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domenica 31 gennaio 2016

Champagne di Récoltants Manipulants, Parma 16/01/2016

Serata easy, Champagne di piccoli vigneron a Parma, nessuna bottiglia esageratamente titolata, ma con sole 5 bottiglie la miglior base completa, con i 3 vitigni in purezza, un assemblaggio tradizionale e un millesimato di annata molto buona.

In filo conduttore, nitido concetto dopo più di un mese, é il primo naso, che se anche non ti dice da che uve viene o in che zone é fatto, identifica subito uno Champagne.

Poi l'estrema pulizia della chiusura di bocca, quella é inconfondibile, ciò che in altri spumanti metodo classico é quasi un'eccezione, negli Champagne é praticamente una regola.

Gli appunti sono trascritti ora, ma c'é un'altra immagine che mi é rimasta impressa, in modo spontaneo, trasportata dal primo sorso e confermata ritornando più volte al bicchiere, con le temperature che via via si alzavano... l'aroma del Pierson Cuvelier Prestige Brut Grand Cru da Pinot Noir in purezza.

Non é stata la bottiglia più completa, ma di sicuro quella più particolare, una chiusura sapido-agrumata di chinotto, tesa fino al baratro dell'amaricante, senza passare oltre, fermandosi un attimo prima.

Volentieri la risentirei e metterei in cantina... a volte si cerca il particolare, quello che gli altri non hanno, giustamente sacrificando il concetto di qualità assoluta.



La serata é stata condotta molto bene da Giuseppe Miglioli, enologo, che ha vissuto e lavorato in Champagne, con diversi spunti interessanti, e alcuni racconti sorprendenti.


Lilbert & Fils - Brut Blanc de Blancs Grand Cru
100% Chardonnay


Dalla Cote de Blancs, paese di Cramant, ha sfumatura verdolina evidente con mousse abbondante, luce bellissima. Espressione minerale giovane, di pietra focaia e fiori bianchi, segue un agrumato immaturo, che tende appena al vegetale, senza svilirsi. Ingresso in bocca equilibrato, carbonica sfumata, si sente per un attimo il dosaggio, poi esce la vena salata e chiude condito. Vino elegante, pulito, aroma di cedrata a bicchiere vuoto. 84/85 pt


Delouvin Nowack - Tradition Brut
100% pinot meunier


Della Vallèe de le Marne, paese di Vandières, é un oro giovane e vivace, denso di materia colorante, perlage che riempie bene il bicchiere. Ha profumi soffici e dolci, fiori gialli ben a fuoco, pera matura e succosa, un piccolo ribes, traccia speziata di cannella e crema dolce. Secco nel gusto, gran freschezza, passa dall'aroma di polpa rossa, alla sensazione pungente della carbonica, per poi sfumare in frutta secca. Meno equilibrato del precedente, ma vivo e piacevole, saporoso, la chiusura ha un tenue ricordo di tannino. Soffi terziari a bicchiere vuoto. 86+ pt


Pierson Cuvelier - Prestige Brut Grand Cru
100% pinot noir


Delle Montagne di Reims, paese di Louvois, sabbia dorata, dalla sfumatura rossiccia. Perlage finissimo, dalle lunghe catenelle, manda lampi di luce, che all'altezza degli occhi hanno comunque una giovane sfumatura verdolina. Profumo di dolce natalizio, con uvetta, arancio dolce, nettissima rosa, un particolare accenno di fungo essiccato, il sorso ha un attacco sapido così intenso, che sfiora il limite dell'amaricante, senza valicarne la soglia. Non ha fina da subito uno sviluppo aromatico vasto, ma ha il fascino delle cose particolari, e una bellissima chiusura di chinotto che amo intensamente. Un vino teso fino al limite della preziosità, un passo in più e gli sarebbe stato fatale. Avrà con l'avanzare della serata, una bellissima evoluzione a bicchiere vuoto. 85 pt (ma questo lo comprerei)


Lucien Roguet - Brut Rosè Grand Cru
assemblaggio di pinot noir, chardonnay, pinot meunier


Dalle Montagne di Reims, paese di Mailly-Champagne, color buccia di cipolla, con spuma bianchissima, ha profumi di caramella all'arancio, zucchero candito, nel complesso un pò semplice e confettoso. Bocca soffice, di buona pienezza, gustoso e rosso nel sapore, una parte dolce che non stona, ben amalgamata con freschezza e sapidità. Finale tirato di acidità, gli manca spinta aromatica e così si conferma anche a bicchiere vuoto. 82/83 pt


Gaidot-Forget Brut Millesimé 2008 1er Cru
60% pinot noir, 40% pinot meunier


Dalle Montagne di Reims, paese di Ludes, paglierino rossiccio e scattante, una vera sorgente di luce. Profumi raffinati di fiori gialli, finissimi, un tocco di frutta secca, brioche, mineralità salata, erba aromatica dolce, che stranamente non stona, e marmellata di albicocca. Carbonica finissima, arancia sanguinella, ciliegia croccante, pura eleganza di polpa, per un finale lunghissimo e sottilmente salato. Per estensione e profondità, miglior Champagne della serata. 87 pt









sabato 23 gennaio 2016

Cena con degustazione eremitica fra amici...

