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lunedì 30 dicembre 2013

Tenuta Pacherhof – AA Valle d'Isarco Kerner 2012

100% Kerner – 13.5%


Mi fa pensare ad una lama di giacchio, freddo e trasparente, gocciola lungo le pareti del bicchiere, sembra proprio che pianga.

Dal calice salgono profumi di ortica, felce, salvia e appena lievi ricordi di Riesling giovane, il suo nobile genitore.

Pesca bianca, ananas sciroppato, acacia, verbena, tarassaco e tanti altri fiori gialli.

Un delizioso mix fruttato e fragrante.

Al gusto una punta di consistenza e grassezza che dura solo un attimo, é giovane e rincorre la perfetta amalgama delle sensazioni, poi salato.

Raggiunge il limite del piccante, prima che la freschezza ne fermi la salita, e allora diventa succo, succo e ancora succo.

Il gusto dell'uva.

Rinfrescante, elegante, lontano dalla eccessiva morbidezza di altri Kerner, aiutato dalla posizione geografica e da un'annata che si annuncia molto buona.

Lascia, dopo tanti secondi, una bocca con un bellissimo aroma di caramella alla menta.

Almeno 86 punti, ma in prospettiva a crescere nel giro di qualche mese.

Consigliato dal proprietario durante la visita in cantina: aveva proprio ragione.

Pagato, appunto in cantina, 10.6 Euro.

Di quelli che ho preso da Pacherhof é quello che é costato meno, e quello che mi ha dato maggior soddisfazione.




sabato 28 dicembre 2013

J. Hofstätter – SüdTirol Pinot Bianco "Barthenau Vigna San Michele" 2009

100% Pinot Bianco – 13.5%


Ero un pò preoccupato, ma i timori se ne sono subito andati.

Un vino che non conoscevo, non avevo idea se fosse o meno longevo, con ormai diversi anni alle spalle.

Uno dei pochi bianchi prodotti a Mazzon.

Ho sempre pensato che essendo Pinot Nero e Pinot Bianco vini "fratelli", dove viene bene il primo, viene per forza bene anche l'altro.

Anche se il Pinot Bianco in genere é meno esigente, infatti gli Hofstätter lo coltivano nelle vigne più alte dell'altopiano, lasciando al Pinot Nero la parte più bassa del cru Barthenau.

Il colore toglie ogni dubbio, giovane, pallido nonostante la lunga sosta in legno, per altro grande.

Sulla superficie, portando il bicchiere in piena luce, si colgono sfumature colorate molto particolari, che sembrano quelle dell'arcobaleno.

Ricco di materia, ruota lentamente nel bicchiere e risale profondamente il calice.

Profumi penetranti di fiori gialli, albicocca e frutta gialla matura, polline, miele e propoli.

Appena mentolato, giusto un timido ricordo.

In bocca é salato, morbido e riscaldante, facendolo scorrere fra lingua e palato si percepisce in modo nitido la sua ricchezza e il suo spessore.

Ha un gusto quasi speziato, con quel ricordo di noce moscata che é un marchio distintivo dei Pinot Bianco dell'Alto Adige che invece, nei profumi, mi era sfuggita.

Lo completa un elegante aroma di erbe di montagna essiccate.

Nel frattempo, tornando al calice, i profumi sono diventati più freschi e mi fanno d'istinto pensare al succo di pesca.

Nel complesso, una versione aristocratica di Pinot Bianco, come si addice alla nobiltà austera della famiglia Hofstätter.

Ma non per questo, meno disponibili di altri quando, come mi é capitato, ci si rivolge a loro per chiedere informazioni.

Per certi versi anche piuttosto distante da altri Pinot Bianco dell'Alto Adige, ma pur sempre un bel vino.

Merita almeno 86 punti.

Acquistato per 15 Euro nella mia Enoteca d'estate a Fié dello Sciliar.

