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domenica 1 maggio 2016

Carpi, ristorante “il 25” - Verticale di 10 annate di Corton-Charlemagne GC del Domaine “Bonneau du Martray”

Mi sono iscritto per il fascino irresistibile della Borgogna... e ancora una volta mi ha conquistato.

Mi sono iscritto perché le degustazioni del Falco non sono mai banali... e così é stato.

Mi sono iscritto sapendo che, se i vini dichiarati erano 10, sicuramente ce ne sarebbero stati stati quasi il doppio... e ne abbiamo sentiti 18.


Mi sono iscritto pensando di trovarmi davanti nel bicchiere un bianco intenso, potente, caldo, accogliente, e invece...

Invece mi sono trovato davanti all'eleganza delicata dei bianchi di Corton.

Vini quasi sussurrati, di cui ho realmente capito la ferma grandezza solo nei giorni seguenti, quando istante dopo istante, ho visto che i ricordi di ogni annata, invece di affievolirsi, diventavano sempre più distinti e nitidi.

10 vini... ognuno espressione diversa del proprio millesimo, mediante un singolo profumo dominante, posto in modo unico, sfacciatamente e prepotentemente in primo piano, diventando il protagonista.

Un profumo diverso, a scandire una primavera meno fresca, un'estate più calda, una vendemmia ritardata, un autunno caldo, mille altre variabili... testimoniano la trasparenza di un domaine che lascia alla natura la possibilità di dettare, anno per anno, come un vino, un Grand Cru di Borgogna, debba essere.

Per ognuno dei vini, nell'ordine in cui ci sono stati proposti e che ci verrà svelato solo alla fine, non più di 2 parole:

2004 – sapidità e calore
2007 – fragranza ed equilibrio
2006 – balsamicità rinfrescante
2012 – pasticceria e tostatura
2010 – completezza raffinata
2013 – burrosità scomposta
2011 – pepata esoticità
2008 – affascinante trasfigurazione
2005 – tramonto autunnale
1999 – fragranza senza tempo


Ma prima e dopo, anche tanti altri vini...



Serata dedicata completamente allo Chardonnay, a cominciare da quello della Cantina di Bolzano, il loro base, solo acciaio, usato per avvinare i bicchiere, e perché no, anche la bocca.


Abbiamo iniziato con 2 Champagne, diametralmente opposti, il Brut 1er Cru di Pascal Doquet, dalla pura intensità, che neppure un leggero difetto di naso é riuscita a mascherare, insieme all'Extra Brut “Les Perriéres” di Ulysse Collin dalla leggiadra freschezza.

Sono seguite le altre due declinazioni con cui lo Chardonnay, si racconta in Borgogna.

Il Meursault "Les Tessons" 2014 di Michel Bouzerau et Fils, delizioso sorso dalla mineralità mentolata, e lo Chablis 1er Cru "Vaillon" 2014 del domaine Christian Moreau, autunnale e saporito.

Quale “ouverture” alla verticale, i 3 vertici geografici delle esposizioni di Corton, tradotti ovviamente in 3 diverse espressioni di gusto e profumi, cominciando dal Dubreuil-Fontaine Pere et Fils, Corton-Charlemagne GC 2012, fruttato, tropicale dall'aroma di libro antico.

Lo ha seguito l'Henri Boillot, Corton-Charlemagne GC 2014 profumato di pirite e dall'acidità nervosa, ma mi davvero rimasto nel cuore il terzo del gruppo... il Corton-Charlemagne GC 2014 del Domaine Jacob, un calice dal grande futuro, che sussurra storie intriganti, dalla chiusura di bocca cesellata da un grande artista.

Infine la verticale, servita a millesimo coperto, in ordine incognito, per poi dimostrarsi un'altalena avanti e indietro nel tempo.

Dolce e previsto finale, con un TBA 2004 di Sepp Moser, balsamico e tartufato con aroma di marron glacé, ma nella realtà ci si é salutati con una bollicina di rottura, il “Les Vignes De Vrigny” BdN 1er Cru di Egly-Ouriet, dissetante ma esile.

Ad accompagnare la serata, i piatti dello Chef Pierluigi Vanzolini... “insalata di mare”, estiva e rinfrescante, e un fantastico “tonno bianco con cus cus, verdure e pomodori alla menta” di consistenza e sapori appaganti.



