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domenica 23 aprile 2017

Échelle... - CaliciVivi e il Pinot Noir, Godò 05/04/2017


Ho conosciuto Matteo tramite Vania, Mario e Alfredo, tutti insieme abbiamo condiviso belle serate, ricordo un'allegra degustazione di Riesling a Correggio terminata ben dopo mezzanotte, con chitarra e canto... in effetti ha una bellissima voce.




Non lo avevo mai sentito parlare di vino e mi é piaciuta molto l'emozione, dichiarata e manifesta, che lo ho preso ad inizia serata... se ce l'ha Lui che queste cose le fa per mestiere, allora posso avercela anch'io quelle poche volte in cui mi trovo con un calice in mano davanti ad un pubblico.

Una degustazione non facile, difficile trovare il taglio giusto dell'esposizione in occasioni di questo tipo, perché davanti potresti avere super appassionati, ma anche persone solamente curiose. 

La chiave di lettura é sempre la semplicità, e Matteo l'ha trovata facendoci percorrere la scala della gerarchia del Pinot Noir, dall'austerità di un Blauburgunder, fino alla completezza di un Grand Cru di Morey-Saint-Denis.

Molto Alto-Atesino, autunnale, ma con una declinazione piacevolmente alleggerita rispetto ad altri dello stessa zona, il 🍷 Pinot Nero 2012 di Maso Thaler, che mai come in questa annata ho trovato così centrato sul suo territorio. Sono contento per i fratelli Motta, la via dei 20 mesi in bottiglia sta dando i suoi frutti.

Spirito Toscano nel 🍷 Civettaja 2013, una versione allegra e per certi versi anche un po' chiassosa di Pinot Nero, giovane, dinamico, nel colore e nelle sensazioni, certamente con qualche piccola sbavatura che gli si perdona ben volentieri.

Contentissimo di risentire il 🍷 Pinot Nero Dalzocchio 2010... naso stupendo, esattamente come lo ricordavo, con ancora un'incantevole violetta che non dovrebbe mai mancare nei vini di questo meraviglioso vitigno. In bocca, tuttavia, quella struttura esile che ha sempre avuto, comincia a cedere dopo 7 anni. Siamo a Rovereto, va bene così.

Il 2010 di Catherine & Claude Maréchal, sarà stato perché in magnum, sarà stato lo spirito di Volnay, ma la grazia e la completezza di questo calice hanno proprio brillato. Servito e partito alla pari con il vino di Elisabetta, con cui inizialmente condivideva la leggerezza minerale del sorso, in pochi minuti ha messo la freccia ed é decollato su altri piani astrali di profumi e aromi.

Muscolare, potente, succoso, persino tartufato, il 🍷 Gevrey-Chambertin 2005 del Domaine Marchand-Grillot, spinto da un'annata magica, si é lasciato alle spalle appena qualche grammo di grazia, ma da gustare con il “guancialino” non ha avuto rivali.

Infine, gotha della serata, il 🍷 Clos de Lambrays 2006 del Domaine de Lambrays. L'ennesima conferma che i Grand Cru di Borgogna, non giocano quasi mai di impatto, ma di sorpresa e profondità. 

Non c'é mai nulla fuori posto, conquistano a poco a poco, crescono il progressione, una ricchezza olfattiva che esprime persino aromi da bianco, una mineralità insinuante e soprattutto la definizione... ogni profumo, ogni aroma, é sezionabile, preciso, individuabile, puro.

Degna conclusione della serata, stranamente più fresca dei giorni che l'hanno preceduta, il “Guancialino con polenta e funghi”, saporito e tenero, che ho piacevolmente spazzato svuotando accuratamente i sei calici che avevo davanti. Bravissimo Massimo Cappi.



Questi i vini degustati:

🍷 Maso Thaler - Alto Adige Pinot Nero 2012 (85/86 🎲)
🍷 Podere della Civettaja - Toscana Igt Pinot Nero 2013 (86/87 🎲)
🍷 Dalzocchio - Vigneti delle Dolomiti Igt Pinot nero 2010 (86/87 🎲) 
🍷 Catherine & Claude Maréchal - Volnay 2010 (89 🎲)
🍷 Domaine Marchand-Grillot - Gevrey-Chambertin 2005 (87/88 🎲)
🍷 Domaine de Lambrays - Clos de Lambrays Gran Cru 2006 (92 🎲)


🍷 Maso Thaler - Alto Adige Pinot Nero 2012 (85/86 🎲)


Rubino al centro che sfuma gradualmente verso il granato, bella luce, trasparenza perfetta. Naso terroso e ferroso, il frutto é mirtillo croccante, poi cannella, un profumo austero, ma così ben definito che porta serenità, lo completano sbuffi di eucalipto. Sorso sapido, di bacche rosse e mature, la giusta morbidezza, tannini ben levigati, riscalda appena, contrappone una freschezza più che adeguata. Il legno é comprimario senza dominare, regala un'impressione vellutata, il ritorno al naso lo trova più dolce e speziato, arricchito di liquirizia. Bella tenuta all'aria durante la serata.


