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sabato 31 dicembre 2016

Nusserhof - VdT Weiss "B......." 2013

100% Blaterle - 12%


Storia... il vitigno é il Blatterle, brutto anatroccolo della viticultura dell'Alto Adige, fino a 50 anni or sono la varietà a bacca bianca più coltivata in Valle Isarco, ora strenuamente difeso in piccoli fazzoletti di terra da alcuni produttore e dai Masi contadini.

Storia... il produttore é Heinrich Mayr del Nusserhof, suo padre Josef Mayr-Nusser é martire della fede Cattolica. Reclutato a forza nell'esercito tedesco alla fine della seconda guerra mondiale, venne deportato per aver rifiutato di giurare fedeltà ad Adolf Hitler viste le nefandezze compiute, profondamente contrarie alla sua morale e alla sua fede. Sono ateo, ma queste cose segnano il cuore.

Presente... il Maso Nusser ha resistito all'espansione della città di Bolzano, in periferia, ma praticamente a 10 minuti di buon passo dal centro, Heinrich porta avanti la coltivazione di questo vecchio vitigno, uno fra i pochi rimasti.

La bottiglia consiglia di sentire il vino a 16° in bicchieri da rosso, sono diffidente su questi consigli ma ho voluto provare.

La sciocca burocrazia Italiana che nega ad un vitigno storico della Valle Isarco il nome in etichetta, ha costretto il produttore a ripiegare su una "B" con tanti puntini. Idem per il millesimo, riportato a parte sul retro...

Il giallo è magnifico, giustamente ostentato con un vetro trasparente, dalla densità di colore non comune.

In profumo è inconsueto, strano, affascinante, costringe a cercare profondamente le radici di tale complessità.

Dapprima una speziatura allo stesso tempo dolce e pungente, con miele e pepe, cera d'api e resina, legno e tiglio... poi la parte fruttata di marmellata di albicocche e ananas sciroppato.

In bocca regala una calda accoglienza, quasi un leggero spessore tannino, sapidità e morbidezza sono i protagonisti, con la freschezza solo a supporto complice la temperatura di servizio suggerita.

Una coerente espressione aromatica porta ad una lunga chiusura di garofano, grafite e cedro candito.





Bottiglia che gioca di intensità e particolarità di aromi... la risento volentieri tutte le volte che mi capita, sono veri sorsi di storia.

Domaine Zind Humbrecht, Alsace Grand Cru Brand Riesling 2012

100% Riesling - 13%


Il naso gioca di sottiliezza ed eleganza, rosa bianca e gialla, polline, bastoncino di zucchero, illude quasi a voler nascondere la potenza del sorso.

In bocca un volume che inizia sapido, dalla una spinta aromatica inattesa a portare miele, albicocca disidratata, il segno marcato della Botrytis, quando arriva a focalizzare quasi il frutto rosso.

Il finale è dolce di qualche generoso grammo di zucchero residuo, una morbidezza sottile dopo tanta mineralità e freschezza. La compostezza assoluta in bocca, tutti i gusti stimolati in modo abile.



La maturità dell'uva, una mano da orafo, un vitigno nobile, una gran bottiglia.

lunedì 26 dicembre 2016

Sorprese... - Degustazione BdB Onav 19/12/2016

Degustare alla cieca mette a confronto con i propri gusti, o con quelli che si pensa siano i propri gusti... e a volte capitano delle sorprese.

Agli eventi di Sergio partecipo sempre volentieri, e chiudere l'anno con la bollicina é stato davvero un richiamo troppo invitante. A condurre la serata Daniela Guiducci, che non conoscevo, mi ha colpito per l'impostazione molto tecnica che ha seguito, non per nulla ho poi scoperto essere laureata in enologia.

Tecnica e piacevolmente vivace... nel tentativo di scattarle una bella foto ne ho fatte diverse che ho poi composto in un collage, proprio per rendere l'idea del movimento. Comunque, molto preparata e brava nel mantenere l'attenzione delle persone, con una parte iniziale sulla storia e caratteristiche generali dello Chardonnay.


Della sua espressione come Metodo Classico hanno invece parlato gli spumanti nei bicchieri, con 8 Blanc de Blancs serviti alla cieca in batterie da 4. Sapevamo solo di avere uno Champagne, uno senza solfiti, tutti da soste medio-lunghe sui lieviti e dosaggi bassi.

L'impressione generale é stata “beh se 7 di questi sono Italiani allora non siam messi poi così male”... e son cose che fanno piacere. Fra tutti due bottiglie veramente eccellenti che, una volta scoperti, sorpresa nella sorpresa, si sono rivelate essere della Franciacorta!!!

Miglior spumante della serata il Satén “Museum Release” 2006 di Ricci-Curbastro che coniuga potenza ed eleganza, complessità senza rinunciare alla freschezza, confermando che questo millesimo sulle lunghe soste riesce a regalare cose straordinarie dallo Chardonnay.

Appena dietro, ma forse solo per una questione personale di affinità, il Mirabella ”Elite” prodotto senza solfiti, con in totale meno di 10mg/l di residui, tanto da non dover riportare l'indicazione di presenza in etichetta. Bellissimo nell'accostare sensazioni di gioventù ad evoluzione, in cui lo stile ossidativo é controllato con maestria, conferisce profondità e toni fruttati molto particolari.

