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domenica 29 gennaio 2012

Le Vigne di Zamò – Venezia Giulia IGT Pinot Grigio 2010

100% Pinot Grigio – 13.5%

Il colore ricorda il petalo di rosa ma con sfumature che tendono decisamente al ramato.

La rotazione é compatta, con una risalita uniforme ad indicare la ricchezza di materia estrattiva.

In effetti il produttore dichiara un assemblaggio al 50% fra una parte vinificata in bianco e una parte vinificata in rosso per 4 giorni.

Il risultato é questa tonalità particolare, poco consueta ai giorni nostri, ma che riporta alla vinificazione tradizione di questo vitigno.

I profumi hanno noti dolci e fruttate di lampone, fragola e ciliegia che insieme fanno pensare alla caramella "Charms" all'amarena, come spesso capita nei vini rosati.

Ma ci sono anche prugna, pesca noce, un sottofondo di mineralità e fiori "rosa" come la violetta di campo.

In bocca entra deciso, caldo e sapido, con un bel ritorno aromatico di agrumi rossi per poi chiudere con una lunghezza intermedia che lascia una piacevole scia minerale.

Un vino particolare, fatto bene, ma con un'identità non troppo definita.

La tecnica di produzione, da un lato lo colloca in una posizione intermedia fra i bianchi e i rossi, ma d'altra parte il Friuli riesce a regalarci Pinot Grigi vinificati in bianco ben più interessanti.

Ho pagato la bottiglia 12 Euro in Enoteca e potrebbe valere intorno ai 78 punti.



domenica 22 gennaio 2012

Sartarelli – Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC Classico Superiore 2009 "Tralivio"

100% Verdicchio – 13.5%

Solo DOC perché come vendemmia siamo ancora prima di una delle più meritate DOCG del panorama viti-vinicolo italiano.

Il colore, paglierino con ancora evidenti riflessi verdolini, trasmette un luce che lo rende quasi brillante.

Consistenza intermedia, che lascia presagire una buona bevibilità.

Le prima impressioni olfattive, sono di frutta gialla, fiori di campo ed erbe aromatiche avvolte da un alone salmastro.

Profumi che definerei freschi a cui, prestando attenzione, si possono collegare l'albicocca, la pesca, il cedro, l'ananas e il gelsomino.

I ricordi minerali e marini, colpisco in naso con una piacevole impressione pungente che solletica i sensi.

In bocca si presenta con morbidezza ed equilibrio.

Dopo alcuni secondi si avverte il calore dell'alcol, ma questo é ben contrastato da una freschezza agrumata e dalla sapidità tipica del territorio e del vitigno.

La buona lunghezza lo rende piacevole da bere, per un voto che potrebbe essere almeno un 86.

Non conosco di preciso il prezzo visto che questa bottiglia é un regalo di una cara amica.

E' sicuramente ora il momento migliore per berlo, se lo si vuole apprezzare ancora fresco e giovane, poi continuerà ad essere un bel vino, ma progressivamente sbilanciato verso sensazioni più evolute.

Il Verdicchio é un vitigno straordionario e nelle sue zone di elezione regala, a mio parere, tra i migliori vini bianchi d'Italia come qualità complessiva della denominazione.

Per certi preferisco il "Trilivio" al fratello maggiore "Balciana", più complesso ma forse, più "difficile" da bere.


sabato 21 gennaio 2012

Abbazia di Novacella – Alto Adige Valle d'Isarco Veltliner "Praepositus" 2008

100% Veltliner - 14%

Carico e caldo nel colore, ma con ancora una bella luminosità.

Movimento che lascia presagire ricchezza d'estratto e morbidezza.

Profumi che puntano decisamente sulle erbe aromatiche e il pepe bianco, sostenuti da una mineralità che identificano in modo netto il vitigno e la zona d'origine.

In secondo piano frutta tropicale matura dolce di ananas, melone e mango.

Nel gusto la protagonista è la morbidezza, con una bilancia che pende decisamente da quella parte del piatto.

Freschezza dimessa e una sapidità che soccombe nel tentativo di bilanciare alcol e glicerina.

Chiusura appena amarognola, dovuta all'azione disidratante, ma un piacevole aroma di cedro candito riappare dopo alcuni secondi.

Lunghezza corretta, ma non esaltante, che alla fine può valere un 84.

Ha certamente superato il suo periodo migliore, anche se ricordo che la bottiglia gemella, acquistata per 12.5 Euro all'enoteca dell'Abbazia, già allora non mi aveva colpito.

Forse un'annata sfortunata.

Mi é invece capitato di essere positivamente impressionato, più di una volta, dalle versioni “base” del Veltnier di Novacella.


domenica 15 gennaio 2012

Domaine Thierry Puzelat - Touraine AOC "La Tesnière" 2004

70% Menu Pineau, 30% Chenin Blanc – 13%


L'avevo sentito alcuni anni or sono, quando scoperta un'enoteca a Bologna con un buon assortimento di vini bio-dinamici, avevo provato a capire qualcosa di questo modo di fare il vino allora semi-sconosciuto.

