ben tangibile, entra posato e chiude in un tempo corretto lasciando un ricordo di fiori gialli. Questo vino non é più in produzione, il 2011 é l'ultima annata. 82Pt


AA Chardonnay 2013
100% Chardonnay – 13.5%


Paglierino tenue e freddo, il naso ha un attacco fragrante, dalla propensione floreale bianca, al limite dell'aromatico. Evolve a breve su variazioni speziate e nocciolate, di cannella, vaniglia e burro. Bocca sapido-fresca, ben condita di agrumi, ha morbidezza bilanciata e buona lunghezza, rimpiango solo appena una maggiore personalità. Bello, 84pt


AA Sauvignon 2013
100% Sauvignon – 13.5%


Luce paglierina, dalle sfumature verdoline, ha un esordio dal profumo croccante di pesca gialla, leggera speziatura di noce moscata, lievi ricordi terrosi e di tartufo. Il contatto con l'aria le trasforma in note muschiate, ne aumenta l'eleganza, la frutta é ora esotica, avocado e melone. Ingresso fresco, sbarazzino, nervoso, un bel sorso succoso, tropicale e dalla lunga distensione di mineralità. Il ritorno al naso regala ancora una maggior finezza, arricchito di soffi dolci di cedro. 85Pt



domenica 4 ottobre 2015

CostArena – Rassegna di Degustazione di Vini Internazionali – Sud Africa

L'ultima di 3 serate, scoperte quasi per caso, orario e posizione insolita, il sabato sera in questo circolo in Via Azzogardino, si adatta molto bene ad un padre di famiglia come me.


Sono stato molto bene, all'aperto, un buon numero di persone atmosfera allegra ed informale, mi sono rilassato.

Ha condotto la serata Gabriele Valentini e sia Lui, nel raccontare i territori e i vini, sia i ragazzi che hanno servito i bicchieri e i piatti, sono stati molto bravi.


Con il Sud Africa avevo una ferita da sanare, da quando all'esame da Sommelier lessi sul foglio la domanda "indicare 3 zone viti-vinicole del Sud Africa" e lascia la risposta in bianco.

Ero ignorante, in seguito qualcosa avevo anche letto, ma dei vini sono rimasto stupito, me li aspettavo costruiti, carichi, forzati dal legno e ho trovato tutt'altro...

Uno Chenin e un blend stile Rodano eccellenti, un Sauvignon che strizza l'occhio più alla Francia che al resto del mondo, i primi due li me li metterei in cantina senza pensarci.

Ho scoperto che anche in Sud Africa ci sono piccoli vignaioli che lavorano con grande coscienza, che curano i loro terreni parcella per parcella, che ci tengano affinché le differenze di terroir emergano.

Chi lo avrebbe mai detto che ci sono Wine of Origin in Sud Africa in cui é vietato fermentare con lieviti selezionati?

Mi hanno colpito le foto di questi vigneti ad alberello pre-fillossera, larghi nei filari, in questa terra che può essere a seconda delle zone molto calda.

Gabriele, prima agronomo e poi tutto il resto, ha provato a farci sentire come clima e terreno possano riflettersi nelle caratteristiche dei vini che avevamo davanti.

Mi sono proprio divertito, e con grande piacere, alla fine della serata, mi ha fatto l'onore di presentarmi alla sua famiglia...


Springfield Estate – WoO Robertson Sauvignon Blanc "Life from Stone" 2014
100% Sauvignon Blanc – 12.5%



Da freddo ha un naso molto dolce, di pesca sciroppata e miele, una vena minerale di pietra focaia, mentre il varietale rimane nella sua forma più elegante del fiore di sambuco.
In bocca si scalda, diventano più evidente il peperone verde e la pungenza di menta, al limite del balsamico.
Bella freschezza, che tiene a bada l'alcol, anche con qualche grado in più non arriva a certe note caricaturali del Sauvignon della Nuova Zelanda, e di certe parti d'Italia, potrebbe davvero essere un onesto Pouilly. 84pt


