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lunedì 30 dicembre 2013

Tenuta Pacherhof – AA Valle d'Isarco Kerner 2012

100% Kerner – 13.5%


Mi fa pensare ad una lama di giacchio, freddo e trasparente, gocciola lungo le pareti del bicchiere, sembra proprio che pianga.

Dal calice salgono profumi di ortica, felce, salvia e appena lievi ricordi di Riesling giovane, il suo nobile genitore.

Pesca bianca, ananas sciroppato, acacia, verbena, tarassaco e tanti altri fiori gialli.

Un delizioso mix fruttato e fragrante.

Al gusto una punta di consistenza e grassezza che dura solo un attimo, é giovane e rincorre la perfetta amalgama delle sensazioni, poi salato.

Raggiunge il limite del piccante, prima che la freschezza ne fermi la salita, e allora diventa succo, succo e ancora succo.

Il gusto dell'uva.

Rinfrescante, elegante, lontano dalla eccessiva morbidezza di altri Kerner, aiutato dalla posizione geografica e da un'annata che si annuncia molto buona.

Lascia, dopo tanti secondi, una bocca con un bellissimo aroma di caramella alla menta.

Almeno 86 punti, ma in prospettiva a crescere nel giro di qualche mese.

Consigliato dal proprietario durante la visita in cantina: aveva proprio ragione.

Pagato, appunto in cantina, 10.6 Euro.

Di quelli che ho preso da Pacherhof é quello che é costato meno, e quello che mi ha dato maggior soddisfazione.




sabato 28 dicembre 2013

J. Hofstätter – SüdTirol Pinot Bianco "Barthenau Vigna San Michele" 2009

100% Pinot Bianco – 13.5%


Ero un pò preoccupato, ma i timori se ne sono subito andati.

Un vino che non conoscevo, non avevo idea se fosse o meno longevo, con ormai diversi anni alle spalle.

Uno dei pochi bianchi prodotti a Mazzon.

Ho sempre pensato che essendo Pinot Nero e Pinot Bianco vini "fratelli", dove viene bene il primo, viene per forza bene anche l'altro.

Anche se il Pinot Bianco in genere é meno esigente, infatti gli Hofstätter lo coltivano nelle vigne più alte dell'altopiano, lasciando al Pinot Nero la parte più bassa del cru Barthenau.

Il colore toglie ogni dubbio, giovane, pallido nonostante la lunga sosta in legno, per altro grande.

Sulla superficie, portando il bicchiere in piena luce, si colgono sfumature colorate molto particolari, che sembrano quelle dell'arcobaleno.

Ricco di materia, ruota lentamente nel bicchiere e risale profondamente il calice.

Profumi penetranti di fiori gialli, albicocca e frutta gialla matura, polline, miele e propoli.

Appena mentolato, giusto un timido ricordo.

In bocca é salato, morbido e riscaldante, facendolo scorrere fra lingua e palato si percepisce in modo nitido la sua ricchezza e il suo spessore.

Ha un gusto quasi speziato, con quel ricordo di noce moscata che é un marchio distintivo dei Pinot Bianco dell'Alto Adige che invece, nei profumi, mi era sfuggita.

Lo completa un elegante aroma di erbe di montagna essiccate.

Nel frattempo, tornando al calice, i profumi sono diventati più freschi e mi fanno d'istinto pensare al succo di pesca.

Nel complesso, una versione aristocratica di Pinot Bianco, come si addice alla nobiltà austera della famiglia Hofstätter.

Ma non per questo, meno disponibili di altri quando, come mi é capitato, ci si rivolge a loro per chiedere informazioni.

Per certi versi anche piuttosto distante da altri Pinot Bianco dell'Alto Adige, ma pur sempre un bel vino.

Merita almeno 86 punti.

Acquistato per 15 Euro nella mia Enoteca d'estate a Fié dello Sciliar.

(foto trovata in Internet, originali perse causa crash del telefonino)



giovedì 26 dicembre 2013

Az.Agr. Monterossa – Franciacorta Brut "Cabochon" 2008

70% Chardonnay, 30% Pinot Nero – 12.5%


Colore giovane, perlage abbondante e irruento, formato da bollicine finissime che cercano la loro strada verso la superficie in catenelle veloci e contorte.

Questo e la forma del tappo, a pochi minuti dall'apertura, tradiscono una sboccatura recente.

