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domenica 31 luglio 2016

Massussi – Franciacorta “Cuvée del Lago” Brut Special Edition 2010

60% Chardonnay, 40% Pinot Bianco e Pinot Nero – 12.5%



Special Edition”, solo 5000 bottiglie prodotte, questa é una sboccatura 2013 consigliatami da Marco direttamente dalla sua cantina.

Dopo aver trascorso tutta la mattina a trascrivere appunti sulla Franciacorta e per staccare dai Merlot della cena di ieri sera, mi era proprio venuta voglia di una bollicina ben matura, come i 3 anni dalla sboccatura dovrebbero garantirmi.

Nel calice largo ha una bella sfumatura carica di colore, che tuttavia ancora non arriva al limite del dorato.

I profumi sono proprio come “avevo voglia che fossero”, avvolgenti, di miele e vaniglia, pungenti di pietra focaia e pepe, fruttati di prugna gialla e cedro maturo, con un leggero sussurro erbaceo nel finale.

Mi ricorda il profilo minerale dei Cava di Raventós... ed é un complimento.

Il sorso porta una bolla intensa e vivace, che il bicchiere dalla forma ampia forse aveva mascherato, esaltata da una freschezza tiratissima.

Scoprirò dopo, dalla scheda tecnica, che si tratta di vigneti posti a 350m di altezza, con un'acidità naturale di 9 g/l... numero che pensavo irraggiungibile in Franciacorta.

Gli aromi portano una leggera frutta secca, che quasi subito vira verso la fetta biscottata e il pan brioche, seguiti da purea di mela gialla, di nuovo il miele, e un finale fruttato croccante.

Un'altra chiusura pulitissima, molto coerente al naso e in bocca nell'esprimere rotondità da affinamento e freschezza di sensazioni.

Bella bottiglia, per nulla banale e anche piuttosto fuori dalle righe... ma dalla parte giusta.





Weingut Stroblhof – Südtirol Weissburgunder "Strahler" 2014

95% Pinot Bianco, 5% Pinot grigio – 13.5%


Non sono tanti i vini Italiani che possono vantare più di 100 anni di storia, come singola bottiglia univocamente individuata... uno di questi é lo "Strahler" presente nella carta del ristorante di famiglia almeno dagli anni 30.

Strahler... macchia di luce... anche se lungo la linea del tempo la composizione é cambiata, ha sempre mantenuto il Weissbugunder come protagonista, ora arrivato al 95%, il resto é ora solo Pinot Grigio.

Weissbugunder, il più Alto Atesino dei vitigni a bacca bianca.

La luce lo attraversa liberamente, la tonalità é molto chiara, mentre invece i profumi sono definiti e penetranti di mela Granny Smith, anice, pompelmo, caramella di zucchero e menta, confetto.

Ancora molto fermentativi, ancora con molti spigoli...

In bocca entra fresco, agrumato, ritorna il succo di pompelmo, poi parte sovradimensionato di salinità, confermando le stesse impressioni di un assaggio precedente di mesi.

Lo Strahler in genere non é così, lo conosco bene, anno dopo anno.

Il giorno dopo beneficia del contatto con l'aria e della temperatura più bassa, già nei profumi é molto più sereno, impostati su tonalità bianche di fiore e di frutto, la pesca é davvero nitida.

Anche il sorso ha trovato una maggior quadratura, pur rimanendo con l'impressione di questi picchi sapidi che emergono all'improvviso da una fiume di languida morbidezza.

Tuttavia la saporosità di resina e aghi di pino mi piace, sta già migliorando.


Ricordo un'impressione simile da un vino di tutt'altri territori, quindi confido nella terza bottiglia che ancora dorme in cantina, le ultime sono sempre le migliori, perché si devono far rimpiangere.




domenica 24 luglio 2016

Haderbug – Südtiroler Blauburgunder Riserva “Hausmannhof” 2009

100% Pinot Nero – 12.5%


Granato trasparente, dal riflesso mattonato e autunnale, ha un primo naso di frutta polposa, austero di prugna e ciliegia matura, viola selvatica e pomodoro succoso. Seguono in rapida successione terra rossa umida, ferro, speziatura di cannella intensa e dolce, cuoio e mineralità di inchiostro scuro.

La tostatura del legno che lo ha custodito é evidente, anche se integrata, e lo sarà ancora di più negli aromi di bocca, dove entra con un sorso pieno, dalla morbidezza sovra condita dalla sapidità. E' pienamente confermata la vena ematica, la succosità rossa e sul finale la gola si riscalda, perché viene a mancare un sufficiente slancio di freschezza.

La persistenza é notevole, rimane però questo disegno di un vino autunnale, dai colori un po' freddi, più gastronomico che da soddisfazione nel solo calice. Si giova un poco del contatto con l'aria, dopo qualche minuto ha un profilo appena più sereno, un gusto più dolce e meno salato.