Mullineaux – WoO Swartland "Kloof Street" 2014
100% Chenin Blanc – 13.5%


Poco massa colorante, ma una gran ricchezza di estratto, lo Chenin si vede subito anche in questo.
Inizia sulla mela gialla croccante, erbe aromatiche e una leggera speziatura di vaniglia, in seguito Gabriele ci spiegherà che una parte fa fermentazione in legno. Scaldandosi acquista ricordi di mandarino e un bellissimo floreale dolce di tiglio, davvero non ci si stanca a tenere il naso nel bicchiere. Mi piace tantissimo in bocca, dove avverti che la forza dell'alcol é contenuta dalla struttura, ripulisce perfettamente, sorso di gran carattere e nonostante questo decisamente elegante, molto vicino al vitigno. 86pt
Nella Wine of Origin Swartland é vietato, per disciplinare, fermentare con lieviti selezionati, per questo vino si usa un "pied de cuve" preparato con lieviti indigeni.

Rickety Bridge – WoO Western Cape Pinotage 2014
100% Pinotage – 14.5%


Gabriele ci racconta la storia del Pinotage, e mentre annuso e assaggio il bicchiere mi viene in mente "hanno unito Pinot Noir e Cinsault e gli é venuto fuori un Gamay"...
Per il Sud Africa é il "loro" autoctono, quindi se lo coltivano e lo coccolano, ma penso che nessuno glielo vorrà portare via.
Bel colore rosso vivace, già mentre lo muovo per osservare il colore mi arriva uno sbuffo di vinosità. Profuma di amarena fresca, mirtillo, viola carnosa senza dimenticare una certa vena vegetale. Semplice in bocca, di nuovo dal frutto fresco, tannino appena accennato e tutto sommato curato. Può anche piacere... 80pt


Sequillo – WoO Swartland "Sequillo Red" 2011
Syrah, Cinsault, Mourvedre, Grenache, Tinta Barocca, Carignan – 14%


Il proprietario Eben Sadie é considerato l'astro nascente della viticultura del Sud Africa. Fermentazione spontanea in tini aperti da 4800lt o vasche di cemento per 3 settimane, 2 settimane di macerazione post fermentazione, il classico taglio di uve della parte bassa del Rodano, con la Tinta Barocca e il Carignan a dare struttura tannica.
Rubino, con sfumature che già cominciano ad avere una tonalità granato, naso fine anche nell'intensità dei profumi, che si aprono in tanti piccoli mondi.
Inizia di gelatina di piccoli frutti, rosa e arancia rossa, spezie dolci, cannella e zucchero filato, di nuovo un uso leggerissimo del legno, che impreziosisce senza sovrastare. Il sorso ha un impatto tannico notevole, con sapidità che supera la freschezza, ma gli aromi ci sono, ben distinti in un lungo finale ematico e ferroso, con retrogusto tostato, sempre di grande finezza.
Azienda biodinamica, uso di lieviti indigeni, questo é veramente il miglior vino della serata. 88pt


Wildenkrans – WoO Bot River Barrel Select Reserve Shiraz 2011
100% Shiraz – 14%


Rubino intenso, con orla quasi ancora porpora, ha un naso semplice, terroso e fruttato. In bocca entra dolce e salatino, piuttosto sbrigativo, chiude alcolico e dai tannini immaturi, anche leggermente amarognolo. Vino senza errori evidenti, ma senza cuore. 


Anche a Gabriele non é piaciuto molto, penso lo abbia messo come contro-esempio tra chi "fa vino" e chi "é vignaiolo". 78pt










sabato 3 ottobre 2015

Serata "Vini Vecchi" presso Osteria La Piana

Normalmente non é il mio genere di serata, ma Vittorio é un amico e una serata da Lui é sempre l'occasione per passare qualche ora spensierata con buon cibo e sentire il calore di una "quasi" seconda casa.


Guardando la lista dei vini, con anche un certo distacco, avevo pensato che, se non altro, avrei avuto delle conferme o delle smentite ad una serie di convinzioni che con il tempo e assaggi fatti quando capitava, senza per altro alcuna ricerca, avevo maturato.

La conferma é venuta, una viticultura fatta a cavallo degli anni 2000, volta a forzare vitigni in territori di non vera vocazione con lo scopo di ottenere vini destinati ad un certo tipo di gusto, non porta a bottiglie longeve.

Quello che all'inizio é una bomba di frutto, con il tempo si appanna e fa emergere i limiti della coltivazione.


