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domenica 23 febbraio 2014

Weingut Haderburg – AA Sekt Rosé Brut n.m.

60% Pinot Noir, 40% Chardonnay – 12.5%


Sboccatura recente, la retro-etichetta riporta giugno 2013, che si conferma pienamente nell'esuberanza del perlage.

Versandolo il bicchiere si riempie per metà di spuma tinta di rosa, mentre la parte inferiore della flûte é agitata da innumerevoli bollicine che, arrivando alla superficie, la fanno ribollire tumultuosa.

E questo sarà un presagio coerente, di tutta la storia che questo Spumante racconterà, passo dopo passo, nel bicchiere...

Rosé? Rosé, in che senso?

Di rosa non c'é un bel nulla, si mostra di un bel color ciliegia, anche piuttosto profondo.

Mi ricorda le sfumature del Merlot Kretzer di Armin Kobler che, anche quello, definirlo rosato sarebbe proprio una forzatura.

Profumi inizialmente timidi, ma non la solita fragolina-lamponcino che tanto spesso ricorre negli spumanti rosati.

E' piuttosto rosa rossa e piccoli frutti di bosco maturi, in parte certamente fragola, ma non fragolina, ma sopratutto ribes.

Appena appena vegetale.

Lampone assolutamente non pervenuto!

In bocca, si conferma un vino più di sensazioni che di sapore.

Carbonica che definirei più pungente che non cremosa, sapore vinoso e anche ferroso, che riconduco all'amarena.

Senz'altro più sapido che fresco.

Intenso, potente, per certi aspetti anche un pò rustico, con un finale amaricante.

Per prima cosa vino, e poi spumante... o vino con le bollicine.

Questo non é un male né un bene, solo una constatazione.

Nessuna concezione "fighetta", come la maggioranza di Chardonnay potrebbe suggerire, ma domina incontrastato il Pinot Nero... dell'Alto Adige.

Acquistato in cantina da un amico, che ringrazio, per circa 18 Euro.

Non lo avevo mai sentito prima, e diffido sempre dei Rosé.

Dopo averlo degustato, penso di aver capito come si colloca, a perfetto completamento della gamma Haderburg.

Porta quella irruente rusticità che negli atri manca, a cominciare dalla delicatezza del base, alla potenza del Pas Dosé, all'arristocratica eleganza della Riserva.

Davvero prima di tutto vino, prima di tutto Pinot Nero, e poi spumante.

Spumante da carne, vino da abbinare e non da degustare a se stante.


Non é un vino che possa pensare di salire sopra agli 83 punti, ma per certi tipi di abbinamento, probabilmente non avrà uguali.

Io l'ho associato ad un saporito Cotechino Reggiano, e c'é stato veramente bene.


Maria Poggi Azzali "Tenuta Pernice" – Colli Piacentini Malvasia frizzante 2012

100% Malvasia di Candia – 11%

Giallo verdolino, di una brillantezza quasi irreale... segno evidente che la micro filtrazione del vino é stata ben profonda.

Nulla di male, solo una constatazione, ha quella luce che solo gli Charmat riescono ad avere.

Profumi tenui, sicuramente aromatici in cui la Malvasia é facilmente riconoscibile.

Poi fiori d'arancio, erba fresca appena sfalciata terminata da una delicata pesca bianca.

Al gusto ha una pungenza sommessa, il vino é appunto frizzante, con una piacevole sapidità a cui la freschezza da solo un fugace sostegno.

Questo non basta, tuttavia, a mascherare completamente l'evidente residua dolcezza.

Fornisce un'impressione aromatica sfuggente.

Un vino che alla fine risulta semplice, con la verve aromatica che non riesce a campensare la delicatezza del vitigno.

E' comunque un vino corretto, che non sale sopra ai 77 punti.

