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domenica 30 settembre 2012

Juvé y Camps – Brut Nature Gran Reserva "Reserva de la Familia" 2008


Macabeo, Xarel·lo, Parellada... e Chardonnay – 12%

Così come per alcuni Champagne, la bottiglie designate come Riserva di Famiglia, vengono ancora imbottigliate con il tradizione ferretto al posto della gabbietta.

Lo fa anche Cavicchioli con il "Vecchia Modena", ma non é proprio la stessa cosa...

La graffetta mi mette sempre in difficoltà perché non ho ancora trovato un modo elegante per toglierla, ma in qualche modo mi arrangio.

Superato l'inconveniente, nel bicchiere é veramente uno spettacolo per gli occhi.

Paglierino luminoso, con una profondità di colore, anche un pò unusuale per un Metodo Classico.

Inclinato il calice da degustazione, manda dei riflessi quasi metallici.

Le catene di bollicine sono lunghe, abbondanti e non accennano a diminuire lasciando riposare il vino nel bicchiere.

Nei profumi mi colpisce subito la frutta, decisamente dolce, gialla e succosa, matura al punto giusto, con albicocca e mango ben delineati.

Quello che mi piace di più é il ricordo del fieno asciutto, che insieme alla camomilla essiccata e ai fiori gialli freschi, crea un mix molto elegante.

Ma non é solo così, perché ai profumi dolci si unisce un soffio di freschezza dato da un accenno indistinto di erbe aromatiche e una punta salina che rimane nelle narici.

Una nota curiosa... ho provato lo spumante prima con il calice da degustazione, poi con la flûte e c'é davvero un mare di differenza.

In bocca si avverte subito la freschezza, poi la bocca di riempie di un aroma di albicocca matura, infine un gusto salato appena colorato di verde da un accenno piccante di rosmarino.

La coerenza fra profumi e aromi di bocca é sempre indice di qualità.

E' proprio gustoso, con un corpo importante, prima vino e poi metodo classico, chiude caldo e sapido.

Sicuramente in bocca entra più alto di quanto rimanga come sensazioni, ma é proprio andare a mettere i puntini sulle "i".

Per essere un "Brut Nature" sfodera una gran bella eleganza, tanto che, mentre riponevo il bicchiere, mi sono detto "sarei stupito che non ci fosse dentro dello Chardonnay..."

E qui ho avuto fortuna, perché leggendo bene sul sito del produttore, in fondo nella scheda tecnica, pare proprio che lo Chardonnay ci sia.

Per me 87 punti li vale tutti.

Non ho idea del prezzo, perché si tratta ancora una volta del regalo di una cara amica, che si é messa in testa che devo imparare a bere il Cava.

Mi sta educando, a forza di belle bottiglie e, alla fine, magari riuscirò anche ad imparare qualcosa.

Cosa potrebbe chiedere di più un Sommelier?



mercoledì 26 settembre 2012

Weingut Niklas – AA "Mondevinum" 2006 ...AGAIN...


60% Pinot Bianco, 30% Sauvignon, 10% Chardonnay – 13.5%

Ritorno su questo vino, di cui avevo già trascritto la degustazione.

Un vino che avevo atteso per tanti anni, che mi aveva ripagato del tanto aspettare e di cui, allora, mi erano ancora rimaste ben 3 bottiglie.

La seconda che ho aperto, non era come la precedente.

La freschezza solo un pallido ricordo, un vino sul viale del tramonto.

Ho pensato di essermi sbagliato, che con la prima bottiglia mi fossi fatto prendere dal desiderio di aver custodito un piccolo tesoro, di aver ingannato i sensi con la speranza di non aver buttato via il tempo.

Ho dubitato... di me e del vino.

Nell'indecisione di cosa bere stasera, certo di aver ormai atteso troppo, di non aver nulla da perdere, ho aperto una terza bottiglia.

Stupore, gioia, felicità in rapida successione.

Di nuovo Lui, il grande vino é tornato, il tempo é stato sconfitto.

L'intruso era la seconda bottiglia, non la prima.

Un tappo sfortunato, la beffa dell'aria, tutto quello che uno vuole... ora non mi interessa.

Non mi ero sbagliato, in tutto e per tutto un grandissimo "Mondevinum" di nuovo nel mio bicchiere.

Adesso però ce n'é rimasta solo una.



domenica 23 settembre 2012

Pfannenstielhof – AA Santa Maddalena Classico 2011


95% Schiava, 5% Lagrein – 13%

Chi ama l'Alto Adige e i suoi vini, non può essere indifferente al fascino della Schiave, per certi aspetti il brutto anatroccolo della viticultura altoatesina.

