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domenica 28 ottobre 2012

Markus Molitor – Mosel Riesling "Haus Klosterber" 2008

100% Riesling – 11.5%



Verdolino appena tinto di giallo, naturalmente vivace come ogni degno figlio della Mosella.

Alla rotazione, a dispetto del basso titolo alcolometrico, si muove comunque con una certa importanza.

Nei profumi la prima impressione è di citronella, salvia e fiori bianchi mentre il minerale di idrocarburi rimane ancora lontano, e forse non arriverà mai.

C'é invece un ricordo minerale intermedio fra la roccia e la gomma bruciata.

Il tutto aleggia su un sottofondo di caramella dolce.

Manca di sprint, manca di charme, non ha difetti evidenti, ma risulta monotematico.

In bocca, come mi aspettavo, ha una freschezza quasi acidula a cui si unisce, senza tuttavia fondersi, il dolce di un avvertibile residuo zuccherino.

Però manca di amalgama e anche al gusto non convince.

Non penso sia questione di tempo, é ormai un 2008 e se aveva i numeri qualcosa doveva già uscire.

Si tratta di un'espressione non felice del nobile Riesling Renano, in una versione senza Predikat, che nell'insieme risulta corretto, ma ordinario.

E' il prodotto entry-level, seppur di un grande produttore, che non può meritare più di 76 punti.

Si tratta di un regalo, quindi non ho un'idea precisa sul prezzo della bottiglia. 

Penso, e spero, che si collochi fra i 5 e i 10 Euro.



St. Michel Eppan – Südtirol Weissburgunder "Schulthauser" 2011


100% Pinot Bianco – 13.5%

Luce fredda e bellissima, con sfumatura verdolina quasi metallica.

Profumi freschi e dolci in cui spicca la pesca bianca che identifica chiaramente il vitigno.

Gli agrumi sono ben maturi, così come il melone, sempre bianco, con un ricordo rinfrescante di erbe di montagna e caramella alla menta.

In bocca si esprime con morbidezza ed equilibrio, con il calore dell'alcol che esce appena alla distanza.

La coerenza aromatica é perfetta: anche in bocca lascia un'impressione di credo e caramella balsamica.

Chiude con una lunga scia sapida.

A bicchiere vuoto, sembra proprio di mettere il naso in un bicchiere di granita alla menta.

Devo essere onesto, mi ha dato l'impressione di un vino stilisticamente perfetto ma che manca un pò di cuore.

Una fredda bellezza, a cominciare dal colore, che gli valgono 84 punti.

Pagato appena 8.05 Euro, nell'emporio di bevande di Telfen a Siusi allo Sciliar, lo Schulthauser non manca mai nel bagagliaio della mia macchina quando rientro a Bologna.




domenica 21 ottobre 2012

Domaine de la Pépière – Muscadet Sèvre et Maine Sur Lie 2010


100% Melon de Bourgogne – 12%

Il mio primo Muscadet, sono quasi emozionato... 

Di questo vino se ne parla sempre ai corsi così male che é scattata la molla del "non può essere vero".

Nel bicchiere é di un paglierino molto chiaro, ma senza nessuna traccia dei sedimenti che il sur lie avrebbe anche potuto giustificare.

E che comunque a me non danno alcun fastidio...

I profumi sono fragranti di frutti e fiori bianchi, ricordano la pasta fresca di pane, il muschio bianco, pompelmo e lime.

Già da questo, mi aspetto un vino con un'acidità viva ed elettrizzante.

Dandogli un pò di tempo per alzarsi di temperatura, il profilo si addolcisce di biancospino, tiglio e compare la pera matura.

In bocca l'attesa freschezza non si smentisce, ma emerge un corpo, dovuto ai 6 mesi sur lie in acciaio, che é invece assolutamente inatteso.

L'acidità, veramente vibrante, é esaltata da un leggero, ma evidente, pétillant di anidride carbonica residua.

Complessivamente ha una bella lunghezza e una chiusura che é un mix di pompelmo con un tocco di aromaticità.

Nella sua semplicità, per chi ama il genere, non può meritare meno di 84 punti.

E' un altro dei vini proposti da Wouter e nel catalogo di Terrovin é probabilmente quello con il prezzo più basso, e forse quello con il miglior rapporto qualità/prezzo, con solo 6.82 Euro cui aggiungere l'IVA e le spese di spedizione.

Naturalmente "uve da agricoltura biologica"


Devo confessare che la faccia di Marc Olivier, che riporto per simpatia, ha avuto un ruolo decisivo nel desiderio di sentire i suoi vini.

Con un'espressione così, il suo Muscadet non poteva certo essere banale.


E anche il disegno della gallina non é niente male...



domenica 14 ottobre 2012

Champagne Yves Ruffin – Brut Premier Cru s.a.


50% Chardonnay, 50% Pinot Noir – 12%



Come prima cosa mi sento di ringraziare la gentilezza e la professionalità di Madame Ruffin.