Bottiglia acquistata personalmente, in mio possesso da quasi 2 anni.





Rieslingata pre-vacanza...

Così si chiamava il gruppo whatsapp creato da Andrea, splendido padrone di casa, per generare al meglio il caos che abbiamo allegramente messo in pratica il venerdì sera.


Questi i vini della serata:

🍷 Giovanni Menti, Omomorto Metodo Classico 2012
🍷 Mastrosasso, Pignoletto Rifermentato in bottiglia 2015
🍷 Weins-Prüm, Mosel Wehlener Sonnenuhr Riesling Kabinett 2014
🍷 Egon Müller Scharzhof, Mosel Scharzhofberger Riesling Spätlese 2008
🍷 Schloss Lieser, Niederberg Helden Riesling Auslese Goldkapsel 2012
🍷 Verwaltung der Staatsweingüter, Rheingau Rüdesheim Berg Rottland Riesling Spätlese 1987
🍷 Carl Schmitt-Wagner, Mosel-Saar-Ruwen Longuicher Herrenberg Riesling qualitatswein

🍷 Ancarani, Vino Rosso da uve stramature

Al solito abbiamo mangiato cose sfiziosissime, dagli antipasti al dolce, e fatto un sacco di chiacchiere in allegria, da vecchi amici che purtroppo hanno poche occasioni per riunirsi insieme.

Non ero preparato a scrivere qualcosa sui vini, la serata me la sono goduta fino in fondo, però alla fine, é anche un modo per fissare un ricordo, di una calda serata di fine luglio.

Allora tutto a memoria... e di seguito quello che ricordo

🍷 Giovanni Menti – Omomorto Metodo Classico 2012


Naso soffice, da lieviti giovani, con una sfumatura aromatica evidente tanto che mi é venuta spontanea la frase “...beh gli sarà scappato qualche grappolo di Moscato in pressatura”. Magari la Durella é così, non la conosco quasi per nulla, però questa fragranza dolce mi piace, é rassicurante. Una sensazione che si conferma anche in bocca, dove diventa naturalmente più marcata mano a mano che la bottiglia si scalda. Il residuo zuccherino é evidente, ma sarà comunque il lietmotif della serata quindi un ottimo inizio, non ha quella sferzata di acidità del Riva Arsiglia ma é appagante, sincero e piacevole


🍷 Mastrosasso - Pignoletto Rifermentato in bottiglia 2015


Il sur lie del mastro, ancora da etichettare e mettere in commercio, ha detto anche il nome ma me lo sono anche scordato, mentre invece ricordo che in etichetta avrà la foto di un nido in una pianta di vite. Nei profumi é dominato dal metodo, come altri sui gemelli da uve Pignoletto, corretto senza sbavature, il sorso ha equilibrio e un buon margine di miglioramento sulla chiusura di bocca. Lui ci crede tanto, io continuo a rompergli le scatole fino a che non mi regala una bottiglia di Sauvignon, così dopo mi metto zitto.


🍷 Weins-Prüm - Mosel Wehlener Sonnenuhr Riesling Kabinett 2014 (8.5%)


Il giovincello della serata, mentolato, dal profilo bianco e verde, semplice, mi sembra di avvertire un accenno di gas al naso, e in effetti la carbonica sarà piuttosto evidente in bocca. Il 2014 nella Mosella deve essere stata un'annata piuttosto complicata. La parte dolce si sente, e diventerà ancora più evidente con qualche grado in più, bevuta piacevole e spensierata forse quasi da aperitivo visto il corpo esile. 


🍷 Egon Müller Scharzhof - Mosel Scharzhofberger Riesling Spätlese 2008 (8.5%)


Erroneamente per qualche secondo memorizzo che sia il Kabinett, che ho già sentito alcune volte senza che mi abbia così impressionato, nonostante il nome. Poi lo avvicino al naso e quello che sento mi fa immediatamente cercare l'etichetta... un vino così non può essere un Kabinett, e in effetti é lo Spätlese. Tutta la complessità e la ricchezza di un Riesling, fatta di propoli, pesca, miele leggerissimo, ardesia, timo, con il piccante botritico ad esaltare e amplificare il tutto. E non ha nemmeno messo il turbo degli idrocarburi... una delitto averla aperta ora. Cala leggermente in bocca, dove la sfumatura della carbonica si avverte, e la saporosità non lunghissima denuncia l'errore di averla aperta almeno con 10 anni di anticipo. Mi stupisce invece che non abbia avuto un gran rapporto con l'aria, molto strano.