🍷 Podere della Civettaja - Toscana Igt Pinot Nero 2013 (86/87 
🎲)


Un magico rubino in pienezza, vivace e pulsante. I profumi sono polposi di frutta scura, dolci di amarena, appena mentolati, minerali di grafite, humus, infine viola carnosa. Sorso che parte sottile, il volume arriva dopo qualche secondo e porta un frutto rosso, fragola e pomodoro ben maturi, ricordi ematici in punta di piedi. Scorre bene, gustoso, piacevole, lascia una bocca ben asciutta sui laterali. Magari ha una leggera sbavatura stilistica, si concede qualche aroma non proprio nitido, ma con il lavoro dell'ossigeno diventerà molto più sereno. Seconda bottiglia, servita a fine serata, persino superiore.


🍷 Dalzocchio - Vigneti delle Dolomiti Igt Pinot nero 2010 (86/87 
🎲


Rubino più cupo, risalta nel confronto con il calice che lo ha preceduto, orlo decisamente granato, bella la trasparenza, non vivacissimo. La violetta che aveva la prima volta che l'ho sentito più di 2 anni or sono é ancora ben nitida, la seguono ribes, lampone, terra calda bagnata dalla pioggia estiva, una leggera vaniglia. Sorso succoso, ha ancora freschezza, snello, appena diluito ma con tanta mineralità che ne caratterizza il finale, insieme ad un ricordo di erbe aromatiche. Tannino praticamente trasparente, ancora un bel bicchiere, ma la sensazione é che sia ormai all'apice. Il ritorno ai profumi trova cannella, cereali e fiori gialli.


🍷 Catherine & Claude Maréchal - Volnay 2010 (89 🎲)



Si tratta di una magnum, il colore é un granato con orlo dalla sfumatura mattonata. Tantissime spezie nei profumi, fungo, piccoli frutti rossi, fragolina, lampone, gelatina di mirtillo, mora, corteccia essiccata. Sorso leggero e profondamente minerale, inizialmente nella saporosità ricorda il Pinot Nero della Dalzocchio, ma già con maggiore freschezza e salinità. Poi letteralmente decolla... al naso crescono sensazioni muschiate e di scorza d'agrumi, la bocca diventa più dolce e guadagna in volume, i sapori di frutta si amplificano raccolti però in un elegante finale jodato. Panettone e uvetta a bicchiere vuoto, bottiglia che mi sarebbe piaciuto avere in cantina.


🍷 Domaine Marchand-Grillot - Gevrey-Chambertin 2005 (87/88 🎲)



Rubino vivace, denso, con orlo granato. Profuma intensamente di amarena, grafite, tabacco, un tocco leggero di legni aromatici, dolcezza di marmellata di fragole, rosa scura e un sottofondo decisamente tartufato. Sorso pieno, muscolare, tirato di succo di lamponi e nel complesso giovanissimo, un tannino che non ha ancora nessuna voglia di farsi domare, finale con sensazioni minerali e fumè che ritorneranno anche al naso a bicchiere vuoto. Il vino più potente della serata, decisamente quello più gastronomico.


🍷 Domaine de Lambrays - Clos de Lambrays Gran Cru 2006 (92 🎲


Granato al centro, con bordo aranciato, ma di una vivacità e con una luce che incantano. I profumi hanno un esordio sottile, per prima arrivano gli agrumi, freschi di arancio e mandarino, segue un passaggio di fumo, fiori e frutti gialli, orzo, erbe aromatiche e balsamicità. In bocca é giovanissimo, ha un allungo minerale pazzesco, non ha nulla che non funzioni, speziatura e mineralità vengono fuori nitide alla masticazione, l'equilibrio é perfetto, un finale saporito di ciliegia candita. L'assaggio ha spiegato le ali ai profumi, l'arancio é diventato più maturo, prima cedro candito e poi ancora chinotto, il floreale più dolce, le sensazioni “da bianco” si arricchiscono di zucchero di canna. Pura eleganza, nessuna ostentazione di forza, “perché i Grand Cru sorprendono, quasi mai nella potenza” (cit. Matteo Pessina).








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