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domenica 31 dicembre 2017

Un altro Brunello... - Montalcino: monografia di approfondimento (20/10/2017)

"cosa ho portato a casa?" questa é la domanda che bisognerebbe sempre farsi dopo ogni degustazione. Tanti km, ore rubate a riposo e sonno, impegno, concentrazione da mantenere lungo un percorso di tantissimi vini, il rischio di essere fermati ad un controllo.



La risposta non può, o non dovrebbe, essere nel singolo, seppur grandissimo, vino... anche se di belle bottiglie ce ne siamo proprio tolti la voglia, a cominciare dalla vecchia sboccatura di Grande Cuvée con cui abbiamo aperto la serata.


Quello che mi capita spesso dopo una serata con il Falco, é di pensare "ma io fino a ieri cosa avevo bevuto?". L'immagine di un Brunello pesante, carico, così intenso da affaticare i sensi, spazzata via in 15 formidabili assaggi.

Mi sono trovato davanti un vino inaspettatamente vicino ai miei gusti, nel colore, così disponibile a farsi attraversare dalla luce, nei profumi, nell'evoluzione di bocca. Certamente più giocato sulla salinità piuttosto che sulla freschezza, dal tannino importante pur mantenendo un proprio equilibrio.

Un territorio strappato alla povertà rurale da appena 50 anni, risultato voluto e ottenuto da Tancredi Biondi-Sandi scrivendo un disciplinare di produzione con un rigore così estremo da far impallidire quello attuale. A quei tempi a Montalcino c'erano appena 70ha di vigneto.

Mosaico di terreni, altezze e micro-climi che non azzardo minimamente a sostenere di aver anche solo iniziato a comprendere, men che meno a collegare ai vini. Ho appena scalfito la complessità di quel vasto mondo assaporandone gli effetti, la curiosità e la voglia di approfondire faranno il resto.

Ho registrato la serata, con tanti appunti ho inaugurato il mio nuovissimo notes, fiumi di descrizioni vino per vino, ma soprattutto ho capito che questa espressione di Sangiovese mi piace!

Questo mi sono portato “a casa”... insieme alla mezza bottiglia rimasta di Poggio di Sotto, una delle mie preferite. Scherzando con un amico gli ho detto “Staderini ha proprio una bella mano per il Pinot Nero”, presto aprirò il suo Cuna.


Per accompagnare la lunga serata, il buon Pierluigi stavolta si é esibito in una sostanziosa cucina di terra. Da piluccarsi le dita i  “Paccheri con sugo e costine”, corroborante, ci voleva proprio, decisamente benvenuta, la  “Polenta con brasato di manzo”. Nel migliore dei modi abbiamo tenuto a bada i tannini, ben volentieri ci siamo fatti viziare.

Qualche dolcetto per chiudere la serata, se continua così mi faccio mandare la posta direttamente al “25”. 

Segue la lista dei vini degustati e la loro collocazione nel lungo percorso. Le descrizioni sono invece nella foto delle bottiglie, per chi avrà voglia e soprattutto tempo, di leggerle.


Benvenuto
 Krug, Grande Cuvée Brut s.a. (Id 312035)

Due eccezionali Rosso di Montalcino
 Le Ragnaie, Rosso di Montalcino Ragnaie V.V. 2014
 Poggio di Sotto, Rosso di Montalcino 2014

Due grandi terroir agli antipodi
 Fattoi, Brunello di Montalcino 2012
 La Cerbaiola – Salvioni, Brunello di Montalcino 2012

Due ipotesi di Montosodi
 Baricci, Brunello di Montalcino 2012
 Caparzo, Brunello di Montalcino Vigna La Casa 2008

Jan e la Biodinamica
 Pian dell’Orino, Brunello di Montalcino 2011

Palmucci: una meteora accecante
 Poggio di Sotto, Brunello di Montalcino 2009

Eleganza d'altura: Le Prata
 Le Potazzine, Brunello di Montalcino 2007

Tenacia accalorata: Poggio Lato Nord
 Marino Colleoni, Brunello di Montalcino 2003

