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domenica 31 agosto 2014

Wassererhof – Sudtiroler Sauvignon 2013

100% Sauvignon Blanc – 14%


Bottiglia acquistata a seguito di un veloce assaggio in Enoteca a Fié dello Sciliar, di un piccolo produttore proprio del paese, che per la prima volta si affaccia sul mercato.

Preso a Giugno e lasciato in cantinetta fino ad ora, dopo che per diverse volte durante le vacanze ho letto il cartello che indicava come raggiungere la cantina... senza decidermi ad imboccare quella strada.

Ne avevo un ricordo vago di un vino intenso, molto Sauvignon dell'Alto Adige, caldo e avvolgente...

Nel bicchiere é un verdolino perfetto, che trasmette una immagine di fredda bellezza, di ghiaccio.

E il naso, da subito, non mi ricorda una Sauvignon dell'Alto Adige...

Mi sorprende, per questo suo essere subito, in modo diretto, un vino di agrume, sopratutto pompelmo.

Certo, ci sono anche i fiori di Sambuco, ma il vegetale non é pungente, non é verde... é quello dolce di menta.

L'unica concessione allo stereotipo del vitigno...

Ma anche il fruttato, parla di melone e pesca bianca, e sempre dolce é il ricordo di biancospino.

Un insieme di profumi delicato, netto ma non sfacciato allo stesso punto.

Al gusto entra rinfrescante e comunque di spessore, si avverte la morbidezza ma non la forza alcolica dei suoi 14°.

Poi chiude, quando lo vuole lui e dopo che ha fatto da protagonista per un bel pò, con una sensazione di grande sapidità.

Senza arrivare, nemmeno lontanamente all'amaro...

Un vino figlio di un'annata strana, forse il miglior 2013 sentito finora, e se non é stato una combinazione di circostanze favorevoli, questo potrà essere davvero una stella nascente..

Mi sbilancio su 87 punti... e l'ho pagato direi meno di 10 Euro.



Non fosse per i 14% di alcol, la struttura e il contenuto glicerico, potrebbe passare davvero per un Sauvignon della Loira.


sabato 30 agosto 2014

Vigneti Cenci – Franciacorta "0" Cuvée Pas Dosé n.m.

70% Chardonnay, 30% Pinot Bianco – 12.5%


Ogni volta che entro all'Osteria di Vittorio trovo qualcosa di nuovo, e mi faccio sempre incastrare... non che ci voglia molto.

Me lo presenta con "é come uno Champagne"... e naturalmente non gli credo nemmeno per un secondo.

Però é un produttore che non conoscevo, leggo che viene dalla zona di Monte Orfano, la parte più a Sud della Franciacorta, terreni diversi, clima diverso.

E particolare si dimostra subito già dal colore, giallo intenso, di spessore, al limite inferiore del dorato, per un Blanc de Blancs che ha fatto solo acciaio non é certo la normalità.

Nella flûte ha un perlage vorticoso, mentre popola un calice più largo di tantissime catene di bollicine in veloce ascesa.

E non si tratta di una sboccatura così recente (2013)...

Naso assolutamente desueto, al limite inferiore di quello che si potrebbe definire uno stile ossidativo.

Entra con una evidente tostatura, di caffé e fetta biscottata, in parte liquerizia e in parte dolce di miele selvatico e marzapane.

Così come dolce é la sua parte fruttata, decisamente tropicale, matura, particolare nella scorza di arancia amara.

Completano un floreale, of course "giallo" di iris, e profumi di erbe montane essiccate.

Nel complesso é un pò scomposto, con voci che parlano più in intensità che non in coordinazione, ma é anche strano, particolare e per questo interessante.

Viene davvero voglia di perdere qualche secondo a provare di inseguire le sue tante componenti.

Il sorso ha un impatto piccante, la carbonica punge e quasi anestetizza il gusto, un ingresso davvero teso.

Il sapore arriva dopo, inizialmente conferma la frutta matura, ma poi dispiega un agrume decisamente più fresco.

Masticandolo, si nota anche un inizio di distensione della freschezza.

Non é lunghissimo, ma non lascia una scia dolciastra e chiude con un ricordo di tostatura senza il tipico amaro... o almeno così mi sembra.

Certo... dal mio modello di Metodo Classico ha una certa distanza, ma decisamente uno spumante interessante.

Nei Franciacorta, a parte gli "eretici", era da un bel pò che non mi capitava.

Potrei anche ricomprarlo...


Pagato 22 Euro nella mia Osteria preferita dell'eremo Reggiano, potrebbe valere anche 83 punti.

In parte per il coraggio di aver fatto qualcosa di diverso e da quelle parti, se ne sente proprio il bisogno.






venerdì 22 agosto 2014

Weingut Garlider – AA Blauburgunder 2012

100% Pinot Noir – 13%


Non é una vera degustazione, perché ho sentito il vino ad una manifestazione a Chiusa, in Valle Isarco quindi non ho avuto la calma sufficiente per sentirlo per bene.