Ho comprato Champagne direttamente dal produttore diverse volte, e quel velo di freddezza che in altre occasioni ho spesso percepito, con Sylvie Ruffin si é trasformato in una grande cordialità.

Sono diventato curioso di provare i suoi vini dopo aver letto una serie di belle recensioni, prima sulla guida "Le migliori 99 Maison di Champagne" e poi nei post di Enogea.

Questa volta, invece della flûte, ho deciso di usare il calice da degustazione visto che avevo ancora in mente le immagini della serata di venerdì, durante l'École de Champagne.

Nel bicchiere il perlage é quello che corrisponde ad una sboccatura recente, con catene di bollicine che partono da diversi punti nel bicchiere e salgono veloci verso la superfice rimanendo minute.

Il colore é un paglierino pallido ma pieno, forse per effetto del passaggio in rovere, senza sfumature verdoline e con una bella luce.

Del passagio in legno questo é l'indizio più evidente, con appena un accenno nei profumi, sotto forma di nota dolce, e nessuna influenza sul gusto.

La prima impressione é quella di frutta, in parte agrumi e in parte a polpa, poi gesso e fiori bianchi.

Mettendo a fuoco, gli agrumi sono cedro maturo a cui, con il tempo, piano piano si sostuisce il profumo della buccia della mela golden.

Evindente anche il sentore dei lieviti.

Appena messo in bocca, mi é venuto in mente di quando parlo dell'incisività che un Metodo Classico dovrebbe avere al gusto... e qui ci siamo.

La pungenza dell'anidride carbonica é piacevolmente evidente e, sarà anche un Brut, ma ho l'impressione che il dosaggio sia veramente basso.

Ha una bella freschezza, coerentemente agrumata, che ricorda nettamente il pompelmo anche per quella punta appena amarognola che si crea per via della bocca che rimane perfettamente asciutta.

Non ha una lunghezza importante, ma non si smetterebbe mai di riempirsene il bicchiere.

Uno Champagne base, che nel suo modo di essere coerente e diretto, può rappresentare in modo perfetto il concetto stesso di questi vini.

Spese di spedizione comprese, alla fine, é una bottiglia che ho pagato meno di 24 Euro, e sicuramente non vale meno di 86 punti... con la netta sensazione di fargli un torto.

Davvero un Coup de Couer.

Champagne Yves Ruffin é un RM di Avenay Val d'Or, conduce i vigneti con agricoltura biologica certificata dal 1971, usa solo lieviti indigeni e, da quello che ho letto in una scheda tecnica, ha meno di 49 mg/l di solforosa.

La vinificazione é in botte grande di acacia dai 12 ai 30 hl.

Se questo é il Brut, non vedo l'ora di sentire l'Extra Brut... che ho letto definire come "Extra-Brutale".




sabato 6 ottobre 2012

Weingut Garlider – Südtirol Eisacktaler Veltliner 2010


100% Veltliner – 13.5%


La visita alla Cantina Garlider la ricordo ancora molto bene.

Ci si arrivava attraverso una strada stretta fra la montagna e uno strapiombo, con le vigne a riempire quello che é letteralmente un burrone in cui si estende tutta la proprietà della piccola azienda.

Questa bottiglia però, viene dalla mia enoteca preferita di Fié dello Sciliar, e mi costata l'onestissima cifra di 12.8 Euro.

Il Veltliner di Garlider é un punto di riferimento per tutta la Valle d'Isarco mostrando un'eleganza e una ricchezza che altri produttori devono ancora raggiungere.

Finita la mia lezione a Zola, Lombardia-Trentino-Alto Adige, ho creato l'occasione per sentire insieme ai colleghi questo vino e scambiare qualche commento.

Nel bicchiere é bellissimo, con un colore pieno e una tonalità che é allo stesso tempo dorata, ma con una sfumatura di verde.

Consistenza, movimento compatto, ruotando il bicchiere si crea un imbuto profondo... lascia pensare ad un vino pieno e ricco di morbidezza.

I primi profumi sono di frutta matura, erbe aromatiche, sale, roccia e un pizzico di pepe bianco.

Il Veltliner é il vitigno che in Valle d'Isarco riflette più di ogni altro la mineralità dei terreni.

Poi i profumi cambiano, diventano più freschi, emerge il cedro, il dragoncello, il rosmarino e la menta.

Un naso piccante e pepato, vivo.

In bocca é una successione di freschezza, morbidezza e infine sapidità.

Inizia con un sapore dolce di albicocca che poi si trasforma in un agrumato pompelmo reso ancora più reale da un piacevole retrogusto amarognolo.

Volume e profondità, senza stancare.

Dopo aver sentito un vino, nel ritornare ai profumi si trovano spesso delle belle sorprese.

La trasformazione é andata avanti.

I frutti sono sorprendentemente ancora più freschi, con in primo piano l'uva spina e la prugna gialla ancora da maturare.

Ne risulta quasi una nota aromatica.

Allo stesso tempo emerge un ricordo speziato di cioccolato bianco.

Veramente bello, e davvero ricco, forse anche impegnativo negli abbinamenti, si merita almeno 87 punti.