Molto buono anche l'inconsueto Blanc de Blancs dell'Oltrepò Pavese prodotto dalla Tenuta Scarpa-Colombi, capace di rendere lo Chardonnay in modo nitido, con toni in parte biscottati, in parte fragranti di fiori e frutti. Uno spumante che gioca di gioventù e ha sfoderato una tenuta all'aria straordinaria.

Mi sarei aspettato di più dal Giulio Ferrari 2004 e dalla Riserva Hausmannhof 2006, soprattutto come espressività. Del primo non sono stupito, fin da prima dell'uscita ufficiale ne ho sentite diverse bottiglie e ho riscontrato una certa variabilità... alcune straordinarie, altre per ora semplicemente molto buone, come questa.

Della Riserva di Haderburg, figlia di un'annata che con il tempo deve assolutamente rendere, penso che lo si debba aspettare, visto che in questo momento la potenza della carbonica domina e lo limita ancora nel gusto.

Interessante il Nature 2010 della Cantina DaVinci di Richard Cavazzuti, che mi ha colpito per una salinità che spiccava sugli altri. Forse perché il vigneto é a Riolo Terme, un terroir decisamente inconsueto per la spumantistica. Ho provato a coccolarlo un po', é uno dei due calici della prima batteria che ho conservato fino alla fine, ma non ha avuto il rapporto con l'ossigeno che speravo.

Nel complesso comunque 8 belle bottiglie, con votazioni comunque alte per il mio classico “braccino corto”. Forse anche il clima Natalizio ha influito, ma in queste degustazioni valgono più le differenze reciproche che non il valore assoluto. E conta il fatto che parecchi di questi spumanti li metterei in cantina...

Tenuta Scarpa-Colombi – VSQ Brut Metodo Classico n.m. - 88pt
Mirabella – Franciacorta “Elite” n.m. - 91pt
Cantina DaVinci – Metodo Classico Blanc de Blancs Nature 2010 – 86/87pt
Cocchi – Alta Langa Brut Bianc’d Bianc 2010 – 85pt
Champagne de la Renaissance – Champagne Brut 1er Cru “Terroir” n.m. - 86/87pt
Haderburg – AA Metodo Classico Riserva Hausmannhof Brut 2006 – 87/88pt
Ricci-Curbastro – Franciacorta Satén Brut “Museum Release” 2006 – 92pt
Ferrari Spumanti – Trento Doc “Giulio Ferrari Riserva del Fondatore” 2004 – 88/89pt



Tenuta Scarpa-Colombi – VSQ Brut Metodo Classico n.m.
13% - Tirage 06/2012, Sboccatura 06/2016
Buona densità di colore, un giallo pieno da caramella, avvolto da mousse abbondante. Profumi intensi e nitidi di nocciole, sfumature tostate, fetta biscottata, agrumi canditi. In bocca ha una bolla minutissima e abbondante, l'attacco é inizialmente appena slegato, dolce sulla punta della lingua, poi parte l'acidità con una bella profondità salina e nel complesso si rasserena tantissimo. Il finale é fruttato, lungo e dalla freschezza vibrante. Il ritorno al naso lo trova arricchito della dolcezza di fiori bianchi. Tenuta all'aria straordinaria, il primo versato non aveva ceduto di un millimetro quando l'ho dovuto sacrificare, con rammarico, per la seconda batteria. 88pt



Mirabella – Franciacorta Extra Brut “Elite” n.m.
12.5% - Sboccatura 07/2015 (non riporta “contiene solfiti”)
Ha la stessa profondità di colore del precedente, ma con qualche sfumatura verdolina. Molto bello il perlage. Naso fruttato di pesca gialla matura, zucchero filato, segue una parte jodata, fin quasi ad essere aromatico di litchi. Si indovina anche un filo elegantissimo di evoluzione, che porta ricordi di uva passa e miele. Sorso rifinito, di mela gialla matura, susina, una bellissima acidità fruttata dolce. La masticazione svela finalmente lo stile ossidativo, condotto con quel controllo che impreziosisce e non compromette. Davvero molto, molto, bello. 91pt




Cantina DaVinci – Metodo Classico Blanc de Blancs Nature 2010
12.5% - Sboccatura 07/2015
Giallo dorato brillante, quasi dalla venatura ramata con perlage ineccepibile. Profumi dolci, soffici, vanigliati, fragranti di pasta lievitata. Bocca salatissima, a dir poco particolare, sembra di percepire una sottile trama tannica, la chiusura é un'esplosione metallica di acidità che esalta ulteriormente la vena sapida... e non mi dispiace per nulla. Avesse un filo di espressione aromatica in più, farebbe un bel salto in avanti. Purtroppo non evolve all'aria come speravo. 86/87pt



Cocchi – Alta Langa Brut Bianc’d Bianc 2010
12.5% - Sboccatura 2016
Al limite del dorato, di grande trasparenza e bollicina raffinata. Naso delicato, dolce, anche in questo si indovina quasi una vena aromatica, un inizio di terziario da cioccolato al latte. Sorso particolare, un filo diluito, una tendenza amarognola da eccesso di mineralità in chiusura. Il ritorno ai profumi aggiunge appena ricordi di frutta tropicale e banana. 85pt



Champagne de la Renaissance – Champagne Brut 1er Cru “Terroir” n.m.
12%
Spuma bianchissima e abbondante, il colore ha tonalità chiare e molto luminose. Naso floreale, dolce di zucchero filato, con una bella espressione minerale. Sorso pieno, con la sensazione di arancio ben maturo, una carbonica cremosa che alla masticazione porta agrumi in confettura e sensazioni jodate. La realizzazione é sopraffina, tuttavia la spinta aromatica non é così convincente. 86/87pt