🍷 Schloss Lieser - Niederberg Helden Riesling Auslese Goldkapsel 2012 (7%)


Molto, ma molto dolce, al momento manca di distensione, lo abbiamo provato con il fegato di baccalà, e come sensazione gustative sarebbe andato anche bene, ma troppo dissonante negli aromi. Il vino a tirare verso una voglia di dolce, il pesce a tirare verso una secchezza morbida, da grande Marsala. Questo e averlo aperto almeno 5 anni prima del tempo lo ha sicuramente penalizzato.


🍷 Verwaltung der Staatsweingüter - Rheingau Rüdesheim Berg Rottland Riesling Spätlese 1987 (10%)


Segni di leggera colatura sull'etichetta, tappo apparentemente integro sotto la capsula, ma appena vi pianto il cercine, ne esce una goccia di liquido. Mi preparo ad usare il cavatappi a lamelle, però il tappo mi segue e riesco ad estrarlo a mano. Quantomeno, non ha odori preoccupanti. Lo é invece appena nel colore, in un mix di oro, ambra, ruggine e arancio. Il profumo ha un attimo di assestamento, come per abituarsi bene all'ossigeno, poi inizia a danzare fra la terra e i suoi frutti. Gioca con resina, tartufo, humus e un nitido tabacco, rimbalza di piccoli frutti rossi, biscotto al miele e prugna Regina Claudia. In bocca parte subito con un'acidità sferzante, non c'é il minimo accenno di zuccheri residui, anche gli aromi vogliono qualche minuto per cominciare a venir fuori, così come la trama tannica, poi evidente, matura, affascinante. Il rapporto con l'aria é splendido, con la temperatura anche meglio, lasciarlo nel bicchiere lo addolcisce. Bottiglia colta al volo, arrivata a Noi dopo quasi 30 anni, forse miglior vino della serata.


🍷Carl Schmitt-Wagner - Mosel-Saar-Ruwen Longuicher Herrenberg Riesling qualitatswein 1977


L'etichetta non é originale, di sicuro é una stampa recente messa su bottiglie ritrovate in cantina, anche la gemella che avevo io era così, quanto alcol avesse rimane quindi un mistero, di cui tutto sommato ci importa poco. Il colore invece fa scendere una lacrimuccia tanto é bello, quasi ancora non si libera della sfumatura verdolina. Il tappo, sbriciolatosi nell'apertura, ha fatto il suo mestiere fino alla fine, difendendolo strenuamente dal tempo. Tuttavia il bicchiere fa davvero fatica a liberare gli aromi. All'inizio sono soffusi, promettono eleganza, sfodera qualche minuto di gloria, con Noi a coccolarlo e a fare il tifo per Lui, poi però cede, e note leggermente ammuffite lo avvolgono. In bocca le sensazioni sono integre, l'acidità é al suo posto, la dolcezza non é invasiva, tuttavia l'aromaticità, che in vini dal corpo esile come questo sostengono, anzi sostituiscono, la struttura, non é sufficiente. E' una bevuta di 40 anni, quindi la accogliamo con grande piacere e favore, però ormai molto sfibrata, tranne nel colore. Il contrario del precedente, sono le magie del Riesling.


🍷 Ancarani – Vino Rosso da uve stramature (12%)


Siamo ormai alla fine, confortando i sensi affaticati con una fantastica Torta alla Frutta di Gino Fabbri, e arriva questo vino da dessert da uve Centesimino. Scurissimo e vivace come il sangue, dai profumi un po' arruffati ma un sorso gustoso e lineare. Le geometrie di zuccheri, alcol, tannini, acidità, corpo formano un poligono aureo, diventa un nettare succoso, quasi leggero, saporito di mora e mirtillo, che sposa il dolce in modo perfetto. E la bocca finalmente si rilassa.


E poi qualche altra foto sparsa, cose mangiate, colori, ecc...




Appuntamento a settembre, per la “Borgognata post-vacanza” confronto stagnolato di vini di Borgogna e vini fatti con stile Borgognone... e vediamo se ci prendiamo.

sabato 23 luglio 2016

Binon-Coquard - Champagne Brut BdN 2006

100% Pinot Noir - 12%


Pulizia, linearità, purezza... su questi valori ce la si può giocare con i migliori di altre 300 milioni di bottiglie, anche se si é un piccolo produttore con neanche 7ha nell'Aube.

Binon-Coquard, un Blanc de Noirs da Pinot Noir in purezza millesimato 2006, con un'esecuzione magistrale da grande maison, pur rimanendo nella dimensione dell'artigianalità.

Ha colore paglierino intenso e un profumo dolce e suadente, immediato di miele d'acacia e pera matura, fragrante di brioche dolce.

Tuttavia, nel giro di qualche secondo, un nuovo protagonista guadagna la scena, sotto forma della splendida pesca percocca condita di cannella che riempie di fascino uno straordinario Champagne sempre dall'Aube... il Brut Polisy di André Beaufort.

Confronto azzardato che sfido a smentire...

