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sabato 29 ottobre 2011

Poderi Morini "Traicolli" - Ravenna Rosso IGT - 2004


100% Centesimino - 14.5%


Un ex-ospite della mia cantinetta da ormai diversi anni, comprato perché in degustazione fui colpito dalla potente struttura tannica, con la curiosità di come si sarebbe evoluto nel tempo.
Bottiglia di vetro pesante con la spalla molto alta.
Il tappo non é perfetto, nonostante sia stata tenuta coricata ha perso di elasticità e c'é stata una leggera colatura laterale, ma non sembra difettoso.
Nel bicchiere é granato con l'orlo color mattone, vivacità di colore intermedia, movimento compatto della massa liquida alla rotazione.
Il naso é decisamente terziario, cuoio e sottobosco, spezie dolce ma abbastanza indistinte.
Poi frutta in confettura di mirtilli che, dopo qualche minuto nel bicchiere, vira verso le prugne sciroppate. C'é anche una leggero accenno minerale, che ricorda la grafite e il goudron.
Corretto ma non un campione di eleganza.
In bocca la sensazione alcolica é evidente, mitigata da una certa freschezza e da un tannino ormai
ben levigato, forse anche troppo levigato. Devo dire che mantiene anche una certa persistenza.
Mi ha fatto venire voglia di arrosto, su cui avrebbe fatto una discreta figura, ma non era compreso
nel menù della serata.
L'ho provato con un pezzo di Bitto e devo dire che c'é stato molto bene, anche più di quanto mi aspettassi.
Per questa performance, si rialza il punteggio e si ferma a 82.
Ma andava senz'altro bevuto almeno 2 anni or sono e forse anche il tappo ha avuto la sua influenza.
Non mi ricordo proprio quanto l'ho pagato, ma l'ho comprato in Enoteca a Cervia.

Freigut Thallern "Prälatenwein" - Qualitätswein mit staatl. - Halbtrocken

Rotgipfler, Zierfandler, Grüner Veltliner - 11%


Bottiglia da 1 litro, un regalo portato dall'Austria e rimasto in cantina per anni (almeno 5).
Mi sono detto "proviamo", gli halbtrocken di stampo tedesco (questo in realtà é austriaco) di solito non sono così dolci e hanno una buona resistenza al tempo.
Il tappo é in silicone e anche piuttosto corto, non certo un prodotto di punta.
Nel bicchiere ha un colore fra il dorato con qualche riflesso ambra, ma tutto sommato ancora una
certa luminosità.
Profumi molto tenui, un accenno di fruttato, con un finale di evoluzione che ricorda la frutta secca.
In bocca é dove si comporta meglio, alcol appena accennato, morbido probabilmente per il residuo zuccherino che però non si avverte quasi per nulla perché bilanciato da una freschezza ancora viva.
Nulla di che, ma nemmeno un vino morto, probabilmente é nato poco meglio di come é adesso ed
ora é avviato al suo lento declino.
Se devo pensare ad un voto mi viene in mente un 76.
Ho guardato sul sito internet del produttore il prezzo attuale: circa 6 euro e per quella cifra é sicuramente un prodotto onesto.
Direi che dalle nostre parti i preti bevono meglio.

giovedì 27 ottobre 2011

Radoar "ETZA" - Vigneti delle Dolomiti IGT - 2010

100% Muller Thurgau - 13%


Da uno dei vigneti più alti della Valle d'Isarco, a 900 metri di altezza a Velturno.
Non ci capiti per caso in azienda, ci devi andare di proposito, come ho fatto quest'anno dopo aver sentito il vino in degustazione a Chiusa l'anno scorso,
Bottiglia allungata, di quelle Alto-Atesini che poi, con il tappoa pompa, non ti stanno più nello sportello del frigo.
Il colore é, come c'era da aspettarsi, uno splendido cristallo, praticamente un paglierino puro senza accenni verdolini o dorati.
Comunque profondo, e anche di un peso notevole nel bicchiere.
I vigneto sono talmente in alto che ci si può permettere una lunga, lenta e perfetta maturazione sulla pianta.
All'inizio emerge l'aromaticità, il profumo dell'uva fresca e poi il tipico aroma di noce muscata del Muller Thurgau seguito dall'erbe aromatiche come la salvia, molto evidenti, netti.
Ma mano a mano che si scalda arriva tutto il resto, frutta in perfetta maturazione, pesca, agrumi, un accenno di timo e maggiorana.
Bellissimo.
In bocca si beve che é una delizia, in perfetto equilibrio, elegante, rinfrescante.
Pecca appena un filo di persistenza, ma a parte questo un gran vino.
Mi sbilancio su un 88, in cui c'é senz'altro anche una parte di cuore, ma mica tanto
Pagato 14 Euro direttamente in cantina.
Radoar produce appena 4 vini, ma in compenso ha almeno 10-15 tipi diversi di distillati.