Haderburg – AA Metodo Classico Riserva Hausmannhof Brut 2006
12.5% - Sboccatura 2016
Colore che gioca fra il ramato e il dorato. Profumi raffinati di camomilla, fruttati di pera matura, sottili in una vena di liquirizia e spezie. Sono tonalità che riprendono amplificate in bocca, dove la carbonica é pungente ed esalta la speziatura di miele e budino alla vaniglia, gli aromi dolci di pesca tabacchiera, sfumature terziarie. Tutto molto sfumato però... Il ritorno al naso porta ora ricordi balsamici di resina e aghi di pino. L'impressione di uno spumante in via di assestamento. 87/88pt



Ricci-Curbastro – Franciacorta Satén Brut “Museum Release” 2006
12.5% - Sboccatura 06/2015
Si presenta nel bicchiere con sfumature di un paglierino luminoso, ricco e pieno. La conferma in un naso estremamente agrumato in fiori e frutti, giovane, che richiama un paesaggio marino, salino e jodato, minerale di sabbia e conchiglie scheggiate. Bocca potente e ugualmente elegante, la masticazione esalta una freschezza vitale di arancia gialla e mandarino. Un filo di liquirizia porta complessità, i ricordi tostati regalati dalla lunga sosta sui lieviti lo completano. Grande bottiglia. 92pt



Giulio Ferrari – Trento Doc Extra Brut “Riserva del Fondatore” 2004
12.5% - Sboccatura 2016
Una sfumatura appena dorata, con un riflesso luminoso da metallo lavorato. Naso di frutta tropicale e pesca gialla, fragrante di biscotto e pasticceria, indubbiamente fine ed elegante. Sorso che inizia agrumato e dalla carbonica potente, evolve poi su lunghissimi toni sapidi, quasi a portare il mare nel bicchiere. Aromaticità finale di nettarina bianca e rosa dello stesso colore. Evidente che sia una bottiglia nobile, ma é come se avesse la potenza aromatica con il freno a mano tirato. 88/89pt







sabato 24 dicembre 2016

Marsa Allah “Porto di Dio” – Heritage Intorcia 14/12/2016

E’ stato come avere la Sicilia in terra Emiliana, per il calore da uomo del Sud di Michele Miceli mentre raccontava le magie del Marsala, nella pacata eleganza di Francesco Intorcia quando, con timidezza aristocratica, ha parlato del suo sogno.
Ma soprattutto nei loro vini…


Hanno portato i riflessi ambrati di terre brune illuminate dal sole, i sapori dolci dei frutti, i ricordi di spezie orientali, i profumi jodati del mare sulla costa spazzato dal vento. Hanno trasmesso il calore di un popolo e della sua storia, hanno offerto il loro cuore...


Del Marsala ho un passato di assaggi sporadici, e comunque tanto rispetto, perché il tentativo di Nordicizzazione che si trova ormai in tanti vini meridionali, non ne ha scalfito la tradizione. E forse nemmeno potrebbe, visto la sua natura é intrinsecamente legata all’ancestralità del metodo con cui viene prodotto.
Un vino e una storia che vogliono ora fortemente rinnovarsi, a cominciare dagli abbinamenti… ne abbiamo avuto, dal vivo, la dimostrazione.
È stato proprio l'accostamento con il cibo che non mi ha lasciato alcun dubbio quando ho visto il programma della degustazione.
Tante volte ho visto cercare l'esagerazione negli “spigoli” del piatto nella speranza che il Marsala potesse andare a prendere tutti i buoi una volta che son già scappati... non funziona così.
Il Marsala ha di per se un suo equilibrio che deve essere rispettato, a seconda dei casi funziona come il sale o lo zucchero da aggiungere ad una preparazione per renderla perfetta.
Quando funziona, come con il crostino con fois gras e cipolla, o quello straordinario con la capasanta, per non parlare del tortino al cioccolato che era già più scontato, diventa una cosa celestiale.


Con l'AIS di Reggio il servizio rasenta sempre la perfezione, sono davvero bravi e questa volta si sono superati, con tanti vini e tanti piatti da servire nei tempi giusti. Da applausi la cucina, che nella serata ha offerto piatti non banali, dalle cotture e temperature sempre eccellenti.
Mi sono divertito un bel po', e ho imparato tanto, soprattutto ad amare...

Marsala Vergine Riserva Secco Vintage 1980


Servito a 16/18°. Ambra con orlo smeraldo. Il primo naso è da negozio di dolciumi, in evidenza pasta lievitata, uvetta, cioccolato al latte, frutta rossa passita, zucchero di canna. A ruota l'erba di montagna, fiori gialli essiccati, liquirizia, infine una sfumatura di carta pergamena. Il sorso è succoso di prugna sciroppata, amaricante, concede alla bocca aromi di fumo e legno antico, finale raffinato. Torbato e con ricordi di corteccia resinosa a bicchiere vuoto.
Abbinato a "Intermezzo di Fico con Parmigiano Reggiano 36 mesi"
Purtroppo non funziona, nel mio caso probabilmente per una sproporzione a favore del fico. Il vino molto secco cozza con la dolcezza del frutto e il sapore vira sul metallico, poi il fico torna fuori prepotente. La bocca rimane lungamente dolce.


