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domenica 8 aprile 2018

🍷 Vignai da Duline - COF Ronco Pitotti Chardonnay 2015

Il bello del mondo del vino sta anche in questo, pensi di aver costruito delle certezze e poi arriva il calice che te le smonta. 


A soli pochissimi giorni dall'assaggio di 4 magnifici Meursault, mi trovo davanti ad un vino così. Simile, se non nelle sensazioni, senz'altro come stile, rigore, intransigenza minerale. Tuttavia non è Francia, bensì Italia... anzi Friuli, Manzano, Ronco Pitotti. 

Mi consolo nell'essere in buona compagnia. Jean-Marc Roulot, assaggiando questa stessa bottiglia a Venezia, propose a Federica e Lorenzo un viaggio d'incontro in Borgogna. 

Sono subito catturato dalla ricchezza del profumo, all'inizio dolce, senza un solo indizio burroso o vanigliato, bianchissimo di fiori, che durano però solo il tempo necessario ad inspirarlo profondamente. 

Allora il registro cambia, in modo netto, cresce un'immagine intensamente minerale, di sabbia rovente, unita al frutto, giallo, maturo, e tantissima spezia. Pesca, zenzero, ananas candito, sgomitano fino a lasciar spazio ad un ultimo respiro salmastro, di conchiglia e ostrica. 

In bocca è pazzesco, potrei azzardare senza timore di non aver mai sentito fin'ora una salinità così concentrata, incisa. Equilibrio e volume passano allora in secondo piano, scorre raccolto, nemmeno un filo di grassezza, aromatico di ginestra, mirabelle e resina, finale di metallo e iodio, sorso illuminato dal sole. 


"Luce e pietra" sono le parole usate da Armando Castagno per introdurre Meursault, questo il punto di unione...



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