Evoluzione Mediterranea: Sud del Sud
 Col d’Orcia, Brunello di Montalcino 2001

Canalicchi: le argille tenaci al servizio di una vendemmia
 Canalicchio - Franco Pacenti, Brunello di Montalcino 1997

Soldera e il mito
 Case Basse - Gianfranco Soldera, Intistieti Brunello di Montalcino Ris. 1995

Una famiglia speciale in una vendemmia epocale
 Lisini, Brunello di Montalcino Riserva 1985

Celebri frammenti di Langa: per un confronto
 Poderi Aldo Conterno, Barolo Bussia Colonnello 2004
 Gaja, Barbaresco Sorì Tildìn 1985

Epilogo a premi
 Marie-Noelle Ledru, Brut Ambonnay Grand Cru n.m.
 Georges Laval, Brut Nature Cumières 1er Cru n.m.

Ho salutato i compagni della serata Alberto, Alessandra, Alfredo, Mario, Marella, Nadia, Maura e tanti altri per poi prendere la strada di casa. Ho spento la luce del letto alle 2, il giorno appena un velo di sonno, ma testa e cuore erano ok... alla via così.




Tanto per essere imprevedibili, la serata dedicata al Sangiovese è iniziata con una  Grande Cuvée di Krug, sboccatura 2012, colta nel momento di pienezza e complessità in polvere da sparo, spezie, agrumi rossi e dolci... “power is nothing without control”, qui siamo alla quintessenza, all'aristocrazia dello Champagne.


Per rientrare nei binari due magnifiche espressioni del Rosso di Montalcino, il primo in realtà un vero e proprio Brunello declassato in un'annata ritenuta non all'altezza,  Le Ragnaie V.V. 2014 seguito dal pari annata di  Poggio di Sotto.

Tutti e due da vigne altissime, entrambi magnifici, snelli, gioia per gli occhi di rubino lucente e festa nei profumi di frutta croccante, più sulla Schiava il primo, con molti punti in comune al Pinot Noir il secondo... paragoni che vanno letti come complimenti per tutti e due.

Espressioni salatissime, a volte rugginose, ricche di succo per  Fattoi,  La Cerbaiola,  Baricci tutti della vendemmia 2012. Più arruffati, sull'impatto speziato, il primo salmastro, il secondo dalla dolcezza erbacea, nell'ordine  Caparzo Vigna La Casa 2008 seguito da  Pian dell’Orino 2011.

Comincia la discesa nel tempo con  Poggio di Sotto 2009, ancora vinificato da Palmucci, imbottigliato dalla nuova proprietà. Calice magnifico, con arancio e un soffio di pepe, largo e dolce di frutto nell'ingresso di bocca, per poi stringersi su una interminabile freschezza rossa di ciliegia.

Aristocratico, legato alla terra, dal sorso austero e il finale di scorzetta d'arancio al cioccolato l'incantevole  Le Potazzine 2007, anche questo da vigneti aerei, colto in un magico e irripetibile stato di grazia.

Più avanti nel suo percorso il 2003 di  Marino Colleoni, dall'unica coltivazione terrazzata di Montalcino. Naso che ormai ha colori più gialli che rossi, balsamico, dal tannino in filigrana, più che dignitoso vista l'annata torrida.

Ancora freschissimo il  Col d’Orcia 2001, dai ricordi fumé, bellissimo e fragrante nel frutto, un ingresso alto sulle tonalità di acqua ferrosa per poi attenuarsi rimanendo ricco di sali. Forse inaspettatamente una delle migliori bottiglie della serata, aiutato dalla stagione straordinaria.

Nobile nella sua parabola discendente Canalicchio 1997, si difende con sensazioni balsamiche, chinotto e sapida rotondità in bocca.