Sorso cesellato, minerale, fragrante di lieviti maturi, freschezza e parti morbide sono in grande armonia.

Anche in bocca l'esecuzione é magistrale, forse non ha un'estensione aromatica immensa, ma il gusto di pane grigliato e imburrato, la prugna goccia d'oro, il polline e il fiore giallo, sono incisi da una mano di artista.

Solletica e chiude senza un millimetro di sbavatura... gran bottiglia.

Dalla sola parcella "Les Vaucelles" a Spoy




Dal talent scout Alessandro Zanini, che vanta ormai 1027 tentativi di imitazione, ma di zan-zan ce n'é solo uno.

Hofkellerei Willi & Gerlinde Walch - Vino rosato “Rotkehlchen”

100% Gewürztraminer - 14%


Famolo strano... Hofkellerei Willi & Gerlinde Walch “Rotkehlchen” da tradurre in “Pettirosso”, altro non é che un particolare Gewürztraminer vinificato in rosato !!!

Il consiglio viene da Armin e da Daniele, la curiosità é tutta mia che amo tantissimo questo vitigno dai profumi affascinanti.

La cantina é di proprietà di uno dei rami della famiglia Walch di Termeno, con una gestione ormai da decenni del tutto indipendente.

Il colore é un ramato bellissimo, come quello dei capelli della figlia Ingun, che mi ha accolto con un gran sorriso al punto vendita della cantina, mentre ero come al solito in super fretta. 

Appena il tempo per raccontarmi la fatica e la cura spesa dal padre Willi per mettere a punto la tecnica di vinificazione in rosato del Gewürztraminer, capace di produrre colori orrendi, se l'estrazione del colore non é perfetta. 

Mi vengono in mente i colori dei mosti di Armin...

Giusto rendere merito a questi sforzi con il nome di "Pettirosso", giusto esaltarlo con una bottiglia trasparente.

La vinificazione in rosato porta ad un'aromaticità meno esplosiva, declinata più in arancio, mandarino e salvia. 

La parte del Gewürztraminer rimane nella pesca matura e dolce, mentre la rosa é più bianca che gialla, cannella e chiodo di garofano ci sono comunque, ciliegia e ribes sotto forma di frutto croccante.

Il DNA del vitigno viene fuori in bocca, dove il sorso é morbido, caldo e avvolgente, con anche un leggero tannino, quasi da tè e tisana. Termina con lunghezza corretta in un finale ammandorlato, asciugato dall'alcol. 

Tornando al bicchiere, in questo naso dal fascino tropicale, al coro fruttato si é unito anche il chinotto.




Un vino che avrei volentieri abbinato al Risotto alla Pescatora di Carlo Alberto, sarebbe stata una cosa fantastica, famolo strano... abbiniamolo strano...

domenica 17 luglio 2016

Carpi 14 luglio 2016 Ristorante “Il 25” - Pommard, Racconto Monografico di Francesco Falcone

Ce ne fossero di serate così, in cui non é protagonista il singolo vino, non c'é la bottiglia per cui ti spaccheresti la testa a craniate contro il muro, ma invece te ne vai a casa con la convinzione di avere, straordinariamente, colto l'essenza di un terroir.


E la comprensione é nitida, pur senza esserci mai stato, vedi la cartina, le altimetrie, le esposizioni, i venti, i terreni che diventano tratti caratteristici del vino, profumi, aromi e sensazioni.

Pommard... una enorme “combe”, aperta a Ovest, presa di infilata da correnti d'aria che scolpiscono gradienti di temperatura, il fiume che ha sparso nei millenni minerali diversi lungo tutto il territorio comunale, creando differenze limitrofe e ripetizioni distanti... tutte queste cose le abbiamo sentite... nei vini.


Forse ho anche capito perché a Pommard non ci sono ancora Grand Cru. Le verticali dei due climat candidati a diventarlo hanno fatto vedere che bottiglie eccezionali ci sono, eccome se ci sono, ma non sistematicamente, arrivano solo se una buona annata esalta il climat.

Ma una parte del fascino di Pommard é proprio questo, il suo terroir complicato e per nulla scontato, un'immagine che molti generalizzano in vini sfacciati e potenti, per poi trovarsi davanti ad una bottiglia che viene dal versante che volge a Beaune, sottile e raffinata come un Musigny.

Probabilmente la serata in cui ho imparato di più, grazie a Francesco, come sempre... e un ringraziamento dovuto va anche ai ragazzi de “Il 25”, che ci accoglie ormai come una seconda casa e ci sopporta fino a tardi, nella loro bellissima sala degustazione.

Come sempre tutte le bottiglia sono state servite coperte, in gruppi, svelandole e discutendone alla fine di ognuno.