Non ricordo il prezzo, mi pare sotto i 10 Euro comprata in Osteria.




sabato 22 febbraio 2014

3 x 2 ovvero 3 annate e 2 diverse interpretazioni, di una grande maison e di un piccolo produttore

Degustazione alla cieca, presso il Ristorante Canale Maestro di Reggio Emilia.

Non sapevamo né annata né vitigno, le bottiglie sono state dichiarate solo alla fine, le riporto in ordine di assaggio.


I match

Duval-Leroy – Femme de Champagne 2000
95% Chardonnay, 5% Pinot Noir
Dosaggio 7 g/l

Giallo pieno, intenso, la prima cosa che mi viene da pensare vedendolo é che i vini della cuvée abbiano fatto legno.

Sicuramente é Chardonnay.... e che Chardonnay !!!

Sentendone i profumi ho finalmente avuto un'illuminazione su un aspetto che mi avevano tante volte raccontato nei corsi sullo Champagne.

I grandi Blanc de Blanc di Avize ricordano gli Chardonnay di Borgogna, sono prima di tutto vini bianchi e poi Champagne.

Qui é così evidente, che lo dichiaro sfacciatamente ai miei compagni di degustazione.

Naso di gesso, pietra focaia, speziato di vaniglia e frutta secca, leggero, non invadente, che rende complesso senza stancare.

Dopo diversi minuti, virerà sulla pesca bianca, che tanto si ritrova, appunto, negli Chardonnay Borgognoni.

In bocca é potente, bolla viva, lo sento perfettamente secco.

Di nuovo prima vino e poi Champagne

Segno 90 punti di slanco, tutti uniti nel dire che siamo davanti ad un'eccellenza.

Altro commento che é girato a tavola "annata bella, ma non bellissima..." come a dire che un cuvée così in annate grandiose, chissà dove può arrivare.

Se la serata inizia così...


R&L Legras – Saint Vincent Grand Cru 2000
100% Chardonnay
Dosaggio 4 g/l

Questo che sia Chardonnay non c'é proprio un infinitesimo di dubbio, da come si presenta, così verdolino.

Proprio verdolino, non con riflessi verdolini...

Non ho praticamente bolle nel bicchiere, sono stupito.

Lo faccio notare al mio compagno che ha procurato i vini e mi conferma che il tappo dimostrava un'elasticità perfetta.

Naso quasi solo minerale, bianco, affilatissimo, un pò semplice.

Ma viene dopo un gran bicchiere, penso che magari sia quello che me lo fa vedere in tono minore.

In bocca ha una carbonica molto leggera, si sente appena, lo trovo verde, immaturo.

Mi pare appena dosato, poi scoprirò di sbagliarmi, lo é meno del precedente.

Di sicuro é uno Champagne mutilato, gli manca qualcosa, un mio campagno suggerisce un sentore di pasta cruda non lievitata nei profumi.

Mi fermo a 86 punti.


In questo caso il piccolo produttore, cede alla grande maison.

I 2 contendenti del primo match hanno accompagnato con simpatia un antipasto di "Bocconcini di Bufala di Paestum con selezione di acciughe del Mar Cantabrico e peperoni Piquillo".


II match

Veuve Clicquot - Brut Vintage 2002
58% Pinot Noir, 11% Pinot Meunier, 31% Chardonnay

Ha una bella luce, che si tinge di riflessi beige, punto subito sulla presenza di uve a bacca nera nella cuvée.

Profumi metallici, ferrori, che ricordano la frutta rossa.

Al gusto ha una bolla minuta, avvolgente, ben integrata.

Trasmette una sensazione di rotondità, quasi di dolcezza.

Nel complesso é composto, equilibrato, un gusto da pasticcieria, ma non lunghissimo.

Annoto solo 84 punti, con giudizio unanime dei miei compagni.

Champagne troppo "stanco" per essere figlio di un'annata straordinaria.


