Visualizzazioni di pagine: ultimo mese

domenica 30 novembre 2014

Podere Le Boncie - Chianti Classico "Le Trame" 2010

100% Sangiovese - 14%


Rubino fitto, con trasparenza indefinibile, tanto che mi sembra di intravedere una leggera velatura.

Ci sta... é un vino che non subisce filtrazioni e il bordo della bottiglia denuncia il lungo tempo in cui é rimasta coricata.

Ma con una densità di materia colorante così, si fa veramente fatica a capire, così come posso indovinare appena una traccia di granato, non più di 1 mm, sull'unghia del vino.

Materia ricca, senza ombra di dubbio.

L'ho volutamente servito fresco, per contrastare la temperatura del cotechino a cui l'ho accompagnato e favorire la piacevolezza di beva tenendo basso l'alcol.

Naturalmente così ho appena smorzato i profumi, ma per il resto... é un vino che conosco, e so che ha tannini di una qualità tale da sopportare qualche grado in meno.

Sensazioni carnose, ematiche e di terra... foglie cadute e impregnate di pioggia, poi tanta frutta freschissima, vibrante di acidità selvatica.

Mirtillo e fragola, ancora verso la strada della piena maturazione, la vaniglia dolce del legno e una chiusura di succo di melograno.

Un vino che grida freschezza e vita... dolce e agreste allo stesso tempo.

Pura spremuta di mirtilli anche in bocca, forte e potente ma comunque leggero, forse aiutato anche dalla temperatura.

Che brutta cosa quella di servire i rossi caldi...

Polveroso e granulare nei tannini, sembra di sentirne la trama palpabile, senza che arrivino ad essere astringenti.

Si integrano e contribuiscono a distendere la freschezza e il gusto di frutta.

Vino pericoloso, perché scende che é un piacere ma i suoi 14° ci sono tutti.

Straordinario prodotto contadino, non si merita meno di 87 punti.

L'avrò pagato in cantina sui 10 Euro.








D'Araprì – VSQ Riserva Nobile 2009

100% Bombino Bianco – 12.5%


Semplicemente sorprendente per come si presenta, é ancora appena paglierino, traslucido, popolando il bicchiere di catenelle di bollicine sottili e ostinate.

I profumi colpiscono con ricordi di crosta di pane, fetta biscottata, agrume fresco e frutta a polpa bianca.

Seppure semplici, si slancia in profumi di grande finezza.

Al gusto ha un attacco deciso, con una bolla dalla pungenza ben controllata e gusto di frutta secca.

Come si compete ad una vendemmia 2009 con sboccatura 2014.

Assaporandolo, distende aromi di arancia matura e cedro, senza raggiungere una lunghezza eccessivamente impegnativa.

Identifica quello che io pensa debba essere un Brut, in equilibrio perfetto con il suo dosaggio.

Fatto veramente bene, sfruttando al massimo un vitigno, senza offesa, decisamente minore.

Merita 85 punti.


Regalo del Doc, non ho idea di quanto costi.






domenica 23 novembre 2014

Alzinger - Wachau Riesling Smarag Liebenberg 2013

100% Riesling - 13.5%


Sfumatura verdolina ancora marcata, movimento di importanza evidente, senza essere eccessiva.

Naso ancora di media intensità, principalmente fruttato di pesca e albicocca fragranti, appena screziato di erbe aromatiche dolci, camomilla.

Decisamente ancora un embrione di Riesling...

Sorso che promette bene per il futuro, con una morbidezza che gli viene dal territorio, freschezza decisa e grande sapidità.

Si distende in lunghezza di miele e agrumi, per un finale, ovviamente dolce-sapido.

Non avrei dovuto aprirlo, ma bisogna sacrificarne uno per vedere se i fratellini crescono bene.

Per adesso, si ferma a 83 punti.


Acquistato direttamente in cantina, per la cifra non proprio piccolissima di 18 Euro.


sabato 15 novembre 2014

Serata Chablis al Ristorante 25 di Carpi

con Francesco Falcone e Vania Valentini...


Il Benvenuto...

Cantine della Volta – Lambrusco Rosé di Modena Metodo Classico 2009

Servito in magnum, sboccatura aprile 2012.
Colore particolare, nella penombra mi sembra quasi rosa, e in effetti poi scopro che é proprio così.
Profumi "appena" alieni, e quando dico così chi mi ascolta storge il naso...
Molto semplicemente per me sono alieni i profumi che negli spumanti non sono quelli di Chardonnay e dei Pinot... questo sa si arancia rossa e mandarino freschissimi.
E quindi mi piacciano, nella loro semplicità.
Così come mi soddisfa al gusto, dove sfiora l'acidulo, con una bolla appena sbarazzina e piacevolmente sgarbata.
Coerente di aromi, voto postumo 84.