Fuoriclasse annunciato e confermato  Case Basse Soldera Intistieti Riserva 1995, una trasparenza ricca di particelle in sospensione, naso dolce di fiori e agrumi, che poi diventeranno cedro accompagnato da un incredibile soffio di salvia. Tannino integro, levigato, sorso succoso e invidiabilmente fresco di arancio e mandarino. 

Salto indietro nel tempo di altri dieci anni con Lisini Riserva 1985, dalla velatura evidente, ugualmente fresco ed equilibrato, mela al forno e dolcezza in bocca, chiude con un respiro di lavanda.

E poi... 2 espressioni del Nebbiolo... il Falco dice “per colpa/merito mio”. Ho un vago ricordo di questa gag, ma intanto ci godiamo un  Barolo Bussia Colonnello 2004 dei Poderi Aldo Conterno, un'annata generosa. Colore magnificamente trasparente, profuma di cioccolato e ciliegia, il sorso porta velluto e cocco, densità, spessore tannico rinunciando, in parte, alla dinamica.

Lo segue la bottiglia più attesa,  Barbaresco Sorì Tildìn 1985 di Angelo Gaja, che si presenta con un naso dolcissimo, fumoso, di fiori essiccati, mandarino e nettamente  cannabis avvolta in sensazioni mentolate. Suadente in bocca, candito, succoso di caramella alla fragola e eucalipto, che decollano per raggiungere l'infinito e oltre.

Pensavamo di essere ormai a “baci e abbracci”, ma dopo tanti tannini il Falco ha deciso di farci rinfrescare la bocca. Prima con  Marie-Noelle Ledru, Brut Ambonnay Grand Cru in una bottiglia stranamente dall'acidità dolce e morbida, appena accompagnata da una sfumatura erbacea.

Un contrasto evidente con il profilo gessoso, il fruttato croccante, l'agrume verde dello splendido  Brut Nature Cumières 1er Cru di Georges Laval. Champagne che é un vero ricamo di trama in aromi di pepe e cioccolato bianco, degna conclusione di una grande serata.


Nell'ordine da sinistra a destra i colori di Col d'Orcia, Soldera e Conterno

Anfore... - Il sogno di Josko Gravner raccontato dalla figlia (18/10/2017)

Sono bastati neanche 5 minuti per creare nella sala un'atmosfera irreale, non eravamo più al “25” di Carpi, le parole di Mateja ci avevano trasportato sui vigneti terrazzati di Oslavia, guardando i filari, il verde dell'erba che contrasta sul cielo autunnale.


La storia di una famiglia, il racconto ammirato di una figlia dei sogni e delle visioni del padre.

Una ricerca della naturalità più pura, maturata per gradi dal rispetto per la propria terra, difeso nella sua coerenza anche in annate profondamente avverse, come nella vendemmia appena conclusa.

Per tutti Noi, seduti intorno a quel tavolo, è stato come essere là insieme a loro, fra i riti domestici e della campagna, in un giorno qualsiasi della settimana, immagini di gesti e luoghi che si animavano davanti ai Nostri occhi.

I rumori del posto nella voce narrante di Mateja, naturale, allegra, riposante, i profumi e i sapori quelli trasmessi dai nostri calici, lampi di luce dorata su uno sfondo dai colori crepuscolari.


L'una dopo l'altra 4 annate di Breg e altrettante di Ribolla, sovrapposte per coglierne le differenze, per farCi capire come comunque il carattere del vitigno vien fuori, travalicando il metodo e la stagione, che a sua volta impone nitide differenze di sfumature.

Il Breg è volume, suadenza, muscolarità, dolcezza... la Ribolla austerità, disciplina, eleganza, allungo minerale.

Dolci, rotonde, mielate le impronte delle stagioni 2008 e 2009, sensazioni salmastre, ferrose, dalla dimensione verticale, il disegno che le vendemmia 2006 e 2007 hanno ricamato nel vino. In comune il colore, un topazio purissimo, scintillante, appena più profondo nel Breg.