Però, é il mio vino dell'estate...

Ad ogni vendemmia, Garlider riesce a farmi innamorare con un vino sempre diverso.

Da sempre con il Veltliner, 2 anni or sono con il Gewurztraminer, l'anno scorso con il Pinot Grigio.

Quest'anno ci é riuscito con ben 2 vini, a cominciare con il Sylvaner 2012, che esprime in pieno le potenzialità di questo vitigno dagli aromi vegetali che, con pochissimo, riesce a passare dall'estrema eleganza alle sensazioni erbacee.

Ma quello che mi ha impressionato oltre ogni aspettativa é stato il Blaudurgunder 2012.

In altri millesimi lo ricordavo come un Pinot Nero ricco di frutto, avvolgente, potente di alcol, molto... Blauburgunder dell'Alto Adige, più che Pinot Noir vero e proprio.

Questo invece...

Odio fare questo tipo di paragoni perché ogni terroir ha le sue caratteristiche non imitabili ma... appena ho portato il bicchiere al naso, ho pensato "Bourgogne !!!".

Sottobosco, foglie essiccate, spezie, violetta, terra rossa...

Scrivo "Bourgogne" non a caso, intendendo un "village", ma l'impostazione é quella.

Al gusto, da quello che ricordo, ritorna un pò di più l'Alto Adige, con l'alcol che un pò si sente, ma questo non lo sminuisce.

E' il mio vino dell'estate 2014.

Quasi dimenticavo... la bottiglia ha il tappo in vetro, fermentazione con lieviti indigeni, certificazione biologica della produzione

Garlider ha i vigneti in un posto incredibile, una specie di burrone sulle pareti della Valle Isarco, fra i 500 e i 900 metri di altezza.

Un posto che non va bene per chi soffre di vertigini.

Christian é un ragazzo gentile e simpatico, e anche un pò atipico, gira con una enorme Buick americana e ha le capre che passeggiano sul tetto della nuova cantina.

Da andare a trovare...


Mi sono portato a casa anche un Muller-Thurgau 2007, che é ancora sorprendentemente integro, dopo così tanti anni.







Gumphof – Südtiroler Weissburgunder "Praesulis" 2013

100% Pinot Bianco – 14%


Paglierino con sfumatura verdolina, di grande trasparenza, una tonalità molto sfumata.

Nei profumi il protagonista é subito il mondo minerale, con un ricordo di fumo e una pungente pietra focaia.

Delicato fruttato di pesca bianca e una rinfrescante mela verde che con i secondi vira verso quasi un ricordo di muschio fresco.

Poi agrumi e prugna gialli, in maturazione e il floreale bianco.

Entra sapido anche al gusto, ma é questione di un attimo, perché va in equilibrio per poi spostarsi su una freschezza nervosa.

Diffonde aromi di mela e di menta, su un finale lungo.

Lo attendo, e lo sento cambiare per effetto dell'ossigeno, le note fresche si addolciscono un pò e finalmente riesco ad afferrare una associazione che continuava a sfuggirmi.

Se la parte agrumata fosse stata appena più arancione invece che gialla, poteva essere quasi un Sancerre.

Ed invece é un gran bel Pinot Bianco, giovane e da attendere.

Per ora si ferma a 86 punti, ma il potenziale é elevato.


Pagato 11.7 Euro in un piccolo negozio di vini di Siusi.


mercoledì 20 agosto 2014

Kandlerhof / Erbhof – Sudtiroler Sauvignon 2013

100% Sauvignon – 14.5%


Colore chiarissimo, appena verdolino.

Profumi del mondo vegetale, erbacei, di menta e ortica, resi più dolci da cedro maturo e pompelmo.

Nettissimo fiore di sambuco in sottofondo e ricordo smaltato di caramella di anice.

Ingresso in bocca ha una freschezza immediata e sorprendente, per i suoi 14.5%, da quello che ho sentito é un pò il marchio di fabbrica della vendemmia 2013.

Ma anche tanta morbidezza.

L'alcol praticamente non si sente, é stato diluito dal grande mix acido-sapido.

Finale mentolato e minerale, anche di una certa lunghezza.

Nel complesso un Sauvignon dell'Alto Adige molto tipico, da uve che devono essere state lasciate a lungo in pianta a maturare, complice un'annata con andamento climatico particolare.

Da 9.7 Euro in enoteca, può valere intorno agli 85 punti.



martedì 19 agosto 2014

Weingut Pranzegg – Vino Bianco "Caroline" 2012

Chardonnay, Sauvignon, Viogner, Manzoni Bianco – 13.5%


In retro etichetta c'é scritto "uvaggio bianco, in evoluzione come nostra figlia Caroline"... mi piace un sacco.