Per voler bene al Santa Maddalena Classico di Pfannenstielhof, non bisogna fare una grandissimo sforzo.

Un produttore arrivato relativamente tardi a proporsi con una propria etichetta sul mercato, ma ormai da alcuni anni un punto di riferimento per la Schiava.

In generale il colore rosso del Santa Maddalena é fra i più belli che esistano, per trasparenza e luminosità.

Se la gioca con il Pinot Nero da cui si distingue per la tonalità.

Il Santa Maddalena di Pfannenstielhof é un rubino di grande trasparenza, con un bordo porpora.

Visto nel suo insieme, mentre lo si versa o osservando il bicchiere all'altezza degli occhi, é un perfetto color amarena dal ritorno di luce che lo fa sembrare un cristallo.

Facendolo muovere nel bicchiere, senza avvicinarlo al naso, comincio già a sentire i profumi del vino.

Il movimento é piuttosto fluido, con lacrime rade e veloci, ma l'estratto e il contenuto glicerico, non sono e non devono essere i punti di forza di un vino come il Santa Maddalena.

I profumi a bicchiere fermo sono di ciliegia e di cannella.

La pasta di mandorla comincia a venire fuori mano a mano che aumenta il contatto con l'aria e che il vino si scalda.

Alla rotazione, emergono profumi feschi, quasi agrumati, che mi ricordano la scorza d'arancia insieme a lampone e fragolina di bosco.

Solo un leggero accenno floreale di viola mammola.

Nell'insieme di un tipicità perfetta.

Anche in bocca é assolutamente riconoscibile, fresco, succoso con il giusto supporto della sapidità.

Tannini praticamente inesistenti.

Dall'altra parte la giusta quantità di alcol che serve per arrivare ad un fresco equilibrio.

Il sapore ricorda una bibita di ciliegia e lampone, con un finale sapido, ma per nulla amaro.

Un aroma che rimane... per il tempo che deve, senza strafare.

Complessivamente rispetto alle ultime 4 annate, questa é forse quella un pelo inferiore, ma rimane sempre un bellissimo vino.

Mi fermo ad 85 punti, sicuro di non aver regalato nulla ad una bottiglia che ho pagato 7.5 Euro in un emporio di bevande in Alto Adige.

Tornando a sentite i profumi, mi si stringe il cuore da quanto il sentore di pasta di mandorla sia diventato così evidente.



Azienda Agricola Mola – Elba Rosso "Gelsarello" 2008


Sangiovese, Cabernet Sauvignon – 13%



Rosso ematico con un bordo appena granato.

Colore un pò spento, movimento compatto e rotazione lenta.

Il fruttato é dominante, già verso la confettura, in parte frutti di bosco e in parte arancia rossa.

Forse c'é anche un filo di volatile.

Seguono le spezie dolci, cannella, carruba, mallo di noce poi profumi più amari, di liquerizia e grafite.

Al gusto risulta piacevolmente fresco, purtroppo il sapore é poco definito, appena agrumato.

Una punta di sapidità, tannini appena accennati, alcol non invasivo.

Ha una struttura garbata, ne risulta un bicchiere poco impegnatico.

Un vino nel complesso fatto bene, ma che non si fissa nella memoria.

Potrebbe valere circa 78 punti.

Non ho idea di quanto costi, anche questa bottiglia mi é stata regalata.



sabato 22 settembre 2012

Azienda Agricola Montefabbrello – Elba Ansonica 2011


90% Ansonica, 10% Trebbiano Toscano – 13.5%



Etichetta decisamente "vintage" che lascia pensare ad una vera produzione artigianale.

E un pò "contadino", inteso nel senso positivo del termine, lo é davvero, nei colori, nei profumi e nel gusto.

Piacevole, ma anche semplice.

Sicuramente le uve sono state raccolte ben mature, forse anche con una leggera sovramaturazione.

Un clima come quello del 2011 non é stato facile da gestire in tutta Italia e a maggior ragione per i piccoli produttori.

Il colore é dorato, i profumi ricordano la frutta gialla matura, senza difetti ma semplice.

Così come veloce é anche il passaggio in bocca, con un finale leggermente acquoso.

Direi 76 punti. 

Non conosco il prezzo perché la bottiglia mi é stata regalata.

Cercando un pò di informazioni in giro ho letto che si tratta di una piccola azienda agrituristica.

L'uva viene pressato in modo naturale, cioé con i piedi, e poi viene vinificata senza aggiunta di lieviti e solforosa.

In effetti, l'essere "genuina", é senz'altro il miglior pregio di questa Ansonica.



venerdì 21 settembre 2012

Weingut Stroblhof – AA Chardonnay "Schwarzhaus" 2011


100% Chardonnay – 13.5%


Sono stato indeciso se trascrivere o meno questa degustazione, perché non mi sono trovato davanti al vino che mi aspettavo.