Aperitivo in giardino, bollicine sparse
Cantina della Volta, VSQ Brut BdN 2012 – 86pt
Lo Sparviere, Franciacorta Extra Brut n.m. - 83/84pt
Marco Carpineti, VSQ Extra Brut Kius 2012 – 84/85pt

Vin de bouche
Kurtasch, Südtirol Blauburgunder 2015 – 83pt
Pertinello, Forlì Pinot Nero 2012 – 82pt
Girlan, Südtirol Blauburgunder “Trattmann Mazon” 2013 – 86/87pt
Domaine Lejeune, Bourgogne 2014 – 85/86pt

Pommard Village in ordine sparso
Catherine & Claude Maréchal, Pommard La Chanière 2013 – 85/86pt
Vaudoisey-Creusefond, Pommard Croix Blanche 2013 – 86/87pt

Panoramica dei migliori 1er Cru di Pommard
Louis Latour, Pommard 1er Cru Épenots 2010 – 88/89pt
Domaine De Courcel, Pommard 1er Cru Grand Clos des Épenots 2013 – 88pt (qui x svista)
Domaine Joseph Voillot, Pommard 1er Cru Les Pèzerolles 2014 – 88pt
Domaine de Montille, Pommard 1er Cru Les Rugiens-Bas 2012 – 91pt
Comte Armand, Pommard 1er Cru Clos des Épeneaux Monopole 2013 – 87pt

Verticale del Domaine Marquis D'Angerville, Pommard Combes Dessus
Domaine Marquis D'Angerville, Pommard Combes Dessus 2008 – 87/88pt
Domaine Marquis D'Angerville, Pommard Combes Dessus 2007 – 86/87pt
Domaine Marquis D'Angerville, Pommard Combes Dessus 2006 – 88pt
Domaine Marquis D'Angerville, Pommard Combes Dessus 2009 – 90pt
Domaine Marquis D'Angerville, Pommard 1er Cur Combes Dessus 2013 – 92pt
Domaine De Courcel, Pommard 1er Cru Les Rugiens 2001 – 86/87pt (togliamoci il pensiero)

Verticale del Domaine De Courcel, Pommard 1er Cru Grand Clos des Épenots
Domaine De Courcel, Pommard 1er Cru Grand Clos des Épenots 2004 – n.g.
Domaine De Courcel, Pommard 1er Cru Grand Clos des Épenots 2011- 86pt
Domaine De Courcel, Pommard 1er Cru Grand Clos des Épenots 2003 – 89/90pt
Domaine De Courcel, Pommard 1er Cru Grand Clos des Épenots 2006 – 89pt
Domaine De Courcel, Pommard 1er Cru Grand Clos des Épenots 2007 – 90pt
Domaine De Courcel, Pommard 1er Cru Grand Clos des Épenots 2001 – 91pt
Domaine De Courcel, Pommard 1er Cru Grand Clos des Épenots 1999 – 94pt

Abbiamo cominciato con l'Aperitivo in giardino, in cui mi ha fatto piacere trovare in crescita il nuovo BdN di Cantina della Volta, che ho riconosciuto, con una buona dose di fortuna sfacciata, dalla descrizione di una cara amica.

Nei Vin de bouche una conferma dello straordinario Trattmann 2013 che ancora una volta porta i Blauburgunder a giocarsela alla pari con village di rango della Borgogna. Questa Riserva é ormai un riferimento in Alto Adige e per tutta Italia di conseguenza.

Fra tutti i Pommard fuori dalle verticali mi é piaciuto tantissimo il Les Rugiens-Bas della maison de negoce dei De Montille, la bottiglia di sicuro più completa ed espressa. Tuttavia in prospettiva, fra 10 anni, vorrei avere in cantina il Grand Clos des Épenots 2013 di De Courcel già grandissimo al naso, dove sistemarsi in bocca. La bottiglia é finita per errore nel punto sbagliato delle sequenza.

Coup de Coeur della serie “i vini che mi posso permettere”, il Pommard Croix Blanche 2013 del Domaine Vaudoisey-Creusefond, bottiglia completa e godibilissima già ora. Si trova online a meno di 30 euro.

Infine le 2 verticali, il Combes Dessus del Marquis D'Angerville, Prémier Cru non rivendicato fino al 2011, perché le piante ritenute ancora troppo giovani e non all'altezza... e in effetti il 1er Cru 2013 si é dimostrato uno dei migliori della serata. In ogni caso, insieme ai fratelli, tutti quanti ad affermare come il versante di Volnay, dia in effetti vini più potenti ed austeri.

E al contrario, il Grand Clos des Épenots di De Courcel, verso Beaune ostenta immediata raffinatezza, eleganza, in una sequenza con i voti più uniformi ed alti, fino al magnifico 1999, per distacco il miglior vino della serata.