Se devo accordare una preferenza é sicuramente per la raffinatezza della Ribolla, volendo scegliere anche l'annata, i miei sensi sono stati conquistati dalla 2006.

E non mi aspettavo certo una così nitida vocazione gastronomica! Pier ci ha letteralmente viziati, tanti gli stuzzichini preparati per accompagnare la serata, permettendoci di cercare quello che più faceva amicizia con i Nostri bicchieri.

Serate che insegnano l'umiltà, come é giusto i pregiudizi sono fatti per essere superati, ho infatti lasciato il cuore sul vino a cui pensavo di essere più distante. Ultimamente mi sta capitando spesso, e sono proprio contento quando succede.

Il Rosso Breg 2005, Pignolo in purezza, é puro rubino dalla lucentezza ipnotica, profuma di incenso e ciliegia selvatica, in bocca si offre con una leggerezza emozionante, un velo di spessore salino, morbidezza e profondità di petali di rosa. Vino semplicemente magnifico...

Mi sono alzato per primo, la sera prima avevo fatto tardi, la sera dopo sapevo sarebbe stata ancora più lungo, ho abbracciato un vecchio amico e maestro, lì seduto come uno di Noi, ho stretto la mano a Mateja. Non ci sono parole per ringraziarla, Lei che ci ha dato così tanto.


Esperienza unica, sarò sempre grato a Pier e Salvatore per averla resa possibile.


🍷 Gravner – Venezia Giulia Igt Bianco Breg 2009
🍇 Sauvignon, Chardonnay, Pinot grigio, Riesling italico

🍷 Gravner – Venezia Giulia Igt Bianco Breg 2008
🍇 Sauvignon, Chardonnay, Pinot grigio, Riesling italico

🍷 Gravner – Venezia Giulia Igt Bianco Breg 2007
🍇 Sauvignon, Chardonnay, Pinot grigio, Riesling italico

🍷 Gravner – Venezia Giulia Igt Bianco Breg 2006
🍇 Sauvignon, Chardonnay, Pinot grigio, Riesling italico


🍷 Gravner – Venezia Giulia Igt Bianco Ribolla 2009
🍇 100% Ribolla

🍷 Gravner – Venezia Giulia Igt Bianco Ribolla 2008
🍇 100% Ribolla

🍷 Gravner – Venezia Giulia Igt Bianco Ribolla 2007
🍇 100% Ribolla

🍷 Gravner – Venezia Giulia Igt Bianco Ribolla 2006
🍇 100% Ribolla


🍷 Gravner – Venezia Giulia Igt Rosso Breg 2005
🍇 100% Pignolo




🍷 Gravner – Venezia Giulia Igt Bianco Breg 2009
🍇 Sauvignon, Chardonnay, Pinot grigio, Riesling italico

Magnifico color rame, non lo starò nemmeno a ripetere per gli altri, saranno tutti bellissimi e simili. Profumi dolci-amari di miele di castagno, zucchero caramellato, torrone, poi tantissimo metallo surriscaldato, ancora sottobosco. Il sorso é rotondo, una pagina di spessore, esce il piccolo frutto rosso, lunghezza di calore e ricordi di crema. Si abbina divinamente ai 🍴 Ravioli fritti ripieni di spinaci.


🍷 Gravner – Venezia Giulia Igt Bianco Breg 2008
🍇 Sauvignon, Chardonnay, Pinot grigio, Riesling italico

Naso meno intenso, in cui si porta in primo piano la frutta rossa, netto il ricordo tartufato, la pungenza dell'erba aromatica. In bocca é ancora più compatto del precedente, su aromi di caramella all'orzo, lineare, raffinato, merito di una bella freschezza.


🍷 Gravner – Venezia Giulia Igt Bianco Breg 2007
🍇 Sauvignon, Chardonnay, Pinot grigio, Riesling italico

E' la prima annata imbottigliata dopo 7 anni. Profumi delicati di fiori gialli e crema, finocchietto e anice stellato. Sorso teso, asciugante, condito di ferrosità, sa di sole e vita. Non ha sbavature, anche il calore é più lieve, lascia un aroma di ciliegia bianca. Con il 🍴 Macinato di cavallo su pane e burro starà benissimo.