E poi ti fanno la sorpresa... attendi un ospite a cena, ti affanni a trovare qualcosa da mangiare visto che il tuo frigo contiene più aria che altro e si presentano in 2, armati di tutto quel che serve per preparare un risotto.

Si portano pure i vini, ormai devo avere una brutta fama...

Luca mi stupisce e tira fuori 2 super-mega-bio della Loira, il Doc la gioca facile, porta Alto Adige e Sancerre.

Mi lasciano solo a difendere “territorio” e allora sacrifico una delle più belle espressioni di Pignoletto degli ultimi anni, e non sto scherzando.




Nathalie Gaubicher – Vin de France “Bobbly!”
100% Cinsault - 12%


Mi accorgo solo ora che l'etichetta é sbagliata, é quella di una magnum mentre la bottiglia é normale. Pieno buccia di cipolla, con spuma rosata, ha un inizio ruvido, terroso, profondamente aranciato e screziato di lieviti, leggermente officinale. In bocca ha attacco dolce, dalla carbonica é sfumata, con una sensazione di pienezza. Trasmette una vitalità che si fa bere assai bene, anche in una sera fredda d'inverno. Finale di rabarbaro.


Nathalie Gaubicher & Christian Chaussard – Vin de France “Kharaktêr” 2011
100% Chenin Blanc – 12%


Oro antico dai riflessi metallici, profuma di albicocca caramellata e miele di castagno, dai toni caldi di arbe amaricanti e soffio di smalto, comunque intensamente bianco di fiorellini freschi. Sorso dolce-sapido, un inaspettato preludio ad un fiume di freschezza, poi si orienta ad un goloso zenzero candito. Vibrazione finale tannica di caramella all'orzo.


Pascal & Nicolas Reverdy – Sancerre “Terre de maimbray” 2014
100% Sauvignon Blanc – 13%


Verdolino chiarissimo, e naso altrettanto giovane, floreale ma principalmente agrumato, di mandarino e pompelmo rosa. Il sorso é nervoso, ancora sfibrato, ha le componenti giuste tuttavia non ancora amalgamate, mi piacciono i vini con grande tensione, ma un inizio di rotondità lo completerebbe. Senza dubbio ora toglie la sete, fra qualche anno darà anche più soddisfazioni.

Putzenhof – Südtirol Bozner Leiten 2013
85% Schiava, 15% Blauburgunder e Lagrein – 12.5%


Al colore appena più scuro della mia Schiava ideale, ma nei profumi si avvicina molto, la ciliegia é netta e anche la pasta di mandorla fa capolino senza nemmeno doverla cercare troppo. In bocca é un pò più distante, sempre parlando di un modello che mi sono fatto in testa, maggior volume, tannino più avvertibile, minor freschezza. Ha comunque un bel frutto e con la spalla cotta é andata assai bene, un rosso ci volevain questa serata.


Il Mio Pignoletto 2010
100% Pignoletto – (ecchilosà)%


Una delle ultime bottiglie rimaste, ricordo di una bella vendemmia nella vigna di un amico. Il colore non ha ceduto al tempo, sfumature giovani e di gran vitalità, il naso parte timido, i profumi sono sottili e nitidi come li ricordavo, con la temperatura che sale verrà fuori una magnifica pesca gialla. Il sorso é splendido, nella sua apparente semplicità, di carattere, lo trovo completo, un insieme di calore e freschezza che si fondono, con la seconda che prevale ancora. Fra 5 anni sarà ancora un gran vino, ad avercene altre.









martedì 5 gennaio 2016

Chateau Tour des Gendres - Bergerac Sec "Conti-ne Périgourdine" 2013

100% Muscadelle Petits Grains - 13%


L'etichetta riporta anche parcelle "Le Jeanneton", appezzamento di 1Ha su terreni limosi-argillosi.

Colore intenso e caldo, inizialmente timido nei profumi, soffusamente marini, mentolati, con un fruttato di pompelmo giallo e sottile vena di salvia.

Diventeranno più intensi e definiti mano a mano che la temperatura si alza, arricchendosi di una ricordo speziato di marmellata di marillen.

Fin da subito, invece, é già convincente in bocca, golosissimo al primo sorso, dalla polpa ricca che in parte mi sorprende, ma che in fondo conferma la vena falsamente magra degli affinamenti "sur lie".

La fibra si infittisce, pur mantenendo leggerezza di beva, certo il passaggio in legno qualcosa gli ha dato anche negli aromi.

Scorre in un fiume di freschezza, chiude profondamente minerale e quasi "da Sancerre", con una tensione sapida che sfiora il limite dell'amarognolo, senza valicarlo, e allora diventa una cosa preziosa.


Gran bel gioiellino, da almeno 85 punti.

L'ho acquistato online per 17 euro, 2 bottiglie, di cui una sfortunata, ma la prossima volta ne prendo una cassa.