E devo dire che, sopratutto a quei tempi, cercare di fare l'auto-didatta fu un grosso errore: molta spesa e poca soddisfazione.

Arrivai alla semplicistica conclusione che la bandiera della bio-dinamica era una scusa per giustificare i difetti di un vino.

Adesso ho capito che non é così, o almeno non lo é per molti, sopratutto per i produttori francesi che da anni seguono questa filosofia senza farne troppa pubblicità (vedi DRC).

La qualità deve comunque essere la prima cosa poi, se per fare il vino bene si usa meno chimica, tanto meglio.

Non ricordo quasi nulla del primo assaggio del "La Tesnière", quindi riparto da zero.

La presenza di sedimento é visibile fin dalla bottiglia e in effetti, nel bicchiere, il vino ha una velatura evidente.

Il colore é più verso l'ambra che non oro antico, ma é attraversato da quelli che sembrano, se non sono miraggi, dei riflessi verdi.

La tonalità non viene dagli 8 anni passati dalla vendemmia, molto probabilmente é "nato" così, perché sicuramente il produttore ha usato una lunga macerazione sulle bucce e il vino non é filtrato.

La consistenza é impressionante, ha i colori da passito ma nel bicchiere si muove anche come un passito, compatto, pesante e lento: mi domando quanto estratto abbia.

I profumi, dopo averlo lasciato adeguatamente respirare, sono decisamente "dolci".

Vi si trova lo speziato del miele di castagno, la foglia di the e la vaniglia, ma anche frutta gialla in confettura, se non disidratata, come albicocca, banana e mango.

Poi c'é un sottofondo non dolce, quasi amaro e pungente, che fà pensare alla liquerizia e il pepe bianco.

Per ultimo, arriva un accenno terziario di smalto e vernice.

In bocca entra con una bella acidità, forse c'é anche un filo di volatile, ma quasi subito arriva l'alcol a riscaldare il cavo orale e a riportare equilibrio.

Una discreta sapidità completa il quadro gustativo del vino che infine si distente in un'impressione agrumata di una buona lunghezza.

E poi c'é quello che non ti aspetteresti in un bianco, ma che dovresti invece aspettarti in un vino fatto in questo modo: i tannini.

Se si "ascoltano" bene i propri sensi, si capisce che sono proprio loro i responsabili di quel senso di asciutto che rimane in bocca.

E' un vino "da masticare", non un campione di eleganza, ma sicuramente di impatto e comunque, dopo tanti anni, ancora giovane.

Nel complesso l'ho apprezzato e potrebbe meritarsi 85 punti, ma volendo essere onesto, non é la tipologia di vino che vorrei bere tutti i giorni.

Insomma, non é il mio genere.

L'ho comprato nello stesso negozio in cui l'avevo acquistato anni fà per 19.5 Euro, la stessa cifra che pagai allora.

Nel frattempo, il negozio stesso, ha orientato la sua offerta di vini verso prodotti un pò meno estremi.

Il "La Tesnière" é inserito nella lista dei vini "AAA" di Velier.


sabato 14 gennaio 2012

Champagne Pierre Bertrand – Brut "Grande Cuvée"

Chardonnay, Pinot Nero, Pinot Meunier – 12%


Le percentuali dei 3 vitigni non sono note, il produttore però dichiara che la sosta in bottiglia sui lieviti dura 4 anni.

Versato nel bicchiere la leggera sfumatura rosa tradisce l'orgine da uve a bacca nera mentre l'impressione generale é di un prodotto giovane reso ancor più vivo dal perlage fine come spesso si trova negli Champagne.

I profumi ricordano, in primo piano, agrumi gialli e il mondo minerale espresso tramite una nota di gesso e di cipria che completano l'espressione di freschezza di questo Champagne.

Fa da sottofondo un floreale di fiori gialli.

In bocca continua l'impressione di giovinezza, saporita di frutta gialla, con una buon impatto di acidità e sapidità che lo rendono piacevole e chiamano al secondo bicchiere.

Una fusione perfetta dei 3 vitigni che si integrano talmente bene da non consentire di riconosce, a parte forse alla vista, i contributi dell'uno e dell'altro.

Non rimane in mente una nota dominante né al naso né in bocca: quello che si ricorda é la piacevolezza complessiva.

Eleganza, freschezza e potenza ben presenti al 33% ognuna, esattamente come lo descrive il produttore, che lo consiglia per chi vuole apprezzare la "freschezza" di uno Champagne.

C'é soddisfazione nel perdere un pò di tempo, sforzandosi di scrivere in francese, per comprare prodotti come questo direttamente da un piccolo RM di Cùmieres.

La signora Thérèse tra l'altro é gentilissima.

Alla fine ti porti a casa un gioiellino che costa 13.9 Euro (a cui si sommano le spese di spedizione purtroppo alte come spesso accade con i "piccoli").

Il voto é non meno di 87 punti.

sabato 7 gennaio 2012

Weingut Befehlhof – VdT bianco “Jera” 2010

100% Fraueler – 14%











Si presenta verdolino, con una grande limpidezza e profumi che richiamano agrumi in via di maturazione, erbe aromatiche e una mineralità salina.