Pascal Mazet - Brut millésime 2002 1er cru
33% Pinot Noir, 33% Pinot Meunier, 33% Chardonnay
Dosaggio 6 g/l

Mi pare abbia una sfumatura appena rosina.

Si mostra con un profumo appena dolce, che ricorda lo zucchero filato e la frutta rossa matura.

Allo stesso tempo estremamente fine ed elegante.

Al gusto ha una bollicina appena pungente, che non mi dispiace affatto, perché gli conferisce vivacità.

Trasmette un gusto di frutta secca, rotondo, che identifico con una presenza importante di Pinot Meunier.

Ma nonostante questo, proprio per il gioco della bolla un filo sopra alle righe, diventa estremamente piacevole.

E più passa il tempo e più mi piace, con questo suo apparente calore che si stempera in una sapidità infinita.

Ho scritto 87, ma poi ho cancellato e messo 88.

Il mio collega, che ha acquistato lo Champagne, mi ha detto di averlo trovato in offerta al supermercato Conad "Le Vele", per l'astronomica cifra di 35 Euro.

Subito ordinata una cassa...

Pascal Mazet ha la cantina a Chigny-les-Roses, produce 50000 bottiglie all'anno, con remuage manuale e dégorgement à la volée: chapeau!


Grande Maison presa a schiaffi dal piccolo produttore: giudizio unanime, Vedova decisamente sottotono.

Gli Champagne hanno accompagnato un divino piatto di "Ravioli neri ripieni di broccoli su guazzetto di calamari"


III match

Pol Roger - Sir Winston Churchill 1999 Brut Grand Cru
75% Pinot Noir, 25% Chardonnay (si suppone)
Dosaggio 10.5 g/l

Sfumatura dorata, bolla finissima.

Naso minerale, quasi con ricordi marini, speziato di vaniglia e zucchero candito, mela caramellata.

Poi evolve, tira fuori sentori quasi affumicati, non riesco a togliermi dalla testa il ricordo di un grande Whisky Torbato.

Metto il naso dentro al bicchiere e l'immagine si focalizza.

Frutta secca, cacao amaro, liquerizia, tostatura, ostriche e fumo.

Uno spettacolo, una potenza.

Finalmente la forza del Pinot Noir, dopo i precedenti macth, a base di Chardonnay e i 3 vitigni, era un'attesa annunciata.

In bocca la potenza si amplifica, si espande, coinvolge tutte le sensazioni.

Ti attanaglia la gola di aromi, che sembrano non volersene più andare.

E Io li trattengo ben volentieri.

Sui volti dei miei compagni compare un'impressione da "ci siamo"

Scrivo con convinzione: 94 punti.


Alfred Gratien - Brut millesimé 1999
63% Chardonnay, 20% Pinot Meunier, 17% Pinot Noir
Dosaggio 8 g/l

Ultimo Champagne della serata, si trova suo malgrado a venir degustato dopo il "Sir Winston Churchill".

Parte battuto, con la prospettiva di essere umiliato... ma non sarà così!

Nel bicchiere ha un bel colore dorato, simile al suo avversario, anche se poi scopriremo della grande diversità degli uvaggi.

Profumi fini, estremamente eleganti, con una mineralità quasi altrettanto potente ma diversa.

Ricorda la pietra focaia, forse questo doveva farmi pensare allo Chardonnay, i sassi bianchi scaldati dal sole.

Un vicolo ciottoloso in mezzo agli alberi, in riva al mare, salmastro.

In bocca é appagante, sfodera eleganza, finezza, una bollicina elettrica che ne esalata la freschezza con piccole e piacevoli punture.

Davvero questa freschezza mi colpisce, é uno Champagne ancora estremamante giovane, nonostante i 14 anni passati.

Tornando ai profumi, si é fatta strada una bellissima frutta croccante, che lo completa e lo impreziosisce.

Il voto ha ballato appena sopra all'asticella dei 90 punti, ho pensato anche ad un 92, ma poi ho corretto a 90.