I Batteria – Chardonnay "du monde"

Gusbourne – Blanc de Blanc 2009

Chiarissimo, luminoso, mi pare di indovinare una sfumatura decisamente verdolina, ammanta il bicchiere di spuma bianca.
Bollicine fini, ancora una sfumatura "verde" nei profumi, con contorno di fiori bianchi.
Attacco secco al gusto, ma dopo un istante il dosaggio é evidente, chiude lungo, semplice, dissetante e solo appena amarognolo.
Nell'attesa mi sono chiesto da dove cavolo potesse venire... no Italia, no Spagna.
Per certi aspetti mi ricordava uno spumante di Cramant, per una sfumatura di anice nei profumi, ma senza la raffinatezza degli Champagne.
E in effetti... comunque ho segnato 83

Domaine de la Cadette – Bourgogne Vezelay "Les Saulniers" 2012

Sfumatura molto leggera, profumi sottili, di fiori e pesca bianca, anice e salgemma.
In bocca cambia registro, si slancia sapido e saporito, aprendosi ad un gusto di erbe aromatiche.
Almeno 84 punti.

Il Pendio – Sebino Igt Chardonnay 2012

Profumi tenui, più caldi, ricorda all'inizio l'ananas maturo, per poi virare verso una vena salina di ostrica nel mezzo a sbuffi di legno e alcol.
Al gusto ha un'acidità strana, con appena un filo di di ossidazione...
Forse più che ossidazione é una sorta di ricordo smaltato, di frutta tropicale surmatura.
Nel complesso l'aroma però, pur avendo la sua originalità, non trova una grande armonia.
Da 82 punti.

Conterno – Langhe Doc "Bussiador" 2011

Subito un evidente passaggio di fumo, poi pompelmo, e fiori fra il bianco e il giallo.
Al gusto amaricante, caldo, con notevole spessore, riempie la bocca ma ha anche una importante sensazione alcolica.
Non vola, non decolla, scopriremo poi che viene da un'annata calda... e forse anche un terroir non adatto.
Mi fermo a 80 punti

J.F.Genevat – Cote de Jura Chardonnay "Grusse en Billat" 2011

Ho 2 fortune, quando degusto non cerco subito i difetti ma i pregi, e il vino mi viene servito per primo, quindi ancora fresco e il difetto si sente poco.
Difetto che poi non sarà così evidente...
Quello che sento subito é mandorla, fiori rosa, humus, sottobosco... poi mi azzardo anche ad assaggiarlo, il tappo si sente di più ma ha un'acidità bellissima.
Peccato...

II Batteria – Chablis 1er cru

Domaine Christian Moreau – Chablis 2013

Unico "Chablis" base, se ne metterà dietro un bel po...
Pienezza di colore dal movimento ricco.
Ha profumi definiti di fumo, pietra focaia, ma anche dolci di melone e fiori gialli con qualche guizzo improvviso, particolarissimo, di violetta.
Sorso morbido che riempie la bocca, agrumato maturo senza arrivare a far sentire la forza alcolica.
Infatto chiude di pompelmo, menta e limone, ma solo dopo aver accarezzato i sensi per un bel po.
Ho scritto 87 punti, e se me lo ricordo ancora così bene dopo 2 giorni, non devo aver esagerato.

Daniel Dampt – Chablis 1er cru Fourchaume 2013

Pallido nei colori, tenue, ceneroso e poco aricolato nei profumi che rimandano al mondo vegetale a bicchiere vuoto.
In bocca é sottile, dal gusto di caramella, si sfrangia subito, decisamente poco persistente.
Paga anche il fatto di venire dopo il vino di Moreau, ma da un 1er Cru ci si aspetta di più di 81 punti.

Gilbert Picq – Chablis 1er cru Vosgros 2012

Paglierino con ancora una sfumatura di gioventù.
Naso non esplosivo ma nitidamente aromatico, con ricordi marini e affumicati.
Al gusto salatissimo, una lama di acidità, con un gusto di tisana alle erbe dolci, di the e in tutto questo riesce comunque a esprimere una vena di finezza e eleganza.
Uno Chablis che si deve ancora compiere, per ora si ferma a 84.

Billeau-Simon – Chablis 1er cru Montée de Tonnerre

Quasi incolore, dilavato, così come nei profumi, quasi indistinguibili, che ricordano correttamente gli agrumi ma anche legno vecchio, come il cassetto chiuso.
In bocca dimostra comunque un frutto a polpa gialla ben definito, che tuttavia ti lascia in fretta, deluso, con una scia di mineralità pungente.
Non può andare oltre au 79 punti, sarò stato cattivo?