(foto trovata in Internet, originali perse causa crash del telefonino)



giovedì 26 dicembre 2013

Az.Agr. Monterossa – Franciacorta Brut "Cabochon" 2008

70% Chardonnay, 30% Pinot Nero – 12.5%


Colore giovane, perlage abbondante e irruento, formato da bollicine finissime che cercano la loro strada verso la superficie in catenelle veloci e contorte.

Questo e la forma del tappo, a pochi minuti dall'apertura, tradiscono una sboccatura recente.

Il crash del telefonino mi ha fatto perdere le foto che di solito faccio alle etichette come pro-memoria, e non ricordo se la data fosse riportata.

Comunque, 7 mesi di preparazione del vino base e i 40 mesi sui lieviti dichiarati, si arriva come minimo ad autunno 2012.

Nei profumi emerge il rosso, in parte di fiori, ma sopratutto di frutta... ciliegia e di prugna, decisamente mature, al limite del candito.

Una delicata sensazione di crema pasticciera di sottofondo, cipria e nocciola.

Infine emerge una nota salmastra, più che evidente.

Sembra che sia dominato dalla percentuale minoritaria di Pinot Nero, amplificata dal passaggio in legno della cuvée, ma ascoltandolo con attenzione viene fuori anche lo Chardonnay.

Al gusto dimostra coerenza.

La bollicina irruente e frenetica vista nel bicchiere diventa appena, e aggiungerei piacevolmente, pungente in bocca.

Ci sta, é uno spumante ancora giovane.

Anche nel sapore si conferma l'impressione di frutta rossa e una iniziale, grande sapidità, che si spinge molto in alto.

Per trovargli un limite, bisogna aspettare che la temperatura salga appena.

Il dosaggio si sente subito... su questo punto in Franciacorta non ce la possono proprio fare, é più forte di loro.

Fintanto che é ben fresco, é quello che serve per tenere a bada la grande sapidità, ma appena si scalda...

Comunque la soluzione é semplice, lo si serve ben freddo e lo si beve subito.

Ho provato a chiedere all'Azienda la percentuale degli zuccheri residui, mi hanno cortesemente risposto mandandomi la stessa scheda infomativa disponibile sul sito, ma senza il dato che avevo chiesto...

Rimarrà un mistero.

Avevo chiesto anche un parere sulle annate, e hanno preferito non sbilanciarsi.

Questo 2008 mi sembra comunque un'annata decisamente ben riuscita, direi che si possa fermare appena sotto alla soglia dell'eccellenza.

Diciamo 88 punti.

Dopo il primo calice, il tempo di trascrivere le impressioni, ho l'abitudine di fare un secondo assaggio.

Le bollicine sono ancora lì, sempre finissime, e la natura agrumata dello Chardonnay é più facile da cogliere, sotto forma del profumo della scorza di limone ben maturo.

Forse non ha un'estrema complessità al naso, ma, appena versato. l'eleganza del sorso é evidente.

Non ho idea del prezzo, questa bottiglia é un regalo, ma in Internet si trova sui 30-32 Euro e per giri strani (intendo occasioni...) anche a meno.

La cosa particolare, come accade per gli spumanti Ferrari, é che in cantina non costa meno.




martedì 24 dicembre 2013

Weingut Garlider – Mittenberg IGT Veltliner 2011

100% Veltliner – 13.5%


Ho confrontato gli appunti della degustazione dell'annata 2011, con quella già pubblicata del 2010.

Almeno nei profumi, sarebbe stata una fotocopia.

Un discorso diverso invece al gusto.

Più morbido, rotondo, avvolgente il 2011, sempre dal sapore e aromi di roccia, ma che invoglia meno alla beva.

Negli assaggi degli ultimi 2 anni anni di questa cantina, mi é sembrato un pò il filo conduttore.

La ricerca di una maturità in gioventù che mi é parso sia diventata eccessiva.

Non gli darei più di 84 punti, per 12.4 Euro la bottiglia.

Qualche punto e qualche decimo di Euro in meno rispetto alla meravigliosa annata 2010.

Ci stanno...




Weingut Falkenstein – AA Val Venosta Riesling 2011

100% Riesling – 13%


Tappo a vite Stelvin+, con il logo della FIVI, bello, elegante e pieno di significati.