Il crash del telefonino mi ha fatto perdere le foto che di solito faccio alle etichette come pro-memoria, e non ricordo se la data fosse riportata.

Comunque, 7 mesi di preparazione del vino base e i 40 mesi sui lieviti dichiarati, si arriva come minimo ad autunno 2012.

Nei profumi emerge il rosso, in parte di fiori, ma sopratutto di frutta... ciliegia e di prugna, decisamente mature, al limite del candito.

Una delicata sensazione di crema pasticciera di sottofondo, cipria e nocciola.

Infine emerge una nota salmastra, più che evidente.

Sembra che sia dominato dalla percentuale minoritaria di Pinot Nero, amplificata dal passaggio in legno della cuvée, ma ascoltandolo con attenzione viene fuori anche lo Chardonnay.

Al gusto dimostra coerenza.

La bollicina irruente e frenetica vista nel bicchiere diventa appena, e aggiungerei piacevolmente, pungente in bocca.

Ci sta, é uno spumante ancora giovane.

Anche nel sapore si conferma l'impressione di frutta rossa e una iniziale, grande sapidità, che si spinge molto in alto.

Per trovargli un limite, bisogna aspettare che la temperatura salga appena.

Il dosaggio si sente subito... su questo punto in Franciacorta non ce la possono proprio fare, é più forte di loro.

Fintanto che é ben fresco, é quello che serve per tenere a bada la grande sapidità, ma appena si scalda...

Comunque la soluzione é semplice, lo si serve ben freddo e lo si beve subito.

Ho provato a chiedere all'Azienda la percentuale degli zuccheri residui, mi hanno cortesemente risposto mandandomi la stessa scheda infomativa disponibile sul sito, ma senza il dato che avevo chiesto...

Rimarrà un mistero.

Avevo chiesto anche un parere sulle annate, e hanno preferito non sbilanciarsi.

Questo 2008 mi sembra comunque un'annata decisamente ben riuscita, direi che si possa fermare appena sotto alla soglia dell'eccellenza.

Diciamo 88 punti.

Dopo il primo calice, il tempo di trascrivere le impressioni, ho l'abitudine di fare un secondo assaggio.

Le bollicine sono ancora lì, sempre finissime, e la natura agrumata dello Chardonnay é più facile da cogliere, sotto forma del profumo della scorza di limone ben maturo.

Forse non ha un'estrema complessità al naso, ma, appena versato. l'eleganza del sorso é evidente.

Non ho idea del prezzo, questa bottiglia é un regalo, ma in Internet si trova sui 30-32 Euro e per giri strani (intendo occasioni...) anche a meno.

La cosa particolare, come accade per gli spumanti Ferrari, é che in cantina non costa meno.




martedì 24 dicembre 2013

Weingut Garlider – Mittenberg IGT Veltliner 2011

100% Veltliner – 13.5%


Ho confrontato gli appunti della degustazione dell'annata 2011, con quella già pubblicata del 2010.

Almeno nei profumi, sarebbe stata una fotocopia.

Un discorso diverso invece al gusto.

Più morbido, rotondo, avvolgente il 2011, sempre dal sapore e aromi di roccia, ma che invoglia meno alla beva.

Negli assaggi degli ultimi 2 anni anni di questa cantina, mi é sembrato un pò il filo conduttore.

La ricerca di una maturità in gioventù che mi é parso sia diventata eccessiva.

Non gli darei più di 84 punti, per 12.4 Euro la bottiglia.

Qualche punto e qualche decimo di Euro in meno rispetto alla meravigliosa annata 2010.

Ci stanno...




Weingut Falkenstein – AA Val Venosta Riesling 2011

100% Riesling – 13%


Tappo a vite Stelvin+, con il logo della FIVI, bello, elegante e pieno di significati.

Il colore non ha la minima sfumatura di giallo, é un verdolino perfetto.

Mi lascia stupito nella ricchezza.

Mentre ruota nel calice risale le pareti in altezza e quando lo blocco si ferma quasi subito.

C'é sicuramente della materia.

Nei profumi, comincia quasi su un'unica nota, quella degli idrocarburi.

Poi, a piccoli passi, con qualche minuto all'aria inizia a distendersi ed esce il Riesling giovane con un floreale dolce e avvolgente.

Camomilla, earl grey, tiglio insieme a note muschiate, quasi aromatiche...

Idrocarburi e frutta e fiori freschi diventano complici, si sommano, si impreziosiscono.