Domaine Laroche – Chablis 1er cru Les Vaillons VV 2009

Profondo nel colore, dai sentori sottili e dolci di cedro candito, salvia e una sorta di balsamicità di resina di pino.
Che si ritrovano anche nel primo sorso, pieno, succoso e salato.
Appena scomposto, deve ancora amalagamarsi, ma la persistenza é lunghissima.
Direi 86 punti a crescere...

Domaine Raveneau – Chablis 1er cru Mont Mains 2006

Luminosissimo, quasi metallico, dalla mineralità fine, vaporosa di agrumi, erbe aromatiche e frutta a polpa gialla.
In bocca ha un attacco dolce, poi acquista un equilibrio perfetto trasmettendo di nuovo finezza ed eleganza.
Lunghissimo, si distende in progressione, superendosi minuto dopo minuto.
La classe non é acqua, alla soglia dei 90 punti.

Domaine Dauvissat – Chablis 1er cru Sèchet 2006

Appena dorato, con ricordi tartufati, di torba, fieno essiccato e calde di pesca noce.
Ha un sorso Borgognone, dalla acidità ancora ben scolpita, sottile e lungo.
Appena inferiore al precedente, 88 punti.

III Batteria – Chablis Grand Cru (step 1)

J.P & B Droin – Chablis Grand Cru Valmur 2013

Verdolino, con un penetrante profumo di agrume candito, insinuante di sale ed erbe aromatiche.
In bocca si slancia, di sapidità, con un sorso lungo che appaga pienamente.
Almeno 89 punti

J.P & B Droin – Chablis Grand Cru Les Clos 2013

Carico nel colore, tartufato, terroso e ferroso, ma ingentilito da un ricordo stavolta netto di fiori viola.
Sottile e freschissimo al gusto, si muove in punta di piedi, ma conquista la scena, e non la lascia per un bel po.
Forse ai 90 punti ci arriva... anche senza forse.

J.C Bessin – Chablis Grand Cru Valmur 2012

Verdolino di gran luce, dai profumi pungenti ma che paiono più semplici, visti i 3 mostri sacri che lo hanno preceduto.
Trasmette sensazioni di miele e di cera, mentre in bocca é una lama di acidità, quasi astringente e tannico.
Paga anche l'annata inferiore, e si ferma a 85 punti per una intriseca minor eleganza.

IV Batteria – Chablis Grand Cru (step 2)

W. Fevre – Chablis Grand Cru Vaudésir 2012

Profumi sommessi, corretto al gusto dove colpisce un perfetto equilibrio, forse anche eccessivo.
Un vino cesellato, internazionale, più per appagare che per stupire, non é quello che chiedo ad uno Chablis.
Forse per questo ho scritto 85.

Domaine Servin – Chablis Grand Cru Les Preuses 2011

Giallo profondo e pieno, con profilo fumé, di limone e arachide, quasi jodato.
In bocca ha un'acidità più sfumata, risulta caldo e avvolgente, come la sua annata.
Da 85 punti.

Billeau-Simon – Chablis Grand Cru Vaudésir 2012

Rinfrescante, floreale di mimosa, ricorda la glassa la limone per dolci ma cede in bocca, dove è caldo, con una innaturale sensazione di gomma arabica e un finale appena amarognolo.
Da un Grand Cru mi aspetto altro, 84 punti.

La Chablisienne - Chablis Grand Cru Granouilles 2010

Dai pallidissimi riflessi verdolini, si esprime di getto in note jodate, con un fruttato particolare di pesca bianche e un sorprendente e inaspettato litchi.
Poi cambia... e vengono fuori agrumi freschissimi quasi un ricordo di sorbetto al limone, con una punta mentolata.
Agrumato anche al gusto, che va in equilibrio con una morbidezza fin troppo rotonda.
Di nuovo un occhiolino al gusto internazionale, quasto a mio avviso lo limita e lo fa fermare a 87, altrimenti...

La Chablisienne - Chablis Grand Cru Les Preuses 2005

Giallo intenso, e ammantato di luce, manda sbuffi di radice, terreno umido, dolce di mela cotogna e miele.
Sembra voler Rieslingheggiare... quasi una premonizione.
In bocca senti la pietra, scheggiata e polverosa, un gusto di zucchero candito e rabarbaro.
Ritornando al bicchiere vuoto le note affumicate sono evidenti... e bellissime.
Direi ancora 87 punti, forse é verso la fine del suo viaggio, ma ha un fascino particolare che incanta.