Il colore non ha la minima sfumatura di giallo, é un verdolino perfetto.

Mi lascia stupito nella ricchezza.

Mentre ruota nel calice risale le pareti in altezza e quando lo blocco si ferma quasi subito.

C'é sicuramente della materia.

Nei profumi, comincia quasi su un'unica nota, quella degli idrocarburi.

Poi, a piccoli passi, con qualche minuto all'aria inizia a distendersi ed esce il Riesling giovane con un floreale dolce e avvolgente.

Camomilla, earl grey, tiglio insieme a note muschiate, quasi aromatiche...

Idrocarburi e frutta e fiori freschi diventano complici, si sommano, si impreziosiscono.

Rispetto al calice di Sandbichler di Castel Juval che ho sentito la sera precedente, manca, inevitabilmente, quel soffio di Botrytis...

Avesse avuto anche questo, pur così giovane, sarebbe stato da eccellenza.

Naturalmente ho semplificato, le differenze sono anche altre, a cominciare sopratutto dall'età delle bottiglie.

Al gusto l'ingresso é di classe, in linea con i profumi che aveva già espresso, ma lo sento appena troppo di spessore, glicerico.

Gli manca quella sferzata di acidità che mi sarei aspettato da un Riesling di appena 2 anni.

E' troppo equilibrato, già ora.

Bello, piacevole, ma... alla fine risulta un pò corto o forse, senza voler essere troppo esigenti, solo non lunghissimo.

Conferma la vena non felice del 2011.


Mi fermo a 86 punti, e i 15.4 Euro che l'ho pagato in enoteca non mi sembrano così pochi.



domenica 22 dicembre 2013

Weingut Hofstätter – AA Gewürztraminer "Kolbenhof" ????

100% Gewürztraminer - ??.? %


Una degustazione al bicchiere presso il Wanderhotel Europa a Siusi, quando l'ho visto sulla lavagnetta non ho saputo resistere.

Non ci ho nemmeno provato, a dire il vero... sembra quasi incredibile, ma non lo avevo mai sentito prima.

Ho evitato di chiedere alla cameriera di mostrarmi, per non fare la figura del fanatico (o meglio non far capire che lo sono), quindi non ho idea di quale millesimo sia.

Sul momento non avevo pensato di trascrivere queste note, ma alla fine mi ha colpito, le impressioni sono rimaste, e il notes si é come aperto da solo.

Nel piccolo calice mi é apparso di un bel dorato intenso, con una bella luce vivace.

Profumi dolci, con una bellissima rosa gialla che ormai raramente si trova nei Guwürztraminer, frutta tropicale matura e una aroma di arancia candita che é cresciuto progressivamente nel bicchiere.

Commento di Cristina... sembra un vino da dessert.

Certo, ci può stare...

Anche al gusto l'attacco é dolce, ma é una dolcezza che smette subito di essere la protagonista principale.

Diventa solo uno sfumato retrogusto, immerso in ricordi di litchi, melone maturo e pesca sciroppata.

Veramente particolare, mai sentito un Gewürztraminer che gli somigli...

Con un piatto altrettanto fuori dagli schemi, squilibrato, che abbia ad esempio una grande sapidità, andrebbe alla stragrande.

Mi é piaciuto... strano ma di sicuro nobile.

La bottiglia era sicuramente aperta da qualche giorno, tappata solo con il suo sughero, ma questo non gli toglie i suoi 87 punti.




domenica 15 dicembre 2013

Cantina di Terlano – AA Sauvignon "Winkl" 2012

100% Sauvignon – 13.5%


Ha ancora una decisa sfumatura verdolina, con una bellissima luce di una purezza da pietra preziosa.

Profumi dalle 1000 tonalità, in cui il varietale del vitigno si esprime più con le erbe che non con note verdi.

Menta e timo, ananas, un lieve sbuffo di miele e appena un ricordo di resina.

Il flash che si forma nella mia mente é il bosco di conifere, nel pomeriggio, quando il sole scalda il terreno e gli alberi trasmettendo quei ricordi minerali e balsamici.

