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domenica 7 luglio 2013

Zamuner – Pinot Nero del Veneto Igt "Valecchia" 2004

100% Pinot Nero – 13.5%


Bellissimo granato, riflette una luce da pietra preziosa sia per la vivacità che per la grande trasparenza.

All'inizio ero preoccupato, bottiglia di quasi 10 anni con un livello leggermente basso.

Sul tappo, prima e dopo la stappatura, era evidente una leggera traccia di colatura... che alla fine, però, si dimostrerà non aver avuto alcun effetto sulla conservazione del vino.

E già il colore, così luminoso, dimostra che questo Pinot Nero é vivo e perfettamente integro.

Ruotando il bicchiere, la ricchezza di materia si evidenzia in lacrime strette e lente nella ricaduta.

Si preannuncia una degustazione interessante che viene subito confermata dai profumi, che trasmettono un'austera freschezza.

Frutta rossa, prugna e ciliegia, in gelatina... e tante, tante spezie: la freschezza di naso é proprio data dal gusto agrumato della cannella.

Seguono, naturalmente, humus, sottobosco, polvere di foglie secche e tabacco biondo.

Non c'é nulla di "nero" nei profumi, tutto é tinto di "rosso".

Almeno per ora...

Appena una nota tartufata, che in genere non mi fa impazzire quando é invasiva, lo rende ancora più complesso senza togliere nulla all'eleganza.

Infine, un piccolo cestino di petali di fiori rosa secchi, adagiato su un mobile per profumare l'ambiente.

Un profilo olfattivo decisamente spostato sulla III parte di vita di un vino, ma come ci é arrivato bene e con che classe...

Al gusto si esprime con toni agrumati, ancora più fresco di quanto i profumi non facessero presagire.

La frutta rossa in gelatina diventa marmellata di arancia.

Morbido, con tannini che ormai danno il loro contributo alla sola struttura del vino.

E' difficile isolare un indizio di nota astringente da questa prefetta fusioni di sensazioni.

Senza ombra di dubbio un vino che é stato preso all'apice della sua evoluzione.

Fra 1 anno o poco più l'alcol, che si avverte come una leggera sensazione di calore in fondo alla gola, inizierà a prendere il sopravvento.

Ma per adesso, freschezza e sapidità riescono insieme a tenerlo ben contenuto.

Dimostra tutti i suoi anni, pur restando ancora in perfetta salute.

A bicchiere vuoto, ha un naso quasi vellutato, dolce di vaniglia e piccolo frutti di bosco scuro.

Anche in questa trasformazione, un bel punto di pregio.

Appena aperta la bottiglia, avevo pensato ad 87 punti.

Sentita dopo 2 ore, tenendo conto dell'età e degli sviluppi che ha avuto nel bicchiere, si può anche arrivare a 90 senza rubare nulla.

Nelle ultime settimane ho sentito alcuni Pinot Nero della zona del Garda e secondo me il filo conduttore comune si nota.

Poi, pur essendo molto diversi da quelli dell'Alto Adige, devo dire che non mi dispiacciono affatto.

Li trovo più terrosi, meno fruttati, ma lasciati evolvere un pò sono dei bei vini.


Questa bottiglia é un regalo di una cara amica, e quindi non ho idea di quanto possa costare.

Tuttavia penso sia difficile trovarne altre del 2004, visto che la produzione é di 2000 bottiglie all'anno.






Bele Casel – Asolo Processo Docg "ColFondo" 2011

100% Glera – 11%


Proprio paglierino, la rifermentazione naturale in bottiglia gli conferisce la caratteristica velatura che rende il colore più profondo.

In mezzo a quella che sembra quasi una nebbiolina, si distinguono catene di bollicine minute e abbondanti.

D'altronde, essendo la bottiglia un 2011, il tempo passato a contatto con i lieviti comincia già ad essere importante.

L'effetto si sente bene anche nei profumi, con quella nota caratteristica che alla fine crea un insieme dolce-sapido.

Il fruttato si orienta verso la polpa gialla ben matura, seguono fiori in parte anche bianchi, quindi più freschi, e termina con un fine ricordo di erbe di montagna sfalciate.

Al gusto ha una secchezza piacevolmente brutale, esaltata da una sensazione importante di freschezza.

Lo spessore dei lieviti si sente e dona volume al vino fondendosi con l'effervescenza.

Ben diverso da tanti Prosecchi morbidi e con ancora tanto zucchero dentro.

All'inizio ritorna l'aroma di frutta matura con un tono appena più croccante che prende progressivamente forza, fino ad arrivare ad una chiusura quasi citrina.

Il gusto finale é quello del pompelmo, reso ancor più vivo dalla classica retrogusto appena, e piacevolmente, amarognolo.

Alla fine é un sorso veramente strano, che per un breve istante promette morbidezza, ma alla fine regala cruda intensità.

A me piacciono questo genere di vini, e questo ColFondo in particolare.

Dissetante, non stanca mai.

Veramente un prodotto di alto livello, che merita almeno 87 punti

Non ho idea di quanto costi, ma immagino intorno ai 10 Euro