Prologo...omaggio al padrone di casa

Benedict Loosen-Erben – Ürziger-Würzgarten Riesling Auslese 1976

Ormai ambra, traslucida ma dalla luce vitale.
Sono passati 20 Chardonnay, 6 Grand Cru, ormai é l'una di notte, ma il Riesling lo riconosco ancora... o meglio lui riesce a farsi riconoscere.
Idrocarburo, in forma discreta e elegante, nessuna concessione alla volgarità quale dimostrazione dei suoi quasi 40 anni.
Poi tutto il resto... ardesia, salvia, cumino, fuliggine e menta in stretto ordine di apparizione.
Ancora un'acidità vibrante in bocca, che maschera perfettamente un inavvertibile residuo zuccherino, ormai una simbiosi ideale.
L'aroma é quasi da passito, mi porta un flash back di un grande Vino Santo Trentino, se non proprio nei sapori, almeno nello movenze.
Ha la profondità del più grande bianco del mondo e nonostante forse abbia appena valicato il massimo della sua vita, si merita almeno 94 punti.
Chissà cosa sarebbe stato aperto 5 anni prima...


...un po di foto, rubate ai commensali...














domenica 9 novembre 2014

Recaredo – Cava Gran Reserva "Subtil" 2007 Brut Nature

62% Xarel·lo, 30% Chardonnay, 8% Macabeu


Ben 7 anni sui lieviti ed é ancora paglierino, di spessore ma nessuna tonalità calda, increspato da innumerevoli bollicine, minute, vorticose e tenaci.

In questo, ha sicuramente la sua parte la sboccatura recente...

Primi profumi fragranti e salini, con quel particolare minerale di pietra focaia che ho trovato anche in altri Cava artigianali, inteso naturalmente come un plus...

Rispetto ai toni abituali degli spumanti da Chardonnay e Pinot Noir, emerge anche una particolare sensazione di erbe aromatiche, freschissime e ancora salate, all'inizio addolcita da un contorno di fiori bianci.

Poi cambia, diventano protagonisti gli agrumi, stuzzicanti e pungenti di lime, mandarino e ribes rosso.

Al gusto ha un sapore croccante, la bolla perfettamente smussata, riempie la bocca di un aroma di arancia amara.

Desueto e accattivante allo stesso tempo.

Con il sorso in bocca, lasciando sfogare la pungenza, l'acidità si distende, con una impronta di gusto d'Oltralpe che mi trova in perfetta sintonia, chiude, senza tanta fretta, con una spiccata mineralità fumé.

Nel complesso mi é piaciuto appunto la sua artigianalità, con alcune piccole imperfezioni, e forse con appena un pò più di potenza avrebbe davvero potuto volare.

Magari é anche l'alta percentuale di Chardonnay che gli dona eleganza, ma in parte lo frena.

O forse sono Io che devo continuare ad abituarmi a questi vini che, più scopro, e più mi piacciano.


Poi... sboccatura e remuage manuale, sosta sui lieviti con tappo di sughero, coltivazione biologica, nessuna chimica... bisogna solo fare i complimenti.


Per me é almeno 85-86 punti, bottiglia acquistata online per 21.5 Euro.






Bellaveder – Trento Doc Riserva 2008

100% Chardonnay – 13%


Degustazione del 18 gennaio 2014, ricordo la perplessità di leggere 13% in volume in etichetta.

Di solito titolo alcolometrico e il mio gusto per uno spumante non vanno nella stessa direzione...

Il colore però mi rincuora, decisamente giovane, con ancora qualche sfumatura verdolina, dalle bolle minute senza che il bicchiere ne sia particolarmente affollato.

Ritrovo la lunga sosta sui lieviti nel bicchiere, una bella crosta di pane, frutta verso la maturazione che si concretizza in agrumi, mela golden e una particolare sensazione di prugna gialla.

Seguono burro e una vaniglia molto leggera... naso, nel complesso, orientato verso ricordi "dolci".

Il primo sorso esprime una bolla pungente, unica concessione verso le sensazioni incisive, perché vira quasi subito verso sensazioni decisamente morbide completate da un dosaggio evidente.

Invece di distendere la freschezza, sprigiona un gusto ancora una volta di frutta matura.

Un aroma che permane a lungo, ma che nel complesso, con la complicità dell'alcol, lo orienta su un gusto troppo accattivante e piacione.

Lontano, a mio parere, dal concetto di un Trento Doc.

Per per questo mi fermo a 83 punti.