Aromi semplici, ma estremamente puliti e netti che portano a riconoscere facilmente pompelmo e rosmarino.

In bocca ha un buon equilibrio spostato, naturalmente, verso una sapidità che mantiene in secondo piano la freschezza.

Solo una punta di calore, nonostante i 14% dichiarati, che arriva solo dopo diversi secondo lasciando una bocca di susina e albicocca.

Nel complesso mantiene una bella bevibilità, abbinandolo a cibi che portino una certa tendenza dolce, che gli vale almeno 84 punti.

Sinceramente l'avrei preferito un po' meno perfetto e un po' più contadino, ma l'Alto Adige é precisione e tecnica in vinificazione anche in cantine che hanno solo 1.2 Ha di terreno.

Basta guardare anche solo il tappo, che é uno “Stelvin Lux+”, in pratica lo stato dell'arte dei tappi a vite.

Ho acquistato la bottiglia per 8 Euro, presso il Museo del Vino di Caldaro, che ha in vendita i vini prodotti con i vecchi vitigni dell'Alto Adige.

In questo caso si tratta del Fraueler, ormai coltivato solo in alcuni masi contadini nei pressi di Merano e in Val Venosta, varietà resistente al freddo e caratterizzata da una buona acidità.

Il “Jera” ha una produzione estremamente limitata: appena 1000 bottiglie all'anno per questo vitigno “minore”.

Ma é “minore” solo perché viene da una terra di elezione come l'Alto Adige.

In altre zone d'Italia, tanto per fare un esempio vicino a casa, un VdT come il “Jera” metterebbe in riga tanti vini ben più blasonati che ora possono anche fregiarsi della DOCG.

All'Asso di Coppe dovrebbero fischiare le orecchie...

Conosco poco la Weingut Befehlhof, ma ho trovato qualcosa sul blog di Franco Ziliani, che ne parla molto bene:

Personalmente ho anche sentito un Metodo Classico da uve Riesling e Pinot Bianco, spumantizzato da Arunda. 

Una bella realizzazione (era ovvio), ma non mi ha fatto impazzire.


lunedì 2 gennaio 2012

Cantina Nals-Margreid – Alto Adige Sauvignon "Mantele" 2008

100% Sauvignon – 13.5%

E' ancora paglierino con qualche timido riflesso che vira verso il dorato ma, allo stesso tempo, con ancora dei lampi di luce che sembrano verdolini.

Nel bicchiere il vino si muove lentamente, con una risalita lenta e compatta del liquido sulle pareti, e si ferma quasi immediatamente quando si blocca la rotazione.

A bicchiere fermo profumi varietali, ingentiliti da menta, alloro e timo, a cui si unisce un fruttato dolce di pesca gialla e melone.

Con la rotazione, invece, il floreale di lavanda e ginestra si porta in primo piano.

In sottofondo un aroma minerale che ricorda la pietra scaldata dal sole e un accenno speziato di miele di castagno.

In bocca é morbidezza e calore, stemperati da una freschezza agrumata di pompelmo, che si conferma anche in un accenno di chiusura ammandorlata.

La lunga chiusura sapida lo rende particolarmente saporito al gusto.

Un vino integro, perfetto, con ancora nessuna traccia di evoluzione.

Continuando a degustarlo, la freschezza si distende dando proprio l'impressione che sia una spremuta di agrumi con appena una punta di calore.

E' un vino a cavallo dell'eccellenza... d'affetto gli avevo dato un 91, forse con un paio di punti di generosità.

Sulla qualità non avevo dubbi, il "Mantele" é da anni uno dei migliori Sauvignon prodotti in Italia, ma devo dire che la capacità di reggere bene nel tempo é stata una piacevole scoperta.

L'ho pagato 9.95 Euro, nell'estate dell'anno scorso, in una piccola rivendita di vini a Siusi.

Fino a quando non ho tolto la bottiglia dalla cantinetta, ero convinto che si trattasse di un 2009... mentre invece si é rivelato uno splendido 2008.


domenica 1 gennaio 2012

I PROTAGONISTI di ieri sera

Guy Moussy
Champagne “Grande Réserve” Blanc de Blancs 2005
come brindisi iniziale e uova di quaglia con scaglia di tartufo

Erben Burgermeister Lauer
Dhroner Hofberger - Riesling Spätlese Halbtorcken 1996
con insalata di funghi, carciofi e grana

Weingut Markus Molitor
Wehlener Klosterberg - Riesling Spätlese Feinherb 2009
con insalata trevigiano, avocado, kiwi

Veuve Cliquot Ponsardin
Vintage Brut 2002
con crespelle al radicchio trevigiano e crescenza

Domaine Confuron-Coteditot
Bourgogne Rouge 2008
con “Coq au Vin” (cucinato con 2 bottiglie dello stesso vino)

Forteto della Luja
Loazzolo 2005
con semifreddo al torroncino

Perrier-Jouët
Champagne Brut “Grand Brut”
come brindisi di mezzanotte