Alla fine, il vitigno vocato nel posto giusto, sopratutto il Nebbiolo di Barolo, ha gioco facile.

Mi sono comunque divertito, e ho mangiato da Dio, ma quella é una storia che ho già raccontato, sui vini invece é andata così...

Tenuta Sette Ponti - Toscana Igt - Crognolo – 2004
Nella luce soffusa dell'Osteria lo vedo ancora porpora. Profumo intenso, in cui domina il legno, una sfumatura vegetale, smalto e sottofondo tartufato. Questo naso un pò grossolano, non mi piace, ma migliore decisamente in bocca, dove ha una freschezza elegante e chiude di piacevolezza. 85 pt


Michele Chiarlo – Barolo Docg – Cerequio – 2004
Rubino puro e vivace, subito di finezza al naso, fruttato polveroso, fiori e foglie essiccate, balsamico dolce di erbe aromatiche. Sorso pieno ma non sgarbato, saporito, rinfrescante di arancia rossa. Ebbé... 88 pt


Duca di Salaparuta – Sicilia Igt – Duca Enrico – 2003
Rubino scuro e denso, tranquillo nei profumi, di un vago frutto e una mineralità di grafite. In bocca entra denso, morbido, ma scomposto e con chiusura appena amarognola. Sarà stata anche la torrida annata, ma non ci siamo. 82 pt


Marchesi Antinori – Toscana Igt – Solaia Annata Diversa – 2002
Mantiene un bel rubino vivace, nei profumi parte elegante, terroso e agrumato, non così sfaccettato, ma é elegante in modo evidente, anche nel ricordo tostato, appena frenato da un frutto un filo maturo. All'assaggio ha un tannino perfetto, ancora freschezza e un buon equilibrio, chiude sugli aromi del legno, senza stonare. Si comporterà magnificamente all'aria, e arriva a 87 pt.


Frescobaldi – Toscana Igt – Lamaione – 2001
Scurissimo dal bordo seppur giovane, ha di nuovo questo impatto vegetale invadente, intenso, smaltato e fungino, che non può che risultare grossolano. In bocca ha 2 secondi di gloria, entra dolce e caffettoso, piacevole ma scappa alla velocità della luce. Merlot coltivato a Montalcino, forse il peggiore della serata... 81 pt.


Tenuta di Ghizzano - Toscana Igt – Veneroso – 2001
Finalmente la prima sfumatura aranciata della serata, siamo dovuti andare indietro di 14 anni, e anche un bel naso, terziario, di caffé, cuoio, speziatura di cannella, cioccolato dolce e limatura di ferro. Mi piace anche la texture del tannino, il gusto di succo di arancia, la lunga coerenza. Bello 87 pt.


Cà de Bosco – Sabino Igt – Pinero - 2002
Denso, dal bordo aranciato, naso che non ha una gran complessità, di terra ed ematico, con ricordi di tamarindo, chinotto e arancia candita. In bocca é sorprendentemente vivo, nervoso, morbido e anche un filo ruffiano, ma ci sta e non mi dispiace. 86 pt.


Poderi Einaudi – Barolo Docg – Costa Grimaldi – 1999
Ha una particolare densità di colore, sembra quasi che inizi a scomporsi,come in effetti é probabile che sia, per i suoi 16 anni. Profumi inizialmente confusi, di una mineralità grigia, fiori molto appassiti, quasi cimiteriale, con uno sbuffo di gelatina di fragole. Mi stupisce con un tannino importante, caldo e accogliente, lascia un aroma di ciliegie sotto spirito. Un pò fuori dei canoni. 87 pt.


Zenato – Amarone della Valpolicella Riserva Doc – Sergio Zenato – 1995

Rosso chiaro, con bordo aranciato, ha profumi dolci di panettone, dolce al cioccolato e caffé con mandorle e frutta candita, evidente la parte eterea. Nel sorso segna inizialmente il passo, sembra sfibrato, dolce ma sbrigativo. Si riprende però dopo un'ora, con un finale in allungo di zucchero caramellato, uva passa, leggermente affumicato. Risale un bel pò. 86 pt.



La serata é stata condotta da Sabrina, bella la preparazione :)