Riporto infine una frase di Francesco, in calce al fascicolo che ci ha lasciato:
Saper guardare il disegno opaco e misterioso di un grande Borgogna è indispensabile per ammirare le stranezze là fuori, gli alberi aitanti, monumentali, le viti storte e minuscole, il cielo grigio da tempesta, il terreno rosso di minerali. In tal senso, Pommard è un vino emblematico, è il Pinot Nero più controverso, è la Borgogna da cui cominciare”. [Francesco Falcone]


Aperitivo in giardino, bollicine sparse

Cantina della Volta, VSQ Brut BdN 2012 – 86pt


Chiarissimo e appena verdolino, profuma di mare e di ostriche, poi pesca sciroppata. Sorso di buona sapidità e freschezza, chiusura di grande pulizia. Forse non ha grande estensione aromatica, ma il finale fresco-sapido é quello che mi piace. Speziato a bicchiere vuoto

Lo Sparviere, Franciacorta Extra Brut n.m. - 83/84pt


Gran bel colore, in paglierino pieno, ha ricordi di cannella e frutti rossi, nocciola e fetta biscottata. Bocca dolce, particolare, ha aroma di caramella al tamarindo e chiude amaricante, meglio al naso.

Marco Carpineti, VSQ Extra Brut Kius 2012 – 84/85pt


Rosato arancione, ha naso di mandarino, arancio amaro, tabacco. Sorso interessante, inconsueto, ha volume e freschezza, chiude speziatissimo di agrumi canditi. Spumante non raffinato, ma fatto bene. E' da Nero Buono di Cori in purezza.


Vin de bouche

Kurtasch, Südtirol Blauburgunder 2015 – 83pt


Colore bellissimo, un gioiello di luce. Vellutato, floreale e speziato leggero, rosa, garofano, tostatura, geranio, addirittura fiori gialli. Sorso delicato, vinoso, dal tannino sfumato, mi ricorda quasi una Schiava, di sicuro é Alto Adide, ha il finale aromatizzato di violetta. Le vigne sono a Gleno, quasi a 700m di altezza.

Pertinello, Forlì Pinot Nero 2012 – 82pt


Rosso scuro e intenso di massa colorante, austero, dai profumi terrosi, cenere, spezie grigie, un naso cimiteriale. Bocca succosa, il tannino si fa sentire, un po' asciugante, ha un gusto di ferro e terra rossa, vien fuori una parte eterea. Ha carattere, questo sacrifica in parte la finezza. Coltivato a 350m, su sabbia.

Girlan, Südtirol Blauburgunder “Trattmann Mazon” 2013 – 86/87pt


Magnifico rubino, con orlo appena granato, di una evidente vivacità giovanile. Profuma di ferro, sangue, sottobosco, la foglia secca é elegantissima, legno spaccato, arriverò dopo il tartufo. Il sorso ha un attacco dolce, poi entra l'aroma di arancio e mandarino, si distende lungamente, fino diventare sottile sottile, senza rompersi. Veramente elegante, il secondo bicchiere versato, chiude di lampone e melograno.

Domaine Lejeune, Bourgogne 2014 – 85/86pt


Rubino chiarissimo e puro. La violetta arriva subito alle narici, in un profilo delicato che comprende anche ciliegia matura e un passaggio di fumo. Bocca tirata, ha la freschezza di frutta croccante, lunghezza ma non maturità. Tabacco a bicchiere vuoto.


Pommard Village in ordine sparso

Catherine & Claude Maréchal, Pommard La Chanière 2013 – 85/86pt


Rubino pulsante, quasi color sangue. Naso di arancio, cannella, ferro e scheggia di pietra, sereno, con un tocco gentilissimo del legno. Sorso fresco, ma soprattutto salato, con un tannino ancora un po' ruvido, finale di chinotto e corteccia.

Vaudoisey-Creusefond, Pommard Croix Blanche 2013 – 86/87pt


Bellissima trasparenza di rubilo brillante, quasi avesse luce propria. Naso in parte terroso, con i ricordi del legno presenti ma non invadenti, sottesi da un frutto rosso nitido. Poi humus, a dargli un piacevole tocco esotico, e infine arancio. La bocca é cesellata, briosa, ematica, fresca di mandarino, dal tannino già levigato. Lunghezza più che convincente, lascia un aroma di ribes incantevole.


Panoramica dei migliori 1er Cru di Pommard

Louis Latour, Pommard 1er Cru Épenots 2010 – 88/89pt


Quasi completamente granato, austero nei profumi, speziato, poi tostatura di legno e nel sottofondo agrumato di arancio, mirtillo maturo e sottobosco. Elegante in bocca, dolce, rotondo, trasmette anche con un certo calore. E' saporito, ha morbidezza e una bella succosità, con un tannino perfettamente maturo, finale di tamarindo.