Un filo speziato di anice, e il dolce fiore bianco del sambuco.

In bocca ha un'acidità nervosa, elettrica, che trova sostegno nella sapidità da un lato e combatte con una morbidezza glicerica e la forza dell'alcol dall'altro.

Per ora, é la freschezza che prende il sopravvento...

Prima si avverte lo spessore del vino e poi, dopo aver mandato giù il sorso, la bocca rimane asciutta e quasi tirata.

Questo é la sua unica debolezza, manca ancora di amalgama, che gli verrà solo con il tempo, come tutti i grandi vini, che da giovani mostrano già tutte le caratteristiche da cavallo di razza, ma non sono ancora domati.

L'aroma iniziale di caramella alle erbe aromatiche, poi evolve verso gli agrumi e infine chiude al limite del salato.

Per 11.4 Euro bisognerebbe comprane una cassa, metterla in cantina, e cominciare a stappare fra 1 anno.

Winkl da 87 punti, per ora...

A detta della Cantina di Terlano, il migliore Winkl degli ultimi anni.




sabato 14 dicembre 2013

Pfannenstielhof – Südtiroler Blauburgunder 2010

100% Pinot Nero – 14%



Anche questo vino, compagno fedele delle mie estati Alto-Atesine, é stato sacrificato con un bel accompagnamento di carne alla griglia.

E' chiaro che in queste situazioni, la degustazione é un pò distratta, meno attenta di quanto dovrebbe...

Rubino pallido, con bordo dalla sfumatura granato.

Profumi che ricordano la frutta rossa matura, un pò timido, va molto meglio al gusto con bell'equilibrio nonostante l'alcol importante.

Rimane un piacevole aroma di violetta e dimostra una bella struttura.

E' giovane, si deve ancora completare, quindi si ferma ad 82 punti.

Questa é una delle mie piccole-grandi cantine preferite.

Pagato 12.3 Euro all'emporio di bevande di Telfen.


Cantina di St.Maddelna – AA St.Maddalena Classico "Huck am Bach" 2012

90% Schiava, 10% Lagrein – 13%


Premiato, insieme ad altri, come miglior "Santa Maddalena" alla Vernatsch Cup 2013.

Non é stata una degustazione attenta, ha accompagnato la nostra tradizionale grigliata di Ferragosto a Siusi.

Rubino di grande trasparenza, al limite superiore del chiaretto.

Profumi tipici, si trovano subito la ciliegia fresca e la pasta di mandorla che si conferma anche negli aromi di bocca.

Al gusto é piacevole, scorrevole, rinfrescante, poco impegnativo come la Schiava può, e a volte deve, essere.

Per "ben" 6.1 Euro alla Coop di Castelrotto, si merita pienamente i suoi bei 84 punti.


domenica 1 dicembre 2013

Francesco Rinaldi e figli - Barolo Doc 1968

100% Nebbiolo (?) - 13%


Mi piace usare il cavatappi a lamelle, Un tappo secco, con una consistenza granulosa, viene via docile senza far resistenza e senza rompersi.

Una piccola soddisfazione, quella di aver usato bene lo strumento giusto, di aver giudicato bene.


Perchè usato su un tappo non incollato, avrebbe fatto più danni che altro.


Il tappo è piccolo, per metà macchiato di rosso, buon segno... la bottiglia è stata conservata stesa.


E non ha odori strani.


Niente Decanter, decido che o ha tenuto o lo shock della violenta aerazione dopo 40 anni rovinerebbe del tutto ciò che si è conservato.


Nel bicchiere é mattonato al centro con bordo aranciato.


Ha comunque una buona massa colorante e il colore è vivo, per niente cupo.


Forse, forse... Comincio a sperare.


Faccio girare il bicchiere e il vino mi segue pesante e compatto, glicerina ancora ne ha.


Profumi sottili, ma interessanti da seguire con attenzione.


Nessuna riduzione, niente di sgradevole, solo un pò timidi.