Marsala Riserva Superiore Oro Vintage 1980


Ramato chiaro, con ricchezza di materia nel liquido. Profumi finissimi, eleganti di un delicato caramello, cornetto alla crema, rosa gialla, nocciola, torrone e caramella d'orzo. La gioventù viene manifesta dalla forza dell'alcool, a cui occorre prestare attenzione, perché tende a rapire il naso. Bocca posata, serena, quasi sottile e dalla dolcezza che è appena un sussurro. Alla masticazione sprigiona erbe aromatiche e menta piperita. Pura eleganza. Il ritorno ai profumi regala ora vaniglia e Alchermes, zucchero filato a bicchiere vuoto.
Abbinato a "Tartare di Culatello e Lardo di Colonnata con stracciatella su passatina di ananas, zenzero e peperone giallo"
L'abbinamento potrebbe anche funzionare se l'ananas e lo zenzero non portassero una componente acida di per se troppo spinta. Piatto troppo slegato perché un qualsiasi vino lo possa sistemare.


Marsala Superiore Ambra Semisecco Vintage 1994


Mogano luminoso, dall'unghia dorata. Speziatissimo di cioccolato fondente, miele di castagno, frutta candita, caffè. Seguono ricordi erbacei di menta e prezzemolo, dolci di bastone di zucchero e croccante alle nocciole. Il tutto avvolto da un sottofondo con tantissimo mare, sale e acqua salmastra. Bocca che è dolce solo per un attimo, poi avanza il calore dell'alcol e infine si rasserena in un aroma di incenso e legni resinosi. Lascia ricordi di erbe aromatiche e muschio bianco a bicchiere vuoto.
Abbinato a "Pane tostato con fois gras e cipolla caramellata all'arancia"
L'abbinamento funziona molto bene e non era facile. Il Marsala riesce a contenere lo squilibrio di un piatto con fois gras, arancia e cipolla caramellata. E di quest'ultima ce n'era tanta.


Marsala Riserva Superiore Ambra Dolce Vintage 1980


Rossiccio nella sfumatura e decisamente trasparente, ha profumi zuccherosi, di miele e albicocca candita, the alla cannella, terra calda, ciliegia, scorza di agrumi. Sorso che entra dolce e suadente, l'alcol quasi non si avverte per il bellissimo equilibrio, di nuovo riappare il ricordo di frutta rossa. Chiude pulitissimo quasi non dolce, con aromi tostati e di torba. Pesca sciroppata a bicchiere vuoto.
Abbinato a "Tortino di cioccolato con cuore fondente e scorzette di arancia candita"
Il matrimonio è perfetto, il cioccolato ha una sezione amara ben contenuta, si sposa benissimo con il dolce non dolce del Marsala, lascia una fusione di sapori di sale e mare, che addirittura esalta una complessiva freschezza.


Terre Siciliane Grillo Igp “Perpetuo" 2015
Oro brillante, con lampi di bronzo. Porta un naso delicato, fruttato di albicocca e pesca, fresco di mela gialla e agrumi, profondamente jodato. C'è anche una trama erbacea di fieno tagliato. Bocca secca, aromaticamente piena e di spessore, orientata verso il frutto tropicale, mango, melone. Chiude con un soffio finale di mallo di noce, setoso e asciutto di alcol. Ha una tenuta all'aria straordinaria, che ne arricchisce i profumi con melograno, miele e camomilla. Piaciuto tantissimo.


Marsala Vergine Riserva Secco Vintage 1980


Servito a 6/8°. La sfumatura é chiara ma dalla venatura ramata, il liquido é ricco di materia in sospensione. L'esordio é di nocciola tostata, non c'é ombra di dolcezza, piuttosto é nitido il ricordo di jodio e di sale, di mare e di macchia mediterranea. Un filo di mallo di noce, un ricordo di tabacco e di legno spaccato, vivo e scattante porta cereali, sesamo, fragranza di pane appena sfornato. Il sorso é sorprendentemente freschissimo, spesso, aromatico di frutta secca, castagna, fico, lunghissimo in profondità. Appena caldo di alcol sul fondo della gola, lascia una bocca di nebbia salmastra e oli essenziali. Meravigliosa pasta di mandorle a bicchiere vuoto.
Abbinato a “Capesante velate di guanciale, su crema di patate e porri”
Praticamente perfetto, un gioco di temperatura ottimale, la capasanta di per se buonissima con l'alcol sfumato del Marsala che ne asciuga al millimetro la parte grassa e succosa.


Prologo: buffet in piedi prima dell'inizio della degustazione

Terre Siciliane Igt Grillo “Vignemie” 2015



Agrumato e floreale, con quest'ultima caratteristica che sarà ancora più evidente negli aromi di bocca, dove la sapidità supera la sensazione di freschezza. Finale mentolato.
Abbinato a “Cannolo di baccalà, trota salmonata, polpo con giardiniera, crema di tonno.
Il baccalà é piuttosto buono, con un filo di salinità in eccesso rispetto ai miei gusti, ma la preparazione più interessante é quella della giardiniera. L'abbinamento purtroppo non aveva speranza di funzionare vista la persistenza del cibo decisamente superiore a quella del vino. Trota e tonno molto buoni, li avrei preferito con una guarnizione più leggera, in quantità e in saporosità.







domenica 11 dicembre 2016

Orizzonti... - “La degustazione, disciplina e interpretazione” 06/12/2016

Al “25” si sta bene, mi piace tantissimo il centro di Carpi nelle serate di nebbia, quando il bagliore dei lampioni si trasforma in mantelli di luce che scendono dalle pareti scure degli antichi palazzi.


