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domenica 21 maggio 2017

Henry Prudhom & Fils – Puligny-Montrachet “Les Enseignières” 2014

 100% Chardonnay - 13%


Una bottiglia rimasta da una serata di chiacchiere e assaggi mi concede il lusso eremitico di poter "cenare", termine del tutto esagerato, per una volta non solo, ma con la compagnia di un calice di Borgogna.

Il mattino seguente avevo ancora negli occhi l'immagine aromatica del primo assaggio, assolata, luminosa, litoranea... appena avvicino il naso al bicchiere la ritrovo subito intatta, ugualmente intensa, così piccante di pepe, fresca di pompelmo, pungente di timo.

La sensazione balsamica di eucalipto apre le narici, lascia insinuare una sottile speziatura dolce di cioccolato, un'ampiezza aromatica che ancora non vuol trovare un confine... ci sono anche resina, pietra focaia e contorni fumé.

Meno dolce di un Meursault, più vicino ad uno Chablis ma con diversa espressione minerale e una maggior impronta speziata, complessità degna di un Puligny da Cru superiore, manca appena di serenità. Esprime tuttavia il fascino unico di quel vitigno straordinario che è lo Chardonnay, esaltato dal suo luogo di elezione.

Sorso vibrante, freschezza e salinità competono per mettersi in primo piano, nella lotta portano un attimo di apparente spessore, alla fine è la prima che prevale, guidando la bocca verso una sensazione asciutta e jodata.

Certamente manca di volume, in bocca gli aromi non hanno così tanti colori, ma scorre libero, quasi da goloso "vin de soif", un vino dal profilo estivo e un sapore profumato di agrumi gialli e fiori di campo.

Poche centinaia di metri nella direzione della pendenza e avrebbe avuto tutto un altro blasone, ma sarebbe stato un vino completamente diverso e dal prezzo irraggiungibile… le classificazioni di Borgogna hanno radici che arrivano dalla geologia del Giurassico medio, decise da fatti che hanno almeno 160 milioni di anni.

Un semplice Village ma giovane, un bel futuro davanti per i prossimi anni senza farne passare tanti, ne ho messa da parte qualche bottiglia, il 2014 è stata una buona vendemmia per i bianchi della Côte d’Or.




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