Poi tappo in vetro con la scritta Pranzegg su sfondo blu, veramente elegante.

Anche il colore é bello, con quella pienezza che denota passaggio in botte piccola o breve macerazione... forse entrambe.

Profumi complessi, con aromi di legno evidenti, frutta secca, nocciola, mandorla tostata, noce moscata e pepe bianco.

Penetrante, al limite del balsamico.

Ingresso in bocca potente, avvolgente e caldo, ma comunque non pesante grazie ad una freschezza elettrica e al gusto minerale.

Gli aromi confermano il passaggio in legno e la macerazione.

Ma decisamente troppo presto per aprirlo in questo momento, é ancora giovane, con troppi spigoli.

Deve ancora amalgamarsi ed esprimersi completamente.

Potrebbe valere circa 84 punti.

Pagato 19.8 Euro nell'Enoteca di Fié dello Sciliar, che non é proprio pochissimo.


Anche se si tratta di un vino ambizioso...


venerdì 15 agosto 2014

Pfannenstielhof – Sudtirol St. Magdalener Classico 2012

90% Schiava, 10% Lagrein – 13%


Non é un St. Magdalener, ma “il St.Magdalener” !!!

Una tipologia che amo, nella sua semplicità, nella sua sottigliezza, nella sua leggerezza.

Il colore ha la bellezza che lo avvicina a certi Pinot Noir, di un rubino trasparente, da pietra preziosa, con una sfumatura rosa che nasce sull'orlo del bicchiere.

E che nessuna fotografia renderà mai come dal vivo...


Nel bicchiere si muove con grazia, con un brio che ricorda la vivacità del colore.

Profumi diretti, immediata la ciliegia fresca tipica del vitigno, ma in parte anche amarena e un'inattesa rosa rossa, appena accennata.

Così come sfumate sono fragola, non di bosco, ribes e una piccola ma precisa traccia di pasta di mandorla.

Sono già passati quasi 2 anni dalla vendemmia, il profilo aromatico é giustamente cambiato.

Ancora fresco e leggero in bocca, i tannini appena si sentono, in cui espande un aroma di bacche rosse e una accenno di tostatura.

Un vino può essere elegante anche con un corpo così esile.

86 punti, in parte di affetto, su una scala assoluta di valori, ma se lo consideriamo fra i suoi simili, questa é l'eccellenza.

E in effetti, é stato "Schiava dell'anno" nel 2013.


Pagato 9.2 Euro all'emporio di bevande di Telfen.



mercoledì 13 agosto 2014

St. Michael Eppan – Südtirol Riesling "Montiggl" 2013

100% Riesling Renano – 13%


Ho passeggiato in mezzo alle vigne da cui viene questa piccola grande bottiglie, lungo le rive dei Laghi di Monticolo.

Vigne basse, pettinate su questi dolci pendii, sembrano un giardino, denotano cura e voglia di produrre bene.

Come tutti i grandi Riesling, queste vigne vedono l'acqua.

Nulla di paragonabile alla Mosella, o viste le pendenze meglio ancora al Rheigau, tutta un'altra impostazione, da figlio esemplare dell'Alto Adige e in questo assolutamente fedele.

Nel bicchiere é appena colorato di verdolino, e si muove agile a presagire un'impostazione sulla facilità di bevuta, sull'accompagnamento del pranzo.

Nei profumi é ancora un Riesling embrionale, essenzialmente salato, con una bellissima e nitida pesca bianca, sambuco e menta dolce.

Nessun idrocarburo, sono sentori che si sviluppano nel tempo, gli ci vorranno forse almeno 3-4 anni.

Mi rammarico di non aver mai sentito un Montiggl invecchiato... come per tanti vini dell'Alto Adige, o te li conservi tu in cantina, o semplicemente non si trovano.

In bocca é già adesso una vera delizia...

E' leggero, in equilibrio perfetto vista la giovane età, sfodera una grande freschezza da cui sporge, appena, una punta di salinità.

Alcol che non si sente, fuso con le sensazioni che remano in direzione opposta.

Il sapore, l'aroma che sprigiona é di nuovo quello della pesca bianca, accompagnato da uno sfumato anice e melone dolce.

Lungo e piacevole, chissà cosa potrebbe diventare? 

Sarà comunque diverso da come é ora, e per certi versi, pensarlo un pò mi dispiace...

Per ora si ferma a 86 punti, per una bottiglia da 9.2 Euro nell'emporio di bevande di Telfen.


Grande, piccolo Riesling, da bere e non da contemplare.




lunedì 11 agosto 2014

Girlan – AA Pinot Bianco “Plattenriegl” 2013

100% Pinot Bianco – 14%


Più sul verdolino che non sul giallo, e dal movimento compatto e importante.

I profumi iniziali sono piccanti di roccia e polvere da sparo, da vero Pinot Bianco dell'Alto Adige.

In modo quasi fin troppo fedele...

Ruotando il bicchiere si sposta su note più dolci, di fiori bianchi, quasi da sambuco, polline sopra ad un sottofondo verde di pompelmo.

In bocca entra con la forza dell'alcol che vaporizza ed espande di nuovo una sensazione aromatica di pietra focaia.

Ma quasi subito, mordibezza e calore si stemperano nelle sensazioni fresche mentre gli aromi virano anch'essi su un agrumato giallo.

Rimane una struttura importante, che ne limita un filo la bevibilità.

Fatto veramente bene, forse anche troppo bene, e si merita allora 83 punti.


Pagato nella mia enoteca preferita dell'Alto Adige, ben 9.9 Euro


sabato 9 agosto 2014

Weingut Kobler – AA Chardonnay "Ogeaner" 2013

100% Chardonnay – 13.5%


Voglio cominciare con un giudizio di sintesi...

Trovo che il vitigno sia rispettato in modo esemplare, senza incorrere nella moda diffusa di caricarlo enormemente di legno solo perché si tratta di Chardonnay.

Lo stile, nei profumi e nell'impostazione, ricorda in modo innegabile la Borgogna, ma nella zona più a Nord: lo Chablis.

Potrebbe essere paragonato ad uno Petit Chablis, ma con un corpo più importante, o ad uno Chablis VV con un filo in meno di ricchezza.

Ma i profumi sono quelli...

Inizia con fragranze fresche di Agrumi, limone giallo in particolare, il floreale di lavanda, le note minerali di salgemma e rosmarino.

Con l'aria, diventa progressivamente più dolce, virando verso la pera williams matura e la tisana ai fiori di campo.

In bocca entra di spessore, con un equilibrio che cede appena verso la sapidità.

Aromi coerenti ma meno definiti, trova il suo maggior limite nella lunghezza, senza per questo cedere un millimetro alla bevibilità.

L'ho aperto una sera di agosto con spaghetti integrali al tonno, e il livello della bottiglia é calato di un bel pò.

Chiudo con un altro giudizio di sintesi...

L'esecuzione é magistrale, il vino non ha una sbavatura, la mano di Armin ha lavorato con precisione, in vigna e in cantina, con la complicità di un'ottima annata.

Il problema sono diverse centinaia di Km troppo verso Sud, o qualche centinaia di metri di meno in altezza.

Ma, lo ripeto, io il vitigno e lo stile li ritrovo in modo coerente...


84 punti per una bottiglia che in cantina costa 11 Euro, e toglie bene la sete.





lunedì 4 agosto 2014

Raventòs i Blanc - Cava Gran Reserva "de la Finca" Brut Nature 2005

40% Xarel-lo, 25% Parellada, 20% Macabeo, 10% Chardonnay, 5% di Pinot Noir - 12%



Giallo intenso e carico, nella penombra del ristorante mi pare quasi di intuire una inconsueta sfumatura ramata.

E di inconsueto... piacevolmente inconsueto... questa bottiglia svelerà parecchi aspetti.

Continuando sui primi profumi, che sono di rosa (...di colore rosa), viola e fumo.

Questo passaggio aromatico é evidente, e alla fine si sposerà in modo divino con quello del piatto con cui l'ho accompagnato.

Ma questa é una storia personale...

Seguono le note tostate di frutta secca, nocciola, burro e arachide e infine, una nettissima immagine di scorza di arancio amaro.

Uno spettro olfattivo particolare, con alcuni spigoli e una concessione alla mineralità di pietra focaia che potrebbe, all'inizio, spiazzare.

Ma che può conquistare chi cerca qualcosa che vada al di là...

In bocca ha un ingresso secchissimo, con una carbonica puntiforme che esalta il gusto sapido.

Il corpo non é così potente, forse in questo denuncia la maggioranza di uve tipiche del Cava, ma essendo uno spumante é un aspetto che diventa piuttosto secondario. 

Gli aromi ricordano di nuovo la frutta tostata, la liquirizia e in modo ancor più netto l'arancia amara, appena sfumata (e qui bisogna essere amanti di Chinotto e Aranciata Amara...).

Nel complesso estremamente "crudo", e per questo assolutamente rinfrescante.

Così come sono diventati più freschi i profumi, che riportando il bicchiere al naso focalizzano un'immagine di mandarino.

E' una delle prime volte che un Metodo Classico in cui le uve dominanti non siano Chardonnay e Pinot, mi convince in modo così deciso.

Appena sotto la quota di eccellenza, direi da 88 punti.


In carta da Uinauino a Castel San Pietro a soli 29 Euro... e per una sera, forse anche 2, si può anche non bere Champagne.