Ormai saluto Pier e Salvatore quasi come vecchi amici, la nuova sala degustazione immersa fra le bottiglie crea atmosfera, il tavolo imperiale permette a tutti di vedersi in faccia, da tempo ho scelto il mio posto, quello con la miglior illuminazione. Luca mi ha insegnato bene.


Le parole di Francesco ancora echeggiano dopo giorni e notti, in parte sono sempre state mie, in parte forse diventeranno mie, in parte devo ancora capire cosa dovranno significare per me.

Ne abbiamo parlato in provato, gli ho detto che comunque mi stavano facendo pensare, allora mi ha regalato qualche suo appunto per aiutarmi a metabolizzarle meglio. Li ho letti e li rileggerò con calma, vedremo dove si porrà il mio orizzonte.

Intanto mi sono goduto intensamente questa serata, diversa da quelle che in genere amo. Le degustazioni di Francesco sono lunghe, impegnative per i sensi e per la mente, ho bisogno di un tema “forte”, che mi aiuti a mantenere la concentrazione, bicchiere dopo bicchiere, ora dopo ora...

Questa volta il tema stesso era “la degustazione”... a bottiglie coperte, dal Nord al Sud, dall'Est all'Ovest dell'Europa, lungo anni, vitigni e metodi, tentando di indovinare territori, epoche e autori.

Il tempo è volato...


Tanti vini, tutti ugualmente meritevoli di attenzione, per una storia, un sogno inseguito, un particolare curioso, una tradizione lunga secoli, il capriccio di un solo anno, un qualcosa che una volta c'era e ora non c'é più.

Alcuni davvero eccellenti...

Porto a casa il ricordo del “Dieci e mezzo” di Marco Buvoli, con la grande soddisfazione per averne una bottiglia intatta in cantina. Ne avevo intravisto la complessità olfattiva nel fratello minore “Cinque” proprio sabato scorso, qua però è in piena luce a cui si aggiunge nel sorso struttura e potenza aromatica. Stile Bollinger, ma prodotto nel Vicentino...

Sempre confortante ritrovarsi nelle proprie sensazioni anche a bottiglia coperta. La mia vocazione bianchista e Borgognona ha abbracciato come amici gli Chassagne-Montrachet di Bruno Colin in quel gioco fra note dolci e aromatiche, con sale, capperi e pepe contrapposti a burro, mandorle e cioccolato. Contrasto particolarmente evidente nel 1er Cru “Morguet”, capace di un finale saldo dalla lunghissima distensione.

Buffo davvero che al Cepparello 1996, a distanza di poche settimane, abbia assegnato senza sapere cosa fosse la stessa valutazione. Rileggendo le vecchie note ritrovo la medesima sensazione che traccia un profilo autunnale, la stessa eleganza un po' vintage, ma anche la stessa vita ancora pulsante. Commuovente il sentore di pesca e fiori gialli a bicchiere vuoto.

Aggiungo un altro rosso, a spostare la mia ordinaria bilancia che predilige l'altro colore, il Barolo “Manvigliero” 2012 di Burlotto, inconsueto negli sbuffi di macchia mediterranea, profumato di terra ferrosa e mirto della costa Sarda ad estate avanzata, frutto goloso e giovanissimo in bocca.

Infine due grandissimi vini dolci, partendo dal Tokaji Aszú 6 Puttonyos di Sauska. Un piccolo produttore di appena 6ha, Francesco ha voluto sottolineare che non si tratta delle classiche multinazionali del Tokaji. Regala questo vino in cui i 222 g/l di zuccheri residui sono mascherati da un'acidità fruttatissima e affilata che lo rendono praticamente un calice di convivialità. Ho poi letto nella scheda tecnica essere al limite della doppia cifra.

Raramente i vini da muffa nobile mi colpiscono per eleganza, spesso trovo che la nota pungente di zafferano li limiti alquanto da questo punto di vista, ma nel Terminum 2012 ho trovato una rinnovata visione. Peraltro sconcertante negli aromi di bocca, quasi metallico, dalla dolcezza di piccolo frutto rosso e esoticità di anice.

Poi ci sono i vini che porterei a casa... per me, da bere anche ogni giorno, in spensieratezza, senza pormi soggezioni davanti a bottiglie troppo importanti.

Da strapparsi il cuore dal petto il Gutturnio Frizzante 2004 di Croci, ormai spoglio della carbonica, rende ancora nitidamente il fruttato morbido della Croatina e la rustica freschezza del Barbera. Vorrei averne una cassa in cantina.

Con i vini dello Jura ho ormai un legame di sangue, stretto proprio ai loro toni ematici e aranciati, al loro correre succosi senza sovrastrutture tanniche, a quella freschezza spesso affilata che asciuga con gioia la bocca. Il “Trois Cèpages” dei Marquis d'Angerville è decisamente uno di questi.

Ho persino ritrovato un vecchio amico, “L'Originale” di Pierre Gerbais, con quei toni di agrumi rossi che mi fanno ricordare gli Champagne da Pinot Noir in annate particolarmente fresche... invece si tratta di Pinot Blanc Vrai in purezza. Vitigno straordinario, il terroir dell'Aube negli ultimi anni sta tirando schiaffi al regno dei Grand e 1er Cru.

Per certi versi il vino più sconvolgente è stato lo Spätburgunder di Bernhard Huber che ha fatto crollare un'altra mia convinzione: quella che in Germania non fosse possibile produrre rossi di livello. Certo il profilo olfattivo é particolare, la carica di legno ancora lo lega nel sorso, e forse non lo abbandonerà mai del tutto. Tuttavia il frutto speziato con sui si è offerto mi ha proprio colpito... così come il prezzo.