Nel suo macth, perde con grandissima classe ed onore delle armi.

Armato di fioretto, ha tenuto testa alla sciabolla di un ussaro.

Dopo aver scoperto le bottiglie, veniamo a conoscenza che il vino base viene fermentato in botti di quercia, da cui il colore.

Non svolge la malolattica, con la conseguente grande freschezza.

Sosta sui lievito con tappo di sughero, segno che il produttore, a questo Champagne ci crede... e ha avuto ragione.

Il mio "filetto di baccalà al forno con purè di patate e verdure croccanti" é stato ben contento di essere annaffiato da questi 2 calici.


Epilogo

Non é mica finita qui, perché é saltata fuori per il dessert un demi-sec o meglio sec-demi come lo chiama Del Bono di Casa Caterina.

Pinot Nero 2001, sboccatura 2013, con bottiglia colorata a mano.

Avevo i sensi ormai stanchi ed avere davanti un goloso "semifreddo di biscotti al burro con salsa di fragole" non ha certo aiutato la concentrazione.

Ricordo che di aver pensato che a profumi e aromi, anche con l'estro e la creatività di Del Bono, non ce la possiamo proprio fare contro allo Champagne.

Messi poi uno a fianco agli altri, quello che potrebbe anche essere una bella bottiglia, non dico che arrivi a scomparire, ma quasi.

Su certi aspetti, però, questa Spumante mi ha colpito.

Per prima la qualità della bollicina, davvero di alto livello, bella cremosa.

Poi, la cosa più sorprendente, sull'equilibrio.

Uno spumante ben fatto, non sembrava neanche dolce, piacevole nella semplicità delle sue sensazioni.

Non ho dato voto, mi é piaciuto ricordare quanto di buono ho trovato nel bicchiere e basta.


Grande serata, grande compagnia, un grazie ai miei compagni di degustazione per avermi accolto.



















domenica 16 febbraio 2014

Champagne Mondet - Brut Prestige 2005

20% Pinot Noir, 20% Pinot Meunier, 60% Chardonnay - 12.5%



Giallo pallido, con sfumature che tradiscono la presenza di uve a bacca rossa nella cuvée.

Bollicine minutissime, che affollano in gran numero il bicchiere, increspandone la superficie.

Profumi freschi, che ricordano l'erba appena tagliata, su un sottofondo minerale soffice e bianco.

Crosta di pane, mela verde, mandorla fresca... un profilo olfattivo diverso e originale.

Una bella sensazione di ingresso, un buon mix fresco-sapido che dona sapore e stuzzica i sensi.

Questa volta il dosaggio é appena percettibile, mentre esce appena un filo l'alcol.

In compensa, la grana della bollicina massaggia la bocca e crea una bella fase vapore in cui gli aromi dello Champagne si espandono.

La spinta acida é concreta, importante.

Ha un gusto ben definito di frutta rossa, amplificata dalla sapidità che si mantiene ben a lungo.

Lo Champagne Mondet con maggior profondità, rivaluta la gamma.

Se é così in un'annata minore come il 2005, in una come il 2008 potrebbe diventare un prodotto molto interessante.

E magari, anche osare una minor correzione del gusto, per renderlo più tagliente.

Direi 85 punti, o forse anche qualcosa in più.

E costo più che ragionevole: 18.6 Euro 


Champagne Mondet – Brut Tradition n.m.

80% Pinot Noir, 20% Chardonnay – 12%


Giallo intenso, in pienezza di colore, con minute bollicine che anche dopo diversi minuti, si ostinano a sprigionarsi dal fondo del bicchiere.

Profumi delicati e dolci, in cui mi pare di riconoscere il contributo dello Chardonnay, nonostante la percentuale minoritaria.

Floreale fresco di petali gialli, appena un'idea vegete, e un mondo di frutta tropicale appena matura.