Come accoglienza, una squisita Coppa “Antica Ardenga”, mentre per sostenerci fra così tanti vini Parmigiano Vacche Rosse 34 mesi.

Di seguito gli appunti della serata, quasi riportati alla lettera:



Pascal Doquet – Champagne Brut 1er Cru BdB
Naso non nitido, quasi un sentore di muffa, forse un lievissimo tappo, ma questo non nasconde del tutto la materia che c'é sotto... gesso, cipria, tabacco, caramella di zucchero. In bocca é tondo, dolce, si sente il respiro dell'alcol, ma la freschezza di sottofondo non é solo comprimaria. Peccato, da integra, é sicuramente una bella bottiglia. Il bicchiere vuoto conferma i profumi sfuocati.



Ulysse Collin – Champagne Extra Brut BdB “Les Perriéres”
Colore splendente, il naso ha la nitida finezza di fiori bianchi, il dolce di un leggero miele di acacia, l'odore grigio e pungente della pietra focaia, un soffio tostato di liquirizia. Sorso dalla bellissima freschezza, gli manca tuttavia corpo e allungo, chiude of course raffinato di menta e limone. Lo stesso agrume che si ritrova a bicchiere vuoto.



Domaine Michel Bouzerau et Fils - Meursault "Les Tessons" 2014
Naso di impatto... caramella agli agrumi, resina, smalto, ricordi sabbioso e salati di conchiglia scheggiata. In bocca ha ingresso potente, rotondo, con buona distensione. Senza sapere il millesimo é evidente che sia un vino giovane, per poi scoprire che l'annata é stata molto buona in Borgogna. Gli serve solo il lavoro del tempo per variegarsi un po'. Una versione “leggera” di Meursault, l'avrei battezzato come un bel 1er Cru di Chablis.



Domaine Christian Moreau - Chablis 1er Cru "Vaillon" 2014
Un bicchiere autunnale, dai ricordi nocciolati di legno, passaggio di fumo, in cui l'agrume vira verso il candito, pungente di foglie di menta. Il sorso ha volume, lunghissimo, tuttavia con la vena di freschezza che serve. Da una vigna di 72 anni, appena 7000m2, del lieu-dit originale “Vaillon”.



Domaine Dubreuil-Fontaine Pére et Fils - Corton-Charlemagne GC 2012
Colore denso, un paglierino coloratissimo, resina, cedro, eucalipto e cioccolato bianco. In bocca é dolce e caldo, ma in equilibrio, con un lungo finale di pesca matura, lascia un aroma di libro antico che risale le narici per via retronasale. Vira sull'ananas sciroppato a bicchiere vuoto.



Domaine Henri Boillot - Corton-Charlemagne GC 2014
Letteralmente un'esplosione minerale, di pirite, pietra focaia e toni sulfurei, ma la vena rocciosa é comunque sfumata da un agrumato freschissimo. Le controversie, che mi piacciono tantissimo nei vini, continuano anche al gusto, dove inizia dolce per poi lasciar dilagare un'acidità nervosa. Non lunghissimo, ma affascinante, troverà il suo tempo.



Domaine Jacob - Corton-Charlemagne GC 2014
I profumi entrano in punta di piedi, delicati, salini, in erbe aromatiche di rosmarino e salvia, ora sono raffinati, devono ancora acquistare forza. Dove dimostra la sua grandezza é in bocca, come una venere scolpita da un grande artista, é cesellato, dagli aromi di camomilla e timo, forse la migliore chiusura che sentirò in tutta la serata, se la gioca con il 1999 della verticale. Una prospettiva di evoluzione che mi lascia senza fiato.

E ora la verticale...

Domaine Bonneau du Martray - Corton-Charlemagne GC 2004
Al naso balsamico, resina di pino, appena etereo. In bocca rotondo, glicerico, una picco di sapidità, poi un soffio caldo, lascia aromi di radice e nocciola. Bottiglia evoluta.

Domaine Bonneau du Martray - Corton-Charlemagne GC 2007
Profumi penetranti, liquirizia, un lampo di violetta, mentolato, burro di cacao. Al sorso invece é affusolato, dagli aromi di tisana alle erba. Ha equilibrio e si distende, posato, in lunghezza.