Domaine De Courcel, Pommard 1er Cru Grand Clos des Épenots 2013 – 87/88pt (svista)


Per svista finisce in questo punto della sequenza, ed é chiarissimo, trasparente, dal colore austero. Naso che esordisce con la violetta, e questo mi conquista subito, poi un frutto, piccolo e rosso, nitido, centrato, dalla vena vegetale che si focalizza in erba aromatica e si rinnova in incenso. Ad un naso grandissimo si contrappone un sorso tirato e scontroso, dall'acidità che é ancora decisamente troppo sopra alle righe, diventa metallica e ha finale piccante. E' l'irrequietezza delle bottiglie con un futuro immenso, per ora mostra metà del suo valore, fra 10 anni spaccherà il mondo.

Domaine Joseph Voillot, Pommard 1er Cru Les Pèzerolles 2014 – 88pt


Rubino vivacissimo, di una sfumatura magnifica, ha profumi vellutati, carnosi nel frutto, floreali di viola mammola, fruttati di mirtillo surmaturo. Bocca piena, succosa e morbida, calda e avvolgente, tannino importante e aromaticità ben matura. Questo invece é da bere già ora.

Domaine de Montille, Pommard 1er Cru Les Rugiens-bas 2012 – 91pt


Colore ricco, denso, quasi un rubino pieno con appena una concessione all'orlo granato. Naso autunnale, e manifestamente ampio, balsamico di incenso, eucalipto, oli essenziali, carne arrostita, carbonella, pepe nero, arancio candito, grafite, pesca e menta. Finora non abbiamo sentito nulla di simile... Il sorso é appagante, siamo saliti di un gradino, tannino perfetto, ma si sente che non ha ancora espresso a pieno il suo potenziale, aspetta il tempo per scatenare i cavalli che ha sotto, sopratutto nella lunghezza, su cui cede solo di un soffio. Chiusura asciutta, per me bella bottiglia.

Comte Armand, Pommard 1er Cru Clos des Épeneaux Monopole 2013 – 87pt


Granato e rubino si fondono insieme, per un bicchiere dai profumi delicati e fini, giovanili di fragola, lampone, ciliegia, agrumi rossi e felce di bosco. Bocca dolce e un pò contratta, sa di pera e frutto succoso, tuttavia si svuota con un filo di fretta. Siamo abituati fin troppo bene... A bicchiere vuoto vira su miele e arancio.


Verticale del Domaine Marquis D'Angerville, Pommard Combes Dessus

Domaine Marquis D'Angerville, Pommard Combes Dessus 2008 – 87/88pt


Quasi un completo granato, trasparentissimo. Profuma di creme caramel, castagna, marmellata di mora, ha un disegno autunnale, confermato da soffi eterei e tartufati. Sorso con saporosità di mela cotogna, morbido, dal tannino smussato, con fin anche un certo volume. A bicchiere vuoto viene fuori una nota balsamica.

Domaine Marquis D'Angerville, Pommard Combes Dessus 2007 – 86/87pt


Intermedio fra rubino e granato, ha un naso vanigliato, poi legno secco, gelatina di lampone, erbe amare e ricordi torbati. Bocca di impatto, che cede in finezza, si sente l'alcol é appena amaricante, dal tannino non rifinito e lunghezza intermedio. Medicinale a bicchiere vuoto.

Domaine Marquis D'Angerville, Pommard Combes Dessus 2006 – 88pt


Vivissimo nell'aspetto, il colore é un rubino denso, sfumato in granato nell'unghia. Sentori di cenere, balsamicità, grafite, mineralità grigia, fragola matura, terra polverosa cotta dal sole. Sorso pieno, dal tannino maturo con chiusura senza sbavature in frutto dolce e prugna in maturazione. Lascia aromi di menta, che accompagnano a lungo.

Domaine Marquis D'Angerville, Pommard Combes Dessus 2009 – 90pt


Lampi di rubino, che appena regalano un'occhiata fugace di granato. Naso esotico, di inconsueti banana, melone e mango, torna sui binari normali con gelatina di fragola, sughi d'uva, che danno un'idea di straordinaria vinosità. Sorso brioso, vivacissimo, fresco come succo di mora e mirtillo, si distende in lunghezza con tessitura di gran classe, vellutata e vanigliata, congedandosi con aromi di erbe aromatiche.

Domaine Marquis D'Angerville, Pommard 1er Cur Combes Dessus 2013 – 92pt


Lampi porpora increspano un lago rubino, dalla importante densità di colore. Profumi raffinati, marini, salati, jodati, dal frutto piccolo e nero in perfetto maturazione, infine la speziatura di corteccia, resina e dolce cannella. In bocca ha ingresso dal frutto maturo e dolce, ma sotto si agita una freschezza agrumata di mandarino e melograno, accompagnata da un tannino che non ha spigoli. Al centro é sapido, sui laterali é fruttato, un altro gran bel vino, da tenere a memoria.