Marmellata di arancia, chinotto e terra rossa.


No! Nei profumi non è morto...


Tabacco dolce, sottobosco polveroso, fiori appassiti, ma non di violetta.


Evolve in qualche minuto a frutti più neri raggiungendo la marmellata di mirtillo e china.


Basta... Ora lo assaggio.


Al gusto è... al gusto mi sembra... DOLCE !!!


E' solo un'impressione, ma il primo pensiero è stato quello.


Alcol avvertibile, ma non da 13%, sicuramente nel 1968 hanno arrotondato per eccesso.


Morbido, certamente, ma tannino inavvertibile, freschezza ormai sparita e giusto un'ombra di mineralità.


Praticamente un Barolo che non è più un vino rosso.


Difficile parlare di persistenza, visto che gli aromi sono ormai appena avvertibili.


L'ho trovato strano, ma allo stesso tempo interessante e non privo di fascino.


Inutile parlare di punteggio, lo darei di affetto, ha quasi la mia età.


Tenuto conto dei sui 45 anni, mi verrebbe voglia di stare alto.


E mi chiedo: ad esempio, un Kurni dopo così tanto tempo come potrà mai essere?


A sensazione direi messo molto peggio.


Finirò la bottiglia, per rendere omaggio al 100% al lavoro di quel vignaiolo che nel 1968 ha faticato per mettere in bottiglia il miglior vino possibile.

Un regalo da un collega Sommelier, che ringrazio tanto.





domenica 3 novembre 2013

Cantine Tollo – Montepulciano d'Abruzzo Doc "Cagiòlo" Riserva 2008

100% Montepulciano d'Abruzzo - 14.5%


La prima volta che ho sentito un Montepulciano d'Abruzzo é stato negli anni 90, in Svizzera, offerto da un cliente che aveva appunto origini abruzzesi e parlava un strano slang "italo-franco-abruzzese" che era uno spettacolo.

In quegli anni non avevo ancora la passione per il vino, e di quella bottiglia non ricordo nulla, ma iniziando a trascrivere queste note mi é tornata in mente quella scena...

Il tappo é lungo, degno di una riserva, con parecchio sedimento nella parte interiore.

Sicuramente si tratta di un vino non filtrato e la ricchezza di pigmenti propria del Montepulciano ha fatto il resto.

La massa di colore é in effetti importante, arriva a lasciare un velo colorato sulle parete del bicchiere.

Un rubino, nero, in cui si coglie in modo distinto un orlo sorprendentemente ancora porpora.

E ancora più sorprendente é la vivacità di questo colore, che non mi sarei proprio aspettato.

Confesso, sui vini del Sud parto sempre prevenuto.

A bicchiere fermo emerge una leggera tostatura che con il liquido in movimento lascia spazio a profumi neri di prugna, mirtillo e mora.

Sono profumi freschi, appena verso la gelatina, resi più rossi dal contributo del ribes appena colto.

Un piccolo contributo di fiori e un sottofondo dolce di spezie quali vaniglia, ginger, cioccolato e cacao.

Il primo sorso mi piace molto.

Ha 14.5% di alcol ma quasi non si sentono, domina ancora una volta una giovane freschezza e un tannino, appena asciugante, ma con nessuna impressione astringente.

Rilascia un aroma di ciliegia matura, e nell'insieme ritorna ancora quell'impressione di frutta fresca.

Manca forse un pò di sapidità, che non avrebbe guastato in coerenza con i ricordi minerali che non ho sentito nei profumi.

Anche la lunghezza pur non essendo eccessiva, é senz'altro corretta e forse rafforza quell'impressione di bevibilità e piacevolezza immediata che mi ha dato alla prima impressione.

Il 2009 ha ricevuto i 3 Bicchieri del Gambero Rosso, questo, a mio parere, ha una leggera mancanza di personalità per poterli ricevere.

E poi temo di essere di manica meno larga...

Io penso che si possa collocare intorno agli 87 punti, che non é proprio poco.