🍷 Gravner – Venezia Giulia Igt Bianco Breg 2006
🍇 Sauvignon, Chardonnay, Pinot grigio, Riesling italico

L'associazione al mondo sotterraneo é la prima a venire alla mente, la portano i ricordi di tartufo, fungo, radice, erbe officinali. In bocca cambia completamente registro con una freschezza inattesa, ancora più marcata rispetto al calice precedente, ha il sapore di fiori, tannino lieve, una punta amaricante. Straordinaria tenuta all'ossigeno, da cui nascono ricordi tostati e di caffè.


🍷 Gravner – Venezia Giulia Igt Bianco Ribolla 2009
🍇 100% Ribolla

Topazio bellissimo, profumi di raffinatezza immediata, porta al naso il cuoio, é salmastro, seguono erbe salate, ostrica e scoglio bagnato. Si stacca ancora di più dal Breg in bocca, é sottile ma con un tannino deciso, puro, bianco ritornano la salinità e il fruttato di pesca. Splendido con il 🍴 Canapè con sardine, burro, cipolla candita.


🍷 Gravner – Venezia Giulia Igt Bianco Ribolla 2008
🍇 100% Ribolla

Il topazio si tinge di una meravigliosa sfumatura ramata, profuma di brodo, burro, budino al cioccolato. E' un sorso purissimo di mare condito di croissant alla crema, in bocca ha un tocco e una leggerezza unica, il finale suadente. Non contento di avermi conquistato, si arricchirà di sensazioni di scorza d'arancio.


🍷 Gravner – Venezia Giulia Igt Bianco Ribolla 2007
🍇 100% Ribolla

Sottilissimo nei profumi, nitidamente fumé, sotto vien fuori la dolcezza di torrone e miele, il confetto alla mandorla. Di una grazia infinita in bocca, salatissimo, minerale, si allontana dopo aver soggiornato a lungo regalando aromi di piccoli frutti rossi.


🍷 Gravner – Venezia Giulia Igt Bianco Ribolla 2006
🍇 100% Ribolla

Naso pungente di erbe aromatiche, menta, tabacco Keetucky e spezie dolci. Sorso di mineralità purissima, se si riuscisse a pensare al sapore di un cristallo di quarzo divenuto liquido sarebbe esattamente questo. Finale ancora una volta dalla sfumata dolcezza, persistenza che si conta in minuti. Ho pensato “questo é il mio vino”, ma non avevo ancora sentito quello che lo avrebbe seguito.



🍷 Gravner – Venezia Giulia Igt Rosso Breg 2005
🍇 100% Pignolo

Vino che non ha fatto anfora, botte di rovere di Slavonia da 1000 litri. Il colore é magnifico, rosso sangue pulsante con appena un orlo granato dopo ben 12 anni. Naso di geranio, rosa, ciliegia croccante, tantissime spezie, in primo piano incenso e pepe. Il sorso ha un'espressione gessosa, dolce, porta serenità, ne esce il sale, un tannino dalla consistenza polverosa, il sapore magnifico di petalo di rosa, morbido e vellutato. Il ritorno ai profumi trova anche l'arancio, sale in primo piano la ciliegia. Un'esaltazione con il 🍴 “MiniBrunoBarbieri”, panino caldo con burro, aglio dolce e coppa di testa.


Stuzzicheremo... ma non abbineremo

🍴 Mignon di spigola e tonno crudi
🍴 Ravioli fritti di spinaci
🍴 Macinato di cavallo su pane e burro

🍴 Selezione di salumi e formaggi
🍴 MiniBrunoBarbieri (panino caldo con burro, aglio dolce e coppa di testa)
🍴 Canapè con sardine, burro, cipolla candita

🍴 Dolce sorpresa