Da buon burocrate, seppur ipoteticamente sulla via del ravvedimento, ho trascritto note e punteggi della serata, ma quale gesto di pentimento li riporterò a parte, direttamente sulle relative fotografie, raggruppate nelle batterie con cui sono state servite.


Ovviamente, e piacevolmente, la degustazione é stata accompagnata dai piatti dello Chef Pier, che con la sua cucina riporta sempre all'estate. Leggera e saporita la Tartare di Tonno, con la freschezza esaltata dalle verdurine.

A seguire il Polpo su purea di patate, piatto rassicurante, quasi di terra, tenerissima la parte interna dei tentacoli, tostato e quasi caramellato invece all'esterno. La dolcezza della carne richiama la sapidità del purè, uno dei migliori mai mangiati, con pomodorini e origano a completare con acidità e speziatura.

In pane fatto dal Ristorante, morbido e croccante, ci ha sostenuto durante i 26 calice, i dolcetti finali hanno chiuso degnamente la serata.


Si é proprio vero... al “25” si sta davvero bene.


PROLOGO


Falkenstein – AA Val Venosta Weissburgunder 2014
100% Pinot Bianco
Roccia, cedro, erbe aromatiche, rosa bianca, mughetto, pesca. In bocca é polpa, poi di nuovo roccia e agrume. In bocca scorre con uno spessore evidente, dalla salinità minerale e condita. Profuma di Alto Adige e di freddo, il sapore é quello del sole. 87pt


SESSIONE BOLLICINE (3 bottiglie, 3 vitigni, 3 terroir, 3 stili, 3 diverse vocazioni gastronomiche)


Pierre Gerbais - Champagne L’Originale Extra Brut s.a.
100% Pinot Bianco
Lo avvicino al naso, all'inizio é molto delicato, ma mette a fuoco l'arancio e il mandarino, mi viene subito in mente il Pinot Nero. Sorso citrino, dalla freschezza agrumata che tira la bocca, quasi metallica, la bussola comincia a puntare verso Reims. Poi acquista volume, nei profumi sorgono fumo, mineralità, sale, diventa succoso, alla masticazione dimostra una bella trama. Si completerà, ha un bel futuro davanti, acquisterà un filo di calore e lo spessore che ricordo dai precedenti assaggi. Bella bottiglia. 88pt

Marco Buvoli – Metodo Classico Buvoli “10 e mezzo” s.a.
100% Pinot Nero
Dorato lucente, bellissimo. Frutta secca, un filo sottilissimo di evoluzione, panettone appena sfornato, miele, mandorla tostata. In bocca ha volume e un'esplosione di aromi, liquirizia, mela al forno, burro, cioccolato in polvere, metallo caldo, mineralità marnosa. Potenza e lunghezza impressionanti, con finale di buccia di frutta gialla, erbe balsamiche e distillato di prugne. A bicchiere vuoto profuma di scorze di arancio candite ricoperte di cioccolato. Un Bollinger fatto nel Vicentino. 93pt

Contratto - Asti Spumante “De Miranda” 2012
100% Moscato di Canelli
Chiarissimo, dalla trasparenza che rivela il metodo, ha esordio aromatico di salvia, poi lime, agrumi, giallo di fiori e di frutti. Il sorso è leggiadramente dolce, spumoso, porta la primavera nel bicchiere a cui aggiunge lavanda e un finale, seppur non lunghissimo, di timo. Prodotto dal 2010 con Metodo Charmat Lungo, anzi lunghissimo, perché sono ben 24 mesi di sosta sui lieviti. Prima veniva usato il Metodo Classico.


UN CELEBRE ROSATO (MATURO)


Morel Père & Fils - Rosé des Riceys 2006
100% Pinot Noir
Colore meraviglioso, che supera la consueta soglia di densità dei rosati, potrebbe essere scambiato per un Bourgogne, anche per la luce pulsante. Regala piccola frutta rossa fresca e in caramella, non nega una sfumatura erbacea di geranio e radici, poi ricordi tostati di caldarrosta e terra riarsa. Il sorso non ha slancio, l'acidità è debole, manca di forza aromatica, offre appena un leggero chinotto quale anticipazione di un finale acquoso e sfumatamente medicinale. 83pt


UN BIANCO D’ANTAN (CONTADINO)


La Sabbiona - Picolit Secco 1981
100% Picolit
Bottiglia mai uscita in commercio, imbottigliata per il consumo domestico, unica annata prodotta. Ambra velato dalla materia, ha profumi che ricordano il Crème Caramel, miele d'acacia, fiori appassiti dalla pungenza mentolata. Ingresso dolce, poi arriva il calore dell'alcol, un velo affumicato, infine sul retronasale la speziatura di cera, vernice e canfora. Assolutamente dignitoso e non solo una curiosità. 84pt


SESSIONE TRASVERSALE EUROPEA (IN BIANCO)


Chateau Dereszla - Tokaji Kabar 2013
100% Kabar
Luce opaca e profumi tenui, pungenti e smaltati, di menta, mela verde, pesca, noce moscata e banana. Sorso caldo, avvolgente, riempie la bocca e offre ricordi boisé, rimanendo comunque una bevuta più di impatto che non di slancio. 81pt