Non ho idea del prezzo, la bottiglia mi é stata gentilmente omaggiata per sapere il mio parere da un amico.





domenica 27 ottobre 2013

Weingut Kobler – AA Merlot Kretzer "Kotzner" 2011

100% Merlot – 14.5%


E' un rosato, quindi dovrei definirlo "chiaretto", ma forse come tonalità é anche oltre... difficilmente senza saperlo lo penserei come un rosato.

Bellissima luminosità, estremamente vivace.

Il primo profumo che mi conquista é una nitida ciliegia, ben matura.

Per molti versi mi ricorda un Santa Maddalena, di quelli tradizionali, che io preferisco, che hanno però un frutto appena più croccante.

E naturalmente il Kotzner non può avere la classica pasta di mandorla.

In compenso, seguono ricordi di acqua di pomodoro, genziana, rosa rossa e macedonia di fragola.

Un leggerissimo sottobosco, appena un accenno vegetale di olive verdi.

In bocca si sente che é figlio del Merlot.

Perfettamente secco, non avverto un minimo di residuo zuccherino e ne sono ben contento.

Ha morbidezza e spessore, riscalda bene la bocca, la freschezza cede il passo alla sapidità.

Lascia un sapore di frutta rossa matura, che ti accompagna per diversi secondi.

I rosati sono una bella sfida per il vignaiolo, spesso risultano incompleti, ma non é questo il caso.

Il Kotzner é un vino completo, soddisfa la vista, nei profumi e al gusto.

Come gli altri vini di Armin, più per accompagnare il pranzo che per rendere nel calice da degustazione.

Mi fermo a 84 punti, ma quando avrò abbinamenti strani, questo sarà un punto di riferimento.

Pagato 11.5 Euro nella pluri-elogiata (da me, naturalmente) enoteca di Fié.

Naturalmente anche questo con tappo Stelvin+.




Champagne Mondet – Brut "Intense" n.m.

80% P.Meunier, 20% P.Noir – 12 %


Grandi aspettative, nome impegnativo, stupenda bottiglia in vetro blu che è piaciuta un sacco anche ai miei figli.

Il colore non é intense, ma un paglierino estremamente chiaro che trasmette una bella luce, vivace.

Vivace anche il movimento creato dalle bollicine nel bicchiere, perlage esuberante e vorticoso, la superficie é un vero ribollire di piccole esplosioni.

Profumi però semplici, ricordano il mondo vegetale fresco e una frutta a bacca gialla croccante.

Non riesco a tirar fuori altro... carino, tecnicamente perfetto, ma piuttosto... mi viene trasparente.

In bocca la sapidità arriva e supera il limite dell'amaro, non ha altre componenti del gusto che la tengano a bada.

In sottofondo aleggia un evidente dosaggio che lo rende dolciastro.

Questo dolce, con il finale amaro non é per nulla piacevole e quella impronta fruttata caratteristica del Meunier é completamente mancante.

Un vino, o forse una bottiglia, decisamente sbagliata che non merita più di 78.

Penso che sia la prima volta che mi viene da assegnare un voto così basso ad uno Champagne.

Il prezzo non é alto, viene 17.4 Euro (comunque uno dei più alti per questa Maison) e me lo ha procurato una cara amica.

Di questa cantina, ho preferito di molto il Brut base...



Come si può vedere, un dosaggio non piccolo per uno Champagne, un pò una caratteristica di questo produttore.

La bottiglia é davvero bella, però...



domenica 20 ottobre 2013

Weingut Kobler – AA Chardonnay "Ogeaner" 2010

100% Chardonnay – 13.5%



Il 2010 si conferma una ottima annata e lo si vede anche da questa sfumatura di giallo dell'Ogeaner, che mantiene ancora qualche venatura di verdolino.

Bello anche il movimento nel bicchiere, prende facilmente velocità e mi lascia sperare in un sorso scattante, piacevole, che non appesantisce i sensi.

Profumi che ricordano la nocciola, ananas, pesca gialla e il mondo degli agrumi nella forma di scorza di cedro e pompelmo.

A chiudere, una spruzzata piccante di timo e rosmarino.