Rispetto al calice di Sandbichler di Castel Juval che ho sentito la sera precedente, manca, inevitabilmente, quel soffio di Botrytis...

Avesse avuto anche questo, pur così giovane, sarebbe stato da eccellenza.

Naturalmente ho semplificato, le differenze sono anche altre, a cominciare sopratutto dall'età delle bottiglie.

Al gusto l'ingresso é di classe, in linea con i profumi che aveva già espresso, ma lo sento appena troppo di spessore, glicerico.

Gli manca quella sferzata di acidità che mi sarei aspettato da un Riesling di appena 2 anni.

E' troppo equilibrato, già ora.

Bello, piacevole, ma... alla fine risulta un pò corto o forse, senza voler essere troppo esigenti, solo non lunghissimo.

Conferma la vena non felice del 2011.


Mi fermo a 86 punti, e i 15.4 Euro che l'ho pagato in enoteca non mi sembrano così pochi.



domenica 22 dicembre 2013

Weingut Hofstätter – AA Gewürztraminer "Kolbenhof" ????

100% Gewürztraminer - ??.? %


Una degustazione al bicchiere presso il Wanderhotel Europa a Siusi, quando l'ho visto sulla lavagnetta non ho saputo resistere.

Non ci ho nemmeno provato, a dire il vero... sembra quasi incredibile, ma non lo avevo mai sentito prima.

Ho evitato di chiedere alla cameriera di mostrarmi, per non fare la figura del fanatico (o meglio non far capire che lo sono), quindi non ho idea di quale millesimo sia.

Sul momento non avevo pensato di trascrivere queste note, ma alla fine mi ha colpito, le impressioni sono rimaste, e il notes si é come aperto da solo.

Nel piccolo calice mi é apparso di un bel dorato intenso, con una bella luce vivace.

Profumi dolci, con una bellissima rosa gialla che ormai raramente si trova nei Guwürztraminer, frutta tropicale matura e una aroma di arancia candita che é cresciuto progressivamente nel bicchiere.

Commento di Cristina... sembra un vino da dessert.

Certo, ci può stare...

Anche al gusto l'attacco é dolce, ma é una dolcezza che smette subito di essere la protagonista principale.

Diventa solo uno sfumato retrogusto, immerso in ricordi di litchi, melone maturo e pesca sciroppata.

Veramente particolare, mai sentito un Gewürztraminer che gli somigli...

Con un piatto altrettanto fuori dagli schemi, squilibrato, che abbia ad esempio una grande sapidità, andrebbe alla stragrande.

Mi é piaciuto... strano ma di sicuro nobile.

La bottiglia era sicuramente aperta da qualche giorno, tappata solo con il suo sughero, ma questo non gli toglie i suoi 87 punti.




domenica 15 dicembre 2013

Cantina di Terlano – AA Sauvignon "Winkl" 2012

100% Sauvignon – 13.5%


Ha ancora una decisa sfumatura verdolina, con una bellissima luce di una purezza da pietra preziosa.

Profumi dalle 1000 tonalità, in cui il varietale del vitigno si esprime più con le erbe che non con note verdi.

Menta e timo, ananas, un lieve sbuffo di miele e appena un ricordo di resina.

Il flash che si forma nella mia mente é il bosco di conifere, nel pomeriggio, quando il sole scalda il terreno e gli alberi trasmettendo quei ricordi minerali e balsamici.

Un filo speziato di anice, e il dolce fiore bianco del sambuco.

In bocca ha un'acidità nervosa, elettrica, che trova sostegno nella sapidità da un lato e combatte con una morbidezza glicerica e la forza dell'alcol dall'altro.

Per ora, é la freschezza che prende il sopravvento...

Prima si avverte lo spessore del vino e poi, dopo aver mandato giù il sorso, la bocca rimane asciutta e quasi tirata.

Questo é la sua unica debolezza, manca ancora di amalgama, che gli verrà solo con il tempo, come tutti i grandi vini, che da giovani mostrano già tutte le caratteristiche da cavallo di razza, ma non sono ancora domati.

L'aroma iniziale di caramella alle erbe aromatiche, poi evolve verso gli agrumi e infine chiude al limite del salato.

Per 11.4 Euro bisognerebbe comprane una cassa, metterla in cantina, e cominciare a stappare fra 1 anno.

Winkl da 87 punti, per ora...