Weingut Prager - Wachau Grüner Veltliner Achleiten Stockkultur Smaragd 2013
100% Grüner Veltliner
Lampi di pura luce paglierina, chiarissima e ammaliante. Offre un naso di budino alla vaniglia, pesca sciroppata e roccia spaccata. Bocca glicerica ma irrorata di freschezza, saporita di frutta esotica, finale lunghissimo di avocado e peperone. Chiusura pulita ed elegante. Profuma di cemento caldo a bicchiere vuoto. Da un vigneto unico nel Wachau allevato ad alberello con densità di 10000 ceppi per ettaro. 87pt

Hatzidakis - Santorini Assyrtiko “de Mylos” 2014
100% Assyrtiko
Giallo pieno e denso di colore, che riflette lampi ancora verdolini. Porge profumi di limone maturo, jodio, sale, un idrocarburo leggero, fiori bianchissimi in sottofondo, la dolcezza della mandorla sgusciata. Sorso pieno, goloso, particolare nell'aroma rosso di mora e mirtillo, una lunghezza minerale che si spinge al limite del salato. 89pt


SESSIONE BIANCHISTA “ORIZZONTALE” FRANCESE


Bruno Colin - Chassagne-Montrachet 1er Cru “La Maltroie” 2009
100% Chardonnay
Paglierino intenso, brillante di luce, profuma di burro fuso, cioccolato bianco, vaniglia, in tutto e per tutto si afferma come Chardonnay. Gli aromi di bocca sono espressi in agrumi, pietra focaia, finale di mandorla tostata e pompelmo. 88pt

Bruno Colin - Chassagne-Montrachet 1er Cru “Les Chaumées” 2009
100% Chardonnay
Naso tostato, avvolto di note fumé, seguono frutta tropicale, melone bianco, agrumi freschi e ricordi di carta pergamena. Sorso che si sofferma prima su note dolci, la freschezza arriva solo in un secondo momento, rimane comunque semplice nell'aromaticità di di aromi. Persistenza corretta con chiusura di prugna e ribes giallo. 86pt

Bruno Colin - Chassagne-Montrachet 1er Cru “Morgeot” 2009
100% Chardonnay
Colore che strizza l'occhio al dorato, spiccando per la sua lucentezza. Naso marino, profumato di jodio, macchia mediterranea, pompelmo rosa, pungente di pepe bianco, salato di capperi. Sorso giovane, irruento, condito di sapida freschezza, ha spessore, densità, aromi morbidi di burro di cacao. Finale estremamente rifinito. 92pt


SESSIONE TRAVERSALE FRANCESE (IN ROSSO)


Jean Foillard - Morgon “Côte du Py” 2013
100% Gamay
Rubino pieno, quasi particellare. Profuma di prugna e intensamente di ciliegia, senza tuttavia essere sfacciato, seguono erbe amaricanti, viola, rosa rossa e granatina alla fragola. Sorso dapprima carnoso, appena medicinale, offre una dissetante freschezza cedendo leggermente in rifinitura. 85pt

Le Petit Domaine de Gimios – VdT “Rouge de Causse” 2013
30% Carignan, altri 15 vitigni
Senza solfiti aggiunti, da viti centenarie, 320m slm sopra al Golfo del Leone, zona Roussillon. Rubino denso, tuttavia trasparente, profuma di ribes, lampone, yogurt alla fragola, un respiro di sottobosco. Bocca tiratissima, che conferma i piccoli frutti aggiungendo succo di pomodoro, caramella di zucchero e un finale di arancia sanguinella. Quasi assente la sensazione tannica sembra essere un bianco travestito da rosso. 86pt

Domaine du Pélican - Arbois “Trois Cépage” 2014
Pinot Noir, Trousseau, Poulsard
Color ciliegia chiarissimo, dalla luce pulsante. Il naso avvicinato al bicchiere trova fragola, violetta, sorprendenti fiori gialli, zafferano, miele d'acacia, curry e pepe. Puro succo in bocca, particolare nel gioco aromatico fra agrumi gialli e spezie, che sul finale diventono le protagoniste. Sorso goloso, dalla lunghezza corretta. 87pt


SESSIONE PINONERISTA


J. Hofstätter - AA Pinot Nero “Barthenau Vigna S.Urbano” 2008
100% Pinot Nero
Rubino con orlo aranciato. Ha ricordi ematici, di terra rossa ricca di ferro, dolci di fragola, tostati per l'affinamento, vellutati di vaniglia. Bocca di volume, sapida, ricca di alcol dal un tannino che asciuga più del dovuto. Sicuramente un buon vino, ma manca di slancio. 86pt

Bouchard Père & Fils - Monthélie 2013
100% Pinot Noir
Rubino splendido, i profumi sono immediati di violetta e cannella, eleganti nei ricordi di piccoli frutti rossi, quali ciliegia e lampone. Sorso rinfrescante, manca un filo di spessore e per questo il tannino riesci di mettersi in evidenza. Ricca l'espressione aromatica, marina, jodata, erbacea di acqua di pomodoro e fruttata di arancio rosso. Tuttavia non rimane a lungo come si vorrebbe, lasciando spazio alle sensazioni asciuganti del legno che lo ha cresciuto. 86pt

Bernhard Huber - Baden Bombacher Sommerhalde Spätburgunder GG 2013
100% Spätburgunder
Rubino pieno e ricco, dalla superficie lucente. Profumi intensi, vellutati di mirtillo, scuri di mora, speziati di cannella con un accenno di tostatura e terra rossa. L'attacco di bocca é dolce, carnoso, dal tannino ben presente e sottolineato dall'uso del legno, che forse il tempo riuscirà a smussare un po'... ma il forse è d'obbligo. Finale condito e sapido, non pensavo davvero che in Germania si potessero raggiungere questi volumi sul Pinot Nero. Profuma di origano a bicchiere vuoto, bella bottiglia. 88pt