Domaine Bonneau du Martray - Corton-Charlemagne GC 2006
Naso immediato di erbe aromatiche, generoso e dalla vena fresca di ananas, pesca bianca, pompelmo giallo. Il sorso, grasso e volumico, rimane stemperato da un'acidità viva e presente, insieme collaborano per un finale raffinato, dal frutto chiaro. Una delle 3 migliori bottiglie della serata.

Domaine Bonneau du Martray - Corton-Charlemagne GC 2012
Quasi dorato, dai profumi dolci di budino alla vaniglia, pasticceria, burro, crema di nocciole. In bocca l'impronta del legno si avverte bene, anche sul volume, con un filo di tannino che lo rende appena cupo e polveroso.

Domaine Bonneau du Martray - Corton-Charlemagne GC 2010
Avvolge il naso con una nebbia di gelatina al limone e gesso, frammista ad un ricordo di fumo. Stupendo l'ingresso in bocca, gustoso, pieno, le parti dolci e fresche in equilibrio, una persistenza aristocratica e ferma, che lascia rinfrescati da un aroma di pompelmo rosa. Per me la miglior bottiglia della verticale.



Domaine Bonneau du Martray - Corton-Charlemagne GC 2013
Lucente nel bicchiere, ma chiuso nei profumi, appena dolci e dai ricordi di tabacco. Sorso di impatto, ma scomposto per la sensazione burrosa e l'acidità che devono ancora trovare amalgama, se poi la troveranno.

Domaine Bonneau du Martray - Corton-Charlemagne GC 2011
Esotico, con un meraviglioso pepe di sichuan che lascia spiazzati e te lo fa amare fin da subito, poi sussurri tostati, dolci e terrosi. Ha un gusto di granita alla menta, crema pasticcera e brioche salata per chiudere infine dolce di miele di castagno. Bottiglia che mi é piaciuta parecchio, forse si concede già un po' troppo.

Domaine Bonneau du Martray - Corton-Charlemagne GC 2008
Naso dolce e tartufato, da un'annata che é stata davvero difficile, in bocca é stranissimo, ha quasi più toni da Sancerre che non da Chardonnay, e mi piace anche parecchio. Il senso di rispetto per l'annata del domaine passa anche da vini così fuori dagli schemi.

Domaine Bonneau du Martray - Corton-Charlemagne GC 2005
Profumi invernali, di cenere, legno essiccato e radice, che nel sorso si confermano in una evoluzione nobile ma decisa, dai ricordi di cera d'api e un bisbiglio di mallo di noce. Ha già visto il tramonto, per l'annata torrida in cui é cresciuto.

Domaine Bonneau du Martray - Corton-Charlemagne GC 1999
Il naso entra nel bicchiere e trova la serenità, espressa in camomilla fresca e nitido frutto giallo, dove la forza ha lasciato il passo alla carezza. In bocca é nobile, rinuncia ad una complessità spinta per sfoggiare un'integrità splendida. Mi ha toccato il cuore, sul podio dei miei preferiti, e di sicuro la miglior chiusura possibile della verticale, se non della serata.

Chardonnay Dulcis in fundo... (?!)


Sepp Moser - Apeton-Burgeland Chardonnay TBA 2004
Una rara versione dolce da Chardonnay, prodotta in Austria, che si esprime in profumi di miele amaro e note evidenti di botrite. Aromi di bocca vivi e balsamici di eucalipto, con un finale di marron glacé. Una piacevole curiosità, un altro tassello che entra nel bagaglio di esperienza.

E non poteva mica finire così... il Falco ci vuole salutare con un brindisi


Egly-Ouriet - Champagne “Vignes De Vrigny” BdN 1er Cru
Dissetante, leggero, manca però sempre di tensione e volume, come tanti altri Champagne da Pinot Meunier in purezza. Sono piacevoli, ma mi lasciano la bocca non appagata, con quella sensazione granulosa di mandarino e vitamina all'arancia, che sguscia via un po' troppo in fretta. Poi sarà anche l'orario e i tanti vini, ma l'ho ritrovata anche in questo bicchiere. Comunque... grazie Falco, anche per questo.

Grande serata, il tempo é volato (quasi dai... )