Ne ricavo un'impressione, rafforzata da una lieve speziatura, che il vino base possa aver fatto un passaggio in legno.

Manca, come é giusto, la mineralità del gesso.

Al gusto ha un ingresso che mi convince, con una bolla appena un pò ruvida che contribuisce a sviluppare un'impressione di freschezza.

L'aroma iniziale di agrume, si scontra presto con il dosaggio importante, senza riuscire a completare l'amalgama delle sensazioni.

Che rimangono, così, slegate... prima l'acidità, e poi la dolcezza con una chiusura appena amarognola.

E' uno Champagne ben impostato, che magari paga il pegno di un'annata non particolarmente fortunata.

O forse una sosta sui lieviti troppo prolungata (sono dichiarati 4 anni).

Mi sembra adeguato per un aperitivo importante, o come bevuta non particolarmente impegnativa.

Potrebbe valere intorno agli 83 punti.

Di tutti quelli sentiti di Mondet, per ora é uno di quelli con cui mi sono trovato maggiormente in sintonia.

Con 15.4 euro di costo, si colloca nella metà bassa della gamma, che alla fine mi sono sembrata esprimere i prodotti più piacevoli.




domenica 9 febbraio 2014

Az.Agr. Zanotelli – Trentino DOC Pinot Nero 2010

100% Pinot Nero – 13.5%


Granato, buona la trasparenza, trasmette una luce che tende verso la maturità.

Nel bicchiere si muove in modo agile, trasmette vivacità e giovinezza.

Il primo profumo trasmette la tostatura del legno che ancora lo caratterizza, ma dura solo per pochi secondi... e poi si apre e distende il vitigno.

Emergono in fretta ciliegia, terra, ruggine, scorza di arancio, mirtillo, a formare un arcobaleno freschissimo, completato da spezie dolci.

Con l'aria il legno diventa sempre meno evidente e la freschezza del frutto sempre più evidente.

Una traccia di noce moscata, appena un accenno dell'aspra pungenza del ginger.

Sottile anche nell'intensità, certamente non esplosiva, ma estremamente aderente al vitigno.

Quanto é migliorato in questi mesi...

Al gusto la prima sensazione è quella di una freschezza asciugante, diffonde un aroma di arancia sanguinella con l'alcol che induce appena un piccolo riscaldamento in fondo alla gola.

Minimamente astringente, con un tannino che si dimostra ancora giovane, e così come nei profumi, l'aroma del legno torna appena a farsi sentire.

Ma dall'ultimo assaggio ha messo davvero una marcia in più, e questo punto lo aspetterò almeno fino ai prossimi 2 anni.

Promette davvero bene, il 2010 é un'annata che non mi ha ancora deluso.

Lunghissima, già adesso, la chiusura aromatica.

Per ora, con il braccino molto ma molto corto, gli assegno 85 punti, ma sono proprio convinto che con il tempo potrebbe guadagnarne almeno altri 2.

Ancora così giovane, ma già con un buon equilibrio, le componenti ci sono tutte, deve ormai solo arrotondare qualche spigolo.

E ha un costo più che umano, date un'occhiata in giro per Internet.

Volendogli trovare a tutti i costi un difetto, peccato per la bottiglia Bordolese, che su un Pinot Nero grida sempre vendetta.

sabato 8 febbraio 2014

Lafreiderhof – Müller Thurgau 2012

100% Müller Thurgau – 12.5%


Paglierino, appena spostato su toni più caldi, mostra una leggerissima velatura come se ci fosse appena un residuo di fermentazione.

Nei profumi le tipiche note muschiate del Müller Thurgau si sentono appena, ha invece un frutto caldo e maturo, condito di ricordi salati e di erbe aromatiche.

Anche al gusto continua coerente su questo registro, con un sorso caldo e di spessore, di un vino che viene da uve raccolte in maturità.

Sorprendentemente ha una chiusura sapido-fresca, e lascia un sapore di uva croccante.