SESSIONE A VOCAZIONE MEDITERRANEA: NORD/CENTRO/SUD


Comm. G.B. Burlotto - Barolo “Monvigliero” 2012
100% Nebbiolo
Rubino splendido, per un naso avvolto da ceneri e incenso, poi ricordi carnosi, mirto, asfalto e grafite. Sorso minerale, dal tannino dolce e un'impressione di ingannevole leggerezza, equilibrato, goloso nel frutto. Ha classe da vendere e gioventù su cui investire, davvero particolare nel colore per un Barolo. 90pt

Piancornello - Brunello di Montalcino 2012 (anteprima)
100% Sangiovese
Rubino dall'orlo granato, regala ricordi delicati di arancio maturo a cui seguono fragola, caramella, una leggera pungenza di pepe. Bocca larga, inizialmente morbida, carnosa, poi la gioventù del tannino esce pienamente, ma sarà solo questione di attenderlo. Finale solleticante di sensazioni sapide. 88pt

Arianna Occhipinti – Terre Siciliane Igt “SP 68” 2015
Frappato, Nero d’avola
Rubino netto e dinamico, colorato e comunque di buona trasparenza. Profumi speziati di cannella, terrosi di sottobosco, corteccia, la parte fruttata espressa in forma di mirtillo maturo e anice stellato. Sorso di buona freschezza dal frutto rosso inizialmente nitido, che tuttavia svanisce in fretta asciugato da un tannino importante. Rimane quindi una solitaria scia sapida. Mi aspettavo di più. 85pt


SESSIONE TRASVERSALE VECCHIE ANNATE (2004-1996)


Ermano Croci - Gutturnio Frizzante 2004
Croatina, Barbera
Un rifermentato presentato in una bottiglia Bordolese, già questo è curioso... nel bicchiere é velato, dal colore aranciato scuro. Al naso regala caffè, chinotto, cacao, ciliegia candita, radicchio trevigiano, caramella alla liquirizia. Bocca con esordio appena dolce, dal tannino che é solo un leggero brivido, nel finale regala un ritorno fruttato di ribes. La carbonica é ormai svanita, ma il vino ha un'integrità commuovente, ne vorrei una cassa in cantina. Con tutto l'affetto del mondo, completamente meritato, ho scritto 87pt

Peter Dipoli - AA Merlot-Cabernet Sauvignon “Iugum” 1998
Merlot, Cabernet Sauvignon
Granato pieno, con particella in sospensione. Profumi di humus, sottobosco, rotella Haribo, tartufo, fortemente terziari di vernice e acetone. Se il naso è decisamente crepuscolare in bocca invece é buonissimo, cioccolatoso, una freschezza ancora viva abbraccia tannini levigati. Bella espressione minerale, finale di arancio candito. 87pt

Isole e Olena – Toscana Igt “Cepparello” 1996
100% Sangiovese
Granato dal bordo aranciato, un naso delicato, autunnale di foglie essiccate, caminetto, cannella, mela caramellata, terrosità e fungo essiccato. Bocca dolce, candita, saporita, vibra più sulla sapidità che non sulla freschezza, ma con classe ed eleganza pura. Straordinario il ricordo di fiori gialli e pesca a bicchiere che ho bevuto fino all'ultima goccia. Il punteggio dato alla cieca é lo stesso della degustazione del mese scorso. 92pt


SESSIONE VENDEMMIE TARDIVE A CONFRONTO [Stesso vitigno, stesso terroir, stessa annata, due diverse interpretazioni]


Cantina Tramin - AA Gewürztraminer Vendemmia Tardiva “Terminum” 2012
100% Gewürztraminer
Oro antico e lucidato a specchio, lo zafferano si manifesta nella sua forma più nobile, senza negare l'idrocarburo, il miele, la mela caramellata con una suadenza di frutto che arriva anche ad essere perfino rosso. In bocca é dolce, anzi dolcissimo, con mineralità metallica e una lunghissima freschezza. Raramente i muffati riescono a raggiungere questi livelli di eleganza. 91pt

Tiefenbrunner - AA Gewürztraminer Vendemmia Tardiva “Linticlarus” 2012
100% Gewürztraminer
Ambra, con profumi di caramello, cannella, cemento, sabbia calda, un leggero ricordo etereo. Sorso dall'espressione aromatica semplice, di creme brulèe e frutta secca. Finale di croccante alla nocciola. Decisamente meno riuscito del precedente. 86pt


UN CELEBRE VINO DOLCE EUROPEO


Sauska - Tokaji Aszú 6 Puttonyos 2003
Furmint, Hárslevelű
Ambra luminoso, dai riflessi ramati. Ha un naso di agrumi rossi, pompelmo rosa, melograno in gelatina, miele, ciliegia candita. Bocca gioiosa, in gran equilibrio fra dolcezza e spalla acida, esprime aromaticità di mela cotogna e marmellata di albicocca. Un vino da convivialità, quasi da bere senza abbinarlo se non alle chiacchiere, per poi finire la bottiglia senza accorgersene. Da un piccolo produttore con appena 6ha di vigneto, la scheda tecnica riporta 222 g/l zuccheri residui, 60.5 mg/l estratto secco, 10.0%, 9.2 g/l acidità