Ma non sarebbe stato un atteggiamento coerente.

Lo Schwarzhaus me lo ricordo come un vino contraddittorio: lo a pochi mesi dall'imbottigliamento, quando é giovane, e non ti dice nulla.

Poi te ne scordi una bottiglia in cantina, aspetti ad aprirla, e dopo un anno ti trovi davanti ad un vino di grande eleganza.

Con il 2011 mi sono preso tutto questo tempo, proprio perché mi ricordavo le esperienze passate, ma evidentemente non é bastato.

Nei colori, nella loro vivacità, é ancora un vino giovanissimo, bello e perfetto.

I profumi sono delicati, su toni semplici di frutta e fiori.

In bocca é decisamente un gradino sopra, esprime freschezza e sapidità, risulta equilibrato e facile da bere.

Forse "troppo facile"... gli manca quel non so che per fissarsi definitivamente nella memoria.

Come tutti i vini di Stroblhof é un vino perfetto, purtroppo in questo momento é un pò anonimo.

Da uno Chardonnay passato in legno mi aspetto qualcosa di più, e per ora si ferma a 80 punti.

Vediamo cosa mi dirà la seconda bottiglia fra qualche mese.

Pagato 10 Euro dal punto vendita di Stroblhof.


domenica 16 settembre 2012

Il vino che ho vendemmiato Io – Vendemmia 2011


100% Pignoletto – 13.5% (?)


Anche quest'anno, come impegno morale nella mia attività di Sommelier, sono andato a vendemmiare la vigna di un mio amico.

La solita gran fatica, che serve a ricordarmi che il vino non é solo stappare bottiglie, colori, profumi, aromi, amici, divertimento, ecc.

Quest'anno la vendemmia è stata un disastro, come qualità e quantità: magari prima o poi pubblicherò qualche foto.

É anche stata l'occasione per ritirare il giusto compenso della fatica del passato: 4 bottiglie fatte con l'uva raccolta nel 2011 e 2 di quella del 2010, la miglior vendemmia che mi ricordi.

Il "mio vino" 2011 ha un colore paglierino intenso, con delle sfumature che virano verso il dorato.

In questo si riconosce la mano dell'enologo, che é uno dei migliori dei Colli Bolognesi.

I suo vini sono così: intensi e ricchi.

La luce nel bicchiere é bella, piena, anche se non vivissima, il movimento denuncia estratto e contenuto glicerico.

I profumi aprono in modo netto sulla frutta matura e dolce: albicocca, poi tropicale di ananas e melone.

Il floreale giallo, una leggera speziatura a cui si unisce una punta minerale ne fanno un vino semplice e piacevole.

In bocca si fa sentire, un un gusto pieno, senza risultare pesante.

Unisce calore ad una freschezza agrumata, con un sapore rinfrescante di succo di sambuco e balsamico di caramella alle erbe aromatiche.

Ha un filo di rusticità, che tutto sommato lo rende tutt'altro che banale e, sarà anche per la fatica che ho fatto per raccogliere i grappoli, per me 84 punti li vale.

Di sicuro, molto meglio di tanti pignoletti anonimo/costruiti (e alcuni anche palesemente difettati) che si trovano in giro.

Costo? 5 ore di lavoro sotto il sole diviso per 6 bottiglie.


E questa é la vigna, saranno 20 filari, in una posizione magnifica.





sabato 1 settembre 2012

Weingut Niedermayr – Südtiroler Sauvignon "Naun" 2011


100% Sauvignon – 13.5%


Mi viene naturale associare a certi vini un colore, e nel caso del Sauvignon non poteva essere che il verde.

Il "Naun" di Niedermayr lo é davvero nel colore, vivace, vitale e con una luce "quasi" propria.

Sono verdi anche i profumi,legati strettamente al mondo vegetale.

Il varietale del vitigno si esprime nelle sue forme più eleganti con menta, sanbuco in fiore e ortica resi più dolci da sensazioni di frutta bianca.

In bocca, però, quello che stava per diventare un idilio purtroppo si rompe.

Ha sì una buona freschezza, ma mantiene per poco tempo la pienezza di gusto e chiude con un amarognolo più avvertibile del lecito.

Strano, e davvero un peccato, perché allora, nonostante all'inizio mi sia proprio piaciuto, non posso assegnargli più di 80 punti.

Mi ha anche lasciato perplesso aver trovato un tappo in coglomerato in una bottiglia che appartiene alla linea aziendale dei cru.

Psicologicamente preferisco le Stelvin+, lo trovo più elegante.

La bottiglia é costata 10.6 Euro al punto vendita della cantina.