Anche questo un vino simpatico, un filo più "contadino" del fratello Gewürztraminer.

Riportando il naso al bicchiere, ora si sente nitidamente anche un aroma di camomilla.

Pagati 6 Euro al Mercato dei Contadini di Castelrotto, potrebbe meritare 78 punti.



domenica 2 febbraio 2014

Savart – Champagne "L'Ouverture" 1er cru BdN n.m.

100% Pinot Noir – 12.5%


Sfumature beige, molto diluita, chiarissimo e luminoso.

Perlage minuto e abbondante, anche se si trovano bollicine ben più fini.

Profumi di crosta di pane e ciambella, piccola frutta rossa ben matura, mandarino fresco, floreale giallo, cipria e paglia secca.

Al gusto é "vinoso", di frutta rossa appena matura, vitale freschezza e sensazione minerale.

Sul momento lascia un'impressione appena amarognola, con una carbonica che colpisce e risulta piuttosto sopra alle righe, poi l'acidità lo allunga.

Masticandolo si sprigiona il gusto di agrumi, intermedio fra il maturo e il candito.

Si distende, infine, con una buona fusione sapida.

La bocca rimane però un pò vuota.

Complessivamente sono perplesso, l'ho trovato un pò troppo ruvido, e piuttosto mancante nella sostanza.

Nello Champagne cerco qualcosa di più, in un BdN a maggior ragione.

Lo dovessi definire in un termine solo, sarebbe "rustico".

Non lo collocherei sopra agli 85 punti, ed é costato in offerta un pò meno di 30 Euro.

Vorrei riassaggiarlo, ma di sicuro non ne compro un'altra bottiglia fino ad una prova più positiva.



sabato 1 febbraio 2014

Lafreiderhof – Gewürztraminer 2012

100% Gewürztraminer – 13.5%


Nessuna denominazione... nemmeno Vino da Tavola.

Non é una produzione professionale, il Maso Lafreiderhof partecipa al Mercato dei Contadini di Siusi e Castelrotto con i loro prodotti: verdura, succo di mele e vini.

In questi anni li ho visti passare dalla bottiglia da 1 litro, chiusa con il tappo a corona, alla ranana da 0.75, chiusa con tappo in silicone.

Un bel passo avanti, la voglia di migliorare c'é...

Una posizione particolare, sulla riva sinistra dell'Isarco, molto in alto, sopra i 600m di altezza.

Da quella parte della Valle non ci sono praticamente vigne, dopo Gumphof si arriva a Bressanone, con una piccola eccezione a Lion.

La curiosità mi spinge a voler sentire questo vino semi-artigianale, sapendo che i Masi, in Alto Adige, possono riservare delle belle sorprese.

Nel bicchiere é un paglierino, appena virato verso tonalità più calde, con movimenti ricchi e importanti.

Il piacere di raccogliere uve in perfetta maturazione é evidente.

Intenso e decisamente dolce nei profumi: pesca percocca, melone, crema e miele.

Niente litchi, ma ritrovo la rosa gialla, poi cioccolato e burro fuso.

Nocciola e mardorla, mi portano a pensare ad una breve macerazione sulla buccia.

Al gusto il residuo zuccherino é evidente, lo rende appena abboccato, ma grazie ad una bella freschezza non é per nulla stucchevole.

Con la giusta temperatura, lascia bere con piacere.

Tutto sommato porta ad un suo equilibrio, non é pesante e non brucia di alcol anche se i 13.5% dichiarati in etichetta, mi sembrano sottostimati.

Lascia in bocca un aroma di frutta matura e erbe aromatiche, leggermente mentolato.

Mi é proprio piaciuto, per essere il Vino di un Maso, se le lascerebbe dietro parecchi... anche da queste parti.

84 punti, la bottiglie mi é costata 7 Euro, che ho speso più che volentieri.