A detta della Cantina di Terlano, il migliore Winkl degli ultimi anni.




sabato 14 dicembre 2013

Pfannenstielhof – Südtiroler Blauburgunder 2010

100% Pinot Nero – 14%



Anche questo vino, compagno fedele delle mie estati Alto-Atesine, é stato sacrificato con un bel accompagnamento di carne alla griglia.

E' chiaro che in queste situazioni, la degustazione é un pò distratta, meno attenta di quanto dovrebbe...

Rubino pallido, con bordo dalla sfumatura granato.

Profumi che ricordano la frutta rossa matura, un pò timido, va molto meglio al gusto con bell'equilibrio nonostante l'alcol importante.

Rimane un piacevole aroma di violetta e dimostra una bella struttura.

E' giovane, si deve ancora completare, quindi si ferma ad 82 punti.

Questa é una delle mie piccole-grandi cantine preferite.

Pagato 12.3 Euro all'emporio di bevande di Telfen.


Cantina di St.Maddelna – AA St.Maddalena Classico "Huck am Bach" 2012

90% Schiava, 10% Lagrein – 13%


Premiato, insieme ad altri, come miglior "Santa Maddalena" alla Vernatsch Cup 2013.

Non é stata una degustazione attenta, ha accompagnato la nostra tradizionale grigliata di Ferragosto a Siusi.

Rubino di grande trasparenza, al limite superiore del chiaretto.

Profumi tipici, si trovano subito la ciliegia fresca e la pasta di mandorla che si conferma anche negli aromi di bocca.

Al gusto é piacevole, scorrevole, rinfrescante, poco impegnativo come la Schiava può, e a volte deve, essere.

Per "ben" 6.1 Euro alla Coop di Castelrotto, si merita pienamente i suoi bei 84 punti.


domenica 1 dicembre 2013

Francesco Rinaldi e figli - Barolo Doc 1968

100% Nebbiolo (?) - 13%


Mi piace usare il cavatappi a lamelle, Un tappo secco, con una consistenza granulosa, viene via docile senza far resistenza e senza rompersi.

Una piccola soddisfazione, quella di aver usato bene lo strumento giusto, di aver giudicato bene.


Perchè usato su un tappo non incollato, avrebbe fatto più danni che altro.


Il tappo è piccolo, per metà macchiato di rosso, buon segno... la bottiglia è stata conservata stesa.


E non ha odori strani.


Niente Decanter, decido che o ha tenuto o lo shock della violenta aerazione dopo 40 anni rovinerebbe del tutto ciò che si è conservato.


Nel bicchiere é mattonato al centro con bordo aranciato.


Ha comunque una buona massa colorante e il colore è vivo, per niente cupo.


Forse, forse... Comincio a sperare.


Faccio girare il bicchiere e il vino mi segue pesante e compatto, glicerina ancora ne ha.


Profumi sottili, ma interessanti da seguire con attenzione.


Nessuna riduzione, niente di sgradevole, solo un pò timidi.


Marmellata di arancia, chinotto e terra rossa.


No! Nei profumi non è morto...


Tabacco dolce, sottobosco polveroso, fiori appassiti, ma non di violetta.


Evolve in qualche minuto a frutti più neri raggiungendo la marmellata di mirtillo e china.


Basta... Ora lo assaggio.


Al gusto è... al gusto mi sembra... DOLCE !!!


E' solo un'impressione, ma il primo pensiero è stato quello.


Alcol avvertibile, ma non da 13%, sicuramente nel 1968 hanno arrotondato per eccesso.


Morbido, certamente, ma tannino inavvertibile, freschezza ormai sparita e giusto un'ombra di mineralità.


Praticamente un Barolo che non è più un vino rosso.


Difficile parlare di persistenza, visto che gli aromi sono ormai appena avvertibili.


L'ho trovato strano, ma allo stesso tempo interessante e non privo di fascino.


Inutile parlare di punteggio, lo darei di affetto, ha quasi la mia età.


Tenuto conto dei sui 45 anni, mi verrebbe voglia di stare alto.


E mi chiedo: ad esempio, un Kurni dopo così tanto tempo come potrà mai essere?


A sensazione direi messo molto peggio.


Finirò la bottiglia, per rendere omaggio al 100% al lavoro di quel vignaiolo che nel 1968 ha faticato per mettere in bottiglia il miglior vino possibile.

Un regalo da un collega Sommelier, che ringrazio tanto.