Al gusto si percepisce la sua morbidezza, che lotta contro una sapidità agrumata.

E negli aromi riflette in modo coerente i profumi.

La parte glicerica é importante, ma nel complesso arriva quasi all'equilibrio ottimale a cui dista per appena un filo di freschezza.

O forse é solo l'orientamento iniziale del mio gusto...

Infatti, a partire dal secondo bicchiere, la sua piacevole rotondità mi ha completamente conquistato.

Potrebbe anche essere un piacevole aperitivo, ma é accompagnando un pasto che lo si può valorizzare alla grande.

E' tappato con il bellissimo Stelvin+, che ancora una volta dimostra come questa chiusura non sottragga nulla alla tenuta dei vini.

Armin Kobler é un produttore, ma prima di tutto una persona, che stimo per la dedizione totale al proprio lavoro e per quel senso di ironia e auto-critica che emerge spesso in quello che scrive.

Spero che Lui sia contento di come ho descritto questo vino frutto della sua passione di vignaiolo.

E come punteggio, l'Ogenar potrebbe stare intorno ad 86 punti.

Ho pagato questa bottiglie 9.5 Euro nella mia enoteca preferita di Fié dello Sciliar.

Proprio questa enoteca, mi fece conoscere per prima i vini di Armin, quando diversi anni fa, mi propose il suo bellissimo e originale Pinot Grigio.

sabato 19 ottobre 2013

Cantina di Terlano – AA Pinot Bianco Ris. "Vorberg" 2010

100% Weissburgunder – 13.5 %


Questo é il primo dei miei vini dell'estate in Alto Adige, con un ritardo ormai cronico di quasi 2 mesi sulla trascrizione delle degustazioni.

Appare come un cristallo freddo e lucente.

Lo spessore nel colore, testimonia il passaggio in legno grande e la ricerca della maturazione perfetta delle uve fino a stagione avanzata.

Quest'anno, nel 2012, hanno atteso fino ad inizio ottobre con tanto di nevicata sui vigneti più alti.

Si muove compatto e mentre lo servo, con il bicchiere ben lontano dal viso, comincio ad avvertire in modo nitido l'intensa eleganza dei profumi.

Quando lo avvicino, la fragranza si distende in ricordi freschi di mandarino e ginestra, dolci di canna da zucchero e frutta a polpa gialla matura, solleticanti di erbe aromatiche.

Quasi si sente il dragoncello e la salvia.

La salvia mi colpisce... non dovrebbe nemmeno esserci, ma a volte capita quando i vini sono dotati di un'aromaticità così intensa.

Poi polline e torta al limone, il tutto circondato dalla splendida mineralità salata dei bianchi di Terlano.

E' veramente intrigante in questo suo essere un multifaccia di fruttato, dolce, agrumato e salato.

Un profilo olfattivo che racconta in modo diretto la bellissima annata che é stata il 2010.

In bocca entra subito fresco, poi sapido e dopo qualche secondo arrivano i sapori.

Ha un gusto ancora più floreale, le erbe aromatiche forse di un soffio più verdi.

Appena diverso negli aromi, ma tale e quale in complessità e finezza, perfetta replica anche nei singoli riconoscimenti.

Poi... nonostante la sua ricchezza, i suoi 13.5% di alcol, riesce comunque ad apparire come un sorso leggero.

E l'equilibrio, quasi sorprendentemente, é ancora spostato verso la gioventù.

Dopo averne mandato giù un sorso, il sapore rientra ad ondate, ha un picco, poi cala e poi si rialza, così per decine di secondi.

Ma tanto, viene subito la voglia di riempirsi di nuovo il bicchiere.

Un Vorberg da 90 punti almeno... qualche volta l'eccellenza sta anche da questa parte delle Alpi.

In offerta a 13.9 Euro all'emporio di bevande di Rio di Pusteria, ne avrei dovuto prendere una cassa.

Bello, bello, bello

La magia del Vorberg



sabato 5 ottobre 2013

Soc.Agr. Patria – Etna Bianco Dop 2012

Carricante, Catarratto, Minella – 12.5%


Colore profondo, al limite del dorato, nemmeno troppo vivace... l'annata torrida del 2012 (Alto Adige a parte), si vede anche da questa tonalità calda.

Profumi intensi di frutta tropicale matura, banana e melone bianco, con una generale sensazione smaltata un pò forte.

Mi pare di avvertire anche i sentori speziati dolci della vaniglia, così come dole é il ricordo dei fiori di tiglio, miele leggero e polline.

In bocca ha una freschezza appena avvertibile, che la sapidità non riesce a compensare... troppo slegato, alla fine risulta piuttosto squilibrato.

L'alcol, se non altro, si sente davvero poco e gli aromi, coerenti con i profumi, sono meno invasivi e riescono anche a rimanere integri per diversi secondi.

Come gusto, complessivamente, non é nemmeno così negativo.

E' un vino che ho acquistato al Supermercato, per pura curiosità, poteva essere una bella sorpresa e per certi aspetti, considerando quello che gira sugli scaffali, lo é anche stato.

Ad essere generosi potrà essere sui 77 punti.


Non mi ricordo il prezzo, ma direi più vicino ai 10 Euro che non ai 5.






D. de Marroniers – Chablis 1er Cru Montmains 2007

100% Chardonnay – 13%


Togliendo la capsula, ho notato una leggera colatura laterale del tappo.

E' un vero peccato, ho atteso tanto tempo questo vino, dopo il prima assaggio più di 3 anni fà, aveva ancora una acidità così sopra alle righe che mi faceva ben sperare.

Il colore però mi apre ancora alla speranza, nessuna sfumatura di ossidazione, anzi... paglierino pieno con riflessi appena verdolini.

E la speranza si rafforza, nei profumi che sanno di cedro maturo, pesca bianca, erbe aromatiche, melissa, roccia e capperi sotto sale.

In bocca é salato, tende quasi al limite dell'amarognolo, e la freschezza é ancora quasi come me la ricordavo.

Ma risulta un pò vuoto, manca di spessore.

Forse qui il tappo debole qui ha fatto i suoi danni... ma accidenti se taglia ancora.

O forse, anche il contributo di un'annata che non mi ricordo molto felice.

Nobile ancora nei profumi, bello da vedersi, il punteggio però, per questo vino ormai incompleto, non può andare oltre a 82.

Acquistato dall'importatore un sacco di tempo fà, penso fosse sui 14.9 + IVA.

Ne ho ancora una bottiglia, e su questa ripongo grande fiducia.





Mondet – Champagne Grande Réserve Brut n.m.

60% P. Meunier, 20% P. Noir, 15% Chardonnay – 12%


Colore che ricorda una sabbia rossiccia, il contributo delle uve a bacca nera si vede già da questa sfumatura.

Perlage irruente, vorticoso, con bollicine molto fini.

Profumi freschi di lieviti e frutta a bacca rossa croccante, ribes e prugna in maturazione.

Un leggero vegetale ancora fresco e una sfumatura dolce di zucchero filato.

Al gusto la bollicina punge, ha una bella entrata aggressiva... mi piace come si pone ai sensi.

Ritorna il frutto croccante, un pò indistinto, difficile da individuare, in parte agrumato, delle prime arance di stagione.

Ottima la freschezza, nonostante il dosaggio importante, lascia la bocca piacevolmente acidula, in fretta, senza impegnarla a lungo.

Bella questa impostazione, anche se lo trovo poco identificabile nei profumi e sopratutto negli aromi.

E' come sentire un aroma che piace, con la giusta composizione di sensazioni, senza riescire a capire di cosa sappia di preciso.

Questo é un pò spiazzante...

Per essere l'entry level della Maison, a 13.5 Euro, il rapporto qualità/prezzo é ottimo.

Mi fermerei a 83 punti.

Viene direttamente dalla Francia, tramite una cara amica.

Leggo dai dati tecnici un dosaggio di 9g/l (si sente) e 3 anni sui lieviti (avrei detto meno, vista la freschezza)