Bottiglia acquistata ad un prezzo corretto, intorno ai 17 Euro






sabato 8 novembre 2014

Damijan Podversic – Venezia Giulia IGT Ribolla Gialla 2009

100% Ribolla Gialla – 14.5%


Ambra pallida, con riflessi color bronzo, con una estrema limpidezza nonostante l'etichetta dichiari "non filtrato".

Ruotando il bicchiere danza lungo le pareti in modo fluido, pur senza negare la forza alcolica.

Intenso nei profumi, di uva passa, radice di liquirizia, the darjeeling e miele amaro... ricorda la terra, la natura, il frutto.

Una eleganza evidente.

Con un minimo di attenzione, concentrandosi sui profumi si scoprono l'albicocca disidratata, cenere, crosta di sale e, sopratutto, zucchero caramellato.

Il sorso é di un'asciuttezza quasi crudele, anzi, piacevolmente crudele, vitale di freschezza, sostenuto da un tannino, let me say... "bianco".

Non mi viene nemmeno da pensare al calore dell'alcol.

Trasmette aromi di uva, con una persistenza sottile, che inizia alta, poi scende in fretta, ma poi si stabilizza e rimane per minuti.

Vino strano, a cui non sono abituato., semplicemente affascinante.

Mano a mano che il vino si scalda, lo si apprezza sempre di più.

Non a caso, sull'etichetta suggerisce di servirlo a 15°


Direi non meno di 86 punti per una bottiglia che non ho idea di quanto possa costare, mi é arrivata in "bundle" insieme ad alte.







sabato 1 novembre 2014

Erben Bürgermeister Lauer – Mosel-Saar-Ruwer Neumagener Laudamusberg Riesling Spätlese 1994

100% Riesling – 8.5%


Appena versato nel bicchiere ecco la meraviglia che si ripete... colore verdolino, tinto di giallo, in cui solo la profondità tradisce in parte i 20 anni che ha trascorso nella bottiglia.

Portati in modo magnifico... restituisce luce su luce, quasi ne fosse lui stesso la sorgente.

Si libera di un iniziale stato di prigionia dei profumi in pochi minuti, per cominciare a cantare con una voce di "roccia dolce".

Ardesia, scheggiata e bagnata, condita di miele, cedro ed erbe aromatiche salate.

Poi pesca bianca, mughetto e rosa della stesso colore, come se non volesse ancora liberarsi degli aromi di gioventù.

L'idrocarburo é distillato in pura eleganza, per nulla sfacciato, per certi versi ancora solo parzialmente espresso.

Dimostra nei profumi molti meno degli anni che ha... forse una bottiglia che andava aperta fra 10 anni.

Il sorso é elettrico, di un'acidità sferzante, ancora una volta sono stupito e colpito... per la prima volta mi trovo a pensare quasi, e sottolineo quasi, sopra alle righe.

Si avverte la dolcezza solo per un attimo, ma dopo un istante entra in uno stato di perfetto equilibrio.

Destinato anche questo a crollare, per cedere di nuovo ad una incontenibile freschezza che asciuga la bocca.

Chiude con una sorprendente sensazione gessosa, bagnata da aromi di dragoncello e pompelmo.

Voto?

Un freddo numero non può esprimere la magia di questo vino pagato la "follia" di 7.5 Euro

Giusto per curiosità... 30,6 g/l di zuccheri residui e 8,6 g/l di acidità, quindi un vero e proprio Riesling di tradizione.


Bottiglia aperta con attenzione, usando il cavatappi a lamelle. 

Champagne Chardonnet et Fils – "Tradition Fluerie" Brut n.m.

70% Chardonnay, 30% Pinot Noir (???) – 12%


E' un'etichetta personalizzata, quindi non ho riscontro sul sito del produttore su cui si nota anche una cosa curiosa: é un RM di Avize, ma nessuno dei suoi Champagne sembra rivendicato come Grand Cru.

Nel bicchiere si mostra giallo limone, intenso e bellissimo, riflette in modo accattivante la luce.

Un buon esordio... completato da bollicine abbondanti, seppur non così minute.

Diretto e semplice nei profumi, di autolisi, agrumi freschi e pesca gialla, piacevole ma piuttosto indistinto.

Secco al gusto, con bolla viva e pungente, dal sapore acerbo, fragrante e appena con una vena erbacea.

Chiede in modo corretto, ma non si allarga.

Il naso nel frattempo si é fatto un filo più complesso, con ricordi di anice e decisamente spostato ora sul floreale.

E' stato lavorato con una mano attenta, ma forse la materia prima non era di livello assoluto.

Faccio fatica a salire sopra agli 83 punti.

Bottiglia comprata in osteria, per una cifra fra i 20 e i 30 Euro... non ricordo di preciso.