Domaine De Courcel, Pommard 1er Cru Les Rugiens 2001 – 86/87pt (togliamoci il pensiero)


Fuori dalla sua originale collocazione in sequenza, ce lo giochiamo fra le due verticali. Ormai quasi granato, mantiene una bella trasparenza, seppur non vivacissima. Naso avvolto nel fumo, minerale, un ricordo di caramella, sottobosco, legno antico, un accenno di idrocarburi. Bocca morbida, l'alcol si sente un filo più del necessario e sulla freschezza ha ceduto molto. Aristocratico, ma sulla via della discesa, ha finale sciropposo con aromi di tisana. A bicchiere vuoto focalizza la caramella alle erbe di montagna.


Verticale del Domaine De Courcel, Pommard 1er Cru Grand Clos des Épenots

Domaine De Courcel, Pommard 1er Cru Grand Clos des Épenots 2004 – n.g.


Mattonato, non perfettamente limpido, con sentore di polvere da sparo, ozono, carne alla griglia, bachelite scaldata, lacca, terra smossa, toni sulfurei. Bocca scompostissima, tirata, pungente di acetone e ferro caldo... bottiglia che ha ceduto, non giudicabile.

Domaine De Courcel, Pommard 1er Cru Grand Clos des Épenots 2011- 86pt


Rubino sfumato di granato, dall'ottima trasparenza e un sussurro di vivacità. Naso più a fuoco, senza tuttavia staccarsi del tutto da ricordi in parte medicinali e in parte vegetali. All'assaggio é già più definito, con una bella spinta tannica, manca tuttavia di distensione, risulta asciugante e appena crudo. Ha grande acidità e gli manca maturità, figlio di un'annata non riuscita a pieno. Uno degli esempi che dimostrano come la promozione a Grand Cru di questo climat non sia così scontata.

Domaine De Courcel, Pommard 1er Cru Grand Clos des Épenots 2003 – 89/90pt



Vivace tonalità fra il rubino e il granato. Profuma di velluto e vaniglia, spezie, pepe verde, cannella e carruba. Rotondo all'assaggio, pieno, centrale, un gran equilibrio, una nitida impressione aromatica di piccolo frutto nero e un tannino che esprime maturità. Cenere e fumo a bicchiere vuoto, alle soglie dell'eccellenza.

Domaine De Courcel, Pommard 1er Cru Grand Clos des Épenots 2006 – 89pt


Granato pieno dai contorni aranciati. Naso cimiteriale di tartufo, fungo, idrocarburo, stranissima pesca sciroppata, pietra focaia, legno di sandalo, speziatura di coriandolo. Bocca aggraziata, rotonda ma che mantiene tuttavia freschezza, golosa di caramella allo zucchero, aromaticamente lungo di essenza alla genziana. Quasi al limite, ma ancora sulla traccia, giusto averlo bevuto ora.

Domaine De Courcel, Pommard 1er Cru Grand Clos des Épenots 2007 – 90pt


Rubino scuro e profondo, dall'orlo appena granato. Ha naso pepato e terroso, speziatissimo, il frutto é amarena e ciliegia sotto spirito, mineralità espressa come polvere da sparo. Il sorso invece é sereno, aromatico di zucchero bruciato e piccole bacche appena mature, tannino di qualità, un alcol leggero che riscalda appena il cavo orale. Bella la persistenza. Curiosamente, l'anno scorso, alla stessa bottiglia, ho assegnato il medesimo punteggio... eh beh, sono i casi della vita, non sono certo così bravo.

Domaine De Courcel, Pommard 1er Cru Grand Clos des Épenots 2001 – 91pt


Appena un riflesso rubino su una matrice ormai completamente granato. Delicato nei profumi, che sanno di terra rossa, fiori appassiti, humus, legno di cedro e uno straordinario cocomero, come quello dei grandi Barolo. Aristocratico in modo evidente. Bocca succosa, fruttata, dinamica, fresca e ricca di agrumi spremuto, con quell'aroma da paesaggio autunnale nebbioso in un piccolo paese dalla case in sasso. Ha retto magnificamente, bellissima bottiglia.

Domaine De Courcel, Pommard 1er Cru Grand Clos des Épenots 1999 – 94pt


Vivace, scattante, fatica addirittura a trovare il granato in questo piccolo lago vermiglio dalle acque lucenti che riflettono il sole del mattino. Naso raffinato, dalle 1000 sfumature lievi e delicate, in cui si distinguono nettamente violetta, melograno, zucchero filato, marmellata di ciliegie, zigulì alla fragola e tante spezie dolci, dalla cannella, al cardamomo, alla carruba. Sorso rotondo, lunghissimo e profondo, centrato sulla polpa di un frutto rosso carnoso, budino al lampone, gelatina zuccherosa di mirtillo. Tannino sublimato e persistenza eterna di mineralità nera. Bottiglia della serata.