domenica 23 ottobre 2011

Champagne René Collard Ultime Brut 1995

100% Pinot Meunier - 12%

René Collard era un appassionato di Pinot Meunier ed era noto per le sue lunghe permanenze sui lieviti in una cantina scavata 25 metri sotto terra alla temperatura costante di 8°.
Questa é la sua ultima annata, dopo la quale ha smesso, per motivi di salute di produrre Champagne.
Da quello che si legge dovrebbe essere un 1995, tenuto 13 anni sui lieviti con dosaggio molto basso. Il motivo per cui il tappo ha la marcatura "De Telmont" , sempre da quello che si legge, é che De Telmont ha rilevato il contenuto della cantina di Collard dopo la sua morte nel 2009.
Alla stappatura il tappo é bellissimo, e appunto marcato con il logo di "De Telmont".
Il colore é appena dorato con lampi rosa, tipici del Meunier. Grande profondità di colore e perlage fine e persistente ma quello che mi colpisce é la grande vivacità.
Possibile che sia un 1995? Se ha fatto 13 anni sui lieviti ha fatto il degorgément nel 2008 e, in effetti, dalla forma che ha preso il tappo ci può stare.
Il naso é principalmente gesso, poi frutta fresca (agrumi, susine), lieviti (per forza, c'é stato a contatto per 13 anni) e nessuna traccia di ossidazione.
Al gusto é 100% Meunier, quel piacevole fruttato che lo marca in modo indelebile, fresco, ma molto fresco, quasi agrumato.
In fondo, oserei dire finalmente, un traccia di frutta secca: non ha una lunghezza eterna, ma é decisamente piacevole, si beve veramente molto bene.
Devo essere onesto? Non gli darei mai 13 anni.
Ho anche il 1976 e il 1990, chissà cosa mi riservano.
Intanto a questo gli assegno un bel 87: bottiglia pagata circa 50 Euro (+ spedizione) da un'enoteca in Belgio

Bodegas Valduero - Viadero 2010

D.O. Ribera del Duero (España) 13% da uve autoctone Albillo

Il colore é coerente con la sua età, un bel paglierino profondo e di una certa vivacità, una leggere traccia di bollicine che mi lascia pensare ad un imbottigliamento in atmosfera di azoto.
Si vede subito che "la mano" c'é, la tecnologia di cantina é curata.
I profumi ricordano la frutta tropicale, ananas, agrumi e frutta gialla e una grande mineralità. Prestando attenzione poi anche fiori gialli di ginestra e anche un tocco di erbe aromatiche.
In bocca la mineralità si conferma con la netta impressione di sapidità mentre la freschezza é decisamente in secondo piano.
Alcol avvertibile ma non invadente, ancora una volta si capisce che chi lo ha vinificato conosce bene il suo mestiere, perché non c'é nulla fuori posto.
L'unica critica: non emerge la personalità del vitigno, che onestamente io poi non conosco.
La scheda,  recuperata dal produttore, dice che fà solo acciaio, ma questo era quasi evidente mentre quello che mi colpisce é che viene da una vigna posta a più di 800 metri.
Direi che siamo sugli 82-83 punti, ma tutto sommato avercene di questi vini.
Non ho idea del prezzo, é un regalo di una cara amica.



E si inizia...

L'idea mi frulla da un pò ed é quella di radunare le degustazioni che faccio tipicamente a casa, forse anche perché riesco a fissare meglio le sensazioni, o quelle più interessanti fatte a serate degustazioni o cose simile.

Anche perché così mi rimandagono scritte da qualche parte e anche perché così magari si può intavolare una discussione con altri appassionati di